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I World Cyber Games muoiono: dal prossimo solo giochi mobile [addio sogno eSport?]

I World Cyber Games muoiono: dal prossimo solo giochi mobile [addio sogno eSport?]

Molti di voi conoscono la mia storia. Io sono innamorato dei giochi, ma soprattutto della competizione. Ne è la riprova che, anche ora a 33 anni utilizzo i miei week-end in furiosi tornei di Magic The Gathering, visto che non ho più il tempo per competere ad alti livelli a Starcraft 2 (dove le troverei 2, 3 ore al giorno per allenarmi?). E’ stato l’amore per le sfide ai videogiochi che mi ha reso la persona che sono. Inside The Game, parte del mio passato lavorativo e parte dei traguardi ai quali sono arrivato non sarebbero tali senza questa passione. Anzi, a volerla dire tutta, non sarei la persona che sono se non avessi vinto, nel 2001, le eliminatorie per i primi World Cyber Games, cioè le cosiddette “olimpiadi dei videogiochi”. Fu l’incontro sull’aereo con Jaime D’Alessandro a convincermi di voler scrivere di videogiochi. Se non avessi vinto quelle partite a Milano ora non sarei qui a scrivere. Punto.

Apprendo qualche giorno fa (28 Marzo) la notizia che il suddetto torneo di eSport, Electronic Sports, cioè videogiochi competitivi, considerato il più importante a livello internazionale (anche se su questo ci sono molte voci contrarie) praticamente non sarà mai più lo stesso. Anzi, possiamo scriverlo: i WCG sono morti. Niente più videogiochi per PC o Console; solo “schifose sfide” su cellulari Samsung. Schifose sfide perchè mi dovete dire che skill ci vuole a giocare ai videogiochi proposti per tali device: titoli automobilistici o puzzle game al limite del ridicolo… mi spiace ma una cosa simile va scritta. E io l’ho appena fatto.

Nelle passate edizioni questi titoli erano relegati a mero spazio pubblicitario per i prodotti Samsung, per i telefonini, all’interno di una Kermesse che aveva in Starcraft, Counter-Strike, Warcraft III e altri magnifici titoli competitivi il cuore pulsante. Erano lo spettacolo. Asphalt 4 era “tanto per dare un po’ di spazio ai telefonini”, il resto era “robba seria”… dove i progamer coreani incontravano una volta l’anno i migliori giocatori europei e americani. Anzi… di tutto il mondo, perchè i World Cyber Games erano un festival mondiale, dove il vero spettacolo era l’intreccio di culture, colori e lingue del pianeta.

Questo, a dirla tutta, succederà ancora. Quindi è inutile essere melodrammatici. Probabilmente i prossimo WCG, edizione 2012, non avranno poi un contorno tanto squallido quanto le mie parole vorrebbero descrivere. Ma la portata principale? Vogliamo veramente paragonarli a ciò che sono stati fin’ora?

Ricordate il mio reportage dal WCG 2009 a Chengdu, l’ultimo a cui ho avuto l’onore di partecipare? Se non lo ricordate leggetelo. Fatto? Ma avete capito a cosa ho avuto l’onore di assistere? Cyber Atleti che venivano fermati per strada per un autografo. Partite al limite dell’umano con vere e proprie “macchine” per videogames dietro la tastiera. Emozioni uniche per ciò che, a mio avviso, poteva diventare uno spettacolo televisivo come il poker… solo più intelligente. Sfide dove la fortuna non esiste, dove l’abilità è tutto, la concentrazione estrema e di coraggio devi averne a pacchi.

Tutto questo, da ora, non ci sarà più. E questo non sembra un rumor o un pesce d’Aprile in anticipo di 3 giorni… nonostante sul sito ufficiale non sia apparso nessun comunicato riguardante la notizia.

In una dichiarazione a Cadred.org, uno dei più importanti siti di coverage di eSport al mondo, il CEO dei WCG Brad Lee ha dichiarato, ovviamente mettendola tutta in positivo, che i telefonini e gli smartphone negli ultimi anni hanno conquistato il mercato, che la tecnologia si muove in fretta, che bla bla bla… e che i WCG quindi avranno questa svolta: solo sfide a giochi per cellulari. O comunque: queste saranno le discipline ufficiali.

