Blogger Alessandro “Kal-El” Dioguardi – Sotto i riflettori [redattori di ITG]

Blogger Alessandro “Kal-El” Dioguardi – Sotto i riflettori [redattori di ITG]

Presentarsi non è mai facile, personalmente sono il tipo di persona che per le formalità si perde nel proverbiale bicchiere d’acqua. Anzi, io mi perdo nel tappo della bottiglia, che da bambini si usava per bare quando si voleva fare i cretini, quasi uno sfregio all’educazione che ci volevano inculcare i genitori.

Fra me e me amo definirmi un outsider, il tipo di persona che per mille motivi non vuole ne apparire ne essere diversa o uguale a tutti gli altri, voglio solo essere me stesso, autentico e magari unico. Preferisco vivere con le mie paranoie e le mie ipocrisie, le miei idee e convinzioni – sbagliate o giuste che siano -, con la speranza di avere la fortuna di trovare qualcuno – lungo il percorso – con cui confrontarmi, magari anche scornarmi e ampliare il mio modo di vedere le cose. Insomma, io vedo tutto come un gestionale, o come un rpg, si può essere un guerriero, un negromante, un alchimista, ma alla fine non devi obbligatoriamente rimanere incanalato su quei binari, devi essere poliedrico e avere un po’ di tutto, ma senza esagerare, non si può cancellare ciò che siamo e se si ha una convinzione, bisogna starci sopra e non mollare un cazzo.

Bel parallelo Kal, ditelo, su, non siate timidi, mica pizza e fichi, ho tirato fuori dal cilindro qualcosa d’interessante, no?!

Io e il videogame, una storia lunga e complessa, che passa per la scrittura, lo sport e un padre nerd. Sì, perché nonostante i contrasti e una visione delle cose molto hyppi di papà, se oggi sono un nerd ad alto tasso creativo, in fondo, lo devo non solo alla mia testa malata, ma anche alle influenze di papà. Da piccolo ho visto lo spectrum – non parlo di un agenzia segreta o di un mantello per diminuire i danni provocati da magia del 30% -, l’amiga – che non è la nuova frontiera delle quattro ruote del mercato sud-americano -, poi il 386, un 166 MMX e infine sono approdato alla prima console: un Sega Master System, per essere precisi.

Allora videogiocare, soprattutto fra le pareti di casa, era quasi da lettera scarlatta, da vergogna, eri un the real nerd, uno sfigato totale “cosa fai a casa davanti al pc”. Al tempo era tutto pc, mica come oggi, non si conosceva e non si distingueva. Nel giro di qualche anno sarebbe cambiato tutto e quelli che sfottevano, da li a poco, avrebbero rimpolpato le schiere del popolo da plaid e “manettino” in mano. Una piccola parentesi, sono nato troppo tardi per le sale giochi, le ho vissute, ma erano già in estinzione, peccato!

Non sono mai stato sempre in casa, anzi, giocavo dopo aver preso freddo, essermi ricoperto di cerotti, lividi e litigate con i prepotenti più grandi che puntualmente mi menavano. Non ero di certo uno stratega dalla fama napoleonica, mettersi contro uno molto più grande, grosso e cattivo e senza possedere i segreti del kaioken, non era geniale.

La passione per lo sport, per i libri – le spedizioni lunghissime in libreria -, i fumetti, la musica e il cinema, derivano sempre da primitivi insegnamenti di papà, che non possiede il mio stesso ardore nel coltivare le proprie passioni, ma che ha saputo darmi una base di partenza.

Oggi mi sono incatenato ad un progetto personale, che trova personificazione in ifiglidipratt.com, un blogghettino dove parlo e non parlo, rifletto e scrivo di getto, un posto dove butto delle miei idee e che fortunatamente ha pochi contatti, perché molte di esse sono ancora incatenate e finché non mi libererò di alcuni fantasmi, rimarranno li, ma usciranno presto, questo vuoto – prima o dopo – esploderà (mi do anche alle citazioni, guarda te!).

Sto decisamente parlando – o scrivendo, chi lo sa?! – troppo, questo è uno dei miei problemi, sono un chiacchierone. Quindi termino qui una presentazione che potrebbe diventare una biografia di dimensioni bibliche e vi lascio alle domande e alle risposte.

1) Da quando scrivi per ITG?

Onestamente non ricordo, quindi dopo un attenta ricerca, posso dire che sono nella banda dal Maggio 2011, quindi nemmeno un anno. Posso dire di essere veramente felice di essere entrato in ITG, dove c’è la voglia di fare e dove si trova un ambiente serio, umano, ma soprattutto un oasi creativa, dove chi – come me – vuole tirare fuori un po’ di estro, può farlo. Se oggi sono qui è grazie ad una crescita personale che mi ha portato a diventare più oculato in alcune cose, ma soprattutto grazie a delle persone che credono nelle mie capacità.

