Ancora sul “mostro di Oslo” e i videogiochi: questa volta parla la politica [onorevole Binetti intervistata da Klaus Davi]

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Ancora sul “mostro di Oslo” e i videogiochi: questa volta parla la politica [onorevole Binetti intervistata da Klaus Davi]

Ah, la classe politica italiana! Ci pensate? Il paradiso. Essere pagati tantissimo per non lavorare praticamente mai. Avere privilegi che sfiorano quelli dei nobili (o forse li superano?): cinema gratis, viaggi gratis, pranzi da pascià a 10€, ecc. Ma soprattutto diventare famosi! Con un minimo di scaltrezza il proprio nome diventa simbolo di qualcosa, portatore di qualcos’altro e la propria voce può rimbombare nell’etere televisivo e radiofonico come in una cacofonia maestosa… senza fermarsi mai. Quello che infatti più invidio (??? COSA??? Non invidio niente!!! Ma cosa ho scritto? :) ) ai parlamentari italiani, rispetto ai politici degli altri paesi, non è lo stipendio faraonico bensì la possibilità di esprimere la propria opinione su qualunque tema di attualità, anche quelli a cui si è del tutto estranei. Il problema dell’Italia poi… è che qualcuno questa opinione la ascolta!

Pensateci: il nostro è l’unico paese in cui i politici sono delle super star o quasi! C’è la derby di Roma, a chi si chiede l’opinione su quale è la squadra favorita? Ai politici. Fiera della polenta in val di Susa (se mai la faranno più…): chi è l’assaggiatore ufficiale? Un politico. Nuove tecnologie e internet, fanno bene o fanno male? Risponde un politico! Social network, questi sconosciuti… ve li spiega un politico!

E infine, ovviamente, videogiochi.

Il mio articolo sulla strage di Oslo e sul vergognoso servizio del TG1 spero rimbombi ancora nei social network. Ma purtroppo, le mie orecchie, hanno dovuto sentire di peggio. Del neo-ribattezzato “Mostro di Oslo“, cioè Breivik, e del suo rapporto con i videogiochi “di morte” ho sentito parlare in questi diciotto, intensi, minuti da Paola Binetti, intervistata da Klaus Davi.

Non mi interessa nulla delle vostre tendenze politiche: questo è un blog di videogiochi. Nonostante questo lancio il sasso e non nascondo la mano. Trattasi di due veri fenomeni. L’intervistatore è di una faziosità unica nel cercare di far “cadere” la politica verso la sua versione dei fatti. In pratica tutta l’intervista è un continuo affermare, anziché domandare, da parte di Davi. Inutile dire che, a mio avviso, il giornalismo è un’altra cosa. La ricerca della verità in questo video è del tutto inesistente. Nessuno dei due infatti sa minimamente di cosa parla o cita fonti minimamente attendibili.

Passiamo ora a Paola Binetti. Trovo che poteva essere anche molto più “squilibrata” di come è stata… nel senso che il suo cauto perbenismo da democrstiana (vabbé, questo non è un difetto, siamo un po’ tutti democristiani) non gli fa pronunciare parole orribili e incontrovertibili sulla fama dei videogiochi. Certo che le tesi esposte sono, ahimè, ridicole e nulla aggiungono ad un dibattito che avrebbe invece bisogno di una “uscita” verso lidi politici. Qui la tesi è una sola: i videogiochi sono l’inferno, vanno controllati altrimenti bruciano le anime dei giovani. Questo perché i giovani facilmente traviabili possono non riconoscere la realtà dalla fantasia e bla bla bla. Insomma una sequela di banalità una dietro l’altra condite, ripeto, da opinioni e non da fatti.

Sempre perchè, come detto in apertura, i politici in Italia sanno tutto di tutto.

Ecco quindi che Call of Duty 4 e World of Warcraft diventano la croce della società moderna e non la risorsa della stessa. Qualcosa che è meglio vietare, in caso, piuttosto che studiare… piuttosto che capire.

Ma in fondo dovrei rendermi conto che i politici italiani hanno poco tempo per studiare… in fondo hanno altro da fare: preoccuparsi dei problemi di uno dei paesi più in crisi d’Europa. Quindi chi sono io, un misero blogger, per dare contro alla signora Binetti? Chi siamo noi tutti, miseri videogiocatori, per parlare di cose che amiamo e che conosciamo?

Nessuno, ecco chi siamo.

Insetti, il cui brusio dà soltanto fastidio e viene allontanato con il movimento di una mano.

