I Pensierini di Doll – Episodio 5: “Devi Morì!”

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I Pensierini di Doll – Episodio 5: “Devi Morì!”

Vi avevo promesso appuntamenti più o meno costanti, e che diamine, ci sto riuscendo! In questo episodio si discute di realismo, necessario, non necessario, noioso, divertente e chi più ne ha più ne metta!

E voi? Come vi schierate? Siete per il videogiocare puro e senza complicazioni, o vi lasciate andare ad un “eh, questo è impossibile” davanti ad una acrobazia di Master Chief?

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21 Di risposte a “I Pensierini di Doll – Episodio 5: “Devi Morì!””

  1. Snowvilliers scrive:

    io commento con un bel dipende :) non son uno di quelli che discutono sul realismo dei videogames ma se un personaggio mi cammina così non posso che dire che è una merda!
    [URL="http://www.youtube.com/watch?v=g-9qqO1sBQk"]http://www.youtube.com/watch?v=g-9qqO1sBQk[/URL]

    • Dollmasterz scrive:

      sì vabbè, un conto è non realistico, un conto è sviluppato male! quello è un problema oggettivo e ce sta poco da fa!

    • Dexter scrive:

      Come già dice Dollo, il problema di Lost è… Lost! :D
      E’ un gioco demmerda e bon.

      Per quanto riguarda l’argomento “realismo” in generale credo che qualsiasi gioco non sia e non debba essere realistico. Per fortuna.
      Non sarebbe fisiologicamente fattibile, perderebbe qualsiasi aspetto ludico e diventerebbe altro: simulazione fedele della realtà.

      Un discorso sensato potrebbe essere quello di considerare il “realismo” (APPOSITAMENTE TRA VIRGOLETTE) di un gioco nel suo contesto, cioè dinamiche che siano credibili e possibili in quel mondo e a quelle regole. Altrimenti davvero, ogni titolo dovrebbe essere bollato come ”cacca” perché irreale: Link che rigenera vita trovando cuori falciando l’erba, Snake che infilandosi in uno scatolone attraversa una base militare, Ryu che spara hadouken dalle mani e un qualsiasi protagonista di RE che si cura fumando erba. Nel rispettivo contesto di appartenenza questo ha un senso, ovviamente interfacciandolo al mondo reale no.

      The cake is a lie. :D

      • hiei86 scrive:

        quoto dexterino riguardo al contesto di ogni gioco…

        questo discorso mi riporta al topic su Skyrim e al flame nato lì :)

      • Gidantribal scrive:

        Direi che ci hai preso, il realismo viene limato se non abbattuto sull’altare del divertimento totale, lampante l’esempio dove basta nascondersi dietro al muro per recuperare le energie. Se non fosse così sarebbe più divertente andare a giocare a softair dopotutto.

  2. BlackSilver scrive:

    Il ragionamento è più che giusto, il realismo è una cosa che apprezzo nella cura dei dettaglia, nella fisica, nel sonoro, nelle movenze dei personaggi e nella resa degli strumenti di giochi (armi e simili)…ma il realismo vero prevederebbe un aumento esponenziale della frustrazione. E comunque uno che ragiona di realismo portando ad esempio un COD deve essere spellato vivo e messo in un barile di sale XD

  3. Non ho mai reputato certi argomenti fini a sé stessi. Se in tanti pongono la questione, vuol dire che ad un certo punto vale la pena affrontarla. Quella del realismo è in generale un “non-problema”, che però sta facendo via via marcire questo settore.

    Ed il punto, diciamocelo apertamente, sta proprio nell’evidente avanzamento grafico. Non scomodiamoci a rincorrere dissertazioni tecniche: nel ’96 Lara Croft aveva i seni conici, oggi pare quasi che possa saltar fuori dallo schermo di quanto è verosimile.

    Perché in fondo, quando giocavamo ad un qualsiasi action, RPG o sparatutto fino ad una quindicina di anni fa, non ci passava neanche per la testa di porci simili quesiti amletici. “Ferita o cicatrice… questo è il problema”.

    Non scorgere i volti e le maglie dei giocatori quando giocavo ad uno dei primissimi FIFA o Sensible Soccer generava un effetto che nessun videogioco di calcio riuscirà mai più a generare. Il sudore, i completini che si stingevano, finanche l’espressione di un giocatore deluso o euforico venivano delegati all’immaginazione. E tutto era più bello.

    in GTA 2 prendevo atto del filmato iniziale, un vero e proprio corto cinematografico. Poi partiva il gioco, telecamera a volo d’uccello, una polpetta di poligoni che si muoveva emettendo solo rutti e peti e tutto assumeva un altro connotato. Mai ci si soffermerà abbastanza su questo specifico aspetto della saga di GTA. Creava uno shock, una sorta di corto circuito che ti riattivava le sinapsi in maniera devastante.

