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Pixel art e survival horror si incontrano in Home [indie game]

Pixel art e survival horror si incontrano in Home [indie game]

Non è decisamente facile realizzare un gioco horror bidimensionale che svolga degnamente il proprio dovere, ossia quello di provocare ansia e tensione. Farlo costituisce di per sé una sfida che non varrebbe la candela per un grande produttore, ma fortunatamente, l’ambiente indie offre opportunità interessanti in tal senso. Ecco quindi emergere dall’oscurità un titolo come Home, forte di una grafica a bassissima risoluzione sul cui potenziale orrorifico viene naturale interrogarsi.

In realtà, l’intento di Home non è solamente quello di catapultare il giocatore in una realtà profondamente disturbante (il protagonista si ritrova di punto in bianco imprigionato in una casa chiaramente interessata da eventi orrendi), ma di calarlo in un contesto dove fare un’azione piuttosto che un’altra può portare a conseguenze diversissime: esatto, il punto forte di Home sarà un plot dinamico dai mille sviluppi, rigiocabile all’infinito ma contraddistinto da un’unica certezza, ossia che il lieto fine non è mai contemplato (come in ogni buon horror che si rispetti).

L’essenzialità della grafica, in qualche modo sospesa tra le generazioni ad 8 e 16 bit, contribuisce a creare un senso di indeterminatezza che ben si sposa con le atmosfere ricercate dall’autore Benjamin Rivers. Dove non arrivano i pixel, insomma, si vuol fare intervenire l’immaginazione di chi gioca, e questo rende Home un esperimento ancor più interessante. Potete seguirne lo sviluppo, condotto su piattaforma Game Maker, attraverso la pagina Twitter dell’autore.

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Una risposta a “Pixel art e survival horror si incontrano in Home [indie game]”

  1. BlackSilver scrive:

    Molto interessante, sembra la versione 2D (dove la seconda d sta per domestica) di Alan Wake XD

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