E’ passato più di un anno dal quinto “Sony: Like Suicide”, che a suo tempo dedicammo al down del PSN e al furto di dati sensibili subito dalla casa giapponese.
Nonostante le dimensioni del tonfo siano state indubbiamente immani -specie a livello d’immagine- fortunatamente possiamo dare atto a Sony di aver tutto sommato retto bene il colpo, cosicché oltre a poter continuare a giocare con soddisfazione con la mia PS3 oggi posso trovarmi nuovamente qui a parlare di nuove, discutibili strategie messe in atto da Kaz Hirai e soci con somma gioia dei fanboys di mamma Sony.

Fanboy:
1. A person who is completely loyal to a game or company reguardless of if they suck or not.
2. A pathetic insult often used by fanboys themselves to try and put down people who don’t like whatever it is they like.
3. See ‘fool’ or ‘SEGA’. [fonte: UrbanDictionary]
Il down del PSN, dicevamo; uscita dal succitato periodo di crisi Sony ha poi mantenuto un profilo relativamente basso per quel che riguarda la PS3, concentrandosi invece sul lancio di PSVita, una gran bella macchina che porta con sé un buon potenziale di vendita nonostante la netta ripresa del 3DS dopo l’inedito taglio di prezzo.
Questo non le ha però impedito di fare casini con una delle feature più attese della console portatile in questione: il più volte promesso e sognato remote play. La funzione, che dovrebbe fra le altre cose consentire di giocare i titoli PS3 attraverso lo schermo ed i controlli della console portatile, era già stata una delle principali carte giocate da Sony per spingere la PSP; alla resa dei conti il tutto si era rivelato però poco più che un gimmick: la funzione era supportata da meno di una trentina di titoli, tra i quali i titoli AAA si contano sulle dita di una mano.
Al tempo le motivazioni addotte furono le più varie, prima fra tutte le differenze tra i controlli della PS3 e della PSP, evidentemente carente di uno stick analogico e di 2 tasti (4 se consideriamo anche L3 ed R3), sta di fatto che chi sognava di continuare a giocare Metal Gear Solid 4 seduto sul pensatoio, dovette rinunciare. Lasciando in pace il cadavere galleggiante della PSPGo!, venne poi la prima presentazione della PS Vita, e da subito emersero rumors relativi ad un’implementazione finalmente completa di cross play e remote play, voci che la stessa Sony cavalcò durante l’ultimo E3 per controbattere la presentazione del WiiU ma che, fra smentite e conferme parziali, sono giunte come tali fino al lancio giapponese, avvenuto lo scorso 17 Dicembre.
Fatto sta che oggi, a 6 mesi dal lancio giapponese e 4 da quello europeo, cross play e remote play sono sostanzialmente ancora nel limbo delle features perennemente in arrivo, supportati soltanto una manciata di titoli; i più ottimisti confidavano nell’E3 per vedere finalmente battezzata l’attesa funzione, e ora la schiera dei disillusi sta assumendo proporzioni difficilmente ignorabili.
Ma come mai alla Sony tentennano tanto su un qualcosa che potrebbe assicurare loro un sicuro boost di vendite, oltre a rappresentare un’arma già carica contro un eventuale boom del WiiU?
Ormai ci sono pochi dubbi sul fatto che la macchina sia tecnicamente in grado di supportare la funzione: le differenze dal Dualshock 3 stavolta sono tranquillamente sopperibili tramite l’ottimo touchpad inferiore e su internet ormai girano diversi hack del firmware PS3 in grado d’implementare il gioco in remoto via PSVita ben oltre gli stretti limiti imposti da Sony; d’altra parte produrre una macchina che non fosse stata in grado di gestire quantomeno il cross play, dopo la presentazione del WiiU dello scorso anno, sarebbe stato troppo autolesionista anche per Sony.
L’unica motivazione rimanente per non aver ancora reso disponibile il remote play urbi et orbi è quindi quella economica.
E in effetti non ci vuole molto a capire che la creazione di un parco giochi ‘ibrido’ di titoli per PS3 giocabili anche su PSVita via cross/remote play significherebbe perdere una parte non irrilevante degli introiti derivanti dalle proprie serie principali, che tra porting e spin-off sono sempre una manna sicura e a breve termine a cui è difficile rinunciare, anche a scapito della sopravvivenza di una macchina e del suo potenziale sul medio-lungo periodo.
