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Vorrei ma non riesco [quel che Sony pensa ma non sa dire su PlayStation Vita]

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Vorrei ma non riesco [quel che Sony pensa ma non sa dire su PlayStation Vita]

Di quando in quando mi domando cosa aspettino certuni a riversare le proprie traboccanti intelligenze sul nostro forum. Vi rendete conto che anche all’interno dell’argomento apparentemente più banale si cela un potenziale di discussione enorme?!

Prendete questo thread (PS Vita e Nintendo 3DS, due bidoni?). Titolo accattivante, per quanto pretenzioso, che chiama il click. Entri e trovi la solita storia dell’amico saputello che ti ha raccontato questo, quello e quell’altro. Potrai crederci o meno, ma non importa. Il sasso è stato lanciato. Ed è un macigno. Ecco allora che i personaggi più brillanti che bazzicano da queste parti si producono in interessantissime riflessioni. Vi invito a leggerla per intero, sul serio. Non ho spazio per riportarvi neanche le fasi più salienti, ma gli appunti di Tankorr, Fucktotum, Pablus e Dexter meritano senz’altro attenzione.

Tuttavia è la miccia accesa da Brema ed alimentata da Strider che mi ha spinto ad intervenire. Il primo, non a torto, rileva che la colpa di questa fase di incertezza che continua ad attraversare PS Vita sia da attribuire a Sony. Il secondo, invece, ritiene che il vero problema siano le terze parti. Di Strider, però riporto l’intervento per intero.

Ma non è mica Sony il problema, il problema sono gli sviluppatori. Soffermiamoci un attimo sulla macchina:

1) È l’handheld più potente di sempre
2) È il più facile da programmare di sempre (il caso di Oddworld: Stranger’s Wrath convertito in una settimana è emblematico)
3) È quello con il maggior numero di interfacce, quindi adatto a giochi di qualsiasi genere e budget
4) Ha i costi di ingresso più bassi, con il devkit venduto a 1900€ + IVA/VAT ed una documentazione stratosferica già inclusa
5) Creare un gioco di alta gamma per PS Vita costa in media quattro volte meno che su PS3
6) Ha un ottimo rapporto qualità/prezzo al dettaglio

Poichè gran parte dei franchise chiave di Sony è rappresentata nella lineup presente e futura della console, direi proprio che si può escludere la mancanza di fiducia da parte sua. Il vero problema sono gli sviluppatori, che da un lato sono attratti da PS Vita e dall’altro temono la sua diffusione ancora carente… Ma per risolvere questa impasse, da dove si dovrebbe partire se non dai giochi? Servono i Resident Evil, i Monster Hunter, i Rhythm Thief, i Final Fantasy e i Dragon Quest. I rispettivi produttori sanno che ognuno di questi giochi diventerebbe istantaneamente un system seller, e che le royalties di Sony corrispondono ad una frazione di quelle richieste da Nintendo… La paura di rimetterci, però, li attanaglia senza un perchè. Non c’è una spiegazione logica per quel che sta accadendo, sappiamo solo che se il supporto delle terze parti non ingrana all’E3 (ed è difficile che lo faccia), PS Vita sarà nei guai. E sempre senza un perchè.

Ecco cosa avrei risposto io se mi fossi intromesso nella discussione.

Solito vizietto, ossia quello di tirare le somme senza disporre di tutti gli elementi che servono per l’addizione. Più che ingeneroso mi sembra avventato alludere velatamente a pseudo-fallimenti. Come molti hanno già evidenziato, 3DS vende tutto sommato bene, con picchi nel recente passato. PS Vita soffre di ciò che ha sottolineato Marco, leggasi mancanza di titoli di richiamo. Ma Sony ha le proprie colpe, indiscutibilmente.

Perché non te ne fai nulla di un reparto sviluppo coi controghezzi se poi non riesci a far filtrare l’appeal giusto verso il tuo mostro. PS Vita è qualcosa di oggettivamente fenomenale, dati alla mano. Ma ciò non ha mai comportato un automatico idillio, che non a caso stenta ancora ad instaurarsi con gli sviluppatori third party. A Sony mancano comunicatori, checché se ne dica. Kevin Butler lo è, ma per lo più lui si rapporta con noi. Capite bene che per quanto le sue performance possano incidere, il povero Kevin si ritroverà sempre a promuovere qualcosa che, in un’ultima istanza, soffre della comunicazione che più serve, ossia quella con le case di sviluppo.

