Call of Duty è uno di quei brand che non si discute, infatti nessuno può negare gli onori che sono stati affibbiati a questa saga e alla sua fama ormai leggendaria. Tutto è iniziato con i primi capitoli, quelli che ancora si giocavano con mouse e tastiera, quando il pad era ancora lontano dall’fps e la console dal divenire il principale mezzo d’intrattenimento videoludico.
Cosa ha caratterizzato COD e il suo successo?
Prima di tutto diventando il miglior fps dedicato alla WWII, non solo grazie ad un gameplay coinvolgente, ma ad una campagna in single player approfondita da battaglie reali, il cui fascino è intrinseco nella storia che ha avuto come palcoscenico tutta l’Europa e il mondo, durante gli anni della guerra.
Capitolo per capitolo, Activision, ha imbastito le puntate di COD con plot dedicati a situazioni e battaglie ben precise, portandoci nella campagna Russa; in Francia durante l’occupazione tedesca; In Normandia, per il famoso sbarco; nel pieno delle battaglie del Pacifico e del fronte orientale.
Con Black Ops si è arrivati allo sbarco nella Baia dei porci, a Cuba, sul finire degli anni 60, toccando, per sommi capi, i punti focali della Guerra Fredda e della Guerra del Vietnam.
Oggi siamo a Modern Warfare 3, il titolo di cui voglio parlarvi e del quale stento a capire il senso, ma facciamo una piccola premessa, utile a diradare l’alone di confusione che avvolge questa saga.
In molti - io per primo - hanno criticato aspramente il filone MW, per essere diventato un titolo praticamente dedicato solo all’on-line. Ma su questo punto dobbiamo soffermarci, perché COD non è mai stato rinomato esclusivamente per la sua campagna in single-player. Già dal primo capitolo era stragiocato on-line, nonostante non ci fosse il dominio videoludico dell’era console. Ricordo molto bene le giornate passate al pc a cercare delle partite di deathmatch a squadre, perché già allora era estremamente divertente giocare in rete.
Oggi non parrebbe essere cambiato molto e per il mio concetto di anti-recensione, sono costretto a criticare COD. Perché? Per quello che ho appena detto, ovvio.
La trama
Apparentemente scritta da Tom Clancy, dopo aver bevuto litri di Guinnes direttamente dalla spina, in compagnia di un plotone di soldati americani, è afflitta da una massiccia presenza di nulla cosmico. Non fraintendetemi, non è che sia poco originale, ma è un palese tentativo di ricreare il fascino della WWII e delle battaglie storiche di quel periodo, che sono entrate nell’immaginario collettivo per motivi ben precisi: un avversario globale incredibile, Hitler e il nazismo; un momento storico particolare, oggi la guerra è molto diversa rispetto ad allora; uno scenario politico in cerca di un assetto, che se non si fosse risolto così, probabilmente ci vedrebbe in una dittatura da V per Vendetta o in uno stato di guerra perenne. Soluzione? Intrigo alla Mission Impossible e WWIII.
Nonostante lo storico di questa saga abbia creato dei buoni comprimari, le vicende dei personaggi coinvolti, s’intrecciano tante di quelle volte e a breve distanza, da lasciare il giocatore disorientato, costringendolo dopo qualche ora a ritrovarsi nudo, nel vialetto di casa propria e con un cono di carta stagnola in testa mentre grida “fuori dalla mia testa, bastardiii!”.
Non nego che ritrovarsi in una Manhattan sotto assedio e ridotta ad un campo di battaglia sia affascinante, tanto quanto la sparatoria a gravità 0 che ingaggiamo cercando di proteggere il presidente Russo, ma si riduce tutto ad un fattore estetico che di coinvolgente ha ben poco: nessuno di noi può pensare di sentirsi come in uno nei racconti di guerra del nonno, ma soprattutto e fortunatamente, non ha nessuna attinenza con la realtà!
Un sacco di cose da panico, ma senza il mio contributo
In MW3 succedono un botto di cose, ho citato la sparatoria a gravità 0, ma potrei ricordare anche il catastrofico inseguimento in metro o quello sul canotto dopo l’attacco al sottomarino, ma quanto sono realmente eccitanti? Si tratta semplicemente di film, dove il giocatore non interagisce con partecipazione, ma di uno spettacolo in alta definizione bello per gli occhi e per la mente di quello che io definisco “hard-becero-gamer”, il tipico giocatore che associa una bella grafica ad un bel titolo! Sembra di tornare bambini, quando facevamo scontrare le hotwheels e immaginavamo delle super esplosioni! Probabilmente, ancora oggi, esponenti di questa categoria, lanciano degli ufo pazzeschi sulla tv, riproducendo l’esplosioni con la bocca.
