Lettera aperta ad un “nintendaro” teneramente confuso [verso il 3DS e… oltre!]

Lettera aperta ad un “nintendaro” teneramente confuso [verso il 3DS e… oltre!]

Quella che vi propongo di seguito è una lettera aperta (anche se tale definizione non è esattamente appropriata, ma vabbè…) ad uno dei nostri più valenti utenti, ossia brema82. Senza indugiare oltremodo, introducendovi in maniera superflua la mia risposta alla sua discussione sul forum, dò immediatamente la parola a lui. Dopodiché troverete il mio intervento.

Sabato sera.

Per la precisione, un ingrato sabato sera, seguito di una giornata che mi aspettavo sollazzante e sollazzosa, in grado invece di regalarmi( quasi ) esclusivamente giramenti di valvole assortiti.

Una di quelle serate nelle quali si è talmente acidi ed avulsi dal resto della compagnia, da immergersi solitari in infiniti voli pindarici mentali proiettati ad un futuro cupo, bieco e senza la pentola d’oro al termine dell’arcobaleno, per intenderci( e se non ci si è intesi non preoccupatevi: sto straparlando ).

Incipit: oggi ho acquistato Ocarina 3D.
Come da programma, ci ho passato sopra tre o quattro ore.
Anzi, più che da programma direi, visto che la serata, tra mugugni e feeling….al momento non raggiungibili, ha consigliato di tirare fuori dalla tasca il mio bel 3DS color acqua blue e continuare l’avventura.

Vado dritto al punto che ha scatenato il ” pippone mentale ” di cui sono preda: lo preferisco in 2D.
Oh, al di là del fatto che si potesse fare di meglio, in 2D è nettamente più godibile.

Cos’è che mi regala la stereoscopia?
Un effetto simpatico della pioggia?
Un paio di fasci di luce più vivi del solito?
Caspita….

Ok, ma a discapito di cosa?
Del ritrovarmi un quintale di scalette in più, del dimezzare il frame rate, di una luminosità inferiore e di colori meno caldi e pieni.

Eh, ma magari questo remake( by Grezzo, mica Nintendo; ma non preoccupatevi che ci tornerò dopo su ‘sto argomento…..il bremapensiero stavolta è stato implacabile ) è un caso isolato, dirà qualcuno.
Ma anche no, posso rispondere tranquillamente.

Al momento ho acquistato quattro titoli per Nintendo 3DS: SSFIV 3D, Dead or Alive: Dimensions, Pilotwings Resort e, appunto, Ocarina of Time 3D.
Tutti, e dico tutti( un po’ meno il picchiapicchia capcomiano….), soffrono dello stesso problema.

A questo punto, nella mia testolina si fa strada un’ipotesi: non è che Nintendo ha tirato fuori un hardware troppo poco performante per sostenere la stereoscopia in maniera ottimale?
Stereoscopia che, tra l’altro, dopo qualche ” wow ” causato inizialmente, non è che sia un qualcosa che mi faccia strappare i capelli, in onor del vero….

Finita la partita e la riflessione in oggetto, chiudo il 3DS e lo fisso, manco stessi attendendo che, davanti ai miei dubbi rispondesse: ” Oh, **zzo vuoi? “.
Mi dico: ma non è che ‘sta consolina non è niente di speciale?

La mia anima nintendosa gela di colpo, un angioletto con il viso di Miyamoto sbuca da un angolo e mi guarda con fare deluso.
Mi sento in colpa, ma proprio non riesco a fare a meno di pensare che, stavolta, Iwata e co. abbiano preso una bella cantonata.

Più lo paragono al suo predecessore e più il nuovo handheld Nintendo ne esce con le ossa rotte.
Diciamoci la verità: il 3DS non offre un’unghia dell’originalità portata in dote, anni orsono, dal piccolo portatile dei miracoli.
E’ una versione potenziata e leggermente ampliata del concetto originale, nemmeno troppo al passo con i tempi: un touch screen a cui è vietato diventare multi touch, un’infrastruttura online più casta di una monaca ed una connettività sicuramente marcata ma non ancora ” totale “.

Questo, quando all’orizzonte si profila PS Vita.
Non avrei MAI pensato di dirlo, ma Sony si è dimostrata, al momento, più sveglia e fantasiosa di Nintendo nello sviluppo di un hardware.