A certi livelli noi potenziali acquirenti siamo davvero gli ultimi da convincere. Paradossalmente, noi che i soldi li cacciamo contiamo meno di tutti. E’ assurdo che una multinazionale come Sony non abbia compreso tutto ciò. E non mi si venga a dire che ne è al corrente, perché in questo caso il grado di colpa sarebbe ancora più accentuato per via del fatto che non vengono evidentemente prese le dovute misure. Sony, mi spiace dirlo, sta dimostrando di aver perso passione per ciò che fa – e non importa che ciò sia vero, nella misura in cui la stragrande maggioranza delle persone (terze parti in primis) ne è convinta.

Agli albori dell’attuale generazione si sedette sugli allori, e poteva anche starci. Ma dopo un po’ bisogna accantonare certi deliri di onnipotenza e scendere qui sulla Terra. L’impressione è che invece non sia sopravvissuta a certe infelici uscite in primis di Kutaragi, che non a caso dovette abbandonare la nave nel bel mezzo della battaglia. Una visione, anche la più ispirata, è nulla senza l’abilità di veicolarla. Questo manca. A Sony manca un Totò, per intenderci, che sappia vendere la Fontana di Trevi al primo miliardario che passa.

Non a caso, limitatamente a quanto possa elaborare il sottoscritto, non ritengo infondate le voci di certi analisti, secondo cui la compagnia nipponica si stia avviando verso un inesorabile tracollo. Preistescion non è più sinonimo di videogiochi, e i tempi in cui scomodavi David Lynch per gli spot e la NASA per la promozione sono solo un ricordo. Non voglio sparare a zero just for fun, perché sono il primo a dolersi di questo infausto scenario. Ma oramai bisogna arrendersi all’evidenza che molti, troppi, hanno voltato sempre più irrimediabilmente le spalle a Sony. Eppure, se disfatta sarà, un giorno chi si occupa seriamente di comunicazione dovrà valutare attentamente le varie tappe che avranno condotto a ciò.

Tagliamo corto. Chiedetevi come mai una console che per circa due anni, per stessa ammissione di Microsoft, è stata immessa sul mercato con un difetto di fabbrica nel 100% dei casi, è riuscita ad accaparrarsi una fetta così sostanziosa di mercato, siglando accordi incredibili ed erodendo dalle fondamenta un dominio indiscusso come quello PlayStation. Semplice… è stato il lavoro che non si vede a fare la differenza.

A Redmond hanno capito che bisognava andare alla fonte e che nessuna pubblicità avrebbe potuto colmare un gap di quel tipo se il tutto non avesse poggiato su qualcosa di solido. La ragione di gettare Xbox 360 nella mischia ben prima che fosse “pronta” sta tutta lì; nell’aver dovuto corrispondere ad accordi presi con terze parti, ai quali erano state assicurate garanzie, esplicite o meno. Sony è rimasta a guardare, credendo che il marchio si trainasse da solo. Da allora insegue, e come tutti quelli che sono troppo abituati a stare lì sul piedistallo, questa ritrovata condizione appare talmente estranea da non avere idea di come affrontarla. Suvvia, la campagna PS Vita ha fatto ridere.

Che gliene frega alla gente di avere un centro multimediale con sé, quando c’è l’iPad? Hai voglia a spiegare loro che, allo stesso tempo, è anche la console portatile più potente di tutti i tempi. Devi costringermi a comprarla e per farlo non devi vendermi un hardware ultra-performante ma un’idea forte. Ecco, questo manca a PS Vita, e lo dico con sommo rammarico. Pare che al quartier generale la strategia sia questa: “vogliamo che la gente capisca che siamo sempre in ritardo di almeno una mossa!“. Se è così, allora dispongono di luminari in ambito di marketing.

Lo so, non si può più sentire l’idea di somministrare la “cura Jobs” ogni qualvolta si parli di tecnologia e affini, ma l’esempio di Apple ad oggi è il più immediato, mi spiace. Jobs era un paranoico. Poteva anche sedere sul trono del mondo, ma mai perdeva l’abitudine di dormire con la pistola sotto il cuscino ed un occhio spalancato. Nessuno avrebbe lanciato un iPhone asserendo non solo che avrebbe fatto “più cose” dell’iPod (tra cui ascoltare musica) ma che le avrebbe pure fatte meglio.