Inutile quindi, lamentarsi e lottare… sembrerebbe.

Anche se poi, quando pensi che per ogni essere umano sulla terra ci sono venti milioni di formiche… io, fossi in loro, starei comunque attento.

Chiudo questo articolo con un video tratto da un film di Nanni Moretti (attore e regista che odio, tra l’altro): rende bene l’idea del perchè non bisognerebbe parlare di cose che non si conoscono.

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27 Di risposte a “Ancora sul “mostro di Oslo” e i videogiochi: questa volta parla la politica [onorevole Binetti intervistata da Klaus Davi]”

  1. Master of Disguise scrive:

    …Binetti o minetti? XD

    Edit: L’ho vista, meglio editare XD

  2. Alucard scrive:

    Ma magari avessero il potere di influenzarci così, avremmo un esercito a difenderci da simili illazioni. 8-)

  3. Hanamichi scrive:

    No raga,però ascoltate bene cosa dicono, non lanciamoci nel “parlano male dei videogame definendoli strumenti del diavolo,maledetti ignoranti” senza sentire parola per parola cosa dicono.

    Prima di tutto non fanno dei videogiochi lo strumento del demonio.

    Sostengono che c’è utente e utente. La stessa Binetti sostiene che ci siano persone sane che giocano ai videogiochi violenti e sono in grado di distinguere benissimo tra realtà e finzione, sostiene però che ci siano personaggi malati, il cui uso di videogiochi violenti è un fattore in piu che spinge alla violenza. Insomma, io non mi stupisco se guardando ad un coltello o una pistola riconosco il modello o conosco il metodo di ricarica o di attacco in stile cqc. Il malato si affaccia alla finestra pistola alla mano e prova un headshot. Lo avrebbe provato comunque un head shot nella realtà, però anche il videogame “sadico” come un manhunt dove può impiccare tizi o soffocarli con pacchetti di plastica fa il suo 0,5%.

    Parlano inoltre di un videogioco relativo all’eutanasia. Non ne ho sentito parlare, e non so di cosa tratti…. qualcuno mi illumina?

    Arriva al concetto di “i videgiochi normalizzano la violenza”. Non so esattamente cosa intende, ma non me la sento di dire che è falso. Sicuramente guardare kratos fare certe cose, ci “abitua” ad un certo tipo di immagini,quindi un pugno dato da un amico ad un altro non ci sciocca come potrebbe scioccare un monaco zen… non ci farebbe lo stesso effetto se non avessimo giocato tanto a tekken,dead or alive o street fighter.

    Parla di videogiochi violenti nelle mani dei minori. In questa critica non c’è nulla di sbagliato, i tredicenni si portano puntualmente il gioco violento a casa,che sia gta o tekken riescono ad averlo, e ciò non dovrebbe essere possibile. Io a mio figlio di 7-8-9 anni non lo farei giocare a cod,preferisco che viva un infanzia senza “violenza” anche se virtuale. C’è un limite che va rispettato sempre,c’è il pegi,va rispettato. Io ho vissuto un infanzia tranquillo perchè a 7 anni nessuno mi ha influenzato col pensiero della figa, e ho vissuto una bella infanzia tra calcio,basket,amici e videogames…Per rovinarsi il cervello,meglio aspettare dopo i 13 XD

    Tornando seri,solo il fatto che io,tu (generico), o qualcun altro sia cresciuto a pane e spezzacollo a metal gear solid non ci autorizza a dire “vedi? io sono sano”. I nostri tempi erano diversi. Con il realismo che c’è ora, e probabilmente il fotorealismo tra qualche anno, lo spezzacollo di snake non sarà un ammasso di pixel ma sarà una riproduzione fedele di com’è spezzare il collo ad una persona, e sparare ad un nemico non sarà un contra con proiettili pallinosi e 2 sprite+scomparsa del nemico che muore. Tra qualche anno vedremo un sam fisher fotorealistico sgozzare una persona, o un kratos…beh,kratos è già oltre….e non sarà come cadillac e dinosaurs della nostra infanzia…

