Classifica Top 10: Quale è un valido motivo che ti porterà a smettere di videogiocare? [Sondaggio]

Classifica Top 10: Quale è un valido motivo che ti porterà a smettere di videogiocare? [Sondaggio]

Una lunga, estenuante e incompleta sessione d’esami mi ha tenuto a lungo lontano dal mondo internettaro e da ITG e ritardando di qualche milione di anni l’appuntamento fisso con il nostro sondaggione! Niente paura, questione d’organizzazione, non succederà più. Devo ammettere che una delle cose più difficili è stata accantonare le attenzioni che puntualmente do alle mie console e al piccolo io nerd che si nasconde – e non molto bene – fra le mie confuse personalità psicosclerate.

Il tempo a disposizione diventa risicato, soprattutto quando per studiare diventa necessario scappare da casa dove, aggeggi elettronici, cataste di telefilm e film da guardare e l’insegna brillante del più grande spacciatore della nostra era – il gamestop – sono richiami troppo forti per una carne troppo debole come la mia.

Se dovessi fare una classifica, direi che lo studio e le mie aspirazioni Hank Moodiane sarebbero alcuni dei motivi validi per smettere di videogiocare … un momento …

Posizione 10: Perché il mio sogno è diventare missionario e nel Terzo Mondo non c’è ADSL per scaricare i DLC

I nobili intenti che smuovono molti videogiocatori verso l’opera missionaria sono spesso avviluppate egregiamente attorno ad un fine decisamente meno altruista di quello che si pensa. Parliamo di pionieri, folli pensatori talmente attratti dalla possibilità di divenire controller in prima persona e di poter essere catapultati dentro il gioco con occhiali 3D, da arrivare a fingersi missionari per giocare a Pitfall secondo i nuovi dittami dell’interattività.

Posizione 9: Per colpa di un uomo/donna che non li tollera

Questo è un male troppo grande per essere trattato così, in poche righe. Capita a volte che chi ci sta accanto non riesca a concepire la gioia che può dare un avventura in compagnia di un idraulico all’ingrasso, funghi animati, bionde principesse svampite e stelle luccicanti. Queste persone sono state vittima di traumi infantili che li hanno resi insensibili, trasformando il loro cuore in pietra, le vene in corridoi freddi e inospitali per il sangue, ormai ridotto ad una misera goccia che vaga solitaria per il sistema vascolare alla ricerca di amici con cui giocare. Non preoccupatevi, comprendeteli, fatevi sentire presenti, ma soprattutto rincuorateli e ditegli che un giorno arriverà un valoroso ragazzino vestito di verde accompagnato da una fata, una scimmia in tanga o uno strano tizio che si nasconde sotto gli scatoloni dell’Ikea, a salvargli la vita!

Posizione 8: Perché SEGA non fa più console

Ricordo ancora con tremenda nostalgia il Sega Master System e il gioco già installato sulla console che mi piaceva un sacco e mi rassicurava. Ricordo anche il Sega Mega Drive e quanta invidia provassi nei confronti dell’amico che era stato più scaltro e si era portato a casa una console con giochi cento volte più fichi dei miei. Bastardo! Ricordo la scritta Sega cantata in coro alla presentazione di ogni gioco. Ricordo l’eccitazione che mi prendeva prima di cominciare a giocare in multiplayer con le Tartarughe Ninja. Ricordo anche di aver finito quel titolo un fantastiliardo di volte con il mio amico. Ricordo anche una portatile Sega, anche quella comprata da un mio amico … ricordo anche che quando uscì la PlayStation ho smesso di essere invidioso, perché finalmente io e il mio amico avevamo la stessa console e punto! No, non mi manca Sega con le sue console!

Posizione 7: Perché sono passato a droghe più pesanti

Sapete come funziona, crescendo i divertimenti cambiano, si fanno esperienze, si incontrano nuovi amici e le serate diventano sempre più appannate, fumose, sfocate e cominciano a lasciare tracce di se in un portafogli insolitamente vuoto e così nascono domande come “ma ieri sera avevo molti più soldi, che fine han fatto?”. Si sa anche che più si prova e più si sente il bisogno di provare e allora cominciano strani esperimenti d’aggregazione, serate fra uomini che finiscono fra cartoni della pizza, carta stagnola del kebap, odori molesti, molte bottiglie di birra e un pad pieno di bava in mano. Fifa, da ubriachi, è un gran bel giocare!

Posizione 6: Perché ormai faranno solo sequel sempre uguali

Questa è una bella staffilata al mondo videoludico, cominciamo ad entrare in terreni minati, i motivi cominciano ad essere seri. Alcune saghe stanno diventando simbolo di questo trand, come ad esempio COD o Assassin’s Creed, che per quanto belli e ottimamente realizzati, stanno cominciando a diventare copiosamente ripetitivi. Uno va avanti per un ottimo on-line, ma una modalità single player risicata – fulcro del videogiocare per molti utenti – che comincia a far parlare di se in questi termini: “ ohi, ma in questo COD ci sono ancora i cani?”; l’altro si fa strada a colpi di scena, sopravvivendo grazie alle ottime migliorie – introdotte nel secondo capitolo – che subiscono piccoli upgrade di volta in volta, ma senza arrivare a compiere il passo necessario utile a migliorare significativamente il gameplay del titolo. Non so voi, ma i combattimenti di AC, comincio ad odiarli!

Posizione 5: Perché, sempre di più, per giocare dovrò rotolare per la stanza con strani aggeggi in mano/addosso!

