Rendetevi conto. A soli quattro mesi dal lancio, Nintendo (non Sony, non Microsoft) taglia il prezzo del 3DS di 80$.
Nintendo, avete presente? Quella che ha aspettato 2 anni e mezzo per un primo taglio di 50$/€ sul prezzo del Wii. Quella che ha fatto del ri-lancio a prezzo pieno il proprio marchio di fabbrica, con 3 modelli di Gameboy Advance e 4 di Nintendo DS, vendendo ogni nuovo restyle a prezzo pieno.
Sembra inoltre che con il suddetto taglio, Nintendo venderà ogni 3DS in perdita. Si tratta di una costosa abitudine della concorrenza con cui si cerca di piazzare il maggior numero possibile di macchine per poi rifarsi con le royalties dei giochi; a differenza di Sony e Microsoft però, la casa di Kyoto ha sempre venduto le proprie console in attivo, anche e soprattutto perchè è l’unica a non avere altri settori commerciali con cui ammortizzare le perdite e quindi ogni console venduta rimettendoci rappresenta più un rischio che un’opportunità.
Infine a chi invece ha acquistato la console a prezzo pieno Nintendo permetterà di scaricare gratuitamente una ventina di titoli classici “riaggiornati”. “Gratuitamente”, “Nintendo” e “Classici” sono termini che fino ad oggi non condividevano nemmeno lo stesso piano di esistenza: la casa di Kyoto è da sempre iperprotettiva verso le sue proprietà intellettuali, e più che determinata nello sfruttare i suoi titoli più vecchi e famosi per ricavarne il massimo profitto, come peraltro dimostrato dai prezzi tutt’altro che amichevoli della Virtual Console.
Che succede? Semplice: si tratta di un’ammissione di colpa bella e buona, come forse mai se ne erano viste da parte della grande N, tanto che a brevissima distanza dall’annuncio del taglio di prezzo in questione è arrivato il mea culpa ufficiale di Satoru Iwata, che alla conferenza con gli investitori si è assunto la piena responsabilità dello scarso successo della console e del calo dei profitti e in perfetto stile nipponico ha annunciato una decurtazione del suo stipendio del 50%, e di una percentuale variabile tra il 20 ed il 30% per il resto del management Nintendo.
Il tutto perchè mentre le vendite di Nintendo DS e Wii stanno fisiologicamente crollando per sopraggiunta vetustà il 3DS, che avrebbe dovuto traghettare economicamente la compagnia fino al lancio del WiiU, sta vendendo ben al di sotto delle attese.
Come dice il buon Jabba nel suo TG Avatar, il motivi principali sono probabilmente due: il primo è sicuramente il cortocircuito comunicativo che ha fatto sì che il 3DS venisse interpretato dal pubblico più come un ennesimo restyle del DS che come suo successore; un errore madornale di cui Iwata a fatto bene ad assumersi la responsabilità avendo lanciato la console personalmente, lasciando in disparte persino il jolly-Miyamoto.
Il secondo (che da brave cassandre avevamo già preannunciato tempo addietro) è il semplice fatto che il 3D NON è il futuro del videogame: nonostante gli infiniti sforzi della Sony ad oggi il 3D resta, nei videogiochi come nei film, un gimmick tecnologico che non aggiunge nulla di concreto alla qualità del prodotto finale e, nonostante la pressione mediatica, la gente non si è fatta abbindolare tanto che anche gli sviluppatori, dopo un atteggiamento inizialmente attendista, stanno iniziando ad ammettere pubblicamente che si tratta di una feature il cui guadagno non vale lo sforzo: mentre EA ha recentemente dichiarato che la gente è poco attratta dal 3D, il director di Skyrim ha candidamente ammesso “[Del 3D] non me ne potrebbe fregare di meno“.
Questo però forse non basta a giustificare una reazione tanto pronta quanto brusca ed inattesa da parte di una casa rinomatamente poco propensa ad abbassare i prezzi, figuriamoci a svendere i propri prodotti o addirittura a rimetterci.
E allora giocoforza entrano in campo altri fattori, primo fra tutti il sempre più vicino lancio di Playstation Vita, una console portatile a cui sembra proprio che potenza e potenzialità non manchino, e su cui dopo questa iniziale defaillance del 3DS e dopo la presentazione del WiiU vertono sempre maggiori aspettative.
Non dimentichiamo poi gli evidenti problemi di line-up, che stavolta non riguardano solo le terze parti ma che anzi sono in primis colpa di Nintendo : se i primi acquirenti del DS si sono accontentati di uno scarso remake di Mario64 venduto a prezzo pieno pur di poter provare una console nuova e carica d’idee, i potenziali acquirenti del 3DS, complice la natura fortemente derivativa della macchina e qualche dubbio di troppo sul 3D, hanno invece preferito attendere una killer application che ad oggi ancora latita: la pesantissima reazione al posticipo di Metal Gear Solid: Snake Eater 3D evidenzia non solo la titubanza delle terze parti ma soprattutto la mancanza di un vero, nuovo titolone ‘made in Nintendo’, lasciando ad Ocarina of Time 3D l’intero onere delle vendite. E collateralmente non possiamo fare a meno di notare quanto sia deprimente il fatto che il destino di una nuova console sia in mano a due remakes, di cui uno ormai adolescente…
E finalmente arriviamo al vero punto della questione. Iwata l’ha ammesso tra le righe, quando ha affermato che un taglio di prezzo così importante è frutto della lezione imparata con il Gamecube: Nintendo ha nuovamente peccato nel sopravvalutare il proprio marchio.
Lanciare un nuovo hardware pensando che bastino un gingillo tecnologico, una manciata di titoli poco ispirati ed il nome “Nintendo” stampato sopra è stata un’ingenuità imperdonabile quanto prevedibile da parte di chi ha dominato il videogioco fino al ’95, toccato il fondo e ancora rivoluzionato il mercato videoludico degli ultimi 6 anni.
Se è vero che la storia è fatta di corsi e ricorsi e che in questa generazione è stata Sony ad aver dovuto imparare a proprie spese che non basta il brand per far sì che una macchina venda più delle altre, Nintendo, che già per questo errore era passata con Nintendo64 e soprattutto Gamecube, da brava recidiva sembra aver fatto nuovamente un mezzo passo falso in questa direzione.
Vedremo se il provvido intervento sul prezzo e la prevedibile nuova campagna di marketing saranno sufficienti a far sì che l’altro mezzo passo non venga compiuto; nel frattempo l’attesa per l’entrata in vigore del taglio si è già manifestata con un ovvio quanto pesante crollo verticale delle vendite della console in Giappone, mentre la vera scommessa riguarda il WiiU, la cui claudicante presentazione e le disorganizzate dichiarazioni che sono seguite sono un altro segno evidente di una compagnia che in questi anni di successi stratosferici ha evidentemente perso la rotta, e che ha l’assoluta necessità di ritrovare la via per le nostre case entro Natale.




Le ragazze di “Non è la Rai” cantavano: “Ma com’è bello qui, Ma com’è grande qui, Ci piace troppo, ma NON E’ LA RAI…”; lo pseudo-giornalismo videoludico (insieme a quello delle pseudo-testate che parlano di tecnologia) si è invece affrettato nel cantare un “De profundis” che sa quasi di vendetta: “Ma com’è bello qui, Ma com’è grande qui, Ci piace troppo il 3D, ma NON E’ UN SUCCESSO…”.
