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Peter Molyneux: “Kinect pone dei problemi” [il papà di Fable si confessa]

Peter Molyneux: “Kinect pone dei problemi” [il papà di Fable si confessa]

Con Kinect, Microsoft ha cercato di aprire una nuova era del gaming, o perlomeno un suo possibile futuro. E se i frutti di questa operazione sono ancora di la dal mostrarsi, apprendiamo che esistono difficoltà non da poco nell’elaborare soluzioni non solo innovative, ma anche semplicemente pratiche usando il sensore in oggetto. A render nota l’amara verità è Peter Molyneux, l’unico designer capace di rendere di colpo il mondo un posto migliore quando riesce a far collimare le sue ambizioni con un prodotto finito alla loro altezza (il che, per la cronaca, non è ancora accaduto):

“Ammetto che Kinect ha dei problemi. Come dispositivo di input ha dei problemi veri. Senza uno stick analogico, la navigazione diventa un grattacapo. Non ci sono bottoni, quindi istruire il giocatore affinchè faccia qualcosa può diventare complicato, nonostante la telecamera offra un grande senso di libertà e di emozione.”

Trattasi della prima volta in cui uno sviluppatore così vicino a Microsoft ammette di trovarsi in difficoltà nel progettare controlli adeguati al sensore Kinect. Lo stesso Molyneux ha aggiunto che nel progettare Fable: The Journey (potete rivederlo nel nostro articolo sulla conferenza E3 2011 di Microsoft), la prima preoccupazione è stata proprio quella di rendere l’esperienza di controllo via Kinect qualcosa di “più unico, più coinvolgente ed emozionante rispetto a qualsiasi altro prodotto motion based” uscito sino ad oggi.

Di certo, il coraggio per provare una mission impossible di tal calibro non manca a Molyneux. Incrociamo tutti le dita affinchè stavolta riesca davvero a cambiare il mondo… Perlomeno, quello dei videogiochi.

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