PS Vita è un mostriciattolo potente quanto le attuali console HD, con uno schermo multitouch, sensori di movimento, retro pad, due analogici, connettività estremamente marcata, praticamente 24/7( perlomeno nella versione full optional ) e sarà venduta, euro più, euro meno, nella stessa fascia di prezzo della piccolina made in Kyoto.
Ah, e la batteria sostanzialmente ha la stessa durata, non è che serva una centrale nucleare per far girare quel popò di roba mostrata fino ad oggi.

Insomma, una macchina poliedrica che sulla carta sembra in grado di proporre nuove tipologie di gameplay, tanto divertimento ed una freschezza che forse rimarrà sconosciuta al nintendino.

Il pensiero vola veloce, la panoramica sulla mia amata Nintendo prosegue e coinvolge tutti i progetti in essere( ? ) nella mega-super-iper sede centrale situata nel Mushroom Kingdom.

Risparmiandovi l’atroce listone che sono sicuro vi sareste aspettati a questo punto, ho notato una tendenza evidente all’outsourcing.
Perchè Nintendo ha avuto bisogno di Monster Games per sviluppare Pilotwings Resort?
E perchè un progetto importante come Ocarina 3D è stato affidato a Grezzo?
Luigi’s Mansion torna e, dopo gli iniziali sussulti di piacere, notiamo che è stato preso in dote da Next Level Games.

Ma tra qualche second party e un po’ di studi esterni si potrebbe anche andare avanti, eh.

In più, ciliegina sulla torta, il Wii U.
Chiarimento preventivo: sono tuttora fiducioso, l’idea alla base del progetto mi intriga, le terze parti sembrano( perlomeno in parte ) disponibili, e siamo nel classico momento in cui tutto è bello e promettente, anche perchè alla fin fine non sappiamo ancora un cappero di niente.

Il Wii U dicevamo, giusto?
Ok: presentazione confusa e zero software.

In più, si viene pure a sapere che le third parties, a parole importantissime per il progetto prossimo venturo di Iwata e soci, non sono ancora in possesso dei dev kit più performanti( che saranno poi quelli definitivi? ), dev kit che arriveranno a luglio. O__O

Insomma: una console che dovrebbe arrivare sul mercato tra un annetto, per cui al momento non c’è software se non una manciata di porting da console HD, massimo risultato raggiungibile vista la mancanza di dev kit aggiornati.

Mi cala la palpebra( che bel sabatoooo, yuppieeeee!!!! ), e dunque credo sia meglio arrivare alla conclusione: io vedo una Nintendo confusa ed in estrema difficoltà, una Nintendo che sta sbagliando quasi tutto lo sbagliabile, che non riesce a sostenere il ritmo di produzione necessario per rimanere ai vertici, e che sta pure finendo il carburante dell’originalità e dell’innovazione, caratteristiche da sempre trainanti nella politica della casa di Kyoto.

O popolo di ITG, non rendete vano lo sproloquio di cui mi sono reso protagonista, dite la vostra senza paura di ferire il mio cuoricino foderato da una salopette blue.

Che tanto poi è colpa di ‘sto sabato infame eh, della stanchezza.
Si, perchè mi basteranno un paio di annunci per Wii U ed un paio di partite a Skyward Sword e Mario 3DS perchè la Nintendo Difference mi trascini tra le sue dolci braccia.

Perlomeno one more time.

Non solo ho letto il tuo post per intero, brema, ma già prima delle ultime quattro righe mi sono ritrovato a pensare: “ecco cosa mi mancava a me per tentare una diagnosi un attimino più lucida dello stato in cui versa Nintendo!“. E qual è quel quid che mancava al sottoscritto? L’affezione!

Non lo trovo né un limite, né un pregio… ma proprio non riesco a provare un così smodato amore per quella o quell’altra casa di sviluppo. Ci riesco limitatamente a qualche titolo, forse qualche serie. Ma con i produttori di hardware ho sempre arrancato. Sì che Nintendo è un caso a parte, visto che, a differenza di altri, da sempre, “se la suona e se la canta” – come si diceva un tempo.

