Categorie | COPERTINA, Recensioni, Wii

[Recensione] Xenoblade Chronicles

Xenoblade Chronicles

  • Piattaforma: Wii
  • Publisher: Nintendo
  • Software House: Monolith Soft
  • [Recensione] Xenoblade Chronicles

    L’attuale generazione di console è riuscita, tra alti e bassi (anche bassissimi), a regalarmi una serie infinita di soddisfazioni, forse più di quelle che avevo messo in conto. Parlo di titoli di spessore e ovviamente di dindi. C’è però un grandissimo neo che macchia, ormai a titolo definitivo, l’offerta delle piattaforme odierne, ed è la carenza cronica di JRPG di qualità. Non so se la “colpa” vada ricercata, almeno a sentire Square Enix, negli alti costi di sviluppo e nel tempo necessario per realizzare in HD un mondo vasto ed eterogeneo come quello di un qualsiasi Final Fantasy delle generazioni passate. O forse soltanto in una carenza di idee ed entusiasmo che da troppo sta infestando la genialità degli sviluppatori giapponesi.

    Qualunque sia il motivo, i giochi di ruolo hanno avuto ben pochi momenti di gloria negli ultimi tempi, e fa pensare che sia riuscito a legarmi solo ad un titolo dal concept “vecchiotto” (Lost Odyssey) o ad uno, su cui io per primo mai avrei scommesso, nato in terra di Corea (Magna Carta 2).

    Ora però procuratevi un Wii e una copia di Xenoblade Chronicles, dimenticate tutto quello che ho scritto e sentitevi liberi di punirmi con un Wii Mote. Si perché l’ultimo lavoro di Monolith Soft è un ritorno in grande stile, un capolavoro a tutto tondo che, a sorpresa, è riuscito a fare dei numeri importanti anche qui in Europa. E questa recensione è più un “inno alla gioia” che un’analisi assolutamente lucida: arriva in grande ritardo, ma, si spera, che arrivi al cuore di voi che vi prendete la briga, ogni giorno, di leggerci.

    Oh mia dea!

    Bionis e Mechonis hanno lottato per anni, senza sosta, senza mai stancarsi, così come natura e tecnologia sono da sempre nell’immaginario comune due espressioni antitetiche della realtà. Solo il tempo è riuscito a piegare la volontà delle due divinità, congelandole in un riposo eterno e silenzioso, rotto solo molti secoli dopo dalla comparsa delle prime civiltà. Gli umani hanno trovato terreno fertile sul corpo senza vita di Bionis, imparando a sfruttare tutto ciò che la natura ha da offrire. Di riflesso saranno i Mechon a popolare l’altro titano, una forma di vita meccanica da sempre in lotta con la nostra razza. Espressione stessa di una guerra millenaria, la trama dell’ex Monado parte proprio dal sanguinoso conflitto tra le due specie, e dal tentativo dell’eroe Dunban di capovolgerne le sorti. Dalla sua due fedeli compagni, ma soprattutto la Monade, un’arma leggendaria dagli oscuri poteri. Dunban regalerà si la vittoria agli uomini, ma a carissimo prezzo, un prezzo che metterà a rischio la vita dell’eroe di questa storia, il giovane Shulk.

    Per rispettare il clichè narrativo del genere, il nostro Hom non immagina neanche la grandezza del suo destino e quanto la Monade influenzerà la vita sua e quella dei suoi amici, Reyn, membro dell’esercito, e Fiora, sorella dello stesso Dunban. La Colonia 9, sua città natale, diventerà sempre più un miraggio piccolo e lontano.

