Anteprima / Preview Diablo III, l’epico ritorno!

Anteprima / Preview Diablo III, l’epico ritorno!

Ci sono ben pochi titoli che hanno il potere di mandare un videogiocatore completamente fuori di melone al suo annuncio e non sto parlando del banale hype che può suscitare l’ennesimo Call of Duty. Sto parlando di quei videogiochi che restano indelebili nella memoria, nel cuore e nella storia dell’universo videoludico. Titoli che muovono la fantasia grazie al solo ricordo di quello che sono stati per intere generazioni. Volete un esempio pratico ? Guardate l’esplosione orgasmica che ha colpito il nostro buon Dollmasterz quando è stato messo online il sito, poi rivelatosi un fake, di Half-Life 3…videogioco che pure il sottoscritto sta aspettando a gloria. Insomma un titolo capace di mettere in moto il nocciolo duro dei videogiocatori con il suo semplice annuncio, cosa che potete ben comprende se avete analizzato criticamente il video di lancio di Skyrim: un muro, una voce, una musica e solo una data. Tanto è bastato. Ma di quale titolo stiamo parlando?

Diablo III, il gioco di ruolo più atteso di sempre !

Sono passati molti anni dall’inizio della saga, ben 15 anni dal lancio di Diablo ed “appena” undici dal secondo capitolo. Ma come ben sappiamo il male non riposa mai, sempre pronto a sfuggire al controllo e a scatenarsi su Sanctuary. Se c’è una cosa che abbiamo appreso da Diablo è che il Male, quello vero, non potrà mai essere fermato, al massimo rallentato, nonostante i più eroici sacrifici… chi ha giocato al primo e secondo capitolo capirà benissimo a cosa mi sto riferendo. Eccoci quindi iniziare la nostra avventura a New Tristram, circa 20 anni dopo la guerra contro Baal, Mephisto e Diablo, in mondo ferito in profondità con i vecchi eroi sul baratro della follia. Come da epica tradizione ecco sorgere una nuova generazione di giovani eroi pronti a contrastare l’imminente arrivo dei tre Signori del Male. Ma chi saranno questi eroi ?

I personaggi giocabili in Diablo III saranno 5, un sapiente mix di innovazione e tradizione della serie. Abbiamo infatti il Barbaro ed il Mago oramai canonizzati nell’universo fantasy e sopratutto nella saga di Diablo a cui si affiancano:

il Monaco, un lottatore capace di utilizzare la magia dei mantra sopratutto per difesa e rigenerazione, dotato anche di una profonda spiritualità che lo avvicina ai classici Paladini;
il Cacciatore di Demoni, una via di mezzo tra il ranger ed il ladro, ovvero un eroe che predilige attaccare dalla distanza, piazzare trappole e muoversi nell’ombra;
lo Sciamano, moderna rivisitazione del più classico Negromante capace di evocare orde di non-morti e famigli, abile anche nell’uso di mortali magie di attacco e indebolimento.

I personaggi di Diablo 3

Insomma un gruppo di personaggi ristretto ma ben diversificato, capace di innovarsi pur mantenendo uno sguardo forte a quello che è stato il passato della serie. In più finalmente il giocatore potrà decidere il sesso della sua classe, per una maggiore personalizzazione. A questi si aggiungono i seguaci che ci affiancheranno durante l’avventura, una rivisitazione dei mercenari che abbiamo visto in Diablo II, e saranno di tre classi diverse: Eirena l’Incantatrice, Lyndon il Lestofante e Kormak il Templare. Ognuno con armature, armi e abilità peculiari che evolveranno nel tempo, ovviamente starà a noi decidere a chi accompagnarci in maniera da bilanciare i nostri punti deboli. Vi sarà anche un’intensa attività di crafting attraverso l’intermediazione di fabbri, gioiellieri e mistici, ottimi per impreziosire, potenziare e creare tutto il necessario per divenire la prossima leggenda su Sanctuary.