Nel 2005, mentre PlayStation 2 si sparava le meglio cartucce (God of War, Shadow of the Colossus, Gran Turismo 4, Metal Gear Solid 3, Tekken 5,  Shadow of Rome etc.), Microsoft aveva già da mesi decretato la morte di Xbox, preferendo usare quest’ultima come trampolino per il passaggio che davvero contava. E mentre tutto crollava a pezzi, Redmond si aggrappava alla scala lanciatagli dall’elicottero 360.

Che poi, dico, ma l’esperimento PSP vi è davvero passato così inosservato? Dobbiamo crederci che quella lezione non abbia attecchito? La rinascita di Sony non poteva partire da PlayStation Vita e questo lo sapevano anche loro. Ma come sempre, il problema è a monte. Che te ne fai di settare standard se non sei abile a far credere che ciò lo sia?

Sono favole quelle che vogliono aziende come Apple, Nintendo o chi per loro degli anticipatori dei tempi. Ho una brutta notizia per voi: il futuro, semplicemente, non esiste! Nessuno ci ha dato qualcosa di cui, un giorno, avremmo avuto immancabilmente bisogno. Non si tratta di anticipare i tempi, bensì i propri rivali in affari. Si tratta di pionierismo, che è diverso. Bisogna avere un cervello grosso così, s’intende, ma questo non ha nulla a che vedere con la sfera di cristallo. Smettiamola di vedere tutta questa accozzaglia di menti come dei profeti. Loro non hanno accesso ad alcuna verità a noi sconosciuta. Tuttavia hanno avuto delle intuizioni geniali.

Ma la cosa più importante è proprio questa: che ce l’hanno fatto credere. Vi invito ad analizzare ogni vostro personale successo ed insuccesso, nella vita e sopratutto nel lavoro. Sia chiaro, non sto sponsorizzando alcun manuale finalizzato all’autorealizzazione, che peraltro non ho letto. Ma con un po’ di impegno vi renderete conto che nove volte su dieci si è trattato di un problema di comunicazione. E quasi sempre, detesto farlo notare, è colpa vostra (nostra).

Se PlayStation Vita non decolla, anzitutto in termini concettuali anziché commerciali, è colpa di Sony che non la sa imporre. Scaricare il barile sulle terze parti perché “non ci credono abbastanza” è come accusare chi ti ride crudelmente addosso di averti fatto perdere l’equilibrio a seguito di una tua caduta. Sei scivolato, e per quanto ti dia fastidio ammetterlo, hai fatto tutto da solo, anche se involontariamente.

In un mondo dove Zynga e Rovio non sa più dove mettere i soldi, fa sorridere che qualcuno abbia l’ardire di presentarsi presso un potenziale partner con in mano delle tavole appena consegnategli dai propri ingegneri, ed in più pretendere che queste si spieghino da sé. Se tutti i più grandi ingegneri fossero anche degli impeccabili comunicatori, oggi  cammineremmo con automobili volanti a idrogeno. Ed invece ci spostiamo col Sì Piaggio, la bici o addirittura a piedi – laddove i mezzi pubblici non funzionano – perché non tanto la macchina ma la benzina, alla lunga, costa più del bollo e dell’assicurazione messi insieme.

Sony, la tua fuoriserie è fantastica, meravigliosa, ma mancano le ruote. Hai ancora tempo per affidarti a qualcuno che te ne fornisca di ottime, ma nel frattempo chissà quanti soldi hai spesso per trascinarti d’appresso i tuoi migliori macchinoni con un carro attrezzi. Per non parlare delle mordaci battute che si sentono nei bagni e tra le scrivanie di certi uffici con cui dovresti avere a che fare.

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8 Di risposte a “Vorrei ma non riesco [quel che Sony pensa ma non sa dire su PlayStation Vita]”

  1. Marco "Strider Hiryu" Tinè scrive:

    Una volta tanto, caro Antonio, credo di non condividere il tuo pensiero. Perchè se si fosse trattato di una questione di imposizioni o di comunicazione, anche 3DS sarebbe dovuto crollare miseramente: per stessa ammissione di Nintendo, la console è stata poco pubblicizzata perchè credevano si vendesse da sola. E quando all’inizio non è stato così, Capcom ha comunque fatto uscire un Resident Evil che ne ha cambiato le sorti (insieme al price cut, ok): e invece per quale ragione, quando Sony ha bussato alla sua porta per Monster Hunter su Vita, Capcom si è voltata dall’altra parte?

