Categorie | COPERTINA, PC, PS3, Recensioni, Xbox 360

Batman Arkham City: Recensione [Xbox360 - PS3]

Leggi il post in formato thread sul forum

Batman: Arkham City

  • Piattaforma: XBox360
  • Publisher: Warner Bros. Interactive Entertainment
  • Software House: Rocksteady Studios
  • Batman Arkham City: Recensione [Xbox360 - PS3]

    Lo so, alcuni di voi stanno già sbuffando, perché nell’era di internet, dell’informazione veloce, si fa a gara a chi posta più velocemente una news. In un certo senso vi chiedo scusa, avrei potuto scrivere qualche secondo prima questa recensione, ma non sarebbe stata uguale. Noi non siamo uno di quei boriosi siti di viedeogames che si perdono in molti tecnicismi e poca sostanza. Soprattutto, mi curerò di dire sempre quello che penso e … onestamente. No, non è scontato come pensate. Lo scopo in fondo è questo, va comprato sto Batman: Arkham City o va gettato nell’infamia? Leggete la recensione!

    Piccoli cavalieri oscuri crescono

    Sono un fan. Potrei chiudere tranquillamente questo capitolo e andare oltre e non ci sarebbe nulla di male. Infatti premetto che sono un lettore accanito del fumetto e ogni cosa riguardi il cavaliere oscuro, viene carpita e analizzata sotto ogni suo aspetto. Sono anche un critico bastardo però. Ho odiato i due film di Joel Schumacher, che hanno ridicolizzato il personaggio – dovevo capirlo quando ho notato i capezzoloni disegnati sul costume – ho applaudito ai due di Burton – che mi hanno anche cresciuto – e ho onorato con lacrimevoli standing ovation i due di Nolan. Inutile dire che aspetto il terzo, con il terrore che sia afflitto dalla maledizione del terzo capitolo, insomma … spero mantenga gli standard.
    Quando fu annunciato Arkham City ero letteralmente nel panico. Come replicare il successo? Che personaggi sarebbero stati presentati? Quale plot sarebbe stato trattato? Vagare per la città, avrebbe peggiorato le cose e come sarebbe stato – per porre fine a tutte queste seghe mentali – il risultato finale?
    Inutile dire che ora abbiamo la risposta a tutte queste domande e molti di voi, che come me, hanno comprato il titolo al day one ora diranno …

    … è l’uomo pipistrelloooooo, è Batman!

    Andiamo con ordine, partiamo dalle basi, parliamo della trama. Il plot scelto è quanto di più azzeccato ci potesse essere per un sequel. Non siamo in un immediato post-Arkham Asylum, ma a mesi di distanza, in una Gotham che vede il suo figlio prediletto, Bruce Wayne, protestare contro Arkham City, un carcere costruito criminali in una fetta di città, divisa dal resto della metropoli da imperiose mura di cinta invalicabili. Una lucida follia a opera di Hugo Strange, vittima di un piano più grande di lui e incapace di controllare la follia e l’anarchia creata dalla sua stessa idea.
    Il nostro eroe verrà rapito e rinchiuso nel carcere e si ritroverà invischiato in un piano segreto, atto a fermare definitivamente la malavita gothamita.
    Non voglio svelare troppo a coloro che non avessero in mano il titolo, ma alcuni punti, già pubblicizzati dai vari trailer, sono decisamente simbolo dell’originalità della trama, come in un buon fumetto o in un copione ben scritto.
    Fra questi spicca un Joker in ottima forma, anche se paradossalmente cagionevole causa titan e non in primissimo piano; una carrellata di villians inseriti con una logica narrativa e una serie di eventi e colpi di scena capaci di riprendere gli eventi e le situazioni del comic, che anche i non appassionati potranno facilmente comprendere.
    Per farla breve, la trama non delude, ma anzi offre un ossatura fondamentale per lo sviluppo del titolo – mai scontata – garantendo inoltre un finale coraggioso e inaspettato.

    Non solo Arkham

    Una delle mie paure, risolto il problema shakespeariano dello sviluppo narrativo, era strettamente legata al gameplay e al pericolo nel quale si rischia d’incappare quando si cerca di replicare un successo così grande con una doppietta. In genere – vedi Bioshock 2 – si corre il rischio di riproporre la medesima solfa, con una piccola variazione di sceneggiatura e mettendo un bel 2 davanti al titolo. Tiriamo un bel respiro di sollievo. Diversi piccoli accorgimenti hanno dato al titolo una nuova spinta. In primis … le missioni secondarie. Anche se non particolarmente articolate – un paio risultano praticamente obbligate, fondendosi alla storia principale – offrono un alternativa divertente e stimolante che può portare il giocatore ad allungare la longevità del titolo, che di per sé … non è infinito.
    Questa è una delle critiche che alcuni giocatori hanno mosso. Effettivamente la storia principale non è paragonabile ad un Fable o ad un Gta, ma probabilmente se così fosse … sarebbe una grandissima rottura di zebedei. Inoltre la scelta di rigiocare il titolo in una nuova partita plus, che in stile Resident Evil ci lascerà fin dall’inizio tutti i gadget e le abilità acquisite, ci darà modo di completare gli upgrade del personaggio con una marcia in più, di sbloccare qualche feature – come i costumi alternativi … se non ho capito male – e di affrontare le famose quest secondaria insieme alla storia principale che … ormai sapremo come andrà a finire. Non ci sarà la fretta e la voglia di scoprire come si evolve la trama e quindi godremo di più l’esperienza. Quasi quasi consiglierei di seguire la trama principale e di rigiocare il tutto nella nuova partita plus.