    Altro punto: il videogame è un gioco o un canale di comunicazione? Ci facciamo in 4 quando parliamo del videogame come canale di comunicazione e dunque per dimostrare che non è una perdita di tempo.
    E dunque non posso che concordare: il videogame come cod è un canale di propaganda della guerra come altri titoli rappresentano altro. Perchè “la guerra è necessaria”, è questo il messaggio che trasmette. Ci sarà sempre il cattivo da impallinare, e i suoi scagnozzi da impallinare.Lo è ragazzi, il videogame è comunicazione e può essere o è propaganda in molti titoli. Ovvio,inutile allarmarsi pure per delle pubblicità (almeno imho, quando nacque il topic sulla pubblicità di cod “there’s a soldier in all of us mi sembrava esagerato incazzarsi) se il senso li è “interpretabile”…ma un gioco di guerra è un gioco di guerra punto, se mi mostra l’arrivo in afghanistan, e non c’è lo snake della situazione che mostra i suoi pensieri sull’inutilità della guerra o perlomeno sulla sua dubbia “funzione”, io la chiamo semplicemente propaganda di guerra…

    Concludo sostenendo che l’intera intervista non mi ha dato affatto fastidio. Non parlano di unica causa, e non dicono che i vg vanno censurati o eliminati perchè causa della violenza in ambito reale…. Non trovo critiche da muovere al video.

    Punto minuto 13: “Gli studi di psichiatria non hanno dimostrato che non c’è relazione tra vg e violenza nella realtà?” e lei risponde “no, non c’è una dimostrazione, ma attenzione, non è solo il videogioco, rientra nella categoria dei fattori che spingoni una persona malata ad essere violento, non è affatto LA CAUSA”

    Edit
    L’unica cazzata dell’intervistatore a pensarci è: “non è acclarato che (i giochi) istighino alla violenza, ma non è acclarato neanche il contrario”. Vabbè, sto caxxo, Niente è acclarato,manco che mangiare una mela al giorno faccia bene o che la crema per le rughe funzioni su tutti. :D unico punto “scorretto” dell’intero dialogo,per il resto, niente di scandaloso e non conosciuto…

  4. Dexter scrive:

    Per come la vedo io, Hana, è che di videogiochi non ne parla mai chi dovrebbe farlo.
    Lasciando un attimo da parte il servizio del TG1, di cui non mi piace parlare semplicemente perché è un affronto all’intelligenza e all’informazione ”sana”, concentriamoci sulla Binetti.
    Cosa sa la Binetti sul videogioco? Quanti ne ha giocati, quanti ne ha visti in azione, quanto ha letto della cultura e dei movimenti che vi ruotano attorno? Ma soprattutto, la Binetti, si è mai confrontata con un videogiocatore?
    Lasciamo a chi fa di questa passione un lavoro o la rimette in circolo per ”produrre” altra passione a scoppio, l’onere e l’onore di parlarne. Come diceva giustamente Akira (su FB mi pare) noi non parliamo né di fisica nucleare né di politica. O meglio, ne parliamo, ma a livello di dibattito da bar. Questa gente va in TV e ne parla ad una Nazione.

  5. Hanamichi scrive:

    Un attimo. Piu su

    “Ah, la classe politica italiana! Ci pensate? Il paradiso. [B]Essere pagati tantissimo per non lavorare praticamente mai[/B]. Avere privilegi che sfiorano quelli dei nobili (o forse li superano?): cinema gratis, viaggi gratis, pranzi da pascià a 10?, ecc. Ma soprattutto diventare famosi! [U]Con un minimo di scaltrezza[/U] il proprio nome diventa simbolo di qualcosa, portatore di qualcos’altro e la propria voce può rimbombare nell’etere televisivo e radiofonico come in una cacofonia maestosa… senza fermarsi mai.

    Questo è parlare del ruolo di un qualsiasi politico,basandosi su….cosa? Chi di noi è un politico o sa se davvero queste persone sono cialtroni dalla mattina alla sera?

