Frankenstein Unpixeled [Inside The Museum – Memorabilia]

Frankenstein Unpixeled [Inside The Museum – Memorabilia]

Icona della letteratura gotica, mosaico di puro orrore, il putrescente mostro di Frankenstein è riuscito a terrorizzare innumerevoli generazioni, alimentando la sua temibile reputazione anche grazie al supporto di medium alternativi alla res letteraria, quali cinema, fumetti e videogame. Pur non avendo mai trovato in quest’ultimo campo un alfiere in grado di assurgere al rango di blockbuster, la creatura di Mary Shelley è stata più volte celebrata a suon di pixel, tant’è che è possibile rinvenire le ingombranti tracce del suo passaggio nel catalogo software di tutti i più celebrati sistemi della Golden Age. Un po’ per omaggiare a modo mio l’amata madrina della letteratura Goth, un po’ per semplice sghiribizzo personale, mi sono recentemente avventurato alla ricerca di tutti i progetti videoludici legati al mito, imbattendomi in diverse produzioni dal fascino francamente imprevisto. Raccolte le ultime informazioni in questo piccolo compendio, ho dunque deciso di porlo alla vostra attenzione, nella speranza di far cosa gradita a tutti coloro che amano dedicarsi alla lettura di scritti ed opere affini, tra un Call of Duty e l’altro…

 

1981

FRANKENSTEIN ADVENTURE –  C64 / PC /TRS 80

CLOAD

La prima incursione effettuata dal re di tutti i mostri nel mondo dei videogame risale al lontano 1981, anno in cui il giovane John R. Olsen Jr. – uno dei più prolifici autori di genere – gli dedicò quest’articolata avventura di matrice testuale. Prodotto dal gruppo CLOAD e distribuito inizialmente nei soli formati C64 e TRS 80, Frankenstein Adventure ci avrebbe visti interpretare un imberbe discendente del mitico Dr. Victor, incaricato proprio da questi di riportare in vita la sua creatura. Opportunamente farcita da svariati bivi narrativi, l’impresa avrebbe implicitato l’esplorazione della storica magione che aveva funto da teatro dell’ esperimento originale, culminando dunque con la ricerca degli elementi necessari alla ripetizione dello stesso. Solo una volta raggruppati tutti gli elettrodi, i bulloni e i cadaveri da impiegare in sede di “assemblaggio”, si sarebbe potuto difatti assistere al grottesco epilogo della storia. La versione PC del gioco venne distribuita solo nel 1992, come parte integrante di una raccolta dedicata ad Olsen ed intitolata Tales of Horror.

 

1983

FRANKENSTEIN’S MONSTER – ATARI 2600

Data Age Inc.

Realizzato e prodotto dalla Data Age a solo beneficio dei possessori di Atari 2600, Frankenstein’s Monster piegava l’intelaiatura narrativa del mito alle esigenze di un top-down platform alquanto elementare, la cui impostazione visiva ricordava, per grandi linee, il classico Donkey Kong della Nintendo. Lo scopo del gioco sarebbe stato in effetti tanto semplice quanto il comparto grafico che lo rappresentava: impedire, ovvero, al Dr. Victor di animare la sua creatura, costruendo intorno ad essa una barricata di massi. Per procurarsi il necessario, l’utente avrebbe dovuto guidare il suo pixelloso alter ego lungo un tortuoso scenario multilivello a videata unica, preoccupandosi di evitare ostacoli mobili quali tarantole pendenti e striscianti fantasmi. Quindi, avrebbe dovuto collocare ogni singolo masso in prossimità del mostro, senza dimenticare di sfuggire all’orda di pipistrelli determinata ad arrestare la sua ascesa.

 

1987

BRIDE OF FRANKENSTEIN – C64 / Amstrad CPC / Spectrum ZX

39 Steps

Vagamente ispirato all’omonimo classico cinematografico diretto da James Whale nel 1935 Bride of Frankenstein era un puzzle-platform a scorrimento prevalentemente orizzonale, nell’ambito del quale il giocatore avrebbe dovuto aiutare la prosperosa moglie del mostro a ricostruire il suo organismo, andato in pezzi a seguito della sua leggendaria caduta. Come prevedibile, la ricerca non si sarebbe rivelata facile: a guardia di ogni rene, gamba o polmone la signora avrebbe difatti trovato scheletri, spiritelli ed ogni altro bizzarro esponente del bestiario gotico, tutti determinati a metterle i bastoni fra le ruote. Concettualmente spartano e visivamente mediocre, il gioco trovava probabilmente uno dei suoi unici elementi d’interesse nel character design adottato dai suoi cratori Paul Smith e Steve Howard: ancora oggi, la goffa sagoma sovrappeso della donna è in grado di suscitare una certa ilarità.