Il problema di avere una memoria storicamente corta è documentato in più saggi, il più interessante (e recente) è senza ombra di dubbio “Il Cigno Nero” di Nicholas Taleb: è come se fossimo gli animali com’erano pensati negli anni Sessanta, cioè come se vivessimo in un eterno presente, e quindi non riuscissimo né a considerare un passato vicino né a vedere oltre il futuro più prossimo. Una settimana di vendite così così per la console appena lanciata da Nintendo? FLOP, MORTE, FALLIMENTO, FINE. Eh no, non funziona così, non ha mai funzionato così.
I PROBLEMI DELLA LINE-UP: sì, certo, che gran novità che una console viene lanciata con pochi giochi e pochi titoli indimenticabili! Mai visto prima d’ora. Eppure ricordavo una PS2 che nel primo anno ebbe solamente Gran Turismo 3 (a 6 mesi dal lancio statunitense), più qualche produzioni ottime come SSX, Extermination e Tekken Tag, ma il resto era una sequela di titolacci presto dimenticati, e toh, dei gran porting dal Dreamcast! Porting! Novità sul 3DS, una novità che sa di vecchiume. La console Nintendo ha ad ora una line-up discreta, perlomeno variegata, e copre di diversi generi, dalla simulazione canina immancabile per ogni ragazzina di sorta, all’action di stampo giapponese, al gioco di corse arcade che comunque è sempre gradito, al simulatore di vita per passare un po’ il tempo al remake dell’indimenticabile Ocarina of Time, a qualche picchiaduro di ottima fattura (Street Fighter, ma anche Dead or Alive), per questi già una situazione migliore rispetto il DS. Entro fine anno la line-up sarà rinforzata da molti first party, come Star Fox, Mario Land e Mario Kart, ed anche le terze parti butteranno fuori qualcosa di buono, sempre nei limiti storici: è una console appena uscita sul mercato.
E’ molto divertente poi scrivere inesattezze, perché finché aiutano a portare il discorso dalla parte che si vuole, non si deve far fatica nel ricercare informazioni qua e là. Nintendo non è la prima volta che vende in perdita: Iwata stesso ha affermato che il primo DS fu venduto sottocosto inizialmente, quando il prezzo era di 15.000 yen. Ci fidiamo? Difficilmente il presidente di una multinazionale dice il falso per queste piccolezze. E non c’è iSuppli che tenga: abbiamo visto la sua affidabilità in questi giorni.
E poi a volte pare che il 3DS non sia nemmeno passato nelle mani di chi scrive: il 3D è un orpello grafico, ma la console ha ben altro, tra cui i giroscopi ed un servizio online in crescita, nonché le caratteristiche che hanno reso famoso il DS, quindi due schermi e touch screen, ancora sfruttabili in pieno se lo si vuole (guardiamo un po’ Layton dei Level-5 per avere un’idea). Ovviamente, se stiamo sentire ad EA, contro il 3D ma stranamente focalizzata verso iPad et similia (perché il 3D può essere una bolla, mentre l’Apple Store no, peccato che i presupposti ci siano tutti, dotcom bubble docet), il 3DS è una fregnaccia.
Bene, Nintendo is dead, questo lo si era capito. Nelle teste degli pseudo-giornalisti, però, quelli che non hanno mai preso seriamente in considerazione il videogioco portatile, ma magari hanno un iPhone, quello sì che dà soddisfazioni in quanto a videogiochi. Tutti morti, tranne Apple.
Ciao Fash, elektroplankton, vattelapesca.
Stesso amore, solita idiozia, scarsa educazione. Parli ancora dei vg in numeretti? Dati di vendita… ah, la passione.
Buona sera.
Ho semplicemente risposto al solito articoletto “Nintendo is doomed” che purtroppo non riesce a vedere al di là della prossima settimana e nemmeno prima della settimana scorsa. Peccato.
In realtà non ho citato un dato di vendita che sia uno. Perché non hai letto?
Ma no, mi riferivo al tuo blog.
Un po’ grigio.
Siamo grandi grandi amanti di Nintendo su queste pagine. Non siamo analisti, non ci vediamo lungo, ma (forse) abbiamo due grandi sfere di cristallo.
No, semplicemente abbiamo una nostra opinione e ci sentiamo liberissimi di scriverla e riscriverla se ci va.
Cosi’ come tu, e tutti, siete liberissimi di criticarla, anzi dovete. Ma, ti prego, con educazione e nel rispetto del lavoro altrui.
Guarda, ho raccolto un po’ di articoli durante la scorsa settimana (questo è l’ultimo in ordine cronologico), tutti legati da un fil rouge drammatico: Nintendo è finita, o è sull’orlo della fine, dopo questa mossa. Ma basandosi su cosa, si giunge a quest’opinione?
Bene, cerco di dare una risposta: memoria fallace, rivincita al contrario (?) dopo una generazione di bagordi, scarsa propensione a pensare su un orizzonte un po’ più lungo. Il primo elemento, insieme all’ultimo, dovrebbero non essere caratteristiche di un giornalista, che sia videoludico o meno.
Ci si stupisce di una line-up così scarna (nonostante a me paia soddisfacente), ma non si ricorda come partirono PS2, DS, PSP e Xbox 360. I lanci sono sempre caratterizzati da problemi di questo tipo ma se confrontiamo il lancio del 3DS con quello del DS (ti ricordo: porting di Mario 64, WarioWare e Pokémon Dash), il passo in avanti è evidente. E se contiamo il primo anno (visto che comprare una console al lancio è NOTO non sia proprio la cosa migliore da fare, per una serie di motivi che vanno dagli imminenti re-styling ai giochi alla difettosità del prodotto, leggasi RROD et similia), beh, la situazione è rosea, visto che entro marzo 2012 sono previsti titoli come Revelations, Paper Mario, oltre ai due Mario natalizi e Tales of the Abyss tra i tanti.
Poi il problema del non riuscire a vedere “oltre” fa il resto: Nintendo ha 15 miliardi di $ di cassa ed investimenti a breve termine (31 marzo 2011), anche se il 3DS dovesse andar male nei prossimi mesi, ne hanno di soldi per pararsi, considerando che DS e Wii, pur in fase calante, stanno ancora vendendo bene, e che garantiscono profitti al 100%. Poi beh, giudicare la performance di una console da appena 4 mesi sul mercato mi sembra sempre esagerato.
Ad ora, i problemi di Nintendo sono stati due: la mancanza di un system seller à la Brain Training, che si rivelasse di massa (ma ci vuol tempo, Brain Training mica è uscito al lancio del DS, e nemmeno si è imposto nel giro di due mesi), ed il DS ancora in carica; la quinta generazione di Pokémon è uscita in Europa ed America qualche settimana prima del 3DS ed ha portato via un mucchio di attenzioni, considerando che è riuscita a vendere 7 milioni di copie in pochi mesi. Concorrenza interna, capita spesso.
Detto questo, il 3DS ha comunque venduto, ma sotto le aspettative. Anche gli analisti sbagliano, pure quelli di Nintendo o che per essa lavorano, non è una novità. Io sarei andato più cauto, nemmeno PS2 esplose i mesi dopo il lancio, d’altronde c’era ancora PS1 che vendeva milioni di unità. Ci vuole tempo, a Natale potremo avere il punto della situazione. Non a 5 mesi dal lancio, in piena estate (noto periodo di vacche magre in Occidente quando si tratta di acquisti).
Guarda, su quello che scrivi sono d’accordo in pieno. Ma scritto così invoglia la lettura, senza offese, pulito. Va bene.
Dicevo, sono d’accordo. Quella che leggi è l’opinione del nostro Renato, sua e rispettabile.
Che il lancio e l’immediato post-lancio di una console non sia propriamente il periodo più felice per trarre conclusioni è fisiologico, ma di mio non ho letto nell’analisi di Renato un che di apocalittico.
