The Walking Dead: Episode One [Recensione]

The Walking Dead: Episode One

  • Piattaforma: PS3, PC, XBox360
  • Publisher: XBLA PSN Steam
  • Software House: Telltale Games
  • The Walking Dead: Episode One [Recensione]

    -A quanto sta oggi lo zombie?
    -400MSPoints a episodio, che fa, le incarto un paio di etti da portare a casa al marito?!
    -No grazie, oggi è venerdì e siamo di magro, magari domani!

    Con questo delirante dialogo da bancarella dello zombarolo presento The Walkind Dead: Episode one, punta e clicca in digita delivery a episodi, che si preoccupa di portare gli zombies della premiata ditta anche su console. I 400 punti necessari all’acquisto non paiono uno scippo e guardando al quadro generale, la totalità di cinque episodi in cui si divide il titolo, ipotizzando che costino tutti la stessa cifra, otteniamo una spesa che può essere associata all’usuale compenso ricercato per un’avventura da scaffale. Arriviamo però alla domanda che porta ognuno di voi alla corte di ITG: ne vale la pena?

    Episode one: A New Day

    Un cell shading curato nei dettagli in primo piano, ma grezzo nel suo complesso, mi guida in una storia horror che comincia come dovrebbe, sul sedile posteriore di una volante. Il nostro nome è Lee e abbiamo la tipica espressione di chi quella mattina o forse quell’intera settimana, avrebbe fatto meglio a dormire. L’intro ci da la possibilità di acclimatarci con gl’intuitivi controlli e un sistema di risposte dinamico, che rimette nelle mani del giocatore la penna del destino. Una barra a tempo impone una frettolosa selezione delle giuste??? risposte e la localizzazione in inglese rende solo più ansiosa la scelta. Il Woody Allen che c’è in me scalcia per un valium. Nemmeno il tempo d’ingoiarlo, quando in uno schianto il delirio assume connotazioni macabre e riprendiamo a palpitare per i primi quick time event, che seguendo una struttura non troppo articolata, non troppo classica e non troppo varia, tengono alto il livello di tensione durante le fasi concitate, alternandosi alle calme riflessività tipiche del punta e clicca, ma anche del genere horror.

    L’inchiostro nel calamaio del fato fatica a prosciugarsi e i disegni paiono sempre più lontani e oscuri. Le nostre scelte assumono connotazioni futuristiche, lasciando ai prossimi episodi l’incombenza di mostrare quanto siamo stati imprudenti e quanto lungimiranti. L’incontro con una coriacea bambina si pone come specchio di verità per i nostri demoni e gli eventi paiono trascinarci pian piano ad affrontare la nostra colpa. Dei protagonisti convincenti e comprimari delineati da anni di film dell’orrore, segnano un punto a favore dell’intreccio che senza dubbio guadagna la fiducia del giocatore.

    Personale postilla. Giocando e concentrandomi sulla localizzazione inglese, mi sono curato anche del doppiaggio. Spesso ci si lamenta dei nostri e devo dire che in campo videoludico capita spesso di trovare doppiatori buoni a fare da rumoristi per il solitario di windows o spider, ma in quel caso si parla di maestri. Ricordate Half Life 2, distrutto da una squadra di abomini del doppiaggio? Per anni, al solo pensiero, sono caduto in trip così intensi da farmi risvegliare privo di senno in mezzo al gamestop con le vesti stracciate. Grazie a dio ho dimenticato con The Orange Box. The Walking Dead, si presta a un esempio opposto, un eccezione pronta a confermare la regola. La recitazione dei doppiatori non suona le
    trombe del trasporto emotivo e a mio parere molte battute sembrano dette freddamente. Semplicemente asettiche, senza infamia e gloria. Domanda che farete anche voi e che nella mia testa suona legittima: come giudicare un doppiaggio di una lingua che non è la nostra? Risposta: proprio per questo chiamo questo sproloquio una postilla!

    L’incubo e l’orrore sono sempre un ottimo strumento per sintetizzare piaghe sociali in metafore catastrofiche. Lo zombie, il mangia uomini, guidato dal suo istinto animale, porta a galla il lato primordiale dell’uomo e di come sia capace di  mettere in luce la sua parte peggiore, quella votata all’egoismo e alla legge del più forte. Mors tua vita mea, come si suol dire. In contrasto s’innalza quella migliore, che lo vede caritatevole, razionale, lucido e capace di atti di coraggio anche quando in torno a lui Roma sta bruciando.
    The Walking Dead, anche in questo punta e clicca, si mostra capace di portare questi temi, offrendo un gameplay semplice, intuitivo e divertente. La tensione è perennemente palpabile e diventa un muro da scalare viscido di sangue e sudore nelle situazioni concitate. Le circostanze tipiche del genere, soprattutto quelle cinematografiche, ritornano e diventano ottimo spunto di gameplay, concretizzando quello che avremmo sempre voluto provare guardando un vecchio film di Romero o la stessa serie televisiva. Una giostra macabra di denti marci e carne in putrefazione compone la ruota panoramica che ci porta a esplorare il mondo in decomposizione di The Walking Dead.

    [Nota: per chi volesse saperne di più riguardo l’acquisto del titolo, vi rimandiamo al sito ufficiale]

    Inside The Game

    • Ottima trasposizione del genere
    • The Walking Dead
    • Punta e clicca ... vero!
    • Cell shading curato ...

    Outside The Game

    • Audio non entusiasmante
    • ... solo nei primi piani!
    Voto:

    Interessante

    Come valutiamo i giochi

    Questo post è stato scritto da:

    - ha scritto 574 articoli su Inside The Game.

    Contatta l'autore

    Commenti

    Commenti

    2 Di risposte a “The Walking Dead: Episode One [Recensione]”

    1. Pablus scrive:

      Mi fa piacere leggere questa prima parte.
      Ti toccherà provare le restanti e convincermi all’ acquisto del blocco :)
      Per ora osservo da lontano mentre i morti avanzano…

    2. Kal-El scrive:

      Per come si sono messe le cose sarà un piacere seguire la saga e giocare questo punta e clicca. Più che recensioni, diventeranno upgrade della recensione corrente o qualcosa di seriale! Chi può dirlo!

    Trackbacks / Pingbacks


    Rispondi