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Recensione: Samurai Warriors Chronicles, guerre feudali in 3d!

Samurai Warriors Chronicles

  • Piattaforma: Nintendo DS
  • Publisher: Tecmo Koei
  • Software House: Omega Factor
  • Recensione: Samurai Warriors Chronicles, guerre feudali in 3d!

    Le guerre feudali giapponesi arrivano su Nintendo 3DS con Samurai Warriors Chronicles, nell’ennesima trasposizione della serie Musou di Omega FactorKoei. L’ambientazione scelta questa volta è il periodo Sengoku, epoca che durò dal 1478 al 1605, e che portò attraverso spietate battaglie all’unificazione del paese sotto lo shogunato di Ieyasu Tokugawa. Nel gioco vengono affrontate tutte le grandi battaglie dell’epoca dal punto di vista dei vari schieramenti, da quella di Okehazama che vide l’ascesa di Oda Nobunaga fino al famosissimo scontro a Sekigahara, passando dal tradimento a Honno-Ji.

    The more things change…

    Chi conosce la serie lo sa: quando si parla di Dynasty Warriors non esistono mezze misure. O si ama talmente tanto la formula e l’idea dariuscire a passar sopra alle numerose iterazioni sempre similissimi tra loro; o si liquida il marchio come uno dei peggio gestiti dell’industria videoludica. A scanso di equivoci va detto sin dall’inizio che anche in questo caso gli sviluppatori hanno deciso di attenersi alla formula con grandi battaglie campali e personaggi storici in grado di sgominare da soli interi eserciti. Non mancano però una serie di piccole ma fondamentali innovazioni, che rendono Samurai Warriors Chronicles uno dei capitoli oggettivamente meglio riusciti dell’intera saga.

    Una delle novità è la presenza di un protagonista anonimo e inedito, che diventa il trait d’union dei vari eventi narrati e l’avatar del giocatore. La personalizzazione è in questo caso minima, e si limita alla scelta del sesso e di pochi accessori, ma il personaggio diventa il pretesto narrativo perché il giocatore possa incontrare in un’unica storyline tutti i daimyo dell’epoca, partecipando in un modo o nell’altro a tutti gli eventi entrati nella storia. Questa scelta introduce anche un’altra novità della serie: come nelle migliori visual novel, dopo ogni scontro sarà possibile scegliere uno dei membri del proprio schieramento con cui andare a fare una chiacchierata. Così facendo sarà possibile assistere a interessanti siparietti e aumentare il livello di amicizia con il personaggio scelto, che porta a vantaggi sul campo di battaglia e in alcuni casi a sbloccare nuove battaglie e scenari alternativi.

    The more they (don’t) stay the same…

    Naturalmente il valore di ogni episodio della serie si vede sul campo, e da questo punto di vista Samurai Warriors Chronicles non delude, a partire dalla parte grafica. Scenari e personaggi sono ben realizzati e affascinanti, e il motore grafico del Nintendo 3DS viene sfruttato per portare ai giocatori campi di battaglia vivi e convincenti. Rimangono una serie di problemi tipici del gioco e gli avversari diventano visibili solo a breve distanza, ma la mappa sullo schermo inferiore permette in parte di rimediare alla difficoltà. In questo senso anche il 3d mostra i muscoli, e si dimostra uno dei meglio realizzati della lineup di lancio della console. Il campo acquista profondità e naturalezza, rendendo Samurai Warriors Chronicles forse IL gioco da mostrare agli amici per fargli capire tutte le potenzialità del nuovo portatile.

    Il gioco in se rimane quello conosciuto, ma Koei ha deciso di frazionare ogni scontro in piccole missioni a tempo, che cambiano radicalmente il ritmo e il fluire del gameplay, rendendolo snello, dinamico e adrenalinico. Che si tratti di sconfiggere quattro avversari in quattro luoghi diversi in un minuto, o di impedire l’incontro tra un proprio alleato e un membro dell’esercito avversario, diventa fondamentale la gestione del party, composto da quattro membri che a cui è possibile dare ordini in qualsiasi momento tramite il touch screen e la mappa che si trova su di esso. Una volta indirizzati gli alleati basta un tocco per passare da un personaggio all’altro per affrontare le sfide proposte dal gioco, in una frenetica corsa contro il tempo in cui per vincere non basterà più premere furiosamente i tasti di attacco.

    Ogni personaggio ha un proprio stile di combattimento e può essere equipaggiato con diverse armi, oltre a possedere una serie di abilità speciali caricabili combattendo, che permettono di ottenere vari bonus, dall’aumento di attacco e difesa alla possibilità di fermare o rallentare lo scorrere del tempo e così via. A questi si aggiungono poi gli attacchi Musou che hanno reso famosa la serie e che una volta caricati permettono combo violentissime.

    Le modifiche nel gameplay bastano a rendere Samurai Warriors Chronicles un’esperienza nuova e fresca nel panorama delle serie Koei, pur lasciando il gioco saldamente ancorato alle origini.  A vederla con lucidità si tratta sempre della solita minestra, e anche i vari scontri si assomigliano tra loro non poco. La maggior parte del tempo però il sistema di distrazioni messo in piedi dagli sviluppatori funziona alla grande, coinvolge, tiene svegli e incollati allo schermo in preda all’adrenalina per l’ennesima missione da portare a termine in tempi brevissimi.

    Sekigahara!

    Vale la pena, in definitiva, di calarsi ancora una volta in un mondo che ormai ha la sua età? Non c’è una risposta semplice: gli appassionati della serie ameranno Samurai Warriors per il modo in cui porta su schermo ancora una volta gli eventi e i personaggi che hanno reso famosa la serie, presentando alcuni dei miglioramenti che erano così necessari; gli appassionati di beat’em up potrebbero trovare finalmente la porta giusta per entrare in battaglia, e i detrattori della serie comunque non troverebbero nessun buon motivo per sentirsi finalmente coinvolti. A ogni modo Samurai Warriors Chronicles è finora la miglior trasposizione portatile della serie, e viste le meccaniche particolari, potrebbe essere uno dei migliori episodi usciti finora.

    La scelta rimane ai giocatori: saranno disposti ancora una volta a dare fiducia a una serie che in parte è sempre la stessa anche con i miglioramenti, il ritmo e il character design decisamente affascinante? Chiedetevelo, insomma. E poi rispondetevi, tenendo presente che per la prima volta potrete interpretare Oda Nobunaga in 3d, che non è cosa da poco, diamine!

    Inside The Game

    • Nuove meccaniche rendono il gioco fluido e coinvolgente
    • Buona la parte strategica
    • Ottima grafica e 3d

    Outside The Game

    • E' sempre la stessa cosa
    • Protagonista anonimo
    Voto:

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