In definitiva, in poco tempo la campagna single-player mi ha letteralmente spento il cervello, ritrovandomi a giocare per inerzia, in uno stato che possiamo definire di coma ludo-indotto, un caso che la scienza medica non riesce a spiegarsi! L’unica cura per questa patologia, è costringere la vostra ragazza ad alzare la maglietta davanti ai vostri occhi vitrei, ma soprattutto, dopo il risveglio, si consiglia una riabilitazione delle onde cerebrali in compagnia di Portal 2.
Ma in fondo COD è multiplayer!!!
Giusta osservazione, la mia critica vuole essere una lama a doppio taglio! Ricordo nuovamente che oltre a essere specificato con vanagloriose citazioni sul retro della custodia, COD vanta già un passato multiplayer di tutto rispetto e rilievo, che oggi ha trovato consacrazione definitiva con un successo planetario.
Il mio giudizio però, in quanto anti-recensione, vuole piegare le regole del sistema, per coniarne di nuove, perché non deve essere il giudizio del redattore a piegarsi ai capricci del gioco, poiché indipendentemente dalla categoria, bisogna giudicare il prodotto a tutto tondo e quindi deve essere lui a sottostare alle critiche, che non vogliono smontare, ma far riflettere!
Ritengo che nonostante il titolo possegga delle ottime caratteristiche, pecchi di aggiornamenti necessari per l’era in cui ci troviamo, non credete?! Sappiamo tutti che gli FPS non esistono più, ma si sono evoluti, parandoci di fronte ad una globalità di generi, idea utopica che vorrebbe formare gameplay dinamici e divertenti – citiamo doverosamente il riuscito Bioshock o … lo cito più avanti, vediamo se ci arrivate! -. Spesso vengono sfornati dei flop, ibridi dai sapori confusi che non sanno di nulla e finiscono con il provocare conati di pareri contrastanti, in lotta con recensioni inspiegabilmente entusiaste – L.A. Noire? Basta, ho inflitto a sufficienza, allora … RAGE! -. Forse la fortuna di MW3 è da imputare ad un gameplay rimasto su canoni semplicistici - pur sfruttando la vanità baldracca da moderna tecnologia - e accessibili anche ad utenti poco esperti!
Qual è il punto allora?
In fondo si parla di competizione, di un multiplayer, anche quello sarà costretto a cambiare ed evolversi. Perché il sistema di crescita del personaggio non può essere più profondo? Non potrebbe essere più difficile diventare dei top player? Perché con la tecnologia di oggi, abbiamo ancora mappe che nonostante i bombardamenti rimangono intatte? Perché la fisica sembra quella del primo COD? Quanti di voi hanno visto avversari “aggrappati” fuori da una finestra con una gamba sul cornicione e una sospesa nel vuoto? Quanti, come me, nonostante fossero dietro una colonna o sotto un portico, sono morti per colpa di un colpo o un’esplosione gestiti da una fisica degna del trashissimo Wanted? Perché MW3 nel multiplayer non è più Borderlands – coinvolgendo anche la campagna - e meno COD? Perché comincia sempre più a somigliare ad un DLC a 70euro? Perché tutti gli anni dovrei comprare un titolo per giocare il medesimo on-line, ma con mappe nuove? Perché sembrano essere diventati così superbi da ritenere di non avere più nulla da imparare da altri titoli – tipo la concorrenza -?
Insomma, considerando i dittami del mio anti-recensionismo, io boccerei MW3, non perché sia un pessimo titolo, ma perché ha molto da migliorare, una fracca di domande a cui rendere conto e un pubblico a cui dare sazio, perché c’è ancora un sacco di gente, che la guerra, la vorrebbe fare in single-player!




Un’anti recensione perfetta e molto molto interessante. Punto per punto, mi trovi sicuramente d’accordo. Ottimo!
Rivolgo un inchino di ringraziamento per i complimenti e arrossisco come il vino che degusto mentre scrivo questo commento pazzo! LOL!