    Ripeto, il problema sono gli sviluppatori e la loro idea della macchina, che Sony ha cercato in tutti i modi di indirizzare altrove rispetto al solito concetto di “PS3 portatile” nel corso degli ultimi 12 mesi. Con la sua stessa produzione interna, Sony ha cercato di comunicare che a Vita servono più giochi da console portatile: cose come Dokuro, Orgarhythm, Escape Plan, SoundShapes, Gravity Rush stanno li a dire “potete farci anche un Castlevania in 2D, un Rhythm Thief, un Tales Of vecchio stile, persino un nuovo Gumpey EX!” Insomma, ci si può sforzare per comunicare di più e meglio. Ma *tanto* meglio di così? Dubito si possa fare.

  2. “Ripeto, il problema sono gli sviluppatori e la loro idea della macchina, che Sony ha cercato in tutti i modi di indirizzare altrove rispetto al solito concetto di “PS3 portatile” nel corso degli ultimi 12 mesi”.

    Siamo d’accordo, invece, Marco. Solo che io sono meno propenso all’accondiscendenza e continuo a credere che la responsabilità sia quasi interamente di Sony.

    Citi, giustamente, il caso di Nintendo col 3DS, ma non ci sono analogie. Entrambe le campagne mi sono parse deboli, né Nintendo avrebbe potuto ingranare senza certe spinte. Ma, caro Marco, sai bene che erano le premesse ad essere profondamente differenti.

    Parliamo di marketing, quindi di stati mentali. Senza DS e Wii non esisterebbe alcun 3DS e non perché quest’ultimo concettualmente impensabile senza i primi due. Sostanzialmente si tratta di stati mentali indotti, di ‘immagine’, se vogliamo essere più banali.

    Nessuno credeva che Nintendo potesse realmente cavare un ragno dal buco con quelle due console, salvo poi doverci tutti ricredere dopo davvero poco tempo. Tali risultati hanno fatto sì che l’azienda di Kyoto fosse permeata da un’aura particolare, quasi che loro avessero tra le mani il Santo Graal. A conti fatti anch’io, se fossi un grosso sviluppatore, scommetterei su qualunque loro nuovo hardware, perché al di là di ogni ragionamento loro hanno avuto ragione negli ultimi sette anni.

    Il problema di Sony, come spero si sia capito da ciò che ho scritto, comincia da lontano e non lo si può analizzare esclusivamente alla luce di quanto si sta facendo con PlayStation Vita. A mio parere ciò che più “trattiene” le grosse major, specie in un periodo non proprio roseo come quello attuale, è investire su una console la cui proprietaria negli ultimi anni ha clamorosamente arrancato.

    Il problema di queste major, ergo, non è a console in sé ma proprio Sony. Sai come si dice dalle nostre parti: “fatti fama e u’ocucchiti”, e questo è uno di quei casi. Forse Sony ha fatto e sta facendo tutto il possibile per rendere appetibile alle terze parti il proprio gioiellino, ma non è palesemente abbastanza. Posso solo immaginare quanto debba essere scomoda una simile situazione, ma qualora non dovesse sbloccarsi PS Vita potrebbe seriamente fare un buco nell’acqua.

    Diciamo che Nintendo aveva parecchie credenziali in più su cui contare, come se fossero dei jolly. Quando questi verranno meno, o ci si reinventa un nuovo fenomeno di costume oppure si soccombe sotto i colpi della mancata trasmissione di idee che contano. Oppure ancora lavori bene con quello che ad oggi hai.

    A Kyoto hanno fatto una figura barbina con quel netto taglio di prezzo al 3DS, gestendo pure male il conto in sospeso che avevano con tutti gli acquirenti della prima ora. Ma nessuno mi toglie dalla testa che tutto ciò fosse un rischio calcolato, che Nintendo si è potuto permettere alla luce degli ultimi anni di sconfinati successi. Sarà eticamente deprecabile, ma non penso che interessi a molti.

    Per esempio, se io fossi a capo del dipartimento marketing di Sony, non prenderei nemmeno in considerazione l’idea di abbassare il prezzo di PS Vita. Al di là dei costi di produzione, quello attuale mi pare già abbastanza competitivo. E’ altrove che lavorerei, e su questo la pensiamo esattamente allo stesso modo.

    E’ inutile che la vendi a 150 euro se tutto il resto rimane invariato. Ma adesso che è sul mercato, a Tokyo faranno ancora più fatica. Perché un conto è prendere accordi preventivamente, un altro è dover portar avanti un progetto che ancora arranca mentre le persone che cerchi di coinvolgere ti sventolano davanti al naso dati che condannano te ed i tuoi ottimi ingegneri.