    Il cuore della civiltà

    In termini di puro gameplay, Xenoblade Chronicles riprende, affinandolo, tutto quello che di buono abbiamo già visto in Final Fantasy XII su PS2. Il titolo Monolith si avvale infatti di un sistema di combattimento semi-automatico con nemici ben visibili a schermo. Dimenticatevi dunque il canonico sistema a turni o gli stressanti incontri casuali e sentitevi liberi di abbracciare un Battle System dinamico e bilanciato, che richiederà qualche ora per essere metabolizzato al meglio. Come accade di solito però, ingaggiare un battaglia, sfruttare attacchi base con il tasto Z e dimostrare la propria padronanza di abilità e tecniche speciali con il tasto A, sarà via via più appagante. Nulla di particolarmente innovativo, ma saper ponderare le proprie scelte, sfruttando le capacità dei propri compagni d’arme, si rivelerà la chiave per il successo, vista anche l’aggressività crescente dei nemici che andremo a fronteggiare.

    Non fatevi comunque spaventare da quel pizzico di strategia che il gioco richiede. Avrete infatti decine (se non centinaia!) di ore per affinare il vostro stile e imparare a combinare gli attacchi e il gran numero di skill a disposizione. Tipica del genere è infatti l’altissima longevità che, nella maggior parte dei casi, ed è il motivo per cui i GDR rappresentano oggetto di amore/odio per molti gamer, può trasformare l’esperienza di gioco nella fiera della ripetitività. Di questo brutto male pixelloso soffre anche Xenoblade, ma solo, a mio parere, nell’eccessiva omogeneità delle missioni secondarie. Le subquest, infatti, scimmiottano l’impostazione classica dei Massive Multiplayer Online (MMO), senza però ereditarne la varietà di situazioni e compiti. E’ questo l’unico grande difetto della sontuosa produzione fantasy targata Nintendo, a fronte di una storyline dalla progressione narrativa eccellente. La storia raccontata in Xenoblade Chronicles è solida, ben raccontata, può vantare alcuni colpi di scena interessanti e soprattutto non accenna cali d’intensità durante tutto l’arco narrativo.

    A farla da padrone in un canovaccio ricco e bilanciato sono alcuni personaggi che, in parte, mi sono entrati nell’anima. E’ vero, nel party troveremo come sempre l’animaletto odioso e irritante di turno (il Nopoon Riki), il piattissimo co-protagonista (Reyn) e l’inutile personaggio femminile che spegne la sua fiamma dopo poche battute (Sharla), ma Dunban, Shulk, Fiora e Melia profumano di nuovo ed “esotico”. Soprattutto il personaggio principale, finalmente slegato dagli stereotipi di questo genere e in grado, da solo, di conferire spessore al profilo di Xenoblade.

    GDR vecchio fa buon brodo

    Partiamo da un presupposto tanto ovvio quanto sacrosanto. Tecnicamente il titolo Monolith è nato “vecchio”, o meglio, forzatamente vecchio. Girare su una piattaforma ormai sulla via del pensionamento e che aspetta solo che il Wii U faccia capolino nei negozi, è, per gli amanti dei tecnicismi e dell’alta definizione, un grosso “meno” nella pagella di questo gioco. Ma, lasciatemelo dire, Xenobale Chronicles è un prodotto immenso, per scenari e ambientazioni, per i suoi piccoli richiami sci-fi, per le lande sconfinate e per molti paesaggi da lasciare a bocca aperta. Anche su un hardware vetusto come quello della bianca console di Kyoto.

    Magari, ricollegandoci alle osservazioni di Square Enix, è un bene che un titolo del genere sia arrivato su Wii! In questo caso, infatti, il senso di claustrofobia che mi ha accompagnato nelle circa 50 ore della tredicesima Fantasia Finale è praticamente inesistente, anzi, mi sono perso nell’esplorazione, ho ammirato la danza morbida dei fili d’erba, ho camminato su piane dall’orizzonte lontano e, soprattutto, avevo ad accogliermi un mondo vivo e pulsante.

    Mia fida compagna in questo viaggio una colonna sonora maestosa. Curata dalla compositrice giapponese Yoko Shimomura, la soundtrack è incredibilmente varia, a partire dal main theme, finendo per la classica traccia di accompagnamento agli scontri. Ciliegina sulla torta la possibilità di selezionare il doppiaggio giapponese, grandissimo valore aggiunto per chi, come me, è un vero feticista della lingua dal retrogusto sushi. E so che là fuori siete in tanti a condividere questa passione!