    Per me che ne parli la binetti o ne parli Akira non è che farebbe differenza. Voglio dire, la binetti sta parlando alla nazione giusto? Bene, sta parlando a dei genitori di minorenni. Quindi se la nazione di genitori percepisce il messaggio (in questo caso giusto, ma in parte anche quello del tg1 anche se vira verso altre rotte) priva al figlioletto di giocare a cod, non a super mario. priva il figlioletto di giocare a metal gear perchè è bollato +18, non Zelda che è bollato +3 o +12 non ricordo.
    Non è che se questo messaggio arriva a mio padre, mio padre arriva e mi stacca la play. Le reazioni colpiscono chi deve colpire
    Il genitore (intelligente) di minorenne gli vieta il gioco che non è adatto alla sua età.
    Il genitore stupido elimina i videogiochi dalla vita del figlio, ma è lo stesso tizio che vota Berlusca perchè lui si proclama “santo” di fronte a Vespa o perchè ha promesso l’acquisto di Ronaldinho per il suo milan se viene eletto.
    Il ragazzino minorenne è comunque nel torto. Il nostro dado dido (non volermene) se ha gta è in torto, il bollino rece il +18, non potresti averlo.Se sparano la cazziata in tv sostenendo che i ragazzi sotto i 18 anni non posso avere un titolo del genere, non è che hanno ragione i giornalisti,ma l’intero sistema dell’industria videoludica che si rifà a quel bollino pegi per creare i suoi titoli e il tasso di violenza.
    Il ragazzo maggiorenne, noi, possiamo infischiarcene ma prendere coscienza delle cose giuste e sbagliate dette in questi servizi. Un conto è dire “Oslo è stata causa di Cod”, un altro è discutere “su quanto il videogame su una persona malata possa incidere alla sua futura “creatività sadica” o violenza.

    Inoltre non vorrei dire, ma non sempre “chi conosce” spara il giusto:

    [url]http://www.youtube.com/watch?v=F3Mob3Twi9c&lc=G-VAPuEgWSqLVgh5lGg63Gu4r5IdKgBw3PiYr7SXa68&feature=inbox[/url]

    E parliamo di nucleare…..

  6. Dollmasterz scrive:

    … sempre più spaventato del futuro italiano…

  7. Redwind scrive:

    Tra 1 anno piu’ o meno emigro……vado in Norvegia.! :D Oggi al tg dicevano che nei carceri norvegesi e nelle celle ci sono pc, internet, dvd e plasma, in piu’ ti danno un lavoro, cazzo e tipo grande fratello, altro che carcere.!!

  8. Dexter scrive:

    Beh oddio, per essere d’accordo su quell’affermazione su un qualsiasi parlamentare basta leggere un minimo qualche quotidiano.
    [url]http://inchieste.repubblica.it/it/espresso/2011/07/25/news/i_privilegi_di_montecitorio-19583946/?ref=HREC2-1[/url]

    E le dichiarazioni sono di uno stesso parlamentare italiano eh. ;)

    Se di videogiochi, comunque, ne parla Akira (nome a caso di ”penne” che, a prescindere dal mio lavoro su ITG, seguo e stimo) o la Binetti a me fa differenza. Ed anche tanta.

  9. Hanamichi scrive:

    Spetta non fraintendere, mi riferivo “parlare di politica” XD Ovvio che io una recensione di Okami fatta dalla binetti non la leggerei mai XD

    Per quanto riguarda la notizia del quotidiano,è la prima volta che non viene citato il fatto che fosse un “ex” parlamente, uno ormai fuori. quindi quando ci sono “ex” io non so mai se credergli.
    Tu credi a tutti quelli che lavorarono nell’area 51 e parlano di alieni e navicelle spaziali nella base?

    io son sempre scettico :) Diciamo che nel caso di questo politico, son sempre curioso di sapere perchè “sputtanano” dopo e non durante o prima.

  10. Dexter scrive:

    Ah, ok. :D

    Però ora voglio la recensione di Okami made in Binetti. :p

    Sul discorso ”ex” credo che il motivo sia semplicemente che su quei privilegi non sputerebbe nessuno. Da ex parlamentare poi sei libero di parlarne. Che l’informazione in Italia (ma ovunque, ormai) sia falsata non ci piove, ma io purtroppo posso attenermi solo a quella poca che abbiamo.

  11. Hana, perdonami. In passato più volte non ci siamo “capiti”.

    Anche ora faccio fatica a comprendere il tuo discorso.

    Cosa significa che: ” La stessa Binetti sostiene che ci siano persone sane che giocano ai videogiochi violenti e sono in grado di distinguere benissimo tra realtà e finzione, sostiene però che ci siano personaggi malati, il cui uso di videogiochi violenti è un fattore in piu che spinge alla violenza. ”

    Vorrei sapere: ma la signora Binetti e te, avete letto, studiato e assimilato i numerosi saggi usciti sull’argomento che stravolgono questa tesi? Così come letto, studiato e assimilato gli studi medici che la confutano e quelli che la sostengono?

    La risposta a questa domanda è: no.

    E questo è quello che io critico nel mio articolo.