    Catwoman   

    Qui siamo davanti ad una sfinge, una questione onerosa. Sbloccare subito o no – con il codice allegato – il personaggio di Catwoman? Dipende da voi. Bel consiglio del cazzo, vero? Però è onesto!
    Questo aspetto si lega non solo al punto precedente, quindi alle missioni secondarie e al rigioco, ma anche ad un vostro gusto personale. Il “flop” di alcuni titoli, tipo Bayonetta, è causato proprio dalla decisione di fare di un personaggio femminile, la protagonista. Molti non gradiscono, anzi nel caso del titolo appena citato, bisogna dire che il personaggio era abbastanza irritante, minando la mia voglia di comprare il titolo, che ho solamente provato.
    A favore di Catwoman, gioca però il fattore Lara Croft. Il titolo Eidos è diventato storico e i motivi sono diversi, uno dei quali … quanto era attizzante – i contemporanei non capiranno, ma i coetanei sì – la bella Lara? Al tempo del secondo capitolo fu implementata addirittura una patch per scoprire le vergogne della bella protagonista, un Nude Rider che non dimenticherò mai. In soldoni, Lara era una donna … una vera, ed era entrata nell’immaginario nerd con prepotenza diventando un icona.
    Catwoman  non è in grado di fare altrettanto, ma ammetto che la presenza sullo schermo fatta di uno sculettare elegante e un costume – originale DC – succinto, hanno attirato persino l’attenzione di mio padre, che ha improvvisamente capito perché tenessi tanto ad Arkham City … il solito malfidente. Inoltre una piccola, ma sostanziale, differenza di approccio al gameplay, renderà diversa l’esperienza di gioco.
    Quindi? Ancora me lo chiedete? Fate voi, che ormai siete grandi!

    Tecnicismi da biella manovella

    Tecnicamente Arkham City non ha grossi meriti, come non ha grosse pecche. È indubbiamente ben realizzato, ma soprattutto dettagliato. Volendo trovare un difetto in Arkham Asylum, potevamo riscontrare una caratterizzazione povera dei personaggi, che in questo capitolo – anche per motivi narrativi – è decisamente più varia. Nel prequel erano tutti muscolosi e tranne per il colore della pelle, non avevano grandi differenze. In questo capitolo, fra colori delle bande – capirete –; grassi, magri, muscolosi o grassi muscolosi; guardie e ladri, la caratterizzazione è garantita.
    Qualche piccolo difetto è rimasto nelle inquadrature dei colpi critici, che ogni tanto risultano confuse e vedono il personaggio in posizioni che nemmeno l’autore del kamasutra riuscirebbe a comprendere. Inoltre qualche piccolo difetto grafico si fa vedere, ma nel complesso il mio pollice rimane alto verso il sole … o la luna, visto che parliamo del cavaliere oscuro.

    Conclusioni

    Batman: Arkham City ha fatto nuovamente il botto. La trama c’è e si vede, graficamente è ineccepibile e il gameplay ha avuto l’upgrade necessario, capace di distinguerlo dal capitolo precedente. Qualora non aveste giocato Arkham Asylum, ve ne consiglio l’acquisto, altrimenti rischiereste di annoiarvi, giocandolo dopo questo sequel.
    Rocksteady va innalzata ad esempio, considerando che ha imparato una lezione che nessuno sviluppatore sembrava aver compreso: andare alla fonte. Trovandosi davanti ad una DC inchiodata sui diritti del personaggio e sottomettendosi ad un ampia collaborazione, hanno potuto confezionare non solo un ottimo titolo, ma hanno sfruttato una licenza nel modo migliore sollazzando i fans e i gamers alla ricerca di nuove esperienze.
    Vorrei tanto parlare del futuro di questo brand e del discorso imbastito riguardo al terzo – possibile, ma per me certo – capitolo, ma significherebbe spoilerare con prepotenza il finale e non mi sembra assolutamente il caso.

    Inside The Game

    • Un seguito perfetto
    • Una trama eccellente
    • Buon ritocco al Gameplay
    • Città ben realizzata

    Outside The Game

    • Andava ritoccato il comparto grafico
    • Non è infinto
    Voto:

    Da non perdere

    Come valutiamo i giochi

    Questo post è stato scritto da:

    - ha scritto 478 articoli su Inside The Game.

    Contatta l'autore

    3 Di risposte a “Batman Arkham City: Recensione [Xbox360 - PS3]”

    1. @NtonIo scrive:

      Suvvia, sprechiamola qualche parola per il buon Kal.

      Recensione di pancia, sincera, senza arzigogoli superflui e onesta. Una prospettiva interessante, oltre che un approccio intelligente. D’altra parte si è già scritto delle “solite cose” altrove.

      La sostanza non è mai un male.

      Bravo Alessandro. La prossima volta, se posso permettermi… sii più tediante! E’ quella la strada. ;-)

    2. Fucktotum scrive:

      L’aspetto più riuscito del primo era di non ridicolizzare, anzi di esaltare una trama piuttosto canonica per trasformarla in un episodio del fumetto raccontato con un videogioco. Un gran pezzo di videogioco tra l’altro. Considerando che qui ho visto e leggo che siamo sulla stessa lunghezza d’onda, non posso che dichiararmi soddisfatto del nuovo Batman. Che è oscuro e violento, ma non cinico come gli ha insegnato Frank Miller: insomma lode al sense of wonder :D

    3. Marco "Strider Hiryu" Tinè scrive:

      Gran bel pezzo, Ale. Ha uno stile tutto suo, e ti assicuro che non è semplice rendere una lettura interessante e riconoscibile al primo colpo. E il peso di Skyrim sulla mia gobba aumenta all’improvviso…

    Trackbacks / Pingbacks


    Rispondi

    Pubblicità




    Polls

    Sorry, there are no polls available at the moment.