Il potere delle tradizioni

Dal punto di vista delle meccaniche di gioco invece vediamo Blizzard, da tradizione consolidata negli anni, non uscire dalla struttura che ha creato con i primi due Diablo puntando semplicemente (operazione che semplice in realtà non è) ad affinare il combat system, il bestiario dei nemici, la gestione dell’inventario e delle abilità. Quest’ultimi aspetti però sono anche quelli su cui i programmatori si sono maggiormente impegnati per semplificare l’approccio del giocatore, ovviamente con un occhio rivolto ai neofiti della serie. Infatti in Diablo III potremo modificare le nostre abilità a piacimento, sistema che farà storcere il naso ai fan storici della saga, ma che aiuta a semplificare le scelte e a non dover ricominciare da capo qualora ci accorgessimo di aver preso una strada sbagliata. Per quanto riguarda l’inventario sono stati inseriti due strumenti di trasformazione, ovvero il Calderone di Jordan ed il Cubo di Nefilim. Dove il primo serve per trasformare gli oggetti inutili in oro, mentre il secondo li de-costruisce per ottenere materiali di artigianato. Due strumenti che semplificano, e non di poco, il classico problema del trasporto e della gestione degli oggetti trovati lungo l’avventura. Tutta questa semplificazione però è stata controbilanciata con l’aggiunta di un nuovo livello di difficoltà oltre l’Incubo e l’Inferno, ovvero la modalità Abisso, dove i nemici saranno più forti a prescindere dal livello del nostro personaggio. Modalità che si sbloccherà comunque solo dopo aver concluso il titolo a livello Inferno.

L’ultimo aspetto che voglio approfondire è l’immancabile esperienza online, ormai un classico da Diablo II e pressoché immancabile in ogni produzione moderna. Infatti in Diablo III sono state inserite specifiche arene per lo scontro tra giocatori, quindi esclusive per il PvP. Esperienza di gioco personalizzabile attraverso alcuni parametri e comunque bilanciata dal matchmaking integrato da Blizzard. A questo si aggiunge un nuova modalità di compra-vendita degli oggetti, ovvero la Casa d’Aste. In pratica sarà l’eBay di Battle.net, dove ogni giocatore potrà acquistare o mettere in vendita ciò che vuole, in maniera da cercare oggetti specifici o ottenere maggiori risorse da quelle ottenibili con un mercante in game. La polemica circa questo sistema è sorta quando Blizzard ha confermato la possibilità di far girare soldi reali per la compra-vendita. Fattore che apre spiragli poco chiari su cui Blizzard farà bene ad intervenire per garantire i giocatori da chi immancabilmente cercherà di sfruttere tale sistema.

Le catene delle tradizioni

Blizzard è una delle pochissime software house che si può permettere di sviluppare videogiochi per tutto il tempo che ritiene necessario. Uno dei motivi che fecero naufragare Hellgate London fu appunto la scarsa abitudine di Flagship Studios (capitanata da Bill Roper, fuoriuscito Blizzard) a lavorare in tempi definiti. Elemento che ha sempre portato la software house a produrre videogiochi “perfetti” dal punto di vista della stabilità, della cura e del bilanciamento…ma non certo nell’innovazione.

Blizzard dopo un’intensa fase creativa con Warcraft, Starcraft e Diablo (tutti creati dal 1994 al 1998) ha puntato alla produzione di sequel di sicuro impatto, qualitativamente eccelsi, ma ben poco innovativi. Così vediamo un decennio Blizzard (2000-2010) connaturato dall’universo Warcraf, tra la creazione del terzo capitolo della serie strategica fino alla nascita del monstrum digitale di World of Warcraft. Il resto ? Solo espansioni, delle quali ribadisco la qualità, ma sempre di espansioni parliamo. Trand ulteriormente sottolineato dalla cancellazione dell’interessantissimo progetto Starcraft: Ghost. TPS ambientato 4 anni dopo Brood War, in cui il ghost Nova deve (o meglio doveva) indagare sulla creazione degli Spettri voluta dall’imperatore Arcturus Mengsk.

Tutto questo per dire cosa ? Blizzard è tecnicamente una delle migliori software house presenti nella nostra generazione di videogiochi ma sicuramente la più timorosa a lanciarsi in nuove avventure, profondamente arroccata sulle ottime basi che ha gettato e consolidato negli anni. Diablo III sarà sicuramente un nuovo gioiello sulla corona di Blizzard, su questo penso ci siano ben pochi dubbi, ma da videogiocatore e da studioso dei videogiochi non posso non rilevare questo avvitamento su 3 serie. Pensieri vuoti da gamers malizioso ?

Forse…certo è che non vediamo una nuova IP Blizzard dal 1995 e dopo 16 anni anni qualcosa di realmente nuovo non farebbe male.

L’arrivo del Male

Dopo questa filippica old style, guardiamoci negli occhi, cosa volete veramente sapere ? Ovviamente la data di uscita per buttarvi a corpo morto in questa nuova immensa avventura. Purtroppo per ora Diablo III non ha una data certa, tutto resta in un fumoso: Q1 2012. Un buon modo per iniziare il 2012, sperando che i Maya ce la mandino buona XD

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2 Di risposte a “Anteprima / Preview Diablo III, l’epico ritorno!”

  1. Hanamichi scrive:

    a me sto gioco,ditemi quello che vi pare, ma non dice un acca….

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