Tradotto: c’è la crisi, i soldi da “buttare” sono finiti, non vogliamo più organizzare un qualcosa che ha un impatto vero in Cina e in Corea con montepremi a 5 zeri… o come volete intenderla voi. Io trovo che la motivazione che ho appena espresso non sia poi tanto differente dalla realtà.

Insomma compratevi un Samsung e smettetela di buttare anche voi ore e ore del vostro tempo in sfide con il vostro clan al titolo che più vi piace. Spegnete il cervello, tanto non servirà per vincere le eliminatorie del prossimo anno… o forse si, ma non è questo il punto. Alla fine non voglio davvero dire che i giochi che il comitato organizzatore del WCG proporrà non saranno belli o non permetteranno sfide di un certo livello. Non lo so e magari potrei sbagliarmi.

Ciò che voglio dire è che i WCG, come li conoscevo, sono morti e con essi, una parte dei miei più bei ricordi legati al mondo dei videogiochi. Scusate la negatività ma, una volta tanto, mi rode davvero…

Se la notizia dovesse rivelarsi un pesce d’Aprile rivelato in anticipo, io e Kotaku ci saremmo cascati in pieno…

[fonte: Kotaku – The World Cyber Games Sounds Like its done for]

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4 Di risposte a “I World Cyber Games muoiono: dal prossimo solo giochi mobile [addio sogno eSport?]”

  1. Lorenzo-nMe scrive:

    Beh non la vedrei così tragica, perché ad esempio per starcraft ormai c’é un torneo al mese che mette di fronte giocatori di tutto il mondo dal vivo con montepremi astronomici e quindi semmai i wcg si sono trovati con troppa concorrenza, cosa che per il progaming in generale é un bene.
    Negli altri giochi non so come siano messi, ma su starcraft 2 c’è tutti i giorni qualcosa da vedere, ci sono decine di migliaia di persone che comprano i pass per guardare i tornei e ormai tanti giocatori “stranieri” che vivono stabilmente in corea (e coreani che viaggiano per il mondo come non si era mai visto prima…)
    Certo il concetto di olimpiade del videogioco era affascinante, e mi piacerebbe che rinascesse magari in altre modalità e con altri fini che non sia il marketing di una azienda, ma ci vorrà molto tempo, non credo che i tempi siano ancora maturi..

  2. Dix scrive:

    mah…concordo pienamente con l’articolo, e vorrei aggiungere che però WCG sono morti da anni ormai…
    vogliamo dire da quando hanno inserito quel gioco di biliardo ed i cellulari? diciamolo va…:>
    sono usciti dall’ottica esport per muoversi verso quella economica da svariati anni

    hanno anche cercato di avvicinare più persone con quel reality americano, ma che evidentemente è stato un fallimento visto che la terza stagione è stata cancellata

    ormai cosa ci rimane? ^^

  3. Ciao Lorenzo.

    Si chiaro, non la farei così tragica per quanto riguarda la scena internazionale.

    In fondo, di SC tra america, Germania e Corea, stanno facendo veramente 800 tornei al mese di seria rilevanza.

    Ma… l’Italia?

    Non erano i WCG la nostra “unica spiaggia” di esport?

    In un paese dove tutto è morto o quasi… io direi di si. E poi, ci siamo andati avanti dieci anni con questo sogni e ora ce lo tolgono? Insomma: un po’ tragica è.

  4. Lorenzo-nMe scrive:

    Sempre per starcraft, l’unico italiano di livello internazionale già vive in germania (tu poi dovresti conoscerlo bene :)) e partecipa a quasi tutti i tornei più importanti.. La cosa triste davvero è che tolti cloud e in parte maukiller non c’é in italia qualcuno che possa ambire a giocare tornei su quei livelli.
    In italia purtroppo l’esport non ha la presa che ha nel resto del mondo, è un problema cultuale credo…

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