Quando è stato annunciato The 3rd Birthday, seguito dei due famosissimi capitoli di Parasite Eve risalenti al periodo d’oro Squaresoft della PsOne, i fan di mezzo mondo hanno stappato una boccia buona e hanno festeggiato.
Cosa poteva andare storto? Avevamo una protagonista con le palle (scusate il francesismo), un’ambientazione moderna, un sistema di combattimento ibrido che, incredibilmente, divertiva! Sarebbe bastata una nuova trama con le stesse caratteristiche della protagonista, e BAM! Campione di incassi.
Invece, come purtroppo spesso accade nelle recenti produzioni Square-Enix, la volontà di innovare a tutti i costi un genere (quello dei giochi di ruolo giapponesi) che gli appassionati vorrebbero invece sempre uguale ha permesso l’uscita nei negozi di…questo.
The girl knows how to shoot!
Cosa è diventato The 3rd Birthday? Eh… non è facile descriverlo, ma potremmo tentare così: third person shooter con elementi rpg. Fondamentalmente ogni missione vi vedrà impegnati nella sistematica eliminazione di ogni nemico presente nelle varie aree metropolitane che il gioco mette a disposizione del giocatore. Fortunatamente però non ci troviamo di fronte alla brutta copia giapponese di Gears of War!
Le meccaniche di gioco infatti sono davvero divertenti, e in questo non si può negare che gli sviluppatori abbiano fatto un ottimo lavoro! La catastrofe che ha colpito New York (di cui “cercheremo” di parlare nel prossimo paragrafo) e che fa da prologo alle vicende narrate nel gioco non è altro che un pretesto per permettere alla nostra bella Aya Brea di viaggiare nel tempo attraverso un macchinario appositamente ideato. Grazie a questa fantastica invenzione, lo spirito della nostra eroina potrà possedere i corpi di qualsiasi essere vivente nel passato con lo scopo di cambiare il futuro. Ecco dunque che, con la semplice pressione di un tasto, è possibile passare alla possessione spirituale di qualsiasi soldato presente nello stage, riuscendo da una parte ad utilizzare le armi impugnate dal personaggio in questione, dall’altra a salvarvi la pelle se la barra della vita dello sventurato di turno sta raggiungendo lo zero… Una volta posseduto un soldato però, The 3rd Birthday altro non è che un TPS con mira automatica… potrete influenzare in minima parte le scelte dei png che accompagnano Aya nella sua missione (chiedendo loro di sparare al vostro stesso bersaglio), ma al di là di quello c’è davvero poco altro da fare se non sparare, sparare, sparare (date un’occhiata al video qui sotto, è preso dalla prima missione ed è in giapponese, quindi zero spoiler!).
Dove sono gli elementi gdr, direte voi…Beh, semplicemente, quando Aya riuscirà a riempire la barra “Liberation” uccidendo i nemici negli stage, potrà scatenare i poteri nascosti nel suo DNA e incrementare temporaneamente il suo potere di attacco, di difesa o la rigenerazione della vita. Per ottenere gli effetti desiderati dovrete combinare il codice genetico della protagonista con speciali segmenti di DNA che si ottengono dall’eliminazione dei mostruosi Twisted. Senza dubbio un buon sistema di crescita del personaggio, ma è un peccato che il tutto sia relegato alla sola modalità “overdrive” che ricopre una percentuale minima del tempo speso a crivellare i nemici!
The girl doesn’t know how to tell a story!
Dove The 3rd Birthday fallisce miseramente però è nella parte narrativa… chiunque abbia mai letto una mia recensione sa che prediligo inserire, prima di qualsiasi altra cosa, un breve riassunto della trama del gioco.
Sapete che vi dico? Che davvero in questo caso non saprei dove iniziare! E’ tutto così confuso, ogni personaggio un momento sembra buono, e il momento dopo è cattivo senza giustificazioni plausibili, i nemici sono fiacchi e poco convincenti…che disastro Square-Enix! Vi basti sapere che alla vigilia di Natale 2012 New York, e come lei anche le altre maggiori città del mondo, è stata invasa da misteriose “radici” viventi, i Babel, che hanno iniziato a mutare i cittadini in mostri senza cuore, i Twisted. In poco tempo mezzo mondo è trasformato, e un anno dopo l’agente Aya Brea, che ha perso la memoria in circostanze misteriose e non ricorda nulla del suo passato, collabora con una nuova sezione anti-Twisted per tornare indietro nel tempo e modificare eventi chiave con lo scopo di cambiare il futuro.
