World of Battles: Morningstar, la strategia della noia [Recensione]

World of Battles: Morningstar

  • Piattaforma: PC
  • Publisher: Frogwares
  • Software House: Frogwares
  • World of Battles: Morningstar, la strategia della noia [Recensione]

    Come può iniziare, proseguire e terminare una recensione di un videogioco se già dal titolo notiamo una certa tendenza alla negatività ? Beh, i miei presupposti erano molto buoni: apertura mentale, portatile nuovo per mettere tutte le opzioni al massimo, videogioco free-to-play da Steam, etc…eppure nonostante tutto la delusione è stata importante. World of Battles: Morningstar è, almeno sulla carta, un RTSMMO, ovvero (per chi non mastica questi acronimi) è uno strategico in tempo reale volto ad un contesto di gioco online. L’idea era buona, l’impostazione Dark Fantasy pure, ma il titolo dei Frogwares non riesce a spiccare, perdendosi tra le nebbie della mappa di guerra nel più classico e abusato “mare di noia”. Quindi salite sul vostro destriero preferito, accendete il vostro MP3 e seguitemi all’interno di un titolo del quale, veramente, se ne sentiva ben poco la necessità.

    Appena avviato il gioco ci troveremo a dover scegliere quale comandante interpretare, andando anche a scegliere in concerto la nostra fazione nello spettro morale. Ovvero tra il fulgido fronte del Bene: Cavalieri, Nani e [personaggio bloccato]; il buon vecchio Caos: Barbari, Amazzoni e [personaggio bloccato]; ed infine il sempreverde fronte del Male: Elfi Oscuri, Non-Morti e Sciamani. La scelta ovviamente influenzerà il design e le abilità di partenza del nostro esercito, ma non aspettatevi nulla di troppo entusiasmante. Anche perché, fatta eccezione per qualche potere magico ed il design delle creature più grosse, avrete delle serie difficoltà a distinguere fra le varie fanterie o cavallerie. Ciò è dovuto anche ad un grafica che non emoziona mai, con mappe anonime e già viste, dove la pioggia è la compagna preferita. Il tutto è mosso dal PATH Engine, la sua versione aggiornata certo, ma nulla che si discosti troppo dall’esperienza grafica di Titan Quest. Anche le animazioni sono realizzate in maniera approssimativa, con scontri caotici e poco visibili, con punte di sana ridicolezza. Mi riferisco a situazioni in cui due blocchi di unità si scontreranno frontalmente; in tale situazione vedremo combattere solo la prima linea mentre le retrovie resteranno a fare due chiacchere su come è andato il Campionato calcistico in Italia. E in questo piattume visivo si va ad inserire anche il comparto audio con musiche di sottofondo che restano sempre e perennemente anonime e poco entusiasmanti (quando non sono fastidiose). Per non parla dei suoni di battaglia o di spostamento delle truppe perennemente uguale e monotematico. Possiamo muovere interi plotoni o giusto tre cavalieri con uno scudiero di compagnia, il suono sarà il medesimo.

    Facendo comunque un accenno all’aspetto “strategico” che un RTS dovrebbe avere, World of Battles si dimostra un titolo tipicamente old school con la sua filosofia del “grosso esercito schiaccia piccolo esercito“. In pratica la classica forza bruta dei numeri contro qualsiasi raffinata strategia che non sia la semplice carica di cavalleria contro le unità di arceri. E questa cosa diventa imbarazzante e fastidiosa durante gli scontri multiplayer. Ma parliamo un attimo delle missioni in singolo prima di addentrarci nei meandri del gioco online. Se volessi essere brutale e diretto commenterei quest’ultime con: LA NOIA!!! Ma stiamo facendo una recensione quindi dettagliamo un atimo. Le missioni andranno dal: “distruggi i nemici” a “distruggi i nemici”, passando per “distruggi i nemici”. Con variazioni estremamente fantasiose nelle descrizioni per giustificare questa pedissequa azione. Il peggio mi è capitato in una missione in cui dovevo difendere un cavaliere nel suo girovagare in una mappa, ovviamente il cavaliere ha pensato bene di scegliere il percorso più lungo, assurdo e pieno di nemici, per il semplice gusto di far partire degli scontri. Queste missioni serviranno solo per prendere un po’ di punti esperienza e qualche moneta d’oro per comprare e potenziare le unità con nuove armi e armature, che ben poche volte si sono dimostrate realmente utili negli scontri. Ma arriviamo agli aspetti online…e quì mi altero pesantemente. Dopo aver fatto qualche partita mi rendo conto che il matchmaking viene fatto semplicemente a caso o con il criterio del: “chi è disponibile“. Infatti dopo qualche secondo di attesa verremo portati su una mappa con altri 7 giocatori, divisi in due squadre da 4, scoprendo quanto siano sbilanciate. Durante una partita sono finito a fronteggiare 4 giocatori che avevano degli eserciti immensi, ben 6/7 volti più grandi del mio. E sfortunatamente nel mio gruppo non c’erano grandi truppe…risultato: siamo stati arati ben prima dei 10 minuti per scontro. Sono andato a leggermi le statistiche sommandomi il totale degli scontri vinti dalle due squadre per cercare di capire ed è stato subito palese il dislivello. La somma delle partite vinte dal mio gruppo era 30, mentre il team avversario arrivava a ben 318…dalla serie: “ti piace vincere facile?“.

    Cosa posso dirvi se non: statene alla larga. World of Battles è una delle esperienze più noiose sulle quali ho avuto la sfortuna di capitare e ancora ringrazio il cielo che fosse un free-to-play. Non oso pensare a quanti santi del paradiso avrei fatto scendere a suon di improperi qualora avessi speso qualche euro. Ovviamente se volete comunque dargli una possibilità lo trovate su Steam, ma poi non dite che non via avevo avvertito

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    • Grafica e sonoro anonimi
    • Strategicamente pessimo
    • Matchmaking sbilanciati
    Voto:

    Delusione

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