Si fa solo ”critica” sulla mossa Nintendo, su dove ”ha intenzione di andare”, su quale orizzonte poserà il suo sguardo.
Non è un male andarci con il dente avvelenato a volte (e lo facciamo indistintamente con MS, Sony e N), rende i momenti migliori ancora più dolci.
Detto questo il 3DS ha tanto tempo per crescere e maturare, per ampliare la sua già buona line up (sempre che non si continui, come sta accadendo, a cancellare e rimandare titoli), ma capisci che un taglio tanto pesante di prezzo non è usuale e va commentato in qualche modo.
Che Nintendo sia vicina alla fossa non lo scrive e non lo pensa nessuno con un minimo di buon senso, dai.
So bene che è la sua opinione (e di chi, se no?!), so che è rispettabile, semplicemente fatico a chiamare giornalisti coloro che non informano, perché va bene l’opinione, ma non va bene la disinformazione (e.g. “la casa di Kyoto ha sempre venduto le proprie console in attivo”). Però tant’è, questa è una mia opinione (e di chi, se no?!), altrettanto rispettabile.
Un altro esempio della distorsione della memoria è l’affaire della cancellazione dei titoli (o dei loro rimandi). Ad ora, solo DUE titolo sono stati rimandati a causa delle non eccelse vendite del 3DS, ovvero Crush 3D e Shinobi di SEGA. Onestamente, due titoli non propriamente attesissimi, che già nelle loro precedenti e recenti apparizioni non è che avessero brillato in quanto a vendite.
Gli altri casi sono tutti slegati dal 3DS: Mega Man Legends 3 ha una sequela di motivi per il quale è stato cancellato, ed il 3DS non c’entra. Assassin’s Creed è stato cancellato nel settembre del 2010, ben prima che la console uscisse; DJ Hero rientra nella riorganizzazione del brand da parte di Activision visto che nemmeno Guitar Hero ormai vendeva granché. Saint’s Row derivava dagli episodi su XBLA/PSN, che sono stati cancellati, di conseguenza il titolo 3DS ha subito la stessa sorte. Riguardo Metal Gear Solid, beh, ancora non vi è un annuncio ufficiale, in ogni caso non c’è nulla che rimandi alle vendite della console.
Chiarito questo, io sono d’accordo che il pepe aggiunga un tono ad un articolo, ma i problemi a mio avviso sono ben altri, e devono essere inquadrati bene e non essere fuorviati da fatti che c’entrano poco o nulla. Il tono dell’articolo è comunque abbastanza pessimista (“una compagnia che in questi anni di successi stratosferici ha evidentemente perso la rotta”).
Purtroppo di articoli così negativi se non di più negli ultimi giorni ne sono usciti un po’ ovunque: Wired, Forbes, New York Times, GamePro, IGN, insomma, di certo non gli ultimi arrivati.
“De profundis”? “Nintendo is dead”? “Tutti morti tranne Apple”? Eh?
Guarda Marco, sei proprio fuori strada: qui su ITG chi difende Nintendo solitamente sono proprio io, specie dopo la svolta “casual” che Akira e Fucktotum, anch’essi nintendari da tempo, hanno mal invece digerito. Potrei ribatterti punto per punto, ma dai “Like Suicide” sulla Sony ho imparato che serve a poco, quindi ti invito solamente a rileggerti il pezzo in modo meno avvelenato.
I soliti 2 appunti del caso:
1- al di là di tutto quello su cui puoi non essere d’accordo con me, un precocissimo taglio del 30%, la decurtazione dello stipendio del management e le scuse agli investitori sono dei fatti.
O Iwata è un allarmista scriteriato, o la situazione non è tutta rose e fiori come la vedi tu. Comunque da qui a dire che “Nintendo is dead” ce ne passa, quindi dormi tranquillo..
2- che i primi DS fossero venduti in perdita francamente mi suona nuovo; comunque ovviamente se mi citi una fonte attendibile sarò lieto di inserire un’errata corrige.
Per il resto francamente non mi sembra di notare altre “inesattezze da pseudo-giornalista” che non siano ascrivibili alla categoria delle opinioni personali.
Al di là della sensazione personale trasparsa dall’articolo, c’è molto di più da discutere oltre a queste due puntualizzazione, come ad esempio l’allarmismo sui giochi cancellati o rinviati, o la memoria fallace che non riporta alla mente i lanci delle precedenti console.
Inutile scandalizzarsi per una line-up di lancio povera o scarna (nonostante a me risulti ben variegata): è la norma, non l’eccezione. Quando mai una console nei primi 5 mesi ha brillato enormemente in quanto a qualità e quantità dei titoli presenti? Mah.
La situazione non è rose e fiori ma è facilmente descrivibile con: il 3DS non ha rispettato le aspettative. Perché? Tra i mille motivi c’è anche un: le aspettative erano troppo alte. Poi la concorrenza interna del DS con l’uscita di Pokémon lo stesso mese (non citata), il prezzo alto, ora corretto. Certo è che la dirigenza ha sbagliato ed ora sta cercando di riparare; il taglio di stipendi è una mossa ovvia, se si conosce un minimo il mercato giapponese. Ripeto, se leggiamo i bilanci di Nintendo, c’è poco da preoccuparsi, Iwata stesso ha confermato che questo taglio è stato possibile proprio grazie alla cassa disponibile, ed ai successi di DS e Wii. Più basso è il prezzo, più in fretta la console si affermerà, ed è questo l’obiettivo di Nintendo. Sperava di affermasse in 4 mesi, non è avvenuto, come d’altronde era lecito aspettarsi, a causa del DS ancora forte, del prezzo alto, della mancanza di un system seller vero, che poi è arrivato con Ocarina of Time 3D. Il prezzo delle azioni di Nintendo calò parecchio anche quando nel 2010 soffrì di uno yen forte, cruciale per un’esportatrice come lei, e persino nel 2007, ai suoi massimi in quanto a vendite di giochi e console, sempre per lo stesso motivo.
La fonte del DS venduto inizialmente sottocosto è David Gibson, analista presente alla conferenza Nintendo, che ha riportato sul suo Twitter le dichiarazioni in tempo reale https://twitter.com/#!/gibbogame tutto ciò viene comunque dal discorso di Iwata che è possibile reperire sul sito giapponese della compagnia e che si spera sarà presto tradotto in inglese.
I titoli al lancio sono fondamentali quando l’hardware non riesce a vendersi da solo, e francamente questo mi sembra il caso. Peraltro è quello che dico anche nell’articolo.
Per il resto, da un lato il DS sta fisiologicamente crollando da circa un anno (come d’altra parte il Wii) mentre i pokemon uno può giocarseli tranquillamente anche sul 3DS in virtù della retrocompatibilità, quindi anche il discorso sulla concorrenza interna in generale mi sembra regga poco.
Quindi ribadisco che secondo me si tratta di una concomitanza di fattori: console poco attraente perchè eccessivamente derivativa, mal presentata e pubblicizzata, giochi al lancio scarsi e prezzo eccessivo a cui fortunatamente è stato posto rimedio, speriamo in tempo utile.
Così come ribadisco che da nintendaro sono ben poco preoccupato per i bilanci dell’azienda, men che meno per la sua sopravvivenza, però qualcosa andava e va necessariamente fatto, che è poi il succo dell’articolo, così come del video di Jabba.
Tu citi la presenza dei giroscopi e dell’online in crescita, ma Apple l’hai chiamata in causa tu e non io, per non parlare ad esempio dei Minis della PSP, ed è quindi un dato di fatto che in questi ambiti Nintendo rincorra più che aprire la strada; purtroppo secondo me il problema è proprio che il 3DS non innova quanto era lecito attendersi: potenzia e amplia come chiedevano hardcore gamers e sviluppatori ma non stupisce se non per il 3D, il cui effetto sul pubblico è stato però breve e meno intenso del previsto. E in conseguenza di questo ritorniamo all’assenza di un titolone Nintendo degno di tal nome: suvvia, Ocarina of Time era (una delle) killer app del Nintendo 64, non si può sperare che sia davvero quello l’atteso system seller..