Non so, Kal, credo ci sia qualche vizio di fondo nella tua critica, nel senso che è evidente la diversa strada intrapresa da Call of Duty a partire da Modern Warfare. Da sparatutto “di cronaca”, ovvero basato su scenari ed avvenimenti storici reali raccontati dall’inizio alla fine, è diventato una fiction d’azione a sfondo fantapolitico. Non facciamo però l’errore di considerare necessariamente la prima epoca di Call of Duty come quella più “realistica”: vero è che gli obiettivi di missione andavano a collegarsi ad autentici eventi storici, ma tutto ciò che c’era in mezzo, beh… era game design.
Che successivamente Infinity Ward abbia voluto distaccarsi da questo approccio e creare il proprio scenario di guerra moderna, può essere stata una scelta discutibile, ma per nulla attaccabile sul piano dell’efficacia. Innanzitutto, abbracciare la fantapolitica ha consentito a Call of Duty di schivare il cannoneggiamento mediatico che ha affondato Medal of Honor e disintegrato Six Days in Fallujah ancor prima di nascere. Secondariamente c’è lo spettacolo, ossia quell’approccio stilistico che oltre a mettere gli sceneggiatori in condizione di sbizzarrirsi su tono e scala degli eventi, fa dire ai giocatori “sembra un film”… Queste tre semplici parole messe in fila dietro al titolo di un qualsiasi gioco hanno un effetto potentissimo.
Talmente potente da far registrare al Guinness dei Primati che il gioco col miglior finale di sempre è Call of Duty: Black Ops (http://www.eurogamer.net/articles/2012-02-13-call-of-duty-black-ops-has-best-game-ending-ever-says-guinness-world-records). Black Ops meriterebbe un discorso a parte rispetto a Modern Warfare, perchè di fatto apre nella saga un terzo filone che è quello “fanta-storico”, ma eviterei al momento di perdere il filo della questione.
Bioshock. È un bellissimo termine di paragone quando si vuol parlare dei progressi degli sparatutto nell’epoca attuale, ma vorrei far notare che il suo merito più grande è sempre e comunque di natura stilistica: sono l’ambientazione e l’atmosfera a far spiccare il titolo Irrational, ed attenzione a questi due termini.
Raramente la tematica di fondo (ossia la caduta rovinosa del superomismo) è citata in modo diretto dai personaggi, ma tutto ciò che abbiamo intorno la inferisce con prepotenza, è li ed è impossibile non accorgersene. Se invece ci soffermiamo sul mero plot di Bioshock, ebbene, non è nulla di che.
Gli elementi da RPG calati all’interno della modalità single player caratterizzano sino ad un certo punto l’approccio di Bioshock, perchè comunque le meccaniche di base restano quelle di un comune shooter: cosa dire allora dei tocchi di roleplaying ben presenti anche nel multiplayer di Call of Duty? Selezioni il tuo equipaggiamento, scegli i tuoi perks, ovvero, stai personalizzando il tuo ruolo nel gioco. È vero che poi, sul campo di battaglia tutto finisce per diventare una versione tirata a lucido di Quake III Arena, ma resta un fattore fondamentale: al pubblico piace tutto questo, e credimi, se ne infischia degli scenari poco distruttibili o della fisica approssimativa. Vuole quello e ne vuole sempre di più, al costo di pagare per DLC dalla dubbia sostanza.
Di conseguenza, caro Kal, apprezzo sinceramente il tentativo di decostruire il mito di Modern Warfare ed il tuo appello affinchè la saga smetta di dormire su allori ormai stantii – se non altro, si invita la gente a cercare di guardarsi intorno e scoprire che esistono esperienze diverse, ma anche più interessanti dello stesso CoD. È un peccato, però, che il tuo paragrafo finale si riduca a considerazioni di tipo perlopiù tecnologico e commerciale, perchè su entrambi i fronti la saga in oggetto è sfrontatamente solida (già, nonostante i limiti dell’IW Engine… Non mi pare che ad oggi, l’iperdistruttibilità di Battlefield abbia generato chissà quali dubbi amletici nel grande pubblico). Sono altri gli elementi da cambiare, e pare che la stessa Activision stia iniziando a rendersene conto sul serio (http://www.insidethegame.it/2012/02/10/activision-il-call-of-duty-di-questanno-sara-innovativo-avra-elite-2-0/).
