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Dirty Sexy Games: lasciare un testimone videoludico, nerd illuminati di domani!

Dirty Sexy Games: lasciare un testimone videoludico, nerd illuminati di domani!

Ancora una volta parto da una domanda, la Kal-domanda: abbiamo una grossa responsabilità, ci sono generazioni di trent’enni che dovranno passare un testimone videoludico. Voi, che come me se siete – ancora, ma lo aggiungo solo ora, su fb non c’era – nei terribili 20, con quale titolo illuminereste il cammino che porta al nerdismo e con quale avete trovato il sentiero?

Reita R.: io 20 non ce li ho ancora, ma se devo illuminare il cammino di un giovane giocatore allora FF6, FF12 e la serie di Metal Gear.

Insomma, noi siamo i primi che concretamente possiamo passare un libro di pelle nera, un book, una bibbia, un portale che faccia da ingresso nel mondo videoludico ai nostri figli, cugini, nipoti, che ormai sono a contatto diretto con questa tecnologia e che non dovranno superare lo scoglio della novità, del nuovo movimento.

Giacomo C.:Il mio battesimo fu Pitfall! Direi che sono abbondantemente sopra i venti.

Noi abbiamo vissuto le vere battaglie Nerd vs The rest of the world, perché dall’amico bullo – e un po’ Fonzie – allo zio, al nonno ancora segnato dalla guerra e dal passato partigiano, abbiamo tutti dovuto sentirci ammonire con i classici improperi.

Andrea G.: Banalmente Ocarina of Time. Final Fantasy 6 per avvicinarsi al “difficile” mondo dei JRPG e ICO per abbandonare del tutto il sentiero della ragione.

Portarli ad una piena comprensione di un passatempo che non è solo per bambini e non è “solo” e punto. Un modo immaginifico e artistico come una pellicola e un libro possono essere, ma molto più profondo, perché capace di farci interagire con una fantasia che una volta la si poteva vedere sono chiudendo gli occhi.

Daniele C.: Arduo…beh…andrei per tentativi per capire i suoi veri gusti. Sparo un po’ di titoli: Half-Life, Deus EX, Starcraft (+espansione d’obbligo XD), Monkey Island (tutto)…mi fermo qui perché ce ne sarebbero.

Responsabilmente, poiché non è mai giusto imporre dei gusti e anche per istruire, ma soprattutto ricondurre al vero significato del nostro sport da divano: condividere e giocare. Condividere, per non lasciarli soli sul divano, ma in nostra compagnia, anche noi seduti sul tappeto, a formare con il gioco un punto d’incontro e di complicità. Oggi si gioca troppo in multiplayer, troppo a distanza e sarebbe bello riportare agli antipoti del multiplayer a schermo condiviso, del GoldenEye N64 in tubo catodico e tv divisa in quattro, del Mario Kart 64 da competizione vera, da risate sul divano, grida di vittoria e sfottò da stadio in faccia all’avversario. Anche stimolo sociale, tutti forti con microfono e cuffie.

Mario M.: Penso che il nerdismo nasca ben prima dei vent’anni. Ma non è mai troppo tardi. C’è una bella pagina su fb realizzata da italiani che catalogano in album di foto, divisi per anno, i titoli meritevoli da giocare nella vostra vita In alternativa, c’è sempre il libro 1001 videogiochi da non perdere assolutamente, veramente, ma veramente ben fatto. E’ uscito in Italia l’anno scorso.
La cosa che mi incupisce è che chi ama conoscere i capisaldi videoludici è nerd, cosa che non accadrebbe con il cinema. Ma qui il discorso sarebbe lungo e complicato, meglio non addentrarvisi…

Ammaccabanane. Perché a volte io sono troppo intricato nelle mie questioni e a volte rischio di perdermi in meandri che nessuno psicologo vorrebbe psicanalizzare, questioni filosofiche e deontologiche che nemmeno House vorrebbe affrontare con me. Ma, questo??? The Real OT!

Lorenzo R.: Syphon Filter ,Brothers in Arms , Medal of Honor , Call of Duty , Max Payne e uno recente e’ Alan Wake, un capolavoro incompreso , si meritava almeno tutta la fama che ha Halo su la magnifica Xbox 360

In questa domanda c’è anche chi si è perso, chi ha esagerato ed è affogato in un mare di decisioni, una lista da papiro chilometrico che potrebbe confondere anche il più indeciso dei videogiocatori, in un vortice psichedelico di titoli senza fine che …

Lorenzo R.: anche Killzone e sopratutto il terzo capitolo di Burnout Takedown, davvero fantastico e, infondo , infondo anche Rainbow Six.

… appunto …

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4 Di risposte a “Dirty Sexy Games: lasciare un testimone videoludico, nerd illuminati di domani!”

  1. Lanta scrive:

    Lanta, 20 anni, inizia la sua carriera videoludica su Playstation1 per poi migrare definitivamente su PC e rimanerci fino ad oggi. Il mondo console non mi ha mai attirato, i pad per me sono sempre stati un metodo di interazione incompreso.