 

1990

FRANKENSTEIN: THE MONSTER RETURNS – NES

Tose Co. / Bandai America

Hack’n slash a scorrimento orizzontale di chiara ispirazione “castlevanica”, Frankenstein: The Monster Returns ci vedeva interpretare un baldo avventuriero determinato a salvare l’amata Emily dalle grinfie del mostro per antonomasia, tornato alla vita dopo la sua precedente sconfitta. Prima di affrontare il leggendario costrutto, il nostro avrebbe dovuto tuttavia ripulire l’intera zona circostante il proprio villaggio natale dai suoi oscuri alleati, tra i quali non potevano ovviamente mancare zombi, troll e scheletri più o meno agguerriti. Al di là delle similitudini concettuali che lo accostavano al succitato classico della Konami, il titolo firmato da Bob Amarillo non avrebbe logicamente regalato al pubblico un’esperienza altrettanto appagante: a comprometterne il gameplay, una gamma molto limitata di animazioni e una gestione delle collisioni tra gli sprite tutt’altro che perfetta.

 

1991

CASTLE FRANKENSTEIN – ATARI ST

Budgie UK

Platform game a scorrimento pressoché verticale dal look spartano e il gameplay altrettanto essenziale, Castle Frankenstein di Phil Bishop ruotava intorno alla ricerca di un canuto scienziato da b-movie che, nel tentativo  di ricostruire il celeberrimo mostro, avrebbe setacciato in lungo e largo un fatiscente castello onde di rivenrire il numero di ossa necessario all’impresa. Lungo i 19 livelli a videata fissa costituenti le varie aree della magione, vi sarebbe stato logicamnte modo di affrontare ogni sorta di abominio a tema goth con tanto di bianchi fantasmini a guidare l’assalto. Un giochino di poche pretese, destinato senz’altro a un pubblico piuttosto giovane.

 

1992

DR. FRANKEN – Game Boy

Motivetime LTD / Kotobuki System

Primo esponente di una mini-serie alquanto apprezzata dai Nintendo Fan di vecchia data, Dr. Franken rileggeva il mito dell’orrido mostro in chiave romantica. Secondo il canovaccio proposto dai responsabili del progetto, la tenebrosa creatura forgiata dall’improbabile Dr. Frankenbone si sarebbe difatti lanciata alla ricerca dell’amata Bitsy, il cui corpo giaceva bellamente smembrato all’interno di un’antica villa dal look palesemente “addamsiano”. Graficamente notevole, soprattutto se rapportato alle modeste potenzialità del Game Boy, il gioco rendeva senz’altro onore ai più classici platform, concedendosi occasionali svise da shooter. Ciliegina sulla torta, le fascinose monocromie proprie di sprite e fondali: conseguenza, una volta tanto fausta, delle note limitazioni hardware del sistema ospitante.

 

1993

THE ADVENTURE OF DR. FRANKEN – SNES

Motivetime LTD / DTMC Inc.

Sequel diretto del succitato Cult-Game made in Game Boy, The Adventure of Dr.Franken riprendeva il tema portante del suo predecessore, espandendone chiaramente orizzonti grafici e concettuali grazie alle maggiori risorse garantie dallo SNES. Al di là dell’adozione di un fresco look Super Deformed  – memorabile, in tal senso lo sprite di Franky, con tanto di occhiali Ray-Ban a decorare il suo faccione – il gioco si sarebbe fatto in ogni caso notare più per la sua briosa intelaiatura narrativa. Onde risparmiare sul biglietto aereo che l’avrebbe portato a consumare il suo viaggio di nozze con Bitsy alla volta di New York, il nostro amico si sarebbe infatti preoccupato di smontarla e spedirla quindi alla volta della Grande Mela via posta, salvo tuttavia smarrire i pacchetti al momento della consegna…

1994

MARY SHELLEY’S FRANKENSTEIN – SNES / MEGADRIVE

Bits Corporation /Sony Imagesoft

Tie-in ufficiale dell’omonima pellicola diretta da Kenneth Branagh nel 1994, Mary Shelley’s Frankenstein affidava la riproposizione videoludica dei suoi eventi cardine ad una collaudata formula da action-platform cui andavano accostandosi ora spaccati hack’n slash, ora parentesi beat’em up e persino qualche blando enigma. A condire il tutto un comparto visivo piuttosto convincente, che trovava il proprio fiore all’occhiello nel curatissimo sprite principale: ricostruzione pressoché impeccabile del mostro interpretato da Robert De Niro nel film. Scopo del gioco? Aiutare quest’ultimo a rintracciare il tormentato Dr.Victor nella vecchia Europa pre-vittoriana e vendicare così un’amara non-esistenza.