     

    Insomma, se non l’avete già fatto, impugnate un Nunchuck e un Wii Mote e preparatevi a sognare: mai un canto del cigno è stato più cristallino e armonioso!

    Inside The Game

    • Narrazione accattivante
    • Personaggi convincenti
    • Ambientazioni maestose
    • Battle System bilanciato

    Outside The Game

    • Subquest poco varie e..
    • .. E basta!
    Voto:

    Capolavoro

    Come valutiamo i giochi

    Questo post è stato scritto da:

    - ha scritto 1691 articoli su Inside The Game.

    Contatta l'autore

    Commenti

    Commenti

    10 Di risposte a “[Recensione] Xenoblade Chronicles”

    1. Dollmasterz scrive:

      E bravissimo dex! Lo sai, avevo ormai mezzo deciso di vendere xenoblade per colpa del poco tempo a disposizione ,e magari prendere rage…. E invece niente, hai riattivato la scimmia, mi tengo xeno e, alternandolo sempre a qualche fraggatina a gears,intendo finirlo

    2. Dexter scrive:

      Ahahaha, grazie. Stessa cosa io, perché in sto periodo ho davvero poco tempo per giocare e Gears me ne sta succhiando parecchio.
      Però mi sono messo di ”impegno” e l’ho finito. E non mi pentirò mai di averlo fatto. E’ un capolavoro a tutto tondo.
      E non mi pentirò mai di quel voto pienissimo! Lo merita tutto.
      Che bellissima sorpresa sto giochillo. ;)

    3. Pablus scrive:

      Grande Dex.
      Fugati i restanti e pochi dubbi.
      Acquisto natalizio sicuro; per ora mi intrattengo sul WII con Donkey Kong :)

    4. Floh scrive:

      ragazzi ma siete fuori??? questo gioco è favoloso! piutttosto non giocate ad altro!

      bella la rece, non sono d’accordo sul fatto che reyn e sharla siano mal caratterizzati. ci sono dei bei momenti drammatici che coinvolgono i due personaggi in questione e li rendono meno “bidimensionali”. discorso a parte per riki che pur essendo il piccolo pupazzo da JRPG riesce a distinguirsi in maniera simpatica grazie alla voce buffa e al suo stesso background (padre di famiglia!!!). ho trovato invece un po troppo stereotipata melia che ricalca i clichè della principessina. ho apprezzato molto dunban che è un duro senza eguali e trovo “tragicomico” il fatto che sia “l’ eroe” del party pur non essendo il protagonista. cmq il mio personaggio preferito rimane mumkahr…ihihih.

      che dire… capolavoro da avere a tutti i costi, per me game of the year, assieme a portal 2.

    5. Hizaki scrive:

      Io ci ho giocato si e no 3 ore e non ho capito assolutamente nulla del BS ma vado avanti imperterrito perchè erano anni che aspettavo un jrpg del genere. Peccato solo che la mia tv hd non gli renda giustizia, cosa che invece fa il mio bel controller rosso. Bella recensione comunque!

    6. Il BS all’inizio è un casino, semplicemente perché c’è un fottio di roba da fare. Prenditi tempo e vedrai che ti leccherai più di una volta i baffi. :)

    7. Floh scrive:

      una volta che lo si padroneggia partono i numeri e vedi danni incalcolabili che esplodono sulle teste dei nemici. davvero spettacolare e ben equilibrato il bs. peccato per qualche sbavatura dovuta a rallentamenti (talvolta) e telecamera ostica da padroneggiare. hizaki non ti abbattere,continua a martellare duro! :)

    8. Hizaki scrive:

      No figuratevi…Io vado avanti alla grande. In molti jrpg mi capita di passare le prime ore a combattere un pò “a cazzo” e poi comincio a capire. Si, la telecamera fa un pò di casini ma capitava anche con qualche boss in Magna Carta II.

    9. Antonio Aurenar scrive:

      Sono veramente curioso di provare questo gioco. Sembra epocale!!!

    Trackbacks / Pingbacks


    Lascia un Reply toAndrea "Dexter" Guerriero