    Non so una cosa, sto zitto. Perché infatti poi mi dici che “parlo di politica” e non posso farlo? Io, su quanto i politici guadagnino, su cosa facciano, su perché li paghiamo, su quanto lavorano in parlamento, ecc… sono informatissimo. Quindi, assolutamente, ne posso parlare sul mio blog, così come al bar, così come ne parlerei altrettanto in radio. Fermandomi però col dire ciò che conosco di sicuro! Questa è la differenza fondamentale: la Binetti non conosce eppure predica, così come Klaus Davi.

    Tra l’altro la tesi sopra espressa da te (e da lei) è quanto di più ovvio ci sia sul pianeta terra. Cosa mi state dicendo? Che un pazzo se gioca ad un videogioco violento potrebbe (usiamo il condizionale plz) venirne condizionato? Ma il problema… è che gioca al videogioco o che è pazzo scusa?

    E soprattutto, sto pazzo di cui sopra, se si fissa davanti a: “L’urlo di munch”, non potrebbe venirne condizionato lo stesso? E, quindi, fare una strage subito dopo?
    E, quindi, vietiamo la pittura violenta (cioè la metà della pittura mondiale)?

    No, non sono assolutamente d’accordo con le tue critiche… e rimango abbastanza fedele alla mia posizione.

    Io non parlo di astrofisica nucleare… parlo di videogiochi e, perdonami, sarei molto più autorevole della Binetti nel farlo!

  12. Hanamichi scrive:

    Se per questo ci sono studi americani e inglesi che hanno dimostrato come soggetti esposti a videogiochi violenti come God of war 3 e call of duty dimostrino aggressività e meno sensibilità verso il dolore altrui rispetto a coloro che nell’esperimento piuttosto che giocare a questi giochi spendevano il loro tempo a collaborare con altri individui della stessa età in attività “costruttive” come la creazione di una costruzione o un discorso relativo ad un idea da poi render concreta….

    Io,personalmente, TUTTI gli studi relativi all’argomento non li ho letti,poichè in continuo aggiornamento sono anche le cazzate relative al consumo di latte (un giorno fa bene,l’altro no, l’altro si,l’altro no)figurarsi psicologia e videogame (campo in continua evoluzione,soprattutto per il fotorealismo che stiamo raggiungendo). ho letto il possiibile ma non tutto. e tu? :D

    La Binetti,stando a wikipedia è laureata in medicina e chirurgia ed è specializzata in psicologia e psichiatria, non sta a te (ingegnere se non erro,quindi non è che ti sto mettendo al di sotto di lei) dire se questa tizia ha letto o meno tutti gli studi relativi al rapporto videogame/violenza.Supponi.

    Ciò che dico comunque,è che stai semplicemente demonizzando una discussione tra 2 personaggi per una volta sensata e pacata,senza averla evidentemente ascoltata tutta parola per parola,poichè mi ripeti “e che facciamo, mettiamo al bando anche i quadri violenti?” dimenticando/omettendo/non sapendo che la risposta della Binetti è stata chiara e va riassunta con “il videogame violento non è la causa primaria di uccisioni e violenza,non va cercato li il problema.Il videogame violento si aggiunge a tanti altri fattori che nel caso di una persona malata lo inducono a comportamenti come quello che abbiamo visto.”

    Non ha mai parlato di censura, non ha mai detto “al bando i giochi violenti o i giochi di guerra!”, ma come tutti è preoccupata che nelle mani di adolescenti e bambini di 13 anni finisca una copia di gta4. Nel bambino sano nulla succede,se non un infanzia dove conosci prima la violenza e dimentichi ben presto il piacere puro che possa dedicare il gioco dei pokemon (nulla vieta che lo si può giocare pure a 25 anni come il sottoscritto,ma la purezza insita di certi titoli è compromessa se 5 minuti prima stavi gambizzando un tizio perchè non ha pagato il boss). Nel bimbo fuori di cervello scattano le prime molle. Perchè un bambino di 8 anni,ha preso il coltello della cucina e l’ha lanciato addosso alla mamma imitando una vecchia pubblicità con fiorello protagonista (infostrada) dicendo ad una mamma “impietrita” dal gesto “tanto come nella pubblicità non succede nulla”.Pensa se quel bambino giocava a cod e si ritrovava la pistola del papà tra le mani e voleva provare a fare una doppia uccisione….

