Recensione Quarrel [Xbox Live Arcade]

Quarrel

  • Piattaforma: XBox360
  • Publisher: Ignition Entertainment
  • Software House: Denki
  • Recensione Quarrel [Xbox Live Arcade]

    Nel mondo, cari ragazzi, la gente non sta con le mani in mano: mentre tutti ci affanniamo a scoprire le qualità di questo o quel titolo, c’è sempre qualcuno nascosto in un angolino che l’idea ce l’ha già avuta e aspetta solo di diffonderla.
    Gli sviluppatori scozzesi di Denki ci avevano già mostrato su sistemi iOS che dalla giusta miscela di ingredienti presi da Risiko e Scarabeo potesse saltar fuori un buon prodotto, peraltro adatto a tutti. Con lo sbarco su Xbox 360 (a un prezzo contenuto, 400 MP) si aggiungono gli avatar (mero contorno al gameplay, più o meno come sempre) ma soprattutto il multiplayer online, che dà l’occasione a Quarrel di ritagliarsi uno spazio di rilievo tra i titoli leggeri, perfetti per piccole sessioni di gioco.

    Penso imbianchereste legno mollo *

    Il gameplay di base, al di là delle 4 modalità di gioco, si basa sulla conquista di specifiche regioni situate su isole. Ogni regione è assegnata a caso a un giocatore e a difesa della stessa è posto un numero variabile di piccoli soldati, che rappresentano il numero massimo di lettere concesse negli scontri. Se attacchiamo una regione con 3 omini al comando di 2, noi potremo utilizzare solo 2 delle lettere proposte dal computer, mentre il nostro avversario 3. Ogni lettera, proprio come in Scarabeo, ha un valore di punti per far sì che anche negli scontri numericamente più svantaggiosi ci sia un minimo di equilibrio: non è infatti la lunghezza a decretare la vittoria, ma il punteggio totale del vostro anagramma. In caso di parità, prevarrà il giocatore più veloce a indicare la sua risposta.

    Nel corso di ogni turno è possibile convocare rinforzi (a patto di avere l’apposito indicatore pieno) e aver modo di gestire strategicamente le proprie mosse: esattamente come in Risiko è infatti possibile dividere le forse su territori vicini, per preparare al meglio una difesa coriacea o un attacco soverchiante.
    Tutti i titoli che come Quarrel traggono origine da giochi da tavolo (bastino come esempi Magic The Gathering Duels of the Planeswalkers o Carcassonne) presentano il problema della gestione delle fasi in cui il giocatore deve aspettare lo scorrere dei turni degli avversari, siano essi reali o controllati dall’IA: per fortuna il lavoro di Denki non cade in questo facile tranello ed elabora una soluzione capace di tenere viva l’attenzione anche quando “non tocca a noi”.
    Durante gli scontri tra avversari infatti, anche il giocatore può cercare di anagrammare le lettere proposte, stavolta senza limiti di caratteri, per aumentare la succitata barra dei rinforzi. Queste meccaniche, complesse solo su carta, garantiscono a Quarrel una profondità non comune, cui va aggiunta la nota di merito sulla cura per veste grafica e humor leggero, che lo rendono perfettamente adatto a una serata in famiglia.

    Loggia malaffare non pini **

    Il difetto più colossale e fastidioso è infatti la natura stessa del gioco: proporre sul mercato un titolo che si basa essenzialmente sulla conoscenza di quanti più vocaboli possibili senza localizzazione taglia inevitabilmente le gambe in un mercato, quello italiano, che già mal digerisce i titoli doppiati e localizzati solo in inglese.
    Intendiamoci: non mi ritengo uno sprovveduto con l’inglese, ma la sfida proposta mi è sembrata così al di là delle mie possibilità da costringermi a utilizzare il cheat definitivo in questo caso, un immondo elaboratore di anagrammi (che mi ha aiutato a elaborare i bizzarri titoli in grassetto, soluzioni nel prossimo num… ehm… a fondo pagina!) . L’IA è spesso spietata nello scovare parole sconosciute e a farlo in pochissimo tempo, garantendosi sempre la vittoria in caso di punteggio identico.

    Un peccato colossale e una soluzione sciagurata, che priva una fetta di pubblico troppo ampia della fruizione di un gioco graficamente simpatico, curato e strategico al punto giusto. Quarrel sarebbe il passatempo familiare perfetto per un pomeriggio in allegria, ma il suo mercato non è l’Italia.

     

    *Soluzione:  molto bene, ma perchè solo in inglese?
    ** Soluzione: in famiglia anglofona però!

     

    Inside The Game

    • Originale e visivamente curato
    • Grazie al multiplayer online, potenzialmente eterno

    Outside The Game

    • Niente localizzazione italiana
    • IA troppo veloce e quasi infallibile
    Voto:

    Interessante

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