Per intanto, si lasci agli altri lo sperimentalismo e a noi amanti di videogiochi il compito di segnalare a chi ci segue delle buone alternative. Prima o poi, il focolare di Call of Duty andrà morendo di morte naturale.
LA tua riflessione sulla mia anti-recensione è ottima, senza dubbio, ma ricordo che il mio punto di vista – a costo di ripetermi – è quello di anti recensore e quindi devo considerare elementi anche “assurdi” fuori dal coro o contestazioni che possono starci.
Paesaggi distruttibili: no, nulla di trascendentale, ma cominciare ad aggiungerlo ad un gameplay già ottimo e semplicistico, potrebbe essere un primo passo verso un evoluzione non troppo affrettata. Lo sappiamo, quando si trasforma del tutto un gameplay, rivoltandolo come un calzino e nei tempi di rilascio di un COD, spesso si fallisce. QUindi il mio suggerimento è: un tassello per volta, a rendere la distruttibilità complicata, ci penseremo più avanti!
Trama: il cambio di direzione, come lascio intendere nella piccola bio del titolo, era obbligato, i racconti di guerra erano finiti e il “fanta-politico” era obbligato, ma è stato partorito nel modo sbagliato ( mi riferisco sempre a MW ). Siamo andati a – e mi ripeto – cercare di bissare le atmosfere della WWII inscenando una WWIII, ma non sono stati abbastanza capaci e penso sia una montagna di eventi e intrecci che si susseguono e poca sostanza.
Sembra un film: diavolo, appunto! Ok che sembri un film, ma è un prodotto interattivo, devo esserci anch’io e mi faccio sentire su questo concetto, è troppo bello da vedere, ma non da giocare e non essendoci una trama coinvolgente e che ha molto da imparare a Tom Clancy … direi che lascia il tempo che trova!
Piace al pubblico: sì, assolutamente e non l’ho negato, il successo di COD lo celebro io stesso fin dalla prima riga, ma è giusto essere critici e costruttivi, il punto è che è lo stesso COD, non c’è nulla di realmente nuovo.
Al grande pubblico piace, certamente, ma penso siano vicini ad una rivoluzione obbligatoria, considerando che la trama … non è Assassin’s Creed!
Bioshock e Borderlands: Il primo, esempio per il suo gameplay, influenzato molto dall’atmosfera, ma decisamente geniale. Incrocia un normale fps a piccoli elementi rpg e qualche puzzle game. Era bello combinare con trappole e quant’altro i poteri con te armi.
Borderlands invece è l’esempio perfetto, penso che a livello di gameplay non esista un fps meglio amalgamato con l’elemento rpg e capace di divertire e ingegnare il giocatore. Inoltre la campagna è approfondita da un on-line che permette di giocarla interamente in internet e dandogli una profondità ancora maggiore.
Insomma, il succo di tutto questo era che COD, a mio parere, potrebbe campare ancora sul “hard-becero-gamer”, ma per quanto? Deve cambiare per sopravvivere e diventare più profondo, anche imitando la concorrenza, magari migliorando quello che hanno ideato gli altri.
Infine, ricordo che è un’anti-recensione e si vuole cercare quello che non va in titoli che ricevono recensioni spaziali, ma hanno comunque fette di pubblico contrarie che, spinte da un odio viscerale e da un rigetto a pelle, vedono e soprattutto, ingigantiscono, difetti che a molti recensori sfuggono, presi a tessere odi di giubilo e godimento orgasmico.
Concludo, spero che il progetto possa far piacere e che vengano riprese con questo spirito le mie anti-recensioni!
Guarda…Se qualcuno mi conosce su youtube ormai sa quanta campagna anti-cod sto facendo (negli ultimi anni) xD
Ecco qui un assaggio (il primo) di MW3
http://youtu.be/l9WT0C2lNn4?hd=1
Sono andato a curiosare sul tuo canale e … giochi un botto on-line, ho visto un video su The Darkness 2 che mi ha confuso, perchè parlare solo della co-op online? E’ palesemente uno specchietto per le allodole, giusto per stare al passso con i tempi, il titolo è praticamente solo in single-player.
Detto questo, giusto criticare la co-op e il multy, ma una nuova questione mi scombussola … hai una voce da porno attore o da chiamata hot su canale regionale, ma è un tuo stile? LOL