Coraggiosamente in attesa che sia la Nintendo a fare il primo passo lanciando la sua console per vedere come va e -solo in caso di necessità- aprire poi finalmente i canali di comunicazione fra Vita e PS3, Sony fa quindi il minimo sindacale, concedendo il solo crossplay con il contagocce e trattandolo alla stregua di una feature eccezionale legata ad alcuni fortunati giochi piuttosto che una pluri-promessa funzione delle macchine su cui questi girano. Ancora una volta sembra tirare i remi in barca ed affidarsi ad un modo di ragionare vecchio ed un po’ ottuso che mira ai soldi “sporchi & subito”, anzichè farsi portabandiera di nuove idee e cavalcare l’innovazione prendendosi qualche rischio (Kutaragi dove sei?) in un mercato in cui -seppure molto lentamente- i limiti tra le piattaforme stanno diventando più labili, vedasi anche Steam, OnLive e soprattutto Gaikai per il quale la casa giapponese di recente pare aver dimostrato un certo interesse.
Benchè si tratti soltanto di un rumor, peraltro smentito dopo pochi giorni da David Perry in persona, soltanto all’idea di un possibile arrivo della piattaforma di cloud gaming via browser del fondatore di Shiny Entertainment su PS3 e Vita in molti hanno iniziato a sognare: un accordo fra le due aziende potrebbe risultare realmente rivoluzionario e, in linea puramente teorica, potrebbe permettere a Sony di portare sulle proprie console un catalogo di giochi praticamente infinito, polverizzando in un colpo concorrenza, supporti fisici, limiti di piattaforma e persino rendendo superfluo l’arrivo di nuove generazioni di console…oltre naturalmente a risolvere agevolmente il già citato problema del remote play tramite il solo spostamento dei files di salvataggio dei giochi in cloud, cosa peraltro già possibile per gli utenti Playstation Plus.
Rimanendo però con i piedi almeno un po’ ancorati al terreno -d’altronde si tratta pur sempre di un rumor- di tutto quanto elencato qui sopra finora Sony ha dimostrato un certo interesse soltanto per l’eliminazione dei supporti fisici (PSPGo! anyone?), e un’eventuale accordo con Gaikai potrebbe permettere alla casa giapponese di portare su PSN l’intero catalogo giochi di tutte le sue console eliminando problemi di compatibilità e spazio su HDD e fornendo un servizio nuovo e diverso da quello della concorrenza, che potrebbe rendere ragione dell’esistenza del Playstation Plus.
Questo ci da però una buona scusa per andare rivedere come Sony ha gestito finora la retrocompatibilità PS2 sulla Playstation 3: supportata nativamente via hardware dai primi modelli, solo tramite emulazione software dai successivi e infine rimossa del tutto (come diverse altre caratteristiche della PS3 che si sono man mano perse per strada: chi si ricorda il lettore di flash cards? E la possibilità d’installare Linux? E le 4 porte USB 2.0?…) salvo poi veder arrivare su PSN, di recente e senza troppo clamore, un piccolo catalogo di giochi PS2 dotati di emulatore wrapper appositamente configurato. Emulatore che -ovviamente- a Sony non è minimamente passato per la testa di fornire gratuitamente a chi si trova ancora a casa le copie originali dei giochi riproposti. Il paradossale risultato è che ora posso giocare God Hand comprandolo dal PSN, ma se inserisco il disco originale nella console ricevo in cambio soltanto un punto di domanda con su scritto “Dati non supportati”…
Continuando a ragionare in questo modo, [inskindamus mode ON] le prospettive di un Gaikai su console Sony rischierebbero di diventare soltanto un nuovo, ennesimo tentativo di rivendere all’utenza ciò che ha già acquistato in passato; ma se la concorrenza, già colpevolmente avvezza a questo sistema (vedasi la Virtual Console), ha fatto del digital delivery dei vecchi titoli una piccola miniera d’oro, Sony potrebbe andare oltre e, in cambio dei soldi, non corrispondere neanche mezza riga del codice originale del gioco. E il bello è che, come già abbiamo accennato in passato parlando di Digital Delivery e diritti del videogiocatore, potrebbe anche risultare come una cosa buona per l’utente: se comprando la versione cloud del succitato God Hand sapessi che appena installata in salotto un’ipotetica Playstation 4 e loggato sul PSN il gioco sarà sulla nuova dashboard ad attendermi, probabilmente non ci penserei due volte ad acquistarlo una seconda volta. Ma, chissà perchè, temo che non sarà così…o almeno non sarà così fino a quando anche a Microsoft non verrà la stessa idea.[inskindamus mode OFF]
Pur se ho la forte impressione che alla base di questa faccenda ci sia qualcosa di piuttosto concreto, di fatto per ora però è solo fanta-dietrologia, quindi torniamo nel presente ed in particolare all’E3 appena conclusosi. La conferenza Sony, pur sottotono, ha tutto sommato retto bene il confronto con quelle tutt’altro che esaltanti della concorrenza: i giochi per PS3 presentati non sono stati moltissimi e le primizie assolute come Beyond: Two Souls si contano sulle dita di una mano ma in generale il giocatore medio ha avuto quello che aspettava, e ora è più tranquillo perchè sa come spenderà parte dei propri soldi nei prossimi 12 mesi.