Per quel che riguarda infine il Twitter di Gibson che mi citi e che non conoscevo, a suo dire Iwata ha affermato che il DS a 15.000 Yen non generava profitto, non che vendeva in perdita. D’altra parte Nintendo ad oggi non ha neanche ammesso che con il taglio di prezzo il 3DS venderà in perdità, e infatti nell’articolo c’è scritto “Sembra inoltre che”.
Attendiamo quindi la traduzione completa dell’intervento per un’eventuale errata corrige.
Avevo scritto una risposta ma non me la inserisce, strano.
Sul forum io la vedo, non sul blog.
Ora controllo.
Strano, la inserisco io. Marco scrive:
Tenendo comunque conto del fatto che il 3DS ha avuto perlomeno una line-up di lancio varia, seppur non di qualità eccelsa, il problema in questione ha riguardato il debutto di moltissime console! Il N64 aveva solo Mario e Pilotwings, due titoloni per carità, ma di certo non eterni, mentre PS2 solamente SSX, Tekken Tag e poco altro, con una sfilza di porting dal Dreamcast, pratica comune agli inizi del ciclo vitale di una console (il Wii si reggeva su Zelda arrivato dal GC e su Wii Sports!). Quindi demonizzare la line-up di lancio del 3DS mi sembra pretestuoso, forse uno dei fattori del parziale insuccesso però sì, tant’è che in Giappone, dove la line-up comprendeva un titolo come Professor Layton ed una serie di giochi più adatti ai gusti nipponici come Samurai Warriors e Ridge Racer, la console si è comportata bene e veleggiava su cifre discrete.
Riguardo il DS, sì, sta calando, ma comunque riesce a vendere milioni di unità (in Nord America a giugno quasi 400.000 unità, la seconda console più venduta dopo il 360), e la base installata è immensa: impensabile che la gente abbandoni di punto in bianco il 3DS per giocare un titolo, come Pokémon, che può benissimo andare sulla console che già si possiede. Le attenzioni le ha portate via eccome dal 3DS un gioco del genere, che ha totalizzato più di 7 milioni di copie in appena 4 mesi tra Europa e Nord America; è come se uscisse Halo 5 su 360 lo stesso mese del successore, o Gran Turismo 6 su PS3 lo stesso mese della PS4… Con tutto che Pokémon vende quanto queste due serie messe assieme.
In Giappone, dove le vendite del DS sono calate parecchio in seguito all’introduzione del 3DS, la vecchia console Nintendo ha visto in ogni caso una serie di uscite importanti, come Joker 2 Professional, in grado di catalizzare le attenzioni di una fascia di pubblico che Nintendo ha per ora perso, ovvero i ragazzini, mentre i giocatori occasionali si sono fatti fermare dal prezzo, visto e considerato che là il software a loro dedicati c’è (Nintendogs+Cats, il già citato Layton).
Ovviamente Nintendo non può (non riesce?) innovare ad ogni generazione; in questo caso, anche senza il 3D, il 3DS rimano il successore del DS, e quindi ha tutte le sue caratteristiche, il che di per sé non mi sembra poco. PS2 d’altronde non innovava granché, e lo stesso il SNES e nemmeno il GBA. Eppure tutte e tre sono state piattaforme dal grande successo. Ovvio che il 3D, se mai dovesse funzionare, necessiterà del tempo per essere digerito, e lo stesso è valso per il touch screen (anche qui memoria fallace, ahimé): il boom del DS lo si è avuto in America con il DS Lite e Mario (prima PSP vendeva molto di più), in Europa con Nintendogs, a 6 mesi dal lancio quindi ed in Giappone durante il primo Natale, grazie a Mario Kart ed Animal Crossing. Per questo dico che bisognerebbe aspettare prima di tirare le somme, suvvia, la console è uscita da 5 mesi scarsi!
Riguardo Ocarina of Time 3D, è vero, è pur sempre un remake, ma un remake importante storicamente, vista la storia del titolo in questione. Dai dati che abbiamo a disposizione, è stato un system seller, poiché le vendite della console sono aumentate in concomitanza dell’uscita del titolo sia in Giappone che in Nord America; d’altronde, un titolo che vende 1 milione di copie su una console con 4 milioni di installato deve aver attirato più di una attenzione. Non basta ovviamente, ed è per questo che Nintendo rilascerà i due Mario sotto Natale e Star Fox a settembre.
E vedrai che il taglio di prezzo porterà molti acquirenti a riconsiderare i titoli già usciti, perché magari a 250 euro Street Fighter e Pilotwings non valgono la pena ma a 170 sì (d’altronde il GBA uscì con un porting di Mario dal SNES, il porting di Rayman e F-Zero, e nessuno si lamentava ai tempi).
Quindi secondo me c’è sempre questo problema di percezioni, e di memoria, da aggiustare. Analizzare in maniera negativa la performance di una console appena uscita secondo me non ha molto senso, anche perché poi le cose possono cambiare in fretta (il Dreamcast fece il miglior debutto di sempre in America, per dire, mentre il DS partì pianissimo e poi abbiamo visto come è esploso).
Riguardo la news, Bloomber riporta che il 3DS sarà venduto in perdita: http://www.bloomberg.co.jp/apps/news?pid=90920000&sid=aiRPDx3CQhjw se ti interessa, le parole di Iwata precise sono che ??????????????? ?????????, tradotto significa che in seguito al price cut, la vendita dell’hardware produrrà una perdita (i.e. un rosso). Onestamente, i Twitter di David mi sembrano piuttosto certosini, tant’è che molte delle cose che ha riportato il 29 luglio durante la conferenza sono poi uscite sui siti di news come Andriasang e Bloomberg poiché confermati da Nintendo stessa sul suo sito. Ergo, il DS vendeva in perdita al lancio, quindi non è poi così una novità che il 3DS veda delle perdite per ogni unità venduta.
Quei punti interrogativi stanno per 値下げ後の価格ではハードの販売 だけでは赤字になる.
Penso di averti già risposto nel pezzo e nei commenti, quindi evito di ripetermi; non la pensiamo allo stesso modo, amen.
Mi limito a ribadire che se la line-up era varia, la console valida, le vendite niente male e la killer app già sul mercato, forse tu e Iwata dovreste mettervi un attimo d’accordo..
Riguardo il twitter, proprio perchè mi sembra certosino non mi sembra il caso di correggere: la traduzione di Gibson parla di mancati profitti, e di perdite derivanti dall’abbassamento di prezzo (se prima vendevo una console a 250$ e ora a 150$ mi pare ovvio che i profitti calino con l’aumentare del numero di console prodotte e vendute), non di vendita sottocosto. Peraltro la stessa frase di Iwata tradotta da un paio di traduttori online mi sembra andare nello stesso senso.
Su certe cose si può non essere d’accordo, ed amen, ma su altre è evidente una chiusura a riccio che mozza qualsiasi volontà di dialogare. E la tua conclusione ironica è chiara in questo senso.
Semplicemente, mi chiedo: come può un giornalista videoludico stupirsi di una line-up di lancio non eccellente, quando è praticamente la norma avere pochi giochi, o poca qualità o addirittura entrambi?
Ed ancora, come si fa a giudicare una console sul mercato da 5 mesi in questa maniera? Ti chiedo, ma tu ricordi il primo anno di PS2? Ed il primo anno del DS? E questo è un problema di memoria un po’ opaca, perché da quello che leggo sembra che il 3DS debba avere a 5 mesi dal lancio i giochi che una console ha a metà del suo ciclo di vita.