    Insomma Akira, stai facendo una crociata che, se portata avanti contro il tg che accusava semplicemente Cod di quanto accaduto, te l’appoggiavo tranquillamente. Ma qui è una lotta contro un dialogo che a parer mio è stato largamente ignorato, dove è stato estrapolato solo ciò che si vuole sentire per creare il caso e l’insulto verso “chi non sa” (e si suppone, perchè è una psichiatra…)

    Ti ripeto, qui mi domandi “il problema è che gioca al gioco violento o che è pazzo”?.è un problema che ti sei posto da solo,poichè la risposta è stata chiarissima nella discussione tra la binetti e il tizio di cui non riesco mai a ricordare il nome. Il vg violento è uno dei fattori,uno dei tantissimi fattori,che possono spingere un matto di suo ad azioni violente. Punto.

    Che tu sia in grado di parlare di vg meglio della binetti,ripeto non l’ho mai messo in dubbio. Ma se critichi una psichiatra dicendo che chiaramente non ha letto nulla senza saperlo di per certo (tra l’altro non è che ha fatto delle illazioni da critiche, come hai detto tu in molti casi ha detto ovvietà,che tu però sei andato a travisare,come ho detto piu su), qualcosa da dire ce l’ho :)

    Personalmente riguardo la relazione vg e psichiatria mi fiderei piu di una psichiatra che di un esperto di vg. Che poi non facciano nulla è un altro discorso, ma se 20 medici su 30 mi dicono che fumare canne fa male, non è che vado a chiedere a Bob marley che ne pensa perchè è (era) un consumatore abituale.

  13. Hanamichi scrive:

    Se per questo ci sono studi americani e inglesi che hanno dimostrato come soggetti esposti a videogiochi violenti come God of war 3 e call of duty dimostrino aggressività e meno sensibilità verso il dolore altrui rispetto a coloro che nell’esperimento piuttosto che giocare a questi giochi spendevano il loro tempo a collaborare con altri individui della stessa età in attività “costruttive” come la creazione di una costruzione o un discorso relativo ad un idea da poi render concreta….

    Io,personalmente, TUTTI gli studi relativi all’argomento non li ho letti,poichè in continuo aggiornamento sono anche le cazzate relative al consumo di latte (un giorno fa bene,l’altro no, l’altro si,l’altro no)figurarsi psicologia e videogame (campo in continua evoluzione,soprattutto per il fotorealismo che stiamo raggiungendo). ho letto il possiibile ma non tutto. e tu? :D

    La Binetti,stando a wikipedia è laureata in medicina e chirurgia ed è specializzata in psicologia e psichiatria, non sta a te (ingegnere se non erro,quindi non è che ti sto mettendo al di sotto di lei) dire se questa tizia ha letto o meno tutti gli studi relativi al rapporto videogame/violenza.Supponi.

    Ciò che dico comunque,è che stai semplicemente demonizzando una discussione tra 2 personaggi per una volta sensata e pacata,senza averla evidentemente ascoltata tutta parola per parola,poichè mi ripeti “e che facciamo, mettiamo al bando anche i quadri violenti?” dimenticando/omettendo/non sapendo che la risposta della Binetti è stata chiara e va riassunta con “il videogame violento non è la causa primaria di uccisioni e violenza,non va cercato li il problema.Il videogame violento si aggiunge a tanti altri fattori che nel caso di una persona malata lo inducono a comportamenti come quello che abbiamo visto.”

    Non ha mai parlato di censura, non ha mai detto “al bando i giochi violenti o i giochi di guerra!”, ma come tutti è preoccupata che nelle mani di adolescenti e bambini di 13 anni finisca una copia di gta4. Nel bambino sano nulla succede,se non un infanzia dove conosci prima la violenza e dimentichi ben presto il piacere puro che possa dedicare il gioco dei pokemon (nulla vieta che lo si può giocare pure a 25 anni come il sottoscritto,ma la purezza insita di certi titoli è compromessa se 5 minuti prima stavi gambizzando un tizio perchè non ha pagato il boss). Nel bimbo fuori di cervello scattano le prime molle. Perchè un bambino di 8 anni,ha preso il coltello della cucina e l’ha lanciato addosso alla mamma imitando una vecchia pubblicità con fiorello protagonista (infostrada) dicendo ad una mamma “impietrita” dal gesto “tanto come nella pubblicità non succede nulla”.Pensa se quel bambino giocava a cod e si ritrovava la pistola del papà tra le mani e voleva provare a fare una doppia uccisione….