Certo, non ho potuto fare a meno di notare la totale assenza del 3D, sconsideratamente uno dei cavalli di battaglia principali dello scorso anno: d’altra parte era ovvio che chiunque avesse un minimo di senso pratico e uno stipendio non a cinque cifre nella maggior parte dei casi ci pensasse due volte prima di acquistare un televisore 3D dotato di occhiali quando la tecnologia è ancora in piena evoluzione; allo stesso modo ho provato amarezza nel vedere che il Playstation Move, dopo gli annunci in pompa magna e le immancabili delusioni sgranate come un triste rosario (chi ha detto Sorcery?) in questi due anni, è stato ormai quasi del tutto relegato ai titoli per bambini.
Ad ogni modo una conferenza più che decente, dicevamo, se non fosse per la sensazione che mancasse qualcosa…qualcosa di importante…
Per capire di cosa si tratta, facciamo un piccolo gioco delle parti; dunque, mettiamo il caso che io fossi quel trottolino americano senza collo di Jack Tretton o addirittura il suo diretto superiore, quel Kaz Hirai che passerà alla storia per un annuncio imbarazzantemente enfatico e poco altro; mettiamo anche il caso che io dovessi rilanciare una console portatile che, nonostante le indubbie potenzialità, a sei mesi dal lancio giapponese fatica a prendere piede ma, per motivi misteriosi-ma-neanche-tanto, per il momento mi rifiutassi ostinatamente di implementare l’unica funzione che tutti attendono dalla mia macchina e che senza dubbio porterebbe un’impennata nelle vendite; mettiamo infine il caso che io debba anche andare all’E3, e approfittare della mia press conference per cercare di convincere tutti che questo è il momento giusto acquistare la mia nuova, favolosa console portatile e che -nonostante i dati aziendali- andiamo forte ed il futuro è roseo.
Ecco. In questo caso, cos’è che sicuramente non farei mancare? Cos’è che nei mesi precedenti la press conference farei di tutto per mettere insieme il più possibile? Cos’è semplicemente che, al di là del remote play, tutti i possessori di PS Vita vogliono?
Facile: i giochi. E invece…
Invece, in modo assolutamente imprevisto, la conferenza ha riguardato prevalentemente la Playstation 3, relegando la nuova arrivata ad un ruolo di secondo piano che nessuno si aspettava e lasciando alle terze parti l’onore e l’onere di presentare nuove IP (come ad esempio l’attraente Soul Sacrifice…fortuna che ci pensa il nostro Strider!), limitandosi ad annunciare prevedibilissimi spin-off di Assassin’s Creed e Call of Duty, oltre naturalmente ad un pluri-anticipato e ben poco esaltante clone di Smash Bros, di cui però si è parlato per ben dieci minuti perchè incredibilmente…dotato di cross play.
Come volevasi dimostrare.




Non sono convinto che il Remote Play rappresenti il nodo dell’intera questione. Certo, sicuramente aiuterebbe perchè WiiU è praticamente fondato su questa caratteristica, e creare una sovrapposizione metterebbe più di un dubbio ai potenziali acquirenti – specialmente in chi possiede già una PS3. Ma il fattore giochi è fondamentale.
Come ho scritto tante volte altrove, a PS Vita servono nuove IP ad alto budget che facciano dire ai giocatori “cavolo, sarebbe fantastico se fosse su PS3!”. E invece è solo li, quindi ti serve necessariamente una PS Vita per giocarci. Nintendo spinge da matti su questo semplicissimo concetto: perchè Luigi’s Mansion 2, perchè Fire Emblem, perchè Bravely Default, perchè Monster Hunter? Ragazzi, non serve studiare marketing, solo un pizzico di buonsenso.