Onestamente quando fu presentato il Wii ne fui così esaltato da viaggiare nel tempo per arrivare al day one e accaparrarmi la console. Non sono rimasto deluso e il successo ottenuto dalla console Nintendo non solo non mi ha smentito, ma ha sollazzato il mio ego pronosticante. Con kinect non ci ho nemmeno provato, la periferica continua a deludermi e l’ultimo upgrade – relativo al comando vocale – mi ha catapultato in situazioni da video farenziano, con me intento a strepitare al cospetto di un sensore che risponde a tutto fuorché ai miei comandi. Ho provato con riluttanza il Move di PS3, poiché il mio cervello non accetta l’idea di un tale “plagio” Sony – virgoletto perché è un opinione che nasce dal sarcasmo del mio cervello malato – che non solo fa molto bancarella cinese – e la palla sopra il controller non migliora la situazione -, ma più lo guardo e più ricorda un sexy toy particolarmente in linea con la disco music!

 

Posizione 4: Perché diventano sempre più facili/casual

Ammetto di non accettare questa quarta posizione, nonostante sfiori la vetta e si sa, il popolo è sovrano. Trovo che il mercato si distingua palesemente in titoli casual e non, inoltre credo poco alla storia degli hardcore-gamers. Il giocare deve appunto soddisfare la sua accezione, non diventare motivo di stress e frustrazione, molti titoli retrò non erano difficili, ma semplicemente ingiocabili e colmi di bug che oggi nessun recensore o critico accetterebbe. Qualche settimana fa ho rigiocato a Batman: The Movie, titolo per Amiga – ma anche pc – uscito in occasione del film. Adoravo quel gioco da ragazzino, ma l’ho rigiocato oggi e … OH – MIO – DIO! È palesemente pieno di roba che lo rende in giocabile. Respawn dei nemici a livelli demoniaci, colpi a mitraglia da tutte le parti … non è un gioco è come risvegliarsi nel deserto dentro una tuta da palombaro, senza acqua, ma con una scorta di pollo fritto nello zaino! Da piccolo lo adoravo, sì, con i trucchi forse!

Posizione 3: Perché i continui DLC sono una fregatura intollerabile

I DLC sono uno dei motivi che farà esplodere la prima Nerd War della storia. Probabilmente un giorno una coalizione di ossuti o panzuti o forse un misto di nerd frustrati, si alleerà contro il mercato dei videogame per combattere la piaga del DLC. Spendere 100 euro o più per una limited che mi da accesso a tantissimi pinzillacchere e privilegi e poi sborsare altri quattrini per un DLC che contiene 2 o 3 ore di gioco? Vogliamo citare i DLC di Arkham City? Nerd War!

Posizione 2: Sono crollato sotto la soglia di povertà!

Villaggi interi, baraccopoli sub-urbane gestite da un Buddha vestito di stracci, circondato da file e file di servi e un gruppo di ribelli in lotta contro il regime. Così vedo il mio futuro e quello di molti altri videogiocatori. Arroccati nel fango, costretti all’addiaccio, ridotti a raccattare vecchie cartucce di DS o addirittura di GameBoy Color. Tutto pur di giocare, disposti a fare anche le cose più indegne – come fare un’ottima recensione di L.A Noire – pur di avere un assaggio di videoludicità. Un giorno, cari lettori, finiremo così!

Posizione 1: Impossibile! Il videogioco è la mia unica ragione di vita!

In questa classifica ne abbiamo viste d’ogni, dieci posizioni che hanno gettato il mio animo in diversi stati d’essere: dalla disperazione, passando per la demenza, fino a raggiungere l’indignazione della Nerd War e le tasche di malati costretti dalla loro passione a videogiocare al caldo di un fuocherello sotto il ponte di baracca. Ma esiste una e una sola verità, che per quanto grandi possano essere le nostre avversità, noi, non smetteremo mai di videogicare. Il nostro è un legame affettivo, che spinge ognuno di noi ad intraprendere un’avventura all’interno di un mondo fantastico, reale o surreale solamente per spaziare, ludere, immaginare e divertire il nostro piccolo bambino interiore. In barba a loro! Noi rimarremo giovani per sempre, perché videogiocare è la moderna risposta a Peter Pan e alla sua isola che non c’è.

Appuntamento al prossimo sondaggio…

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10 Di risposte a “Classifica Top 10: Quale è un valido motivo che ti porterà a smettere di videogiocare? [Sondaggio]”

  1. Pinuzzo85 scrive:

    Nerd forevà!

  2. Master of Disguise scrive:

    Passa anche tu al lato nerd della forza!

  3. BlackSilver scrive:

    La fede è la fede XD

  4. Killy77 scrive:

    Ieri ho finito l’ennesimo Lego e l’ennesimo videogame, ma non mi stanco mai di giocarne di nuovi e non vedo all’orizzonte ragioni per smettere.

  5. Gidantribal scrive:

    Io veramente mi ci vedo a fare come Pierre LeClerc! :P acccucciato in un villaggio di montagna aspettando che arrivi Snake… :D

  6. Hizaki scrive:

    Al di là delle paure che tutto diventi fps o del fatto che “una volta era tutto meglio” io continuo a giocare e a divertirmi e a volte più di quando ero bambino.
    Posizione zero: Perché sono morto.

  7. Anto' scrive:

    la motivazione seria potrebbe essere: per mancanza di tempo… ma diciamo che sono “salvo” almeno fino a quando non avrò finito anche la laurea specialistica, ovvero fino a quando farò l’universitario cazzeggiatore :)

  8. Mi permetto di dire che le immagin scelte sono geniali!

  9. Desert eagle scrive:

    perché: senza un mondo videoludico a disposizione la mia depressione andrebbe in caduta libera! ( il brutto e che neanche sto scherzando ) ma mi resterebbe comunque la lettura ( fiuuuu salvo per un pelo)

  10. Zechiel89 scrive:

    Non vedo ragione di abbandonare un hobby che mi piace così tanto.

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