1995

FRANKENSTEIN: THROUGH THE EYES OF THE MONSTER – PC / MAC / SATURN

Amazing Media / Interplay Entertainment

Opera in full motion video integrale, di quelle comunemente definite come “film interattivi“, Through The Eyes of the Monster cercava di coinvolgere il suo pubblico in una improbabile ricostruzione multimediale del mito letterario. Rubacchiando qua e là dalle produzioni più rappresentative del genere – The 7th Guest e Under a killing Moon in primis – il titolo diretto da Keith Metzger finiva tuttavia col risultare tedioso e ben poco avvincente, assurgendo pertanto al solo rango di trascurabile compendio di enigmistica virtuale. A fronte di quest’inesorabile realtà, i cultori di un certo tipo di “trash-nouveau” potrebbero comunque trovare un significato alla sua esistenza nell’ingombrante presenza di Tim Curry nelle vesti Dr. Victor Frankenstein.  Tutti gli altri, invece, si astengano pure.

1997

DR. FRANKEN II – Game Boy

Motivetime LTD / Elite Systems

Tornato sul monocromatico suolo natale, quel gran mattacchione di Franky avrebbe dovuto fronteggiare nuove grane in salsa action-platform. Unico erede del fu Dr.Frankenbone, il nostro si sarebbe difatti ritrovato a pagare l’esorbitante affitto della sua villa, senza ovviamente possedere il becco di un quattrino.  Al di là dell’evidente ritorno ad un character design più sobrio di quello adottato dagli autori nel succitato episodio destinato allo SNES, Dr.Franken II non proponeva praticamente alcuna innovazione concettuale di sorta, risultando pertanto un semplice more of the same per inguaribili aficionado.

 

2009

FRANKENSTEIN: THE DISMEMBERED BRIDE – PC / MAC /iPhone / iPad

Mzone Studios / Anuman Interactive

Hidden object puzzle in soggettiva di buona fattura e piacevole design, The Dismembered Bride ci vedeva interpretare di Brad: un baldo giovanotto capitato nientemeno che nel vecchio castello del Dr. Victor Frankenstein durante un viaggio in Bavaria. All’interno della lugubre location, il nostro avrebbe dovuto trovare e collezionare i… pezzi appartenuti al corpo della sua fidanzata Janet, misteriosamente scomparsa proprio nei paraggi della magione. Scopo ultimo del nostro eroe, costringere il perfido padrone di casa a rispolverare il suo laboratorio e restituire così alla vita la donna. Contento lui…

2010

ESCAPE FROM FRANKENSTEIN’S CASTLE – PC / MAC

Spark Plug Games LLC / Playfirst Inc.

Annali alla mano, Escape from Frankenstein’s Castle è l’ultimo titolo finora legato al culto videoludico del mostro di Shelley. Ancora una volta, ci troviamo di fronte ad un Adventure in soggettiva, le cui fondamenta poggiano tuttavia su una robusta intelaiatura da punta & clicca. Brillando più per l’onesta struttura di alcuni enigmi che per una cosmesi visiva troppo incline ad assecondare uno stile da render di arredatore di interni, il gioco presenta anche alcune svise concettuali, come ad esempio l’anonimo card-game accessibile esplorando la magione. Piccola nota di merito, infine, per le slide fumettistiche adibite alla gestione dei dialoghi o delle cut-scenes: non saranno certo tavole di John Buscema, ma la volontà di proporre qualcosa di valido in tal senso traspare.

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4 Di risposte a “Frankenstein Unpixeled [Inside The Museum – Memorabilia]”

  1. Con Dr. Franken mi hai ucciso di nostalgia :)
    Uno dei migliori titoli per Gameboy, mai finito perchè veramente tosto… avrò trovato massimo 2 pezzi della povera Betsy ;)
    Una feroce stretta di mano a chi ricorda la colonna sonora, una delle hit di un certo Beethoven :D

  2. Che articolo… :) Si vede che è tornato Mossgarden? :)

  3. brema82 scrive:

    Il ritorno di Moss su ITG. :D
    Graditissimo, ovviamente. ^^

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