Smartphone: le vendite di videogiochi Android e iOs dominano il mercato portatile [Mobile > Sony + Nintendo]

Smartphone: le vendite di videogiochi Android e iOs dominano il mercato portatile [Mobile > Sony + Nintendo]

Vi ricordate quando sulle riviste dei videogiochi, o sui siti specializzati, leggevamo: “Il mobile gaming è il futuro dei videogiochi”. Articoli che teorizzavano che un giorno si sarebbe giocato molto più su telefonino che su console, in generale. Quel futuro, secondo l’analisi che sto per mostrarvi, è quasi arrivato. Come direbbe SNK, Future is Now. Anche se, per Sony e Nintendo, non è un bel “future”. Abituate a ricevere ori ed allori, soprattutto la seconda, nel mercato delle console portatili, i due colossi giapponesi dell’entertainment videoludico si trovano a fronteggiare una statistica davvero imbarazzante in cui si mostra che, nonostante gli sforzi per innovare le proprie macchine (con il 3D… mmm, pessima innovazione) o i propri giochi, Android Market e App Store sono arrivate a dominare, letteralmente, il mercato portatile.

Non ci credete, guardate qui:

Allora dal 2009 al 2011 (anno che vi ricordo essere ancora in corso) c’è stato un aumento del 300%. La percentuale di giochi venduti calcolata rispetto all’intero mercato mobile, relativa ai suddetti store online, è triplicata dal 20 al 60% (circa). Aveva ragione Nintendo, quindi, quando dichiarava che “il nemico del futuro” sono iPhone e iPod… così come non erano solo in cerca di gloria gli analisti giapponesi mentre lanciavano la loro bordata: “Nintendo sviluppi su Smartphone“.

Insomma quello che leggevo nelle riviste dieci anni fa, si è realmente trasformato in realtà. Mentre invece nicchie come il netgaming continuano ad avere difficoltà ad affermarsi commercialmente (e, probabilmente, non si affermeranno mai), il settore Mobile, inteso come giochi per telefonini, potrebbe rappresentare il vero futuro dei videogiochi.

Ovviamente il futuro dei videogiochi portatili…

… ma siamo proprio sicuri della cosa? Non sono in grado di capire dal grafico e dalla fonte se nel grafico sovrastante sono incluse le vendite su iPad, che non è proprio uno smartphone. Ma se ad Apple riuscisse il suo ultimo colpo di magia con Apple TV che fa lo streaming in diretta sul 40 pollici e in HD dei contenuti che si riproducono sull’iPad, videogiochi compresi, non si tratterebbe di un vero e proprio assedio ad una delle industrie con le più alte barriere all’ingresso del mondo? Attenzione!

Fino a dieci anni fa era impensabile che un altro colosso potesse entrare nell’industria dei videogiochi. Solo Microsoft è riuscita ad entrare in quello che sembrava, agli inizi degli anni 90, un affare a 2, SEGANintendo divenuto poi un affare a 2 NintendoSony. Da quel momento… punto. Altri attori non sono entrati.

Fino all’iPhone. E in fondo era immaginabile, solo Apple con la sua crescita vertiginosa negli ultimi anni, poteva riuscire nel miracolo.

La formula è semplice: prezzi contenuti e super competitivi (Final Fantasy III su App Store costa 13€ ed è un record al rialzo; peccato che lo stesso titolo per DS costi 20€ adesso che si trova in budget, 40€ quando è uscito), giochi facili da apprendere ma difficili da padroneggiare (chi ha detto Angry Birds?), accessibilità ai cataloghi ormai totale.

Questione economica: facendo finta di mettersi nei panni di un padre che deve comperare il regalo di Natale ai suoi figli, è evidente che comprare un iPod è molto più conveniente che comprare una PSP o un Nintendo DS, senza citare il fatto che il gingillo Apple è addirittura capace di più feature e funzionalità. Android e iOs vincono.

Questione giochi: non prendiamoci in giro che i titoli per macchine Sony e Nintendo sono più profondi. Forse è vero, di certo i possessori di smartphone non possono godere di Chain of Olympus, ma non è falso che molti titoli che ora stanno arrivando su DS e PSP sono conversioni di titoli che hanno spaccato su App Store! E poi Final Fantasy III è tutto fuorché piatto e poco longevo: è un vero e proprio videogiochi.