Come premessa, me ne rendo conto, tutto appare fantastico! Il problema è che le varie missioni, che dovrebbero essere finalizzate alla correzione del passato, non portano praticamente effetti di sorta nel presente, e il finale del gioco non risponde affatto alle numerosissime domande che il giocatore si pone per tutta la durata della campagna! Un momento, in realtà il finale è migliore di quanto potessi sperare visto l’andazzo del gioco, e per lo meno il mistero dietro Aya Brea viene risolto… sul fronte Twisted però tutto tace! Che Square-Enix si stia preparando ad un quarto capitolo? Francamente, dopo questo mezzo fiasco, mi auguro vivamente che la serie sia lasciata a riposare in pace!
Tirando le somme
Dunque, consigliamo il gioco? No, probabilmente no. Se siete fan accaniti di Parasite Eve probabilmente giocare a The 3rd Birthday vi porterà a desiderare la disintegrazione completa dell’UMD, vista la mancanza di un filo conduttore coerente, la protagonista più moscia della storia dei videogame e l’assenza quasi totale di riferimenti ai passati capitoli della serie (a cominciare dal titolo). Se invece cercate un buon action per PSP che vi terrà impegnati per almeno una decina di ore allora potreste aver trovato un buon candidato…anche se, lo sappiamo tutti, di titoli migliori per la piccola console Sony ne trovate a bizzeffe.
R.I.P. Parasite Eve





Io, per la prima volta, sono in un certo senso poco concorde con la recensione del nostro Dollo.
Due premesse:
*Non l’ho ancora giocato, quindi è un giudizio legato al materiale audio visivo.
*La rece è come sempre goduriosa ed è un piacere leggerla.
Detto questo, non mi trovo d’accordo con le premesse, perchè da tempo sapevamo che questo non sarebbe stato PE3 e non a caso non ha quel titolo. E’ un TPS per stessa ammissione degli sviluppatori, quindi non ho ben capito le critiche. Si allontana dai dogmi della serie e questo può non piacre (a me non piace ad esempio
) o fare felice parte di un pubblico più votato all’azione.
Credo sia un gioco che andrebbe valutato dimenticandosi i due capitoli regolari su PSX, preso di per sè come FPS action.
capisco cosa vuoi dire, ma se leggi bene dico un po’ ovunque che le meccaniche di gioco mi sono piaciute eccome! è poco vario, dato che il tutto si risolve in 6 stage sparatutto.
La critica principale che muovo al gioco è l’essere completamente estraneo alla serie parasite eve! Io di norma accolgo bene le innovazioni, ma non andrebbe dimenticato che il gioco è inquadrato in una serie più grande! Quindi pollice in su per la nuova svolta action (che è stato l’unico motivo per cui sono riuscito a finire il gioco), ma pollice versissimo per le scelte narrative! Aya Brea di the 3rd birthday non ricorda nemmeno da lontano la protagonista di parasite eve…non vado oltre per non fare spoiler, ma anche la spiegazione fornita nel finale, se anche è plausibile, comunque non mi ha convinto proprio!
questi giorni sono stati caratterizzati da varie mail divertite tra me e luca mogini che non siamo riusciti a cogliere praticamente nulla di quello che accade nel gioco! ripeto, il finale spiega molto….ma non saranno in tanti quelli che accetteranno di giocare 6 missioni senza capo nè coda in attesa di una conclusione che spieghi il 50% di tutti i misteri che vengono a galla!
Magari questa diversità è dovuta proprio alla volontà di creare una distanza dalla versione tradizionale di Aya. Nno credo che Square-Enix voglia bruciare la carta Parasite Eve, e come al solito, PSP vine utilizzata come terreno di sperimentazione per novità che in generale finiscono per confluire nei titoli “veri” per console maggior (penso al sistema di schivata in God of War: Chains of Olympus).