    Mio fratello di anni ne ha 12. Leggendo questo topic mi sono fatto un sorriso, perché ho dovuto avvicinarlo al mondo videoludico e mi sono un po’ “ritrovato” nel tuo testo. Volevo portarlo con me, nel “lato oscuro della forza” (per riprendere Star Wars, visto che è ri-uscito in 3D al cinema), su PC. Ho fallito, miseramente. Ero convinto che il mio concetto di divertimento fosse lo stesso di un bambino, ed invece ero completamente fuori strada. L’intrattenimento videoludico si evolve con il passare dell’età, e chissà… forse un giorno anche mio fratello andrà a rispolverare i miei giochi su DVD impolverati (già, loro useranno solo il Digital Delivery, mi sembra cosa buona e giusta). Per ora, consapevole di aver sbagliato, l’ho riavvicinato al mondo videoludico affidandolo nelle mani della grande N: Wii e DS/3DS. Con risultati soddisfacenti, visto che passiamo spesso tempo in compagnia a nerdare concludendo campagne assieme e sfidandoci all’ultimo Smash finale su SSB: Brawl. Ma in fondo, confido che un giorno maturerà anche lui e capirà che in fondo, quel Unreal Tournament che il fratellone gli aveva consigliato di imparare, non era poi così malvagio.

    Se dovessi consigliargli un single-player, ad oggi, gli direi di provare Portal e Portal 2. Ovviamente facendogli fare prima delle sessioni di training su altri indie games come Super Meat Boy o Bit.Trip. Se invece dovessi consigliargli un multiplayer… beh, l’ho già fatto; c’è da considerare che alla fine è bene giocare con i propri amici e conoscenti, quindi alla fine si seguono le mode ed ahimé si dimentica il passato. Mettiamoci una pietra sopra e via, fino a quando non crescerà.

    • Ho cominciato anch’io ammirando Amiga, 386 e 166MMX, con titoli come Turok, Quake, Doom e Unreal fu qualcosa di spaventoso – per il risveglio alieno e sanguinolento – e di meraviglioso – per la sua grafica, al tempo incredibile -.

      Nonostante le console, ero convinto che il PC non sarebbe mai morto, ma troppe implicazioni minano quel terreno e troppe cose hanno minato anche il mio giocare e la mancanza di titoli che sono dei veri mostri sacri, pezzi d’arte videoludica.

      Il pc oggi è la mia macchina da scrivere e paradossalmente la mia tv preferita: se fosse per me, il calcio dovrebbe essere visto solo allo stadio o in compagnia degli amici in un pub e non al buiio della propria casa e così anche per gli altri sport e il resto? Meglio godersi i propri film e telefilm sul proprio pc o lettore blu-ray e al cinema.

      Tv libera e w youtube e tanti youtubers!

      Per il resto, ti ringrazio per aver letto e commentato il mio pezzo – portal e portal 2 spaccano – e complimenti per l’educazione grande N e per aver riconosciuto il cambio generazionale e aver agito di conseguenza, non tutti hanno questa intelligenza!

  2. Strider Hiryu scrive:

    Orientare i posteri all’intrattenimento videoludico… sai che è una domanda mica da poco, mio buon Kal? Posso dirti quale sarebbe il mio punto di partenza “metodologico”, ossia far vedere a mio figlio cosa gioco io, piuttosto che lasciare al passaparola di altri o alla pubblicità la scintilla della sua curiosità. Senza trascurare una verità importante, ossia che i miei gusti e quelli di mio figlio potrebbero non coincidere.

    Se vogliamo, bisogna riuscire a educare sulla qualità avendo cura di selezionare contenuti adatti all’età del pargolo, il che è meno difficile o impegnativo di quanto si creda: ci sono tanti buoni prodotti in giro, e come correttamente dice Lanta, Nintendo offre più di chiunque altro materiale su cui andare a colpo sicuro. Chi altri propone titoli eccellenti sia agli occhi di un adulto sia a quelli più incantati di un bambino/ragazzino?

    Cercherei anche di giocare spesso in multiplayer locale, per una semplice ragione: vorrei che mio figlio capisse quanto è più divertente ritrovarsi in due, tre o quattro nella stessa stanza, piuttosto che sentirsi usando un semplice microfono. La mediazione dello schermo, a mio avviso, ha lo stesso effetto di un muro divisorio, mentre sarebbe bello associare al videogaming una dimensione sociale simile a quella degli sport tradizionali.

    Noi che prima o poi avremo una famiglia e ci troveremo ad essere educatori, dovremmo evitare il banale errore di dare per scontati certi contenuti. Sol perchè oggi impazza il multiplayer online, non vuol dire che ogni gioco abbia il dovere di conformarvisi. Sol perchè il medium consente di affrontare argomenti maturi o violenti, non vuol dire che i giochi siano tenuti a farlo. In quanto 20-30enni, ricadiamo in quella fascia di età che è il target perfetto dell’industria, perchè siamo disposti ad abbracciare qualsiasi tipo di proposta inferita via pad.

    Per bambini e ragazzini non è così. Vediamo quindi di impiegare almeno un pizzico della nostra voglia di gaming per scopi più… lungimiranti.

    • Totalmente d’accordo su molte cose che hai detto e che condivido e che ho scritto nell’articolo!

      Soprattutto ringuardo il multiplayer, credo sia importante scannarsi giocando a Mario Kart con lo schermo diviso in 4 ed è un peccato che si preferisca ritrovare sulla rete a giocare, quando magari si abita a un paio di pedalate di distanza!

      Per i titoli e i contenuti, non saprei, ho vissuto Quake e DukeNukem 3D da piccino e proprio così male non sono cresciuto, ma probabilmente preferirei avvicinarlo ai titoli nintendo, che oltre a mantenere e stimolare la fantasia, hanno anche dei bei contenuti, indipendentemente dal fattore violenza!

      Poi, che dire, se avrà gusti diversi e vorrà giocare a L.A. Noire … lasciamolo fare! LOL!

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