2) Cosa fai nella vita (oltre a giocare ai videogiochi)?

Questa è una gran bella domanda, attualmente sto cercando di trovare il mio ambiente, studio all’università,  ma con la consapevolezza di essere fuoriposto, mi sento un action figure in un negozio di swarovsky, non mi sento stimolato e non vedo i fini degli sforzi che dovrei impiegare. È qualcosa che devo fare, ma cerco di non accantonare le mie altre aspirazioni, nelle quali credo molto e spero possano arrivare a darmi qualcosa.

3) Un consiglio da dare a chi vuole intraprendere la carriera di critico videoludico

Non si tratta di un gioco o di un passatempo divertente, deve essere una passione reale, non la distrazione da un dovere che può essere lo studio o un qualsiasi altro impegno. Ho capito a mie spese che senza passione, senza un reale interesse, non si va lontano, ciò che farete riuscirà sempre forzato e non vi darà mai grosse soddisfazioni. Se è qualcosa che vi piace veramente tutto il resto verrà da se, le idee verranno quasi spontanee e anche al termine di una giornata faticosa, impegnarvi per un progetto non vi peserà, ma anzi, potrebbe addirittura stimolarvi.

4) I vostri 3 articoli preferiti di ITG di altri autori (mettete link e spiegate brevemente perché)

Oh mio dio, non ne ho idea! Onestamente non ho degli articoli preferiti, è un po’ così per tutto, dai film, alla musica … non ho nulla di preferito, prendo tutto da tutto e mi piace tutto, ma soprattutto cambiare. C’è tutto in tutto, basta scrivere “tutto”!

Le libere riflessioni di un gamer d’annata – oddio, non volermene male per la battuta – mi hanno divertito e fatto pensare, un articolo che da spessore anche a noi che parliamo di videogame e che abbiamo il piacere e l’onore di dedicarci a qualcosa che fa divertire. Idem per il secondo pezzo, nipote del primo e proprio per i medesimi motivi, mi ha fatto piacere leggerlo e includerlo in questa rispostonza.

http://www.insidethegame.it/2011/12/19/70-ore-a-skyrim-libere-riflessioni-di-un-gamer-trentatreenne/

http://www.insidethegame.it/2011/12/25/di-quelli-che-giocano-e-quelli-che-giocano-ma-perdono-tempo-lettera-aperta-ad-un-trentatreenne-coscienzioso/

Un terzo proprio non c’è e se ci fosse, considerando la capacità priva di espansioni in sd del mio cervello, sicuramente l’ho scordato!

5) Il vostro articolo che più vi è piaciuto

Penso che quello scritto in occasione della dipartita di Jobs sia il più bello fino ad ora. Non per una prosa particolarmente ispirata o per un messaggio al mondo in grado di cambiare le sorti dell’editoria bloggatara, ma perché è stato scritto di getto, senza riflettere troppo, ma soprattutto nel cortile della mia uni, seduto a terra e nonostante il formicaio di gente attorno a me, sono entrato in quella trance artistica che mi ha isolato a tal punto, che avrei anche potuto essere benissimo da solo e non sarebbe cambiato nulla.

http://www.insidethegame.it/2011/10/06/addio-steve-jobs-affamato-e-folle-ci-ha-regalato-il-domani/

6) La vostra top 10 preferita di ITG

L’ultima che ho realizzato, ancora da pubblicare, ma che mi piace!

7) Il vostro videogioco preferito di sempre

Questo è un bel dilemma, onestamente non ho un gioco preferito, esistono dei titoli che ho giocato talmente tante volte da consumare il cd. Tutti noi abbiamo dei giochi che conosciamo ormai a memoria, anche se li riprendiamo a distanza di anni: Metal Gear Solid, Max Payne, Monkey Island 3, Dragon Ball  Final Bout, Half-Life 2, Quake, Grim Fandango, MDK, Ocarina of Time, Resident Evil, Alan Wake, ma se dovessi mettere insieme tutte le componenti che un gioco deve avere per essere – a mio parere – fantastico, direi che a oggi, il mio videogioco preferito di sempre è … Alan Wake!