E per concludere, accessibilità: parlo da trentatreenne dotato di stipendio. Alla mia età mi sembra una follia che un gioco pesante al massimo un gighetto (nel caso del DS) si possa solamente comprare in un negozio! Ma fatemelo scaricare. Sono al lavoro e c’è il wi-fi e voglio prenderlo all’uscita: trac, lo scarico. Risparmio io, risparmia il produttore, risparmia la natura, e soprattutto è più comodo.

Ultimissimo aspetto positivo: gli indipendenti possono farsi le ossa (e noi possiamo godere dei loro prodotti) in maniera molto meno complicata che su console portatile… o almeno questo è ciò che sta uscendo fuori.

Questa riflessione si conclude qui ma potrebbe essere lunga altre cento pagine e proporre tante altre motivazioni sul perché il modello Android / iOs è vincente. Ma se è vero che il mercato lo decidono i titoli, allora la strada da fare è ancora lunga perché bisogna convincere sviluppatori tripla A a vendere i propri prodotti anche a 0,79 centesimi.

Ma questo è davvero ciò che vogliono i giocatori? O è ciò che vogliamo noi… hardcore gamer?

C’è da pensare… c’è davvero da pensare.

Questo post è stato scritto da:

- ha scritto 1304 articoli su Inside The Game.

Contatta l'autore

Commenti

Commenti

2 Di risposte a “Smartphone: le vendite di videogiochi Android e iOs dominano il mercato portatile [Mobile > Sony + Nintendo]”

  1. Gidantribal scrive:

    Akira è bel pezzo e un ottimo spunto di riflessione, però quel ” c’è avuto un aumento del 300%.” proprio non si può leggere ;)

    Io detesto profondamente il gaming sui cellulari. Su iphone alcuni titoli saranno si divertenti e freshi sulle prime, ma ahimè di profondità nei vari titoli non ne ho ancora incontrata molta. Per quanto tempo si possono fiondare pennuti arrabbiati o tagliare frutti senza che la noia sopraggiunga? e passando a generi più tradizionali si va di corsa incontro al problema dell’assenza di tasti fisici; Street fighter 4 su iphone diventa un titolo imparagonabile alla controparte console anche parlando solo di 3DS.

    In tutto ciò si inserisce il discorso dei prezzi come da te accennato; perchè alcuni passatempi (non reputo angry birds o fruit ninja videogames degni di tale nome) possono si valere 79 centesimi, ma possiamo dire che la creazione di fruit ninja occupa lo stesso tempo e lo stesso numero di persone di qualsiasi Zelda su console portatili nintendo? decisamente no.

    Ho la sgradevolissima sensazione che l’app store e la sua spazzatura stiano instaurando l’idea alquanto malsana che spendere una cifra superiore ai 7 euro per un videogame sia uno spreco. Di certo è vero che un gioco portatile che costa più di 40€ è sicuramente caro, ma dall’altra parte non si può pensare che titoli che richiedono magari 8 mesi di sviluppo e una cinquantina di sviluppatori possano essere pagato pochi spiccioli…

    Il mio discorso probabilmente suona come quello di un allevatore di cavalli che annuncia che la neonata automobile è solo una moda di passaggio, però beh dovevo assolutamente dire la mia e tenere alta la bandiera del gaming portatile “con i pulsanti” :D

    • lSoLlAKirA scrive:

      No no… ha senso il discorso.

      Però calcola che recentemente i videogiochi più “innovativi” o comunque meglio recepiti dalla critica, sono spesso indipendenti e quindi costati e venduti a poco prezzo.

      Penso soprattutto a Braid e a Machinarium, ma altri esempi sarebbero innumerevoli.

      Sicuramente abituando l’utente a pagare poco non si ottiene un gran guadagno educativo… poi si sarà disposti a pagare anche di più per avere maggiori doti “videoludiche”? O si penserà che con 0.79€ ci si diverte al massimo?

      Però ripeto, se poi a quei prezzi godi anche di materiale che spacca, allora c’è qualcosa che non va nell’altro pezzo dell’industira, quello che vende a 40€ Yoshi Touch&Go che alla fine non è lontanissimo da Angry Birds…

Trackbacks / Pingbacks


Rispondi