La Nintendo Difference sta proprio in questo andamento binario che la compagnia di Kyoto si trascina sin dai propri albori. “Quale che sia la piattaforma, se è Nintendo si deve vedere, diamine!“. Questo è un marchio di fabbrica! Nintendo è Il Videogioco, ed è bene ricordarlo a tutti quei ragazzini che, bontà loro, si confrontano da poco con questo variopinto settore. Da piccolo, quando ancora il videogioco mi era estraneo quanto la vita, non sentivo mai nessuno dire: “vado a giocare ai videogiochi“. Nossignore! “Vado a giocare col Nintendo“, sentivo dire. E si badi bene: questo, a prescindere dalla console. Per intenderci, però, il valore non è lo stesso assunto dal ben più inflazionato “giochiamo alla pleistescion“. All’epoca il gaming era di per sé una nicchia, e certi residui d’ignoranza rappresentavano l’episodio, non la norma.

Mi perdonerai se divago, brema, ma il tuo intervento ha accesso in me uno strano desiderio – tanto da scrivere ancora alle tre di notte, nonostante fra poche ore dovrò essere giù dalla branda. Poco male, intanto proseguo. Il desiderio, dicevo, è quello di tentare una timida analisi, tutt’altro che risolutoria, ma foriera di qualche spunto interessante spero, così come hai inteso tu le premesse del tuo post.

A me, però, manca quell’aspetto cui ho accennato sopra: io e te non condividiamo lo stesso amore. Per utilizzare un gergo molto più superficialmente in voga oggigiorno, io e te non abbiamo nemmeno le stesse “tendenze”. Tuttavia, dinanzi ad un’implicita dichiarazione d’amore così sentita, non riesco nemmeno a rimanere indifferente.

E’ come se dicessi alla tua donna, in odore di tradimento: “ti prego, cara… quale che sia stato il tuo peccato, rimedia quanto prima, perché io ti amo ancora. Ecco perché sarò qui ad aspettarti“. Può sembrare grottesco un simile scenario, quasi sulla scorta dei formidabili video di College Humor. Beh, io invece, che i videogiochi li ho almeno amati, lo trovo poetico. Alienante, forse ai limiti del preoccupante, ma pur sempre poetico.

Capire come uscirne è un’impresa. Dal canto mio tendo a vedere Nintendo come un astemio al quale è stato versato troppo vino nel calice. A Kyoto sanno di avere letteralmente rivoluzionato il settore sei e passa anni fa con quell’aggeggio portatile (DS), a tal punto da avere perso un po’ di contatto con la realtà. Come un celebre attore al tempo di quello star-system che oramai non esiste più: amato fino all’esasperazione, richiesto, voluto, bramato. Poi, però, la “sozza fama” (come la definiva Leonardo da Vinci) è lì a riscuotere il proprio debito. Qui la fama si traduce in qualcosa di diverso, ma al tempo stesso analogo. La “fama” è quella di essere riusciti ad avere quell’intuizione che da sola ha sbaragliato non solo investimenti multimilionari, ma il modo stesso di concepire il medium.

Forti di una consapevolezza del genere, è così fuori dal mondo pensare che anche a quei livelli qualcuno “si sia montato la testa”? Mi affretto a spiegarmi, onde evitare di essere frainteso. Anche la stella del più geniale degli artisti può smettere di brillare, per quanto temporaneamente. Nintendo ha preso un biglietto di sola andata per una meta pressoché sconosciuta, credendo che, dopo di lei, tutti le venissero dietro. Arrivati al capolinea, però, ci si sta rendendo tristemente conto che i vagoni che continuano a fermarsi presso quella stazione sono vuoti; inesorabilmente vuoti.

Fanno mea culpa perché consci di aver perso un’ottima occasione con l’E3, relativamente a Wii U, sapendo di avere fatto, loro per primi, buon viso a cattivo gioco con l’ambiguità di quella presentazione. Il numero di prestigio non può riuscire sempre. Il punto è che non c’è stato bisogno che uno spettatore più avveduto tra il pubblico osservasse con scrupolosa attenzione ogni minimo gesto del mago. Nintendo ha fatto la figura di quel prestigiatore che, mentre cerca di estrarre un coniglio dal cilindro, fa cadere un inutile e quanto mai inopportuno mazzo di carte da una delle sue maniche (e del coniglio neanche l’ombra).

E se ci si fosse “limitati” a smascherare il trucco, beh… magari ci si sarebbe potuti rivolgere a Striscia la Notizia e trovare a Nintendo un posto da inviato speciale. La cosa antipatica, e che mette anche noi in una scomoda situazione, è che ci siamo resi conto che di trucchi non ce n’erano proprio. Voglio dire, è forse un trucco il 3D? Lo è per la vista probabilmente, certo. Ma attenendoci alla mera implementazione, senza scomodare alcuna scienza oculistica, possiamo fosse parlare di “novità”? O meglio, di accostamento geniale – così come lo fu il binomio touch-screen/gaming?