Inoltre:
-non ho scritto che le vendite erano niente male, bensì che erano discrete in Occidente e buone in Giappone MA sotto le aspettative. Quindi, proviamo a ragionare: la console sta andando male in senso assoluto, o in relazione alle altissime aspettative di Nintendo? Gli analisti sbagliano, e questo è risaputo. Ed è pure risaputo che le console al lancio difficilmente partono a razzo, specie se lanciate al di fuori del Natale. Il DS andò bene durante il primo Natale in Nord America e Giappone ma poi faticò molto, stando dietro a PSP. Perché non si ricorda questo? Perché si decide già che il 3D non ha appeal, quando il touch screen ed i sensori di movimento ci hanno messo un anno buono per affermarsi ed un paio di anni per diventare fenomeni di massa? Non dico che il 3D seguirà la stessa sorte, e comunque il 3DS oltre al 3D ha tutto ciò che aveva il DS e quindi ne è un degno eredo, come PS2 di PS1 e il SNES del NES. Sbaglio a dire questo? Si può avere un’opinione diversa, o semplicemente è la realtà dei fatti?
Che poi la line-up fosse varia, non lo dico io, ma i generi presenti al lancio: un simulatore per un pubblico giovane, un picchiaduro, un platform, un gioco di corse, un gioco di ruolo tattico, un simulatore di volo, un gioco di calcio, un puzzle-game, un gioco d’azione, cui poi si è aggiunto un gioco d’avventura, cioè Zelda. Per essere varia è varia, magari non imprescindibile e non tanto da spendere 250 euro, ma forse a 170 euro diventa più ragionevole, no? Anche perché dei titoli citati, tutti sono dal discreto all’ottimo, non ci sono fetecchie che potrebbe non piacere ad un appassionato del genere nel peggior dei casi. Anche qui, sono i fatti che parlano.
Poi è ovvio che mancasse il software in più, ma quello può venire anche ad un anno dal lancio della console, come con Brain Training per DS, o GTA III per PS2. Bisogna essere obiettivi quando si trattano certi argomenti e ricordare il passato, che può essere utile per evitare di cadere nella trappola della presunta novità delle situazioni.
Riguardo il system seller, anche qui, sono i dati a parlare. Zelda ha aumentato le vendite della console, bisogna poi vedere quanto durerà. Secondo me in questo senso, i due Mario saranno ottimi in questo senso, considerando che per DS vendono tuttora a 6 e 5 anni dal lancio rispettivamente.
Non sto difendendo nulla strenuamente, semplicemente cercando di guardare le cose con un orizzonte un pelo più ampio.
Riguardo la fonte della notizia, così scrive: “Original DS at 15000yen was not profitable and 3ds is further unprofitable”
Il DS non era profittevole all’inizio (i.e. non creava profitti, quando un prodotto non crea profitti significa che crea perdite, ergo è venduro al di sotto del costo di produzione, distribuzione etc.), ed il 3DS ora è ancor meno profittevole. Non parla di calo di profitti in seguito al taglio di prezzi (che ci sarà in ambito societario) bensì di un 3DS che non porta profitti con il nuovo prezzo. Chiaro e semplice.
Ah, e riguardo la frase in giapponese, beh, è Iwata stesso a parlare ed a citare le perdite che il 3DS genererà con la vendita al nuovo prezzo.
non sono minimamente d’accordo con l’articolo. il 3ds è una console cn delle grandissime potenzialità. la line up, cm dice giustamente marco, non è cosi blanda. inoltre trovo davvero fastidioso (parlo in generale) il rapporto della stampa specializzata che prima esalta le qualità di un hardware per poi smontarle a soli pochi mesi dal lancio senza avere una precisa idea di quello che il futuro riserva.
il 3d non vi soddisfa? disattivatelo! avrete comunque tra le mani un autentico gioiellino in grado di regalarvi ore ed ore di divertimento.
la grande N ha fatto un errore di valutazione ma la differenza (e lo sanno anche i sassi) la fanno i giochi, soprattutto quelli targati Nintendo; con mario 3ds , mario kart , kid icarus, luigi’s mansion, starfox e tantissimi altri titoli in sviluppo non mi pare ci sia molto spazio per lamentarsi. per chiudere, in questo ultimo mese giocare a resident evil mercenaries (online) e a zelda OOT lo ritengo un privilegio.
“Chiusura a riccio”? “Orizzonte un pelo più ampio”?
Ma se non ammetteresti che la console non andava bene neanche se fosse Iwata in persona a dirtelo!
Scherzi a parte, non è che uno si stupisce di una line-up di lancio scarsa, ma quando la console non vende a sufficienza si vanno a guardare tutte le cause, line-up compresa. E poi più avanti dici che quella del 3DS non era scarsa. Deciditi, così come dovresti decidere se le vendite erano buone/discrete o no, perchè essere solamente un po’ “sotto le aspettative” non giustifica un 30% di taglio e la scelta fra il fare e non fare profitto.
Peraltro l’unica fonte di ‘stupore’ di tutto l’articolo è proprio il taglio di prezzo..
Si giudica in questa maniera una console che ha 5 mesi (ma i miei dubbi sul 3DS li avevo espressi già alla presentazione) se per primo chi la produce ha dubbi sufficienti sul suo potenziale di vendita da decurtarne il prezzo di un terzo. Peraltro se uno ha un’opinione su una macchina la esprime subito, non è che aspetta il primo anno di vita: quelli sono bilanci, non giudizi.
“Il DS andò bene durante il primo Natale in Nord America e Giappone ma poi faticò molto, stando dietro a PSP. Perché non si ricorda questo?” E allora? Snoccioli paragoni e dati di vendita come se potessero dare un qualche indizio sul futuro del 3DS, mentre dovresti sapere bene che ogni console fa storia a sè.
Possiamo stare qui a paragonare l’andamento del 3DS a quello di ogni macchina uscita prima e dopo, ma a chi importa quando poi l’influenza concreta di questi dati sull’andamento reale della console di cui si parla è zero? Ti capirei se avessi dato il 3DS per spacciato a 5 mesi dal lancio ma, e te lo ripeto, non è così che la penso, e non è quello che ho scritto.
Il 3D non ha appeal nè futuro secondo chi parla (ci ho fatto un intero articolo sopra) a meno che non riesca ad aggiungere qualcosa di concreto ed inedito al gameplay dei giochi. Molto meglio l’head tracking.
In generale di gente stra-entusiasta del 3D, che non potrebbe proprio farne a meno, finora ho sentito solo te.
“quando un prodotto non crea profitti significa che crea perdite, ergo è venduro al di sotto del costo di produzione, distribuzione etc.”
Si può anche vendere a prezzo di costo, comprendendo tutte le spese extra-produzione. Tant’è che se non ricordo male il costo di produzione del 3DS è stimato attorno ai 100$, il che fila con il fatto che 150$ sia un prezzo dichiarato “non profittevole”. Non ci perdono e non ci guadagnano, e la manovra è dettata dalla speranza di rifarsi poi con le royalties dei giochi degli sviluppatori esterni, che su una base installata ampia fioccherebbero.
Quando Sony vendeva PS3 sottocosto affermava di perdere 100$ per ogni PS3, non che la PS3 “non generasse profitto”.
Come vedi non ti avevo dato una risposta più ampia non perchè volessi “mozzare” alcunchè, ma solo perchè il mio pensiero è questo (e dovevo fare le pulizie di casa..