    Il contesto videoludico mi permetteva di vedere l’azione in 2D e dall’alto, ma di viverla in 3D avanzato, percependo il tutto come se fossi al centro di quel tutto. Inutile dire che questo genere di esperienze vanno via via perdendosi sempre più irrimediabilmente, fino alla loro inesorabile scomparsa.

    Oggi il videogiocatore medio è apatico, e mi ci metto anch’io nel mezzo. Non si tratta semplicemente di anagrafe: questo medium sta finendo col contraddire sé stesso. Sono pronto a mettere la mano sul fuoco riguardo al fatto che la stragrande maggioranza di chi gioca ci riesca divertendosi oltremodo. Ma quanti di questi lo fanno con totale trasporto?

    Se il videogioco tende a colmare il gap col reale, senza superarlo, per lui è la fine. Per questo (apro e chiudo parentesi), allo stato attuale mi sembra che le varie periferiche di movimento nascano concettualmente morte. Kinect ci tratta come dei menomati, ma in fondo la sua è una presa di coscienza tutt’altro che infondata: sa che se producesse una fedeltà pari 1/1 con la realtà, il 90% (stima decisamente forfettaria) di noi sarebbe tagliato fuori. Diventerebbe una sorta di aggeggio esoterico, quindi esattamente il contrario di ciò che un videogioco dovrebbe essere.

    Potremmo qui aprire un discorso sull’esoterismo e su quanta profonda aderenza al reale questo abbia, ma ve lo risparmio. Sta di fatto che siamo stati letteralmente ubriacati da vesti grafiche sopra le righe. Ci hanno promesso cose incredibili e si parla ancora di fotorealismo come di una conquista. Tutto il contrario! Il fotorealismo è un cancro mortale per questo settore e che, in quanto tale, va combattuto e ostracizzato al fine di prevenirlo.

    Perché in fondo, ragazzi cari, se io vedo uno come Max Payne, così verosimigliante, così “reale”… ci sta che anche al più distratto dei fruitori sorga il dubbio: “ma come… così ‘vero’… e poi basta appoggiarsi da qualche parte per rimarginare le proprie ferite?! E che è Harry Potter?!”.

    Esatto, non è Harry Potter. Nei videogiochi la magia sembra avere sempre meno cittadinanza.

  4. theswordmaster scrive:

    sacrosante parole!!!!! ormai la “magia” del videogioco è andata scemando… un vero peccato per chi, come noi, si godeva quello spicchio di “favola” che non era altro che prendere un pad in mano (o tastiera e mouse) ed immergersi in un altro mondo, con altre regole…

    e cmq doll, non sapevo fossi di roma… siamo concittadini :)

  5. the game master scrive:

    cavolo… vi immaginate che palle se nel futuro ci sarà (e sicuramente ci sarà purtroppo) il trecentesimo call of duty che un proiettile ti colpisce e muori?. è un cazzo di videogioco non puoi farlo troppo realistico perché la gente si deve divertire! poi ci sono quelli che dicono ” ha no è!! la traiettoria del proiettile non è la stessa di quella di una vera M9!!” io la odio la gente così. in poche parole ho fatto un riassunto del video dei doll! ( PS: ricordo che rainbow six era che in modalità veterano un proiettile e morivi immediatamente! speriamo che non ci siano più dei giochi così noiosi!”

  6. Tankorr scrive:

    Concordo con tutto Doll, come ormai mi pare stia diventando una costante :D

    Ed ha ragione pure Dex quando parla di (pseudo)realismo in un dato contesto.

    cmq per me la magia di allora è ben viva in moltissimi titoli, per fortuna. Proprio titoli in cui, guarda caso, il concetto di “realismo” è molto particolare quando non del tutto aleatorio.

    Un esempio? Killer7.

    un’atmosfera unica, uno stile unico, una storia FOLLE (e) unica, eppure ti muovi su binari.

    Ma è proprio il bello del gioco: in quel gameplay lì a che servirebbe il “realismp” del movimento se non per schiantarsi contro un muro??

  7. Marco "Strider Hiryu" Tinè scrive:

    Sarei voluto essere in mezzo a quei due dottori per dir loro “se pensate che i videogiochi esistano per imitare la realtà, allora non avete capito un emerito pene”. Ma forse son generoso a pensare che sappiano cosa vuol dire “pene”.
    Sono discorsi che per chiunque sia abituato a confrontarsi con altri appasionati di videogiochi, non si pongono nemmeno.

  8. Hizaki scrive:

    E no, se deve essere davvero realistico max payne puo’ morire una sola volta.

  9. the game master scrive:

    aspettate ma volete dire che sono l’unico di milano????

  10. Gidantribal scrive:

    Riguardo al concetto di realismo come la