Giocando a Jetpack Joyride sono ritornato ai ricordi semplici. Quelli del pane e Nutella, della Speedy Pizza accompagnata dall’Estathè e dalla sua cannuccia smussata che, a volte, non voleva saperne di vincere lo strato adamantino che ricopriva la zuccherina bevanda. Inevitabilmente sono stato assalito da una voglia incontrollata di merenda post-scuola e di tornare per strada a contare i passi di un rigore come solo Baggio sapeva fare con scaltra presunzione.
Un titolo dal gameplay semplice, privo di lazzi, ma capace di mostrarsi sempre vario, nuovo e desideroso di proporre sfide antibiotiche votate a curare la febbre da trofeo tipica della console. Halfbrick, contrariamente a un monotono ma misticamente virale Fruit Ninja, riporta nel single player il concetto di sfida e con un Vulcan Jetpack ci fa volare attraverso un mondo cartoon assuefacente, dotato di un design retrò tipico della sala giochi e dell’insert coin.
Il device monotasto per eccellenza, in un gioco d’ironia, ospita un titolo monotouch, chiedendo ai giocatori l’impegno della loro abilità. La rigiocabilità è il fulcro di un videogame entusiasmante e privo di azioni alienanti presenti in molti gameplay contemporanei, che hanno costretto il nostro settore a usare parole come “meccaniche di gioco”. Entratomi sotto pelle per osmosi, leggendolo, richiama un Tempi Moderni in versione nerd. Dinamismo e coinvolgimento del giocatore arrivano senza l’utilizzo di controlli futuristici o “casual gamer” da strumenti kinecchettiani.
Perché tante celebrazioni e poca sostanza in questa breve recensione? Perché Jetpack Joyride è un titolo che non ci si aspetta e che non può essere sintetizzato in boriose descrizioni di gameplay.




in effetti il suo divertimento ce l’ha… fino alla 3 ora di gioco dopodichè il titolo è uscito dalla memoria dell’iphone senza rimpianti.
Sì, non è l’opera omnia del videogame, ma esistono produzioni ben più grandi e da scaffale, che riguardo varietà fanno decisamente desiderare. Su ipad e iphone non si cercano titoli memorabili, ma giochi d’intrattenimento. Fra una fermata e l’altra del tram o aspettando la metro o in sala d’aspetto dal medico … questo “giochino” fa anche qualcosa in più, creando una maggiore asuefazione.
La naturale e degna evoluzione dello scacciapensieri
Anni ’80.
Poi ovunque ci sia raccolta di monete il mio cuore cede facilmente…