); possiamo continuare a ribatterci punto per punto, ma in realtà il focus della questione resta che tu mi accusi di aver dato Nintendo e 3DS per spacciati mentre non è affatto così, e la mia “conclusione ironica” era semplicemente dovuta al fatto che come sempre non è una questione personale nè un articolo che vuol dare la verità assoluta, bensì semplicemente la MIA opinione, che non scarseggia di orizzonte ma è semplicemente diversa dalla tua.
@renato “inskin”. forse il taglio dell’articolo era un po troppo polemico e anch’io ho notato il “solito” piglio giornalistico/sarcastico che in questo caso può fornire una visione tanto vera e onoppugnabile nel valutare l’ovvietà dell’accaduto, ossia il taglio dei prezzi, quanto falsa nel stipulare un fallimento dell’hardware in se e dell’attuale line up (senza tener conto gli sviluppi futuri…). poi per carità ogni presa di posizione è lecita soprattutto quando è ben argomentata e vedo che nell’ultimo post hai fatto un’analisi decisamente più pulita e condivisibile.
OMG
Ma è diventato così difficile accettare le opinioni altrui?
Le opinioni si accettano, ma si possono anche questionare. E’ un blog pubblico, tutti possono leggerlo, tutti possono dire la loro. Giusto? Bene, con questi presupposti rispondo a Renato.
-”Scherzi a parte, non è che uno si stupisce di una line-up di lancio scarsa, ma quando la console non vende a sufficienza si vanno a guardare tutte le cause, line-up compresa. E poi più avanti dici che quella del 3DS non era scarsa. Deciditi, così come dovresti decidere se le vendite erano buone/discrete o no, perchè essere solamente un po’ “sotto le aspettative” non giustifica un 30% di taglio e la scelta fra il fare e non fare profitto.”
Certo, è giusto considerare tutte le cause. Ma dal taglio dell’articolo sembra proprio che una line-up di lancio non esaltante sia una novità nel mondo dei videogiochi, una cosa inusuale, che toh, solo il 3DS non ha avuto. Bene, questo non è vero.
Premettendo che PER ME il 3DS ha avuto una line-up di lancio discreta e molto varia, da ciò che leggo sembra invece che il 3DS non abbia niente da far girare, cosa falsa, perché ha almeno 5-6 titoli meritevoli, più un capolavoro che è Ocarina of Time, che sarà pure un remake ma ha comunque una certa importanza e di qualità ne ha eccome.
Poi posso concordare che al 3DS è mancato un forte software interno in grado di accalappiare non una sacca d’utenza ma trasversalmente, dal bambino all’adulto; forse avrebbe dovuto far uscire Zelda al lancio, e così con Pilotwings, Nintendogs avrebbe soddisfatto un po’ tutti i palati per un po’ di tempo.
E’ comunque impensabile che una console debba avere tutto al lancio, nessuna console ha mai avuto i capolavori di sempre a pochi mesi dall’uscita; PS2 dovette attendere 6 mesi dal lancio americano (e quindi un anno dal lancio giapponese) per avere il primo grande titolo, cioè Gran Turismo 3. Il 3DS invece dovrà aspettare “appena” 8 mesi per avere uno dei titoli di punta della sua intera line-up annunciata, cioè Mario Kart 7, con Super Mario 3D Land il mese dopo. Quindi, conclusione, probabile che la line-up abbia influenzato le vendite, ma che non la si faccia passare per un’aberrazione mai visto quando in realtà una situazione simile è la norma.
Ovviamente la mossa di Nintendo può apparire estrema, certo, ma a mio avviso (e tra l’altro Iwata stesso lo ha detto) si tratta di un accelerare i tempi: il 3DS si sarebbe potuto imporre lentamente, come ha fatto il DS, nel giro di un anno e mezzo, due, senza alcun problema, ma la compagnia ha voluto evitare che fosse schiacciato dalla concorrenza interna ed esterna, per cui si è comportata così. Accelerare i tempi: più vendite, più giochi, più vendite. Subito.
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-”Si giudica in questa maniera una console che ha 5 mesi (ma i miei dubbi sul 3DS li avevo espressi già alla presentazione) se per primo chi la produce ha dubbi sufficienti sul suo potenziale di vendita da decurtarne il prezzo di un terzo. Peraltro se uno ha un’opinione su una macchina la esprime subito, non è che aspetta il primo anno di vita: quelli sono bilanci, non giudizi.”
Nintendo ha avuto evidentemente nei dubbi sul potenziale di vendita del 3DS a quel prezzo, ed infatti è questo l’errore di fondo, non tanto la line-up di lancio o il 3D.
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-”E allora? Snoccioli paragoni e dati di vendita come se potessero dare un qualche indizio sul futuro del 3DS, mentre dovresti sapere bene che ogni console fa storia a sè.
Possiamo stare qui a paragonare l’andamento del 3DS a quello di ogni macchina uscita prima e dopo, ma a chi importa quando poi l’influenza concreta di questi dati sull’andamento reale della console di cui si parla è zero? Ti capirei se avessi dato il 3DS per spacciato a 5 mesi dal lancio ma, e te lo ripeto, non è così che la penso, e non è quello che ho scritto.”
Ogni console fa storia a sé, certo, però ci sono comportamenti comuni che negli eventi passati si possono identificare e considerare nell’analisi, altrimenti sarebbe semplice miopia.
Ho spiegato: perché il 3DS deve affermarsi così presto quando il predecessore ci mise almeno un anno e mezzo? Perché il 3D deve esplodere in pochi mesi quando il touch screen ci mise il suo per imporsi? E via dicendo. Diamo tempo al tempo, il prezzo del 3DS ora è competitivo ed ha reso la console appetibile, i preordini sono già altissimi, qualcosa vorrà pur dire.
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-”Il 3D non ha appeal nè futuro secondo chi parla (ci ho fatto un intero articolo sopra) a meno che non riesca ad aggiungere qualcosa di concreto ed inedito al gameplay dei giochi. Molto meglio l’head tracking.
In generale di gente stra-entusiasta del 3D, che non potrebbe proprio farne a meno, finora ho sentito solo te.”
Beh, provando la console, con giochi come Zelda o Pilotwings, l’effetto è sbalorditivo, poco da fare. Poi che sia un orpello grafico può anche starci, ma questo vale anche per l’alta definizione, che non aggiunge nulla al gameplay. Il 3D in compenso può essere una svolta in alcuni titoli come i platform ed alcuni giochi sportivi (mi viene in mente il tennis), grazie alla percezione effettiva delle distanze. Vedremo come sarà sfruttato, in ogni caso anche nel caso in cui il 3D non prendesse così tanto piede, il 3DS rimane un upgrade notevole del DS, e questo non sarebbe un male, voglio dire, PS2 era un mero upgrade di PS1 ed il SNES del NES, eppure hanno avuto successo e sono console tuttora apprezzate.
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-”Si può anche vendere a prezzo di costo, comprendendo tutte le spese extra-produzione. Tant’è che se non ricordo male il costo di produzione del 3DS è stimato attorno ai 100$, il che fila con il fatto che 150$ sia un prezzo dichiarato “non profittevole”. Non ci perdono e non ci guadagnano, e la manovra è dettata dalla speranza di rifarsi poi con le royalties dei giochi degli sviluppatori esterni, che su una base installata ampia fioccherebbero.”
Sì, certo, Iwata poteva anche intendere che col nuovo prezzo si andava giusto giusto al punto di pareggio ma se permetti questa è l’opzione meno credibile; il 3DS non crea profitti a 170$ o 15.000 yen, così è stato affermato. Lasciamo poi stare le analisi di iSuppli, davvero inaffidabile per quanto riguarda la stima dei costi di produzione, dimostrato a pieno come in questo caso.