    Insomma Akira, stai facendo una crociata che, se portata avanti contro il tg che accusava semplicemente Cod di quanto accaduto, te l’appoggiavo tranquillamente. Ma qui è una lotta contro un dialogo che a parer mio è stato largamente ignorato, dove è stato estrapolato solo ciò che si vuole sentire per creare il caso e l’insulto verso “chi non sa” (e si suppone, perchè è una psichiatra…)

    Ti ripeto, qui mi domandi “il problema è che gioca al gioco violento o che è pazzo”?.è un problema che ti sei posto da solo,poichè la risposta è stata chiarissima nella discussione tra la binetti e il tizio di cui non riesco mai a ricordare il nome. Il vg violento è uno dei fattori,uno dei tantissimi fattori,che possono spingere un matto di suo ad azioni violente. Punto.

    Che tu sia in grado di parlare di vg meglio della binetti,ripeto non l’ho mai messo in dubbio. Ma se critichi una psichiatra dicendo che chiaramente non ha letto nulla senza saperlo di per certo (tra l’altro non è che ha fatto delle illazioni da critiche, come hai detto tu in molti casi ha detto ovvietà,che tu però sei andato a travisare,come ho detto piu su), qualcosa da dire ce l’ho :)

    Personalmente riguardo la relazione vg e psichiatria mi fiderei piu di una psichiatra che di un esperto di vg. Che poi non facciano nulla è un altro discorso, ma se 20 medici su 30 mi dicono che fumare canne fa male, non è che vado a chiedere a Bob marley che ne pensa perchè è (era) un consumatore abituale.

  14. Dexter scrive:

    Ci sono anche studi, e uno lo riportammo anche su queste pagine, che dimostrano che giocare ad un vg ”violento” attenui aggressività e stress. ;)

  15. Hanamichi scrive:

    Ma si,infatti io gli studi non li ho messi in mezzo per primo proprio perchè non si capisce na mazza, difatti ho riportato l’esempio del latte e delle sue (ancora dubbie) proprietà nutritive completamente positive.

  16. Killy77 scrive:

    L’Italia è un paese di merda!!!!!

    • Fucktotum scrive:

      No. L’italia è un Paese popolato (o ex-popolato) da gente stupida, retrograda, poco interessata a capire e molto a sputare sentenze. gente che vota, ha votato e voterà solo per il proprio interesse personale, gente che vuole soltanto un tornaconto per ogni attività ponga in essere. Non sentendomi come questi e soffrendo per le loro colpe insieme a qualche milione di persone, trovo ingeneroso sputare sentenze del genere in un una riga, come peraltro hai avuto modo e maniera di fare altre cento volte. Hai trovato la terra promessa in Spagna? Buon per te, ma sputare nel piatto in cui hai mangiato finchè non sei partito non è il massimo. Soprattutto per chi qua ci sta, ci rimane e cerca di far capire le cose alla gente. “L’Italia è un paese di merda” è una frase che dovrebbe servire a…?

  17. Hanamichi scrive:

    Argomentiamone Killone :)

  18. PandreoL scrive:

    Io istintivamente ho pensato che: SIETE 2 COGLIONI!!!!!!!!

    World of Warcraft tradotto in Gioco di Violenza e Cultura della Morte…questo fa capire che questo DEFICIENTE nn sa proprio di cosa stia parlando!

    /salute

    • Fucktotum scrive:

      questo cazzone panato non fu nemmeno riconosciuto come “VIP” da una signora nel corso de I Soliti Ignoti (il programma con Frizzi). Andò in puzza in modo veramente fastidioso perchè “costretto” a restare in studio perchè la sua identità fosse svelata a fine programma. Non sa di che parla e, come molti in Italia, gli mettono un microfono davanti e tanti pecoroni sintonizzati. Ma il problema non è lui (nè l’odiosa Binetti)!

      • Hanamichi scrive:

        Tra i tanti libri universitari che ho dovuto studiare ce n’era uno che parlava proprio del concetto di morte e gameover nei videogame. Credo che si riferiscano proprio a quel tipo di concezione: Per cultura della morte credo intendano semplicemente che il concetto di morte è totalmente diverso da quello che è in realtà: una fine. La fine nel videogame è solo un “ricominciare”, non è la fine. non esiste il “gameover”.Esisteva al tempo dei gettoni in salagiochi,dove in pieno stile the sims, barattavi un gettone per una vita altrimenti la morte del tuo personaggio era “reale” a tutti gli effetti poichè non poteva ultimare la sua missione.

        Parlare di un videogame violento, come cultura della morte, non è del tutto sbagliato. Anzi, non lo è affatto,poichè il videogame modifica il concetto di morte stessa,crea una nuova “cultura della morte”, dove la morte è “temporanea”, il danno è “virtuale”, a dirla tutta queste 2 cose non esistono.