Davvero devo credere che nessuno (ma proprio nessuno?) abbia fatto caso che qui in casa nostra (leggasi, nel settore videoludico) parliamo con discreta scioltezza di 3D da circa quindici anni?! No perché, nonostante possa sembrare forzata questa osservazione, bisogna che qualcuno ci si confronti, anche solo per smentirla clamorosamente.

E indice di ciò che intendo dire lo riscontro nelle parole stesse del buon brema, il quale scrive: “Vado dritto al punto che ha scatenato il ” pippone mentale ” di cui sono preda: lo preferisco in 2D.” Il riferimento è ad Ocarina of Time, chiaramente. Ebbene, da quando il titolo in questione è diventato in 2D? Persino io ho sempre saputo che Ocarina of Time fosse in 3D. Anzi! Da che il sottoscritto ne ha memoria, mi pare si tratti addirittura del primo Zelda in 3D…

Vuol forse dire che brema è un povero ignorante? No, non lo credo. Non lo credo affatto! Anzitutto perché, come utente, un po’ lo conosco, e so che un termine del genere non solo non gli si addirebbe, ma risulterebbe come minimo ingeneroso. In secondo luogo, perché in realtà questa sua uscita è semplicemente frutto di un riflesso di pavloviana memoria.

Come dire? Brema sa, senza dubbio alcuno, che il videogioco The Legend of Zelda: Ocarina of Time è il primo della serie a fregiarsi delle “tre dimensioni”. Tuttavia il suo amore, o la semplice distrazione (indotta dall’amore?), gli hanno annebbiato la vista a tal punto che, in un eccesso di foga dovuta ad un temporaneo malumore, se n’è uscito con questa interessante inesattezza. A mio modesto parere, questo dimostra che il nostro caro brema è stato semplicemente fra gli ultimi a distogliere lo sguardo dal cilindro e focalizzare la propria attenzione su quella sciagurata manica da cui fuoriuscivano copiosamente delle carte. Nintendo te la stava quasi facendo sotto gli occhi! Sì è vero, la console l’hai comprata. Ciò non significa, comunque, che tu sia in ritardo.

Unisciti anche a tu al Club dei Dubitanti! Tra teatranti e ballerine, nani e saltimbanchi, troverai anche chi, seduto attorno ad una speciale tavolata, viene costantemente foraggiato di fazzoletti per tamponare le lacrime. Stai tranquillo, però, perché non durerà molto. Anzi, per ora a quel tavolo ci saresti solo tu. Altri, prima di te e come te, sono già sul prato con altri amici a giocare con la palla. Ti ho già detto che abbiamo davvero una bella palla? Mmmhh, forse no. Ma di questo ne parleremo un’altra volta, magari…

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12 Di risposte a “Lettera aperta ad un “nintendaro” teneramente confuso [verso il 3DS e… oltre!]”

  1. Sheik scrive:

    Quoto in pieno i contenuti della lettera.
    in modo particolare le osservazioni su OoT (per quanto la grafica sembri migliore a me pare di molto inferiore alla versione 64 per atmosfere) e sulla PSvita (non avrei mai pensato di provare interesse verso un portatile Sony).

    Per quanto mi riguarda Wii U è un NO grosso come una casa. Sono rimasto davvero moooolto deluso dal Wii che non sono riuscito a resistere alla tentazione di guardare (in un angolino nascosto dell’ufficio) la presentazione al E3, nella speranza che annunciassero un ritorno al gioco “serio”. Invece mi sono ritrovato con un controller /periferica /non si sa, che sembra un accessorio per un gioco 5-10 anni “la mia lavagna magica” con 0 ergonomia. le terzeparti sono tutte eccitate, ma me lo sento già che il 90% del loro catalogo sarà formato da Party Game, lo riesco a leggere nelle loro pupille che ora hanno la forma di $

    A differenza di brema82, che è appena entrato in crisi, temo che il mio amore per Nintendo se ne sia ormai andato da molto. tanto che sono profondamente indeciso se prendere Skyward Sword come ultimo addio alla (ex) grande N o lasciarlo sullo scaffale e preservare almeno la memoria di Zelda.
    Non giocare uno Zelda mi sembra quasi blasfemia, ma gli ultimi titoli non li ho affatto ritenuti degni di portare quel nome.