Detto questo, Nintendo copre le perdite grazie a DS e Wii (anche questo affermato da Iwata), visto e considerato che tuttora vendono milioni di unità insieme a giochi come Mario Kart e Wii Party, nonché Pokémon e Layton; praticamente guadagnano un margine ampissimo e lo faranno ancora per anni.
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-”Quando Sony vendeva PS3 sottocosto affermava di perdere 100$ per ogni PS3, non che la PS3 “non generasse profitto”.
Che è la stessa cosa in pratica.
Non entro nella questione specifica del 3DS (il perché è che non me ne frega nulla, detto semplicemente
), ma dire ”non genera profitto” e ”vende sottocosto” sono due cose molto diverse.
Leggere ”in pratica è la stessa cosa” per uno studente di economia come me è qualcosa di aberrante.
Certo che si può questionare, ci mancherebbe. Qualcuno ha censurato le tue critiche? Direi di no, questo significa che è nella nostra natura accettarle.
Ci piacerebbe però che oltre che puntuali, fossero anche orchestrate con educazione e civiltà.
Il tuo primo post ti sembra rispettare questi “canoni”?
Infatti “la stessa cosa” si riferisce a “non essere profittevole” e “perdere”.
Ulteriore precisazione: economia pura, non aziendale, sono due cose ben diverse (micro, macro, econometria, statistica).
Laureato in aziendale, specializzato in Marketing Management. Econometria, statistica, micro e macro sono solo strumenti di analisi, non rami economici.
Scusate il piccolo OT.
Sono discipline che appartengono all’economia teorica, che è quello che studio io. Poi c’è l’economia aziendale, che poco ha a che fare con macroeconomia o con microeconomia, ed economia e commercio, più orientata verso bilanci e diritti. Per ulteriori informazioni: http://corsi.unibo.it/lmec/Pages/CourseStructure.aspx
lol
lol?
Articola meglio il discorso, sentiamo un po’ cos’hai da dire.
Sono solo distinzioni teoriche. Ec e commercio non esiste da 6 anni. Ec aziendale comprende tutto quello che rientra nell’ec teorica, dal bilancio, al bilancio consolidato, agli strumenti di statistica, econometria e le previsioni macro e micro.
L’economia è una, sono gli approcci ad essere differenti. Ed in tutti dire che il break even point (pareggio) è uguale a vendere in perdita è inesatto.
Per maggiori dettagli vai su Wikipedia.
Forse ti confondi con l’economia politica? Economia e commercio rimane in molte università, magari con nomi diversi (economia e professione), ma non è mia materia.
Studio economia pura, per identificare le materie prettamente teoriche e matematica quali micro, macro ed econometria. Mi spiace tu abbia scoperto esistessero corsi a parte che trattano queste materia in maniera approfondita, lontani da bilanci e gestione d’impresa.
Io non ho scritto che il break even point è uguale a vendere in perdita. Ma se si dichiara che la vendita del 3DS non è profittevole, si presume si vende in perdita, come accaduto con il DS, come accaduto con PS3, come pare accadrà con Vita.
Ma l’antica reliquia dell’antipatia l’hai trovata per caso in dungeon o hai dovuto farmare aspettando che la droppassero? No, per sapere
LOL
Senza contare che un QUALSIASI corso di Ec aziendale e gestione delle imprese comprende esami di bilancio, micro, macro, statistica, metodi quantitativi ed econometria.
Se per questo anche economia e marketing contiene quelle materie (e prima marketing era in scienze della comunicazione, pensa te), questo non toglie che possano esistere corsi, come il mio, indirizzati verso quelle discipline in maniera molto approfondita, anche in triennale (finanza per la precisione) ho fatto macro e micro, ma ora ho micro 1, 2 e 3; macro 1, 2 e 3; econometria 1, 2, 3, tutti con un approccio fortemente matematico, tra bellman, diagrammi a fasi, e via dicendo, niente a che vedere con quello che si studia in una normale triennale di aziendale o qualsiasi altra parte dell’economia, che sia diritto o finanza. Ti ho dato un link molto interessante, lì puoi vedere i programmi di ogni materia, invece di canzonare, prova a leggere e capire che stai parlando di cose che non conosci benissimo.
Marco, ripeto, un qualsiasi corso di economia aziendale tratta quelle materie in modo approfondito. L’ho fatto io e milioni di altri studenti italiani.
Dire non profittevole vuol dire che non genera profitto. Non che si venda in perdita, ma che entrate e uscite sono sensibilmente vicine.
PS: Marketing Management è diverso da Marketing e Comunicazione, ancora esistente.
Sostanzialmente fai quello che da me in Bocconi è il DES.
Esatto, ma il DES ha un approccio un po’ differente, visto che micro e macro non sono materie opzionali; econometria è da 9 crediti mentre da me 18 mentre ho 3 crediti in meno di statistica.
Mi spiace, ma le materie che svolgo non sono proprio quello che puoi trovare in un qualsiasi corso di economia aziendale approfondito. Se così fosse, mostrami qualche pagina che lo dimostra. Questo anche perché le conoscenze matematico-statistiche sono molto elevate, dubito che in un corso (triennale? magistrale?) di economia aziendale la gente vada per svolgere bellman, hamitolniane, equazioni differenziali e via dicendo. Si fa macro, certo, ma si fanno i diagrammini IS-LM, la curva di Phillips e queste cose qui, di certo non il modello R-C-K o l’economia delle crisi di Krugman. Lo stesso per micro, si fa l’equilibrio competitivo, ma di certo non l’analisi matematica per dimostrare l’esistenza dei teoremi (Mas Collel), si chiama microeconomia avanzata mica per niente. E lo stesso vale per econometria, se ho 18 crediti suddivisi per ogni genere di dati che vengono scandagliati in ogni possibile applicazione, teorema e via dicendo, ci sarà un motivo.
Link già letto, grazie. E’ la struttura di un banalissimo corso come tanti altri, compreso il mio
Uhm, quale sarebbe il tuo corso, così veniamo al dunque? A me interessa poco parlare di ciò che studio, ma bisogna essere oneste: un corso di economia (o economia politica, chiamalo come vuoi, in ogni caso economics) NON è per niente simile ad un corso di economia aziendale, io non studio né contabilità, né management, né marketing e non ho corsi su queste discipline. Ci sono tre corsi di finanza, ma questo perché bisogna inserire un tot. di crediti al di fuori della disciplina che si insegna, e gli organizzatori hanno scelto ciò che puoi leggere.
E’ un corso di specialistica che ha mandato studenti a Berkeley, MIT, Harvard, Stanford, Princeton e Pennsylvania, non è proprio un corso banalissimo “come tanti altri”, tant’è che è considerato il miglior corso di economia (o economia politica, o come vuoi chiamarlo) d’Italia dopo quello simile della Bocconi.
Non mi pare tu abbia letto molto il link, comunque.
Non l’ho scoperto ora comunque. Il mio ex coinquilino fa i tuoi stessi studi.
Ma ovvio che sono diversi scusa, e neanche a me interessa decantare i miei (sofferti, perché sono un poveraccio spiantato
) studi.
Non sono neanche uno studente modello ne troppo convinto. Dicevo solo che, qualsiasi approccio tu usi, dire non profittevole è diverso dal dire in perdita. E, come detto nel mio primo commento, parlavo in generale e non del caso specifico di cui non mi interesso.
Il mio discorso, che poi ha volutamente travisato, intendeva che Ec Aziendale non è ”la roba limitata ai bilanci”, ma studia (superficialemnte, parlaimo cmq di un corso triennale) micro macro e compagnia bella, che sono diversi approcci al’analisi economica, non ”generano economie” (passami il termine).Poi, essendone totalmente disinteressato, ho preso specialsitica in Marketing. Tutto qua.