        Come la bibbia da un nuovo concetto di morte (perchè si parla di morte cui segue paradiso) cosi fa il videogame (morte è solo una pausa). Certo non vuole modificare il concetto di morte reale,ma sdrammatizza ciò che la morte nel mondo reale rappresenta.

        World of warcraft è un gioco violento, si avanza massacrando (lasciando perdere il tizio che è riuscito ad arrivare a fine gioco senza eliminare nessuno,articolo di qualche mese se non anno fa).Asserire che WOW non nasce come un picchia picchia a squadre (dato che i primi 2 warcraft erano strategici in tempo reale il cui scopo era massacrare le truppe avversarie) è come dire che Street fighter o Dead or alive insegnano semplicemente delle coreografie di ballo….

  19. Marco "Strider Hiryu" Tinè scrive:

    Caro Hana, in quanto gioco, il gioco deve darti la possibilità di ricominciare – non a caso, i prodotti che contemplano la morte permanente sono tra i più detestati. È abbastanza da pensare che essi promuovano un’idea distorta della morte stessa, come tu affermi (“il videogame modifica il concetto di morte stessa,crea una nuova ?cultura della morte?, dove la morte è ?temporanea?, il danno è ?virtuale?, a dirla tutta queste 2 cose non esistono”)? Assolutamente no.

    Perchè a differenza della Bibbia, il videogioco non è il perno di un paradigma culturale ma è un semplice – per quanto diffuso – fenomeno popolare basato sul concetto di divertimento, non di propaganda ideologica e culturale. È questo il punto che non si deve MAI tralasciare quando si parla di videogiochi e da cui nascono inesattazze, fraintendimenti e giudizi stupidi.

    Il respawn non è un modo di dire alla gente “questa è la morte in generale”, ma “questo è come funziona la morte in questo contesto”, o astraendo ancor di più, “non hai portato a termine il tuo compito, riprovaci”. È solo una dannata meccanica, una questione funzionale.

    Quindi sono d’accordo con te nel momento in cui dici che sino ad una certa età è assolutamente sconsigliabile esporre bambini e ragazzini a certi contenuti. Perchè son certo che esisteranno altri mezzi attraverso cui la persona formerà la propria idea del sesso e della morte, non necessariamente più salutari del videogioco, ed a quel punto l’influenza di un qualunque Call of Duty conterà poco.

    Quanto al fidarti più di uno psichiatra che di un esperto di videogiochi, faccio notare un errore di fondo: non è lo psichiatra la figura medica più adatta a sindacare su questo genere di dibattito, ma lo psicologo. Chiunque conosca la differenza tra psichiatria e psicologia dovrebbe intuire da sé le ragioni,
    ma in ogni caso, chi mi garantisce che la Binetti abbia mai preso in mano un pad e sia diventata videogiocatrice per un giorno intero? Non è che basti una singola sessione a Call of Duty o a Zelda per avere un’idea esaustiva dell’ intero medium.

    E la violenza di World of Warcraft è un dato di fatto. Dovrebbe convincermi che al mondo esistono 11.4 milioni di persone potenzialmente pronte a dare di matto in nome della “Cultura della Morte”? Ecco, questo pensiero mi ha regalato la risata del giorno.

  20. OverLord scrive:

    Da adesso Hana sei costretto a giocare coi vgs che contemplano una morte eterna… Quando muori in game esce una freccia dal televisore che ti trapassa la faccia…XD

  21. (@_@') scrive:

    @Marco: “Perchè a differenza della Bibbia, il videogioco non è il perno di un paradigma culturale ma è un semplice – per quanto diffuso – fenomeno popolare basato sul concetto di divertimento, non di propaganda ideologica e culturale.”

    Forse c’è stato un tempo e un luogo in cui il videogioco è stato un semplice fenomeno popolare basato sul concetto di divertimento.
    Io di divertimento nelle nuove generazioni di videogiocatori ne vedo sempre meno.
    Di propaganda ideologica e culturale attraverso i videogiochi ne è stata fatta e ne viene fatta.
    Per il resto sono sostanzialmente d’accordo con quanto dice il saggio Hanamichi.

  22. Desert eagle scrive:

    non prendetevela troppo! i benpensanti devono sempre demonizzare qualcosa per giustificare un qualsiasi fatto! ma questo non ha mai fermato il mercato videoludico che genera miliardi di introiti!

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