  2. Andrea scrive:

    Ocarina of time per n64 era 3d, ma si sviluppava come ovvio e come sempre sui due assi X e Y, insomma era il 3d di prospettiva che ci ha accompagnati per tutti questi anni. Il 3ds sviluppa poco ortodossamente, oltre agli X e Y, anche Z, che permette un 3d non di prospettiva ma “sinceramente” reale. Quindi Brema82 non ha fatto un errore, intendeva dire proprio quello che ha detto. A meno che qualcuno sostenga che un quadro di caravaggio è 3d.

    • Strider Hiryu scrive:

      @ Andrea

      La stereoscopia odierna è un semplice effetto parallasse elaborato in maniera tale che il cervello esalti la distanza tra i vari “piani” di un’immagine. Per questo motivo veicola ancora l’impressione di vedere delle sagome di cartone muoversi le une sulle altre. Non offre una prospettiva “reale”, ma una sua imperfetta approssimazione.
      Un oggetto in vero 3D è qualcosa attorno al quale puoi girare per esplorarlo… Un ologramma, insomma.

  3. @NtonIo scrive:

    Immaginavo, anzi no, temevo che qualcuno si sarebbe prodigato a fornirmi una spiegazione “scientifica” dell’effetto 3D. Lo sospettavo perché la mia argomentazione è molto più sottile di certe posizioni, ecco perché può starci che qualcuno rimanga confuso, o almeno perplesso.

    Marcuzzo, come al solito, ci ha già messo una pezza di suo. Io, nel mio piccolo, aggiungo che, anche prendendo per buono ciò che ha scritto Andrea, brema si sbaglia comunque. Ocarina of Time non è in 2D! In più, di nuovo, arriva l’ennesima prova. Come colui che guarda il dito che indica la luna, molti si soffermano su questioni che orbitano attorno al nodo centrale del fenomeno. 3D o non 3D, non è questo il punto! Nintendo, stavolta, si è limitata a cavalcare un’onda. Onda che, però, da travolgente che sembrava quando eravamo sulla battigia, si sta dimostrando niente di più che un po’ di mare mosso una volta entrati in acqua.

    Questo facciamo fatica a capirlo, perché non intendiamo soffermarci sulla cosa. Bisogna fare un attimino lo sforzo di prendere le distanze da certe rigide forme di pensiero, e andare un po’ più in là, per vedere quello che in realtà è chiaro come il sole. Faccio fatica a credere che certi proclami siano più potenti della ragione stessa. Se qualcuno me ne darà l’opportunità, tenterò di tornare sulla questione.

  4. Un post favoloso @ntonio… come tuo solito :) A domani e ad una maggiore mia lucidità per commenti più articolati.

  5. Andrea scrive:

    @ @ntonio

    Guarda che non intendevo difendere alcuna posizione! Capisco perfettamente quale sia “in realtà” il succo della questione! Il mio gioco preferito è sempre stato proprio Ocarina Of Time, tanto che i miei vecchi amici delle elementari e medie che ai tempi neanche sapevano cosa fosse un n64, figuriamoci OOT, mi hanno scritto ,visto che ora invece con il successo nintendo si sono ricordati di tutto quello che dicevo loro quando andavamo a scuola insieme, e ora che possono informarsi su internet attraverso le testimonianze circa la validità di un gioco, sono tutti a fare memoria dei tempi in cui io “dicevo sempre loro” perchè avrebbero dovuto giocare a zelda. Ecco, quel sentimento in me si è spento da tanto tempo. Quando dici “3D o non 3D non è questo il punto”, io non posso sapere altro che hai capito. Il mio discorso circa il 2d di Brema era solo per far capire che il suo “istinto intuitivo” non era sbagliato, verteva proprio a far comprendere quanto il “concetto” della nuova trovata d’intrattenimento nintendo non sia coerente alle esigenze del videogiocatore, che quindi non può fare altro che preferire il “vecchio 3d”, e quindi lo scientifico 2d istantaneo e formare le 3 dimensione, attraverso il refresh dell’immagine invece che basarsi sull’esperienza dei sensi del giocatore. Nintendo prende cantonate perchè come avete giustamente detto, ha i $ al posto delle pupille. Il giocatore non è più al centro della politica. Magari neanche un tempo lo era fino in fondo, ma essendo il settore completamente nuovo, chi “gestiva” il settore era anche il giocatore destinatario. Ora non è più così. Per questo secondo me il videogioco così come mi ha fatto esplodere la passione (nell’epoca delle scoperte) non esiste più.