    Lo so, è un circolo vizioso, diabolico per certi aspetti. Le terze parti che attendono esiti commerciali assurdi prima di muoversi, mentre quest’ultimi non possono verificarsi finché le maggiori software house non fanno loro il primo passo.

    Ma ripeto, il problema viene da lontano. Non è troppo tardi, ma se prima sarebbe bastato un buon piano, oggi serve la trovata del decennio – che paradossalmente potrebbe anche essere rappresentata dalla più semplice delle mosse.

  3. io posso solo dire la mia: non compro nè comprerei mai un 3DS o una PSVita, mentre forse (e dico forse) opterei per la duttilità di un tablet. Non si possono paragonare i titoli perchè quelli per console hanno una completezza e una compattezza di certo diversa dal 90 % delle uscite su tablet, che resteranno sempre penalizzati dalle modalità di controllo, approssimative e poco ottimizzate per titoli più complessi di un Angry Birds di turno. Anche perchè sul discorso prezzi bisogna riflettere ad ampio spettro: i titoli Vita o 3DS costano molto di più, ma l’investimento per un tablet è minimo 2 volte superiore… sarà che ho abbandonato più che volentieri l’universo portatile, ma è una disfida che tutto sommato deve ancora scoppiare in senso assoluto…

  4. Gidantribal scrive:

    Vallo a trovare il bandolo della matassa, magari ce n’è più di uno. Io ho preso la mia psvita al dayone in barba a quanto potrà vendere o a quanto gap potrà avere con 3DS, non mi importava con psp, non mi importa ora. Con psvita ci si aspettava numeri da capogiro da subito e invece la corazzata sony subito dopo il varo ha incontrato la bassa marea e si è arenata, di sicuro ha bisogno di titoli che la rendano più accattivante perchè per quanto visto sony ha tirato fuori i suoi brand più famosi dimenticandosi però che servono anche progetti nuovi. a quando l’alta marea lanciata dalle terze parti?

    Da notare che sony questa volta, a differenza di quello che ha fatto con PSP, si è concentrata prima a presentare psvita come console portatile e solo successivamente ricordare che ha anche funzioni multimediali, che avesse bisogno del contrario questa volta?

  5. Sono tendenzialmente d’accordo con Antonio, anche se secondo me le colpe di Sony ricadono soprattutto altrove, visto che come ci insegna mamma Nintendo, convincere le terze parti a sviluppare per una macchina può essere molto difficile, ma spingerle ad innovare e rischiare può essere praticamente impossibile.
    Sony avrebbe dovuto implementare da subito il remote play per spingere le vendite, ma da quell’orecchio pare proprio non sentirci (chissà perchè… :) ), e dovrebbe favorire e sostenere gli indie games, che possono mostrare ai grandi sviluppatori cosa si può davvero fare con la PSVita.

    La questione comunque è pregna come sempre per gli articoli di Antonio, e per quanto mi riguarda mi riservo di ritornarci nel prossimo “Like Suicide”, che per cause di forza maggiore è ancora in sospeso e che spero di poter pubblicare per il post-E3…non vorrei che qui si rimanesse a corto di flames! :)

    • Marco "Strider Hiryu" Tinè scrive:

      Ma secondo me, non è neppure questione di spingere chicchessia a rinnovare. PS Vita ha bisogno di un gran catalogo, e guardando alla softeca DS, i titoli realmente innovativi non sono poi così tanti. Serve l’occasionale gemma, è vero, ma che si collochi in un mare in cui il giocatore ha l’imbarazzo della scelta.

  6. Anto' scrive:

    La comunicazione è fondamentale, un altro esempio è il Wii… Nintendo ha venduto milionate facendo(ci) credere che il wiimote fosse un controller rivoluzionario, che la console fosse indirizzata a tutti indipendentemente dall’età, sesso, esperienza videoludica, ecc.

    però è vero anche quello che dice Marco: senza la “ciccia” (toscanismo :D ) è dura… ovvero, senza scoprire l’acqua calda, sono i GIOCHI ad essere fondamentali…

    se compro una console voglio giocare, della multimedialità e tutte le cose limitrofe mi interessa il giusto (anzi, a me personalmente zero)…

    sennò prenderei un tablet o uno smartphone…

  7. Guai se ciò che scrivo “chiudesse un cerchio”, quale che fosse. Quindi, Renato, mi andrebbe più che bene l’idea di averti fornito qualche ulteriore spunto in funzione del prossimo appuntamento con la tua rubrica. Mi auguro che loro non ti diano tanto da scrivere, piuttosto. ;-)

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