Categorie | Annunci, News

GTA III: decimo anniversario [Non doveva essere Liberty City]

Leggi il post in formato thread sul forum

GTA III: decimo anniversario [Non doveva essere Liberty City]

Un altro titolo è arrivato ad un fatidico traguardo, quello dei 10 anni di anniversario. Certo, ultimamente sembriamo tutti presi da questa febbre da anniversario che, scusate se mi permetto, non ha nulla di speciale, è semplicemente inesorabile. Nessun titolo, becero o meno che sia, rischia di perire in qualche tragico incidente, sottraendosi anzitempo all’abbraccio dei fans. Anzi, prima o poi arriveranno anche a compiere 50 anni. Cosa festeggiamo allora? Nulla, semplicemente si rende omaggio ad un prodotto che ha segnato un epoca, un pezzo di storia videoludica, il primo di tanti titoli che è passato dalla bidimensionalità della vecchia scuola, ad una totale conversione al 3d. I giovani non capiranno, ma per chi, al tempo, era un pischello – come lo ero io – quel balzo è significato tanto, è stata la realizzazione di un sogno proibito. Diavolo, era Gta in 3d, non più un playmobil insaccato che sgambettava per una mappa da monopoli, ma un personaggio in pixel e grafica! È inutile, molti non capiranno, bastardi! Scavalchiamo questo rancore e andiamo oltre.

L’occasione ha dato voce a Dan Houser – co-fondatore Rockstar – che parlando a IGN ha svelato alcuni retroscena, partendo dalla location, divenuta fondamentale per lo sviluppo di un titolo come GTA. In prima battuta, Liberty City, la New York fuffa, non era nemmeno in cantiere, in favore di un panorama completamente differente “avevamo pensato ad una città post industriale del Midwest o ad una cittadina della east coast, insomma una tipica American City.” Un idea parecchio abbozzata, ma insomma, se pensiamo ad una città industriale e al crimine, rifacendoci all’idea passatami dalla televisione anni 90 … sarebbe stato un Gta Detroit.

Ma in corso d’opera “Abbiamo capito che basandola su un posto reale, hai la possibilità di dire più cose a proposito. Questa è la prima cosa che abbiamo imparato. Penso che tutto ciò che abbiamo imparato sul fare videogiochi, in un modo o nell’altro lo dobbiamo allo sviluppo di Gta III.”
Sì, obiettivamente nulla di contestabile, anzi ambientare un avventura così in una New York fuffa, offre molti più spunti narrativi, soprattutto perché la grande mela, si presta più di altre città a raccontare una storia. Tanto quanto altre location, come Miami e Los Angeles, che hanno rappresentato il fulcro dei capitoli successivi.

“Una cosa sulla quale abbiamo spinto parecchio e curato al massimo, è la precisa volontà di dare ai nostri giochi un carattere distintivo. Per garantire una reale differenza da uno all’altro, esistono diversi espedienti, come ad esempio conservare delle meccaniche centrali. Le evolvi, innovare tutto e il più possibile in modo tale che l’esperienza ne risulti cambiata, altrimenti diventa stantia in un attimo.”

Anche questo è stato fatto, riconosciamo dei piccoli meriti a Rockstar, che ha sempre offerto delle innovazioni, grandi o piccole che fossero. Che siano rappresentate da un gameplay più vario, a una implementazione differente del sistema di copertura o a nuovi approcci narrativi.

House ha anche parlato del difficile momento del lancio, legato al 9-11 che ha costretto Rockstar e Rockstar North – al secolo DMA Design – a slittare la data di lancio, non tanto per i contenuti violenti del titolo, ma per quelli che ha definito “prettamente pratici”.

“Stavamo lavorando sulle scadenze, cercando di ultimare Smuggler’s Run II. Entrambi erano alle soglie della presentazione e lavoravamo contro il tempo. Ovviamente i ragazzi scozzesi – DMA – continuarono a lavorare, ma noi non potemmo entrare in ufficio prima di cinque giorni, per via del blocco delle strade. È stato pazzesco, non abbiamo potuto lavorare a nulla.”

“Quel periodo è stato strano, siamo stati molto vicino alla tragedia del 9-11, molto più vicino di altre persone e penso siamo capaci di dare giudizi molto più sensibili a riguardo, a proposito di ciò che era appropriato e ciò che non lo era. Abbiamo tolto una missione. C’era un jet, con il quale l’utente non poteva interagire, e questo passava attraverso un palazzo. Abbiamo provveduto a quello e a qualche dialogo ad un talk show radio. Siamo stati veramente attenti a queste cose, soprattutto perché è qualcosa che ci siamo ritrovati dietro la porta, capisci?.”

Questo uno dei retroscena di quel primo GTA 3, che ha sollazzato molti videogiocatori e nerd come me. Ricordiamo che questo week-end si celebrerà il decimo anniversario.

Questo post è stato scritto da:

- ha scritto 481 articoli su Inside The Game.

Contatta l'autore

2 Di risposte a “GTA III: decimo anniversario [Non doveva essere Liberty City]”

  1. Redwind scrive:

    Wow sono passati gia’ 10 anni, cavolo, sembra ieri….lo avevo adocchiato da mesi, ricordo che ero curioso di provare tutta sta liberta’ di movimento che dicevano etc. Comunque, le 106.000 mila lire meglio spese in vita mia.

  2. Gidantribal scrive:

    gta 3 valutata come città a sè stante se messa in paragone con vice city e san andreas vince alla grande per quel che mi riguarda. e poi come non ricordare con simpatia tutte le simpatiche affermazioni dei mafiosi di liberty che dicevano “ci vogliamo fare male qua?” oppure “testa di minchi*” :D

    la storia migliore resta in mano a GTA4 però, e a seguire quella di Liberty city stories.

Trackbacks / Pingbacks


Rispondi

Pubblicità




Polls

Sorry, there are no polls available at the moment.