  6. @NtonIo scrive:

    Ci siamo capiti, Andrea. No problem! ;-)

    Peraltro, in chiusura di commento, sollevi un’altra questione che meriterebbe un articolo a parte, ossia quella relativa alla presunta filosofia Nintendo. Ed è un bene che i primi a porla in certi termini siano proprio i “fedelissimi”.

    Alcuni di questi, fino a pochissimo tempo fa, parlavano di Nintendo come di un ente umanitario. Sì, riuscivano a ricordare che si trattava anzitutto di un’azienda, e quindi fondata sul profitto. Ma quello veniva dopo.

    Sia chiaro, il fascino della Nintendo Difference l’ho piacevolmente “subito” anch’io – e in parte lo subisco tutt’ora. Ma bisogna anche essere sinceri. Nel frattempo stiamo a vedere.

  7. Xenorik scrive:

    Mannaggia a voi, vorrei scrivere fiumi di parole, come i Jalisse, sull’argomento, ma il lavoro, e quindi di il tempo, è tiranno! Faccio un super riassunto di quello che penso: l’effetto 3D non cambia il gameplay.

    Ma se ci pensiamo un attimo, nemmeno l’HD lo fa, si tratta infatti semplicemente di videogiocare a una risoluzione dello schermo maggiore rispetto quanto si faceva prima, ma questo non cambia il succo.

    Però… c’è un però. E’ (quasi) innegabile che giocare ad una risoluzione maggiore possa essere solo un beneficio. Invece giocare con l’effetto 3D, a quanto pare, non lo è, o almeno su 3DS non lo è. Da fastidio alla lunga, colori più smorti, calo di framerate… tutto sommato è meglio non attivare la funzione. E se il 3D, oltre a non far cambiare il gameplay, non aiuta nemmeno a garantire un’esperienza di gioco migliore (cosa che in fondo l’HD fa), allora è veramente uno specchietto per le allodole: dopo il wow iniziale, l’entusiasmo cala inesorabilmente.

    Io, per esempio, non posseggo un 3DS, ma posso assicurarvi che non guarderò mai più un film in 3D al cinema: l’effetto mi ha dato più fastidio che altro.

    Penso che il 3D, per come lo si può realizzare con la tecnologia attuale, non è soddisfacente, e non la considero una miglioria.

  8. Hizaki scrive:

    Io credo che il 3D sia un qualcosa in più per gli occhi (ma sarebbe più corretto dire: contro gli occhi) ma non ha affatto la stessa importanza che ha avuto l’alta definizione, come dice anche Xeno. Ho passato un intero anno, l’arco di tempo che va dalla fine di un E3 all’inizio dell’altro, a prendere per il culo Sony e il suo 3D+occhiali, quindi non mi sembra corretto decantarne le lodi solo perchè ora me lo ritrovo su un sistema Nintendo (e tra l’altro io di base non sarei neanche un nintendaro). Abbiamo tutti ancora negli occhi i video dei giochi 3DS che verranno da qui a natale 2011 e l’unico nostro problema sarà trovare tempo e soldi necessari per averli tutti. Quindi da questo punto di vista, w il 3DS tutta la vita. Ma veniamo ai problemi, che a mio parere sono due:
    1) il prezzo elevato. La console, se si guardano giochi che usciranno come RE Revelations, è piuttosto potente, il salto generazionale rispetto al DS è evidentissimo, ma un semplice schermo 3D non può bastare a giustificare i 260 euro. Per carità, è un 3D che funziona (a differenza del 3D finto e anti-igienico del cinema), si vede ma anche il più sano e ‘unbreakable’ dei gamer non può farci 60 minuti consecutivi senza dover prendersi un bel pò di riposo. 200 sarebbe stato un prezzo onesto a mio parere.
    2) i giochi. Ho appena scritto che uscirà il ben di dio entro 7 mesi ma fino ad ora Nintendo e le terze parti cosa hanno fatto? Assolutamente nulla. N ha lanciato una console basandosi solo sull’effetto che poteva avere il 3D sulla gente senza pensare minimamente ai giochi. Tanto si chiama come il DS, è molto simile al DS e quindi la gente sa che avrà un nuovo DS ma col 3D. Ebbene i vecchi casual gamers e new gamers stavo pian piano diventando imboccando la strada dei conscious e quindi questa logica comincia a funzionare un pò meno. E la stessa cosa vale per il Wii U: se si pensa che basta fare un Wii con un controller di cui molti di noi sono già invaghiti e presentare poi solo l’evoluzione di wii sports e wii party allora non ci siamo neanche lì. Abbiamo parlato di Nintendo Difference e del calo di amore dei fan, ma è Nintendo stessa a essersi dimenticata di ciò che ha sempre fatto la difference rispetto alle due S e alla $: i giochi!