Se viene dichiarato che il 3DS col nuovo prezzo non sarà profittevole, quindi non creerà profitti, come lo intendiamo? Che lo vendono giusto giusto per pareggiare? A me personalmente sembra l’ipotesi meno possibile, piuttosto penso che viene venduto in perdita, che poi sia di 50 cent a modello o di 20 dollari, questo non lo so. Tu cosa pensi quando viene detto che una console non è profittevole con il nuovo prezzo?
Ma parlavamo del DS, non del 3DS. Comunque se leggo ”non profittevole” penso che non generi profitto. Poi nel caso andrò a verificare se siamo in pareggio o in perdita. Sul 3DS da quello che ho capito parliamo di vendita in perdita, per il DS no.
In realtà Iwata ha paragonato la vendita del 3DS col nuovo prezzo a quella del DS originale a 15.000 yen, entrambe quindi “non profittevoli”; per carità, è possibile che col prezzo rientrino giusto giusto nei costi, ma è decisamente più plausibile la vendita in perdita, magari di poco, ma comunque in perdita, altrimenti sarebbe stata nemmeno così essenziale come informazione a livello finanzario.
io sono laureato in scienze politiche, posso esservi utile? XD
Io amo FasH, non posso farci nulla!
Ho sempre ammirato la sua “voglia di argomentare” solo caro Marco non capisco perché dopo aver ottenuto (tutte) le risposte del caso (perché te le han date, impossibile negare) ancora te la prendi perché è stata (abbastanza ingiustamente forse) criticata la line-up di lancio del 3DS?
È ovvio che in Nintendo abbiano sbagliato qualcosa sul 3DS, dal prezzo di lancio, al marketing pubblicitario…
@ Floh: innanzi tutto grazie per il commento, perchè mi da modo di spiegare come la vedo..
Il piglio dell’articolo riflette tanto il mio modo di scrivere quanto la mia opinione; d’altra parte con la Sony in passato sono andato giù ben più duro perchè a mio parere avevano fatto cazzate ben peggiori…
) news e si sia già fatta un’idea sulla questione in esame; quindi non è mia intenzione nè rivelare chissà quale verità nè plasmare l’opinione di chi legge, bensì semplicemente esprimere la mia, quindi nei limiti del buon senso e della razionalità, scrivere un pezzo neutro e bilanciato per me non è nè una priorità nè un obbiettivo (d’altra parte per quelli c’è GameIndustry.biz
) mentre spesso m’interessa di più premere su determinati aspetti -fino anche a renderli grotteschi- nel tentativo di stimolare e stuzzicare il pensiero del lettore in modo non dissimile da quanto fa una qualunque vignetta di satira.
Quelli che scrivo sono articoli d’opinione, non d’informazione, tant’è che molte notizie a cui mi riferisco sono citate e/o linkate ma non illustrate completamente, perchè immagino di parlare con gente che sia già informata tramite le (nostre
GameIndustry.biz scrive articoli neutri e bilanciati? L’ultimo si intitola The End of Handheld? …
Comunque, io posso capire l’opinione e tutto il resto, ma ad esempio, inserire il discorso dei giochi cancellati / rinviati a causa delle vendite del 3DS è pretestuoso semplicemente perché… Non è vero.
Ufficialmente, di rimandati per questo motivo ci sono Crush e Shinobi di SEGA che, converrai con me, non sono certo best-seller, e mai lo saranno. Gli altri sono stati cancellati o per motivi diversi (Assassin’s Creed, DJ Hero, Saint’s Row, Mega Man Legends 3) o per motivazioni sconosciute, non citate.
Ma come ben sai, la cancellazione ed il rinvio dei videogiochi è una cosa comunissima in questo settore, non è niente di speciale, ergo citarla come un problema avviato dal 3DS per quanto riguarda i suoi giochi è pretestuoso, perché si fa passare una cosa piuttosto normale (pensiamo a The Last Guardian, Final Fantasy Versus XIII o Gran Turismo 5 tra i rinviati miliardi di volte) per una cosa eccezionale causata dallo scarso successo (?) della console (Assassin’s Creed è stato cancellato 6 mesi prima che uscisse il 3DS…).
Oddio, ho scritto “obiettivo” con 2 “b”…adesso Marco mi controbatterà citando lo Zanichelli…
Lo stavo proprio facendo, ah ah! Ma a quanto pare se una volta era sbagliato, ora è accettabile.
bella renato. quando il 3ds dominerà le classifiche di vendita però voglio un bell’articolo su come la nintendo sia imbattibile sui sistemi portatili
sul wii U invece non so proprio cosa aspettarmi, potrebbe essere un totale fallimento come un successo planetario. sicuramente il lancio del 3ds renderà nintendo ancora più prudente sul lancio del wii U altrimenti iwata si farà frustare pubblicamente.
@marko/fash: mi fa piacere a prescindere dagli “eccessi” leggere i tuoi post su questo blog nonostante il tuo approccio sia piuttosto aggressivo. detto ciò spero che non si flammi all’infinito.e cmq un po di pepe,se ben gestito, non fa mai male. sarà effetto nostalgia… mi sembra di essere tornato sulle pagine gi GR
@floh: sai, da nintendaro sfegatato ti dico che secondo me il 3DS non arriverá a dominare le classifiche hardware, Vita x quel che ho visto offre molto, dalla sempce potenza di calcolo, al touch pad, all’ergonomia delle due leve analogiche, e a dei brand molto molto popolari e consolidati già da qualch anno, siano essi puri handled game o veri e propri hardcore game che costano piú di una semplice sessione di qualche minuto..pi vedremo, ma stavolta Sony sta pompando alla grande il suo hardware..
Molto fiducioso invece mi sento nei confronti di WiiU, che giá avendo il nome del predecessore parte x me molto bene, e poi potrá veramente offrire nuove vedute di gameplay casalingo…
Idea personale: se il 3DS non riuscirà a dominare il settore (anche con numeri inferiori al DS eh, voglio dire, il DS è stato fuori parametro), non vedo come potrà farlo Vita.
Le caratteristiche che propone non sono proprio nuove, Sony non ha i brand Nintendo che stravendono anche su console fallimentari (pensiamo agli 8 milioni di Mario Kart su GC…), il prezzo è alto (abbiamo visto col 3DS che casino ha creato) ma soprattutto non è una console mass-market, si rivolge al giocatore tradizionale che tra una portatile ed una home, sceglierà sempre la seconda, specialmente con un’offerta ludica simile (e per quello che ne sappiamo, Vita non avrà cose molto diverse da quanto si può trovare su PS360, senza parlare del transfarring…).
In Giappone avrà sicuramente successo, visto che PSP a 6 anni dal lancio è diventata una console da avere, ma nel resto del mondo la vedo dura, anche perché PSP ha venduro molto hardware ma pochissimi giochi ed al di là della pirateria questo mi fa pensare che non abbia soddisfatto in pieno i propri utenti (nonostante a me piaccia parecchio come console).
quando usci’ la psp si pensavano le stesse cose… certo, ora la sony ci ha pensato bene e tira fuori un gioeillino, su questo nn ci sono dubbi. ma io sono dell’idea che i titoli nintendo , su una console portatile, siano imbattibili. giochi come mario bros, metroid, mario kart, pokemon e best seller come brain training e nintendogs sono difficilmente gestibili dalla concorrenza. inoltre l’hardware del 3ds ha un bel po di assi nella manica oltre a vantare una buona resa visiva che sicuramente (se tirato a lucido) non sfigurerà con le produzioni per VITA. una bella sfida sicuramente ma non credo che sony possa spazzare via il 3ds