7) Il videogioco che vi ha deluso di più nella vostra vita

Sarò onesto, tutti i giochi che ho atteso con trepidazione non mi hanno mai deluso e non so ancora se questo sia da imputare ad una fortuna sfacciata o ad altro, ma esiste un titolo che mi ha deluso veramente tanto ed è L.A. Noir. Mi ero creato tante di quelle aspettative guardando i trailer e leggendo riguardo le meccaniche di gioco, che pensavo fosse un opera incredibile, maestosa, fantastica. Le prime ore di gioco mi ero anche convinto fosse così, ma sono rimasto tremendamente deluso quando le ore sono lievitate e il titolo non ha preso la spinta propulsiva che cercavo. La trama non esiste o se si vuole cercare è veramente lenta e macchinosa. Gli interrogatori penso siano una bella idea, ma sono sviluppati male, a volte le espressioni facciali non combaciano con la risposta data: se uno si guarda attorno, se risponde guardandosi le scarpe, probabilmente sta mentendo e quindi va messo in dubbio se non ho prove e invece … sta dicendo la verità! Il sistema andrebbe rivisto e chiarito il concetto di veritàmenzogna, a volte mentono su fatti secondari e non riguardo l’oggetto della domanda, in questo modo diventa difficile intuire cosa fare e per fare bene bisogna entrare nella logica degli sviluppatori, che è comunque poco chiara e palesemente confusa.
Inoltre è tutto troppo lineare e ripetitivo: indagare, trovare indizi, interrogare, inseguimento ecc. In questo modo il coinvolgimento di chi gioca viene meno e la tensione cala. Senza contare che gli esiti di alcune indagini sono scontate, ma il nostro contributo nella catena di eventi è poco pesante e a volte ci si sente spettatori di una trama già imbastita e confezionata e non doveva essere così. Praticamente è un film noioso, lento negli sviluppi, le cui scene di azione sono legnose e poco spettacolari. Oddio, basta, potrei andare avanti per ore su L.A. Noise – battuta che non capirà nessuno, bisognerebbe proprio spiegarla -.
Vi devo lasciare, spero di non avervi annoiato con il mio ciarlare, ma di aver attirato le attenzioni di qualcuno da qualche parte nell’universo. Un saluto a tutti.

Prima di lasciarvi, rispondo ad un ultima domanda: perché l’immagine di Corto Maltese? Amo i fumetti e in particolare quello del marinaio. Le sue avventure, la personalità, tutti caratteri di un personaggio affascinante che vorrei tanto imitare, ma soprattutto conoscere, frequentare e che sono arrivato addirittura a portare sul braccio con un tatuaggio. Insomma, non m’inciderò mai la linea della fortuna sulla mano, ma metaforicamente sto cercando il coraggio di farlo e questo è un messaggio fantastico e misterioso.
Dopo questo delirio, vi saluto e ringrazio chiunque mi abbia letto o mi leggerà! Ciao a tutti!

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10 Di risposte a “Blogger Alessandro “Kal-El” Dioguardi – Sotto i riflettori [redattori di ITG]”

  1. Strider Hiryu scrive:

    Bella presentazione, Ale, complimenti! Siamo felici di averti nella ballotta, scrivi sempre roba interessante :D

  2. BlackSilver scrive:

    Mi sei piaciuto un sacco, sopratutto con Alan Wake XD

    • Fucktotum scrive:

      io sono senza parole invece, considerato che sono l’unico al mondo a considerare quel gioco un bel metro oltre la linea dell’inutilità… de gustibus!

  3. BlackSilver scrive:

    Io invece l’ho apprezzato tantissimo, sopratutto i suoi DLC completamente onirici e geniali nella loro interazione con le parole. Per me è uno dei migliori giochi per 360…sopratutto perché sono un grande amante di Stephen King ed è indubbio che i Remedy vi si siano pesantemente ispirati. Ma come hai ben detto te, de gustibus. Io detesto i titoli di Mario, ognuno ha i suoi difetti XD

    • Fucktotum scrive:

      cerco di essere veloce per non monopolizzare: un videogioco per me dovrebbe far paura/tensione coi mezzi che gli sono propri (Eternal Darkness) e non con quelli estrapolati da un altro medium… o avrà sempre una dignità “riflessa”, da film interattivo ;)

      • Kal-El scrive:

        Devo darti in parte ragione fucktotum, obiettivamente il plot è preso praticamente – anche come ambientazione – da twin peaks, ma ha modernizzato e riproposto una trama che – parola di chi ci ha provato – oggi sarebbe inguardabile. Troppo lento per i nostri tempi. Alan è moderno, veloce, l’espediente dello scrittore fa molto king – pregio? – e la divisione in capitoli o in stile serie tv mi è piaciuto un sacco. Il prodotto non è originalissimo, ma è presentato bene e la resa è quella che conta. Ci ho giocato volentieri, mi ha divertito e mi ha incuriosito.
        Mi ha catturato come videogiocatore, come lettore e come amante delle serie tv e del cinema … mi ha preso a 360 gradi.

        Comunque è una domanda troppo difficile, perchè probabilmente fra qualche mese potrei giocare a qualcosa che sbatterà giù dal podio Alan.

  4. Pablus scrive:

    Se ti piaggio i marinai potresti porvare a leggere l’ETERNAUTA; a suo modo parla di viaggi e molto altro ancora. :)

  5. Kal-El scrive:

    Corto è un eccezione, parla molto più di un marinaio ;)

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