  9. Complimenti al @Ntonlo, ma anche all’utente che ha scritto una lettera di sentimento. Che è molto condivisibile, sopratutto perchè molti di noi sono cresciuti con certe console e hanno nel profondo un affetto particolare. E da qui la mia ammirazione per una maturità che molti non raggiungono. Ovvero quella dell’obietivvità e della capacità di fare critiche costruttive, critiche motivate, senza rompere ciò che è stato e ciò che potrebbe essere. Una critica poco italiana e più responsabile. Una critica fatta di domanda, tutte condivisibili.
    Complimenti anche per la capacità di mettersi in dubbio, altro segno di maturità. Mettersi in discussione non significa demolirsi o piangersi addosso, ma vuol dire mettere in conto la possibilità che si stia facendo un errore di valutazione, sia nella critica che nel sostegno di un idea.

    Io personalmente, più che alle console sono affezionato a certi personaggi. Sono più legato alle storie, non alla marca. E probabilmente terrò sempre nintendo fra i miei divertimenti, perchè alcuni personaggi mi divertono ancora dopo tanti anni. Questo al di la delle scelte aziendali. Ma anch’io, come l’utente in questione, un giorno ho guardato il wii e mi sono fatto delle domande. L’ho persino accantonato, messo nella scatola e lasciato in disuso.
    Paradossalmente gioco con lo zsnes di tanto in tanto!

    Non mi piace dilungarmi sulle scelte aziendali, ognuno ha il suo punto di vista e la sua storia. Io dico solo che al di la di quello che è il ds3d o di quello che sarà il wii u … io li proverò e magari li comprerò, ma non per la N sulla scatola, ma per quei personaggi che ancora oggi mi fanno divertire e chi mi tolgono lo stress da fifa e dai rave azzera vita di molti titoli (bellissimi e da almanacco videoludico … editochoice insomma).

  10. brema82 scrive:

    Innanzitutto, ringrazio @antonio per le righe spese in risposta al mio post, in barba alle poche ore di sonno che gli sarebbero rimaste quella notte. :D

    Detto questo, tornando a discutere dell’argomento in oggetto, la mia paura è rappresentata esattamente dalla prospettiva da te illustrata: Nintendo pare essersi montata la testa.

    Il fatto è che, come si suol dire:” Errare è umano, perseverare diabolico “.
    La grande N perse la leadership del settore casalingo( anche )per via di deliri di onnipotenza vari ed assortiti che spianarono la strada ad una concorrenza, ai tempi, sulla carta non certo imbattibile.

    Ripetere un cammino similare anche in ambito portatile( senza considerare la sventurata gestione del successo wiioso a cavallo tra la metà del 2008 e la fine del 2009….) sarebbe degno del migliore dei masochisti, a mio parere.

    La stereoscopia, come non hai mancato di sottolineare nel pezzo, pare non portare assolutamente nulla di innovativo nel settore.

    Vero che non si può sempre innovare, ma con dei competitor agguerriti, economicamente superiori e pronti, ad esempio, a vendere un prodotto migliore in perdita( PS Vita, per chi non avesse inteso ), pare essere l’unica via.

    Io credo che a Kyoto debbano fermarsi un secondo, fare un bel respirone, e pianificare tutto con estrema attenzione.

    Il Wii U, pare( sottolineato-grassettato-e pure in treddi’ ) avere la possibilità di sparigliare nuovamente le carte, stavolta senza escludere nessuno, ma Iwata dovrà comunque gestire una situazione quantomeno difficile.

    P.S.: Mi scuso per la reply ” ritardataria “, ma il tempo l’ibero l’è quel che l’è. :p

    Anzi, perdincibacco, c’è il Forest Temple che mi attende. :)

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