Dopo il successo del DS, ora le console portatili sono un po’ in fase di declino.
Forse ci si aspettava qualcosa di nuovo e “ciccio” che a conti fatti non è arrivato (vedi il 3D nel 3DS), e dopo la presentazione del WiiU secondo me la gente ha iniziato a macinare sogni sul remote play.
E non nascondo che se il remote/cross play ci fosse stato nativamente, anch’io avrei preso una Vita al lancio, e come me molti altri. Ma siccome l’avevano già promesso con la PSP e invece ciccia, stavolta in molti hanno aspettato di vedere se lo implementavano per davvero. A ragione, direi..
Per me il problema di PS Vita è proprio nella concezione di base, ormai fuori tempo massimo.
Mi spiego: quando uscì la PSP, questa era un mostro di potenza tecnologica, era qualcosa da sbandierare con orgoglio, per chi l’aveva.
Ma allora PSP era davvero una perla rara nel mercato tecnologico, e fu da subito presentata come una piattaforma multimediale completa, sebbene ovviamente centrata sul versante gaming.
ormai da allora sono passati anni, e Sony con PS Vita ha riproposto la stessa identica ricetta, solo aggiornata.
Il problema è che il mercato è cambiato. Ci sono gli smartphone, ci sono i tablet. C’è l’iPod Touch allo stesso prezzo.
La PS Vita non può avere ora l’impatto che ebbe il suo predecessore, e puntare proprio sul concerro di “coltellino svizzero digitale” nell’era dell’iPad è stato molto probabilmente un autogol notevole.
Il 3DS vende perchè sia per fascia di prezzo che per concezione è una console “all’antica”, e nell’essere questo ha una sua nicchia commerciale definita che (per ora?) sopravvive.
il discorso è semplice, nella sua brutalità: dai 250 euro in sù un adolescente ormai sogna un iPod Touch o un tablet android, non certo una PS Vita.
Un bambino sogna ancora un 3DS, e costa molto meno.
su Vita, quest’ultimo concetto di tankorr è molto condivisibile. Ed è a questo punto che allora dovrebbero entrare in gioco… i giochi!
Come dice anche Strider, dai a Vita titoli che ne giustifichino l’acquisto, aldilà di quella che è o non è la potenza della console…
non farmi un semplice “mini” Uncharted quando posso giocarmi il “maxi” su PS3… oppure fammelo ma applicando qualche concept anche solo vagamente innovativo, come è stato MGS Peace Walker…
dai un reale senso alla connettività Vita-Ps3, magari prendendo spunto, ta-daan, dal tablet-coso del WiiU…
Era ora inskin che pubblicassi un nuovo “sony: like suicide”
LA sfuriata di Gidan (parte uno?)
La parte da me più attesa della conferenza sony è stata anche quella più brutta di tutto l’E3. Avevo aspettative colossali riguardo a PSvita e sony le ha demolite ironicamente una ad una, annunciando due titoli che di originale non hanno nulla e la compatibilità con i titoli PSone che ormai possiede pure il mio tostapane.
A PSvita servono titoli come gravity rush, che siano freschi e originali, e che mettano psvita alla frusta quanto basta per rendere i suoi titoli appaganti per l’occhio, nessuno qui vuole una PS3 portable credo, io voglio una PSvita, una console portatile che sappia brillare di luce propria, che tramite i suoi dispositivi di controllo e input possa generare dei tipi di gameplay che ps3 non può avere, e se proprio voglio vedere una PS3 portatile, allora da una sorgente wi-fi raggiungo la mia PS3 tramite remote play e mi faccio una partita a Metal gear solid 4. Queste, queste sono cose che sony deve portare avanti, giochi e caratteristiche inedite.
Santo cielo! se fossi un dipendente del settore Ricerca&Sviluppo di sony farei un salto al settore marketing/comunicazione e gli farei una faccia tanta! Non è possibile buttare alle ortiche un lavoro così certosino a livello hardware.
http://www.gamesblog.it/post/36303/gran-turismo-vita-sony-comincia-a-tastare-il-terreno/
non mi sembrano molto intenzionati a “sbloccare” il remote play in futuro, ma a darti la versione dell’altra piattaforma se fai il plus…
ma l’idea che una volta comprato il gioco (quindi la licenza d’utilizzo), hai diritto a giocartelo sulle altre piattaforme in quanto l’hai già pagato, proprio no eh?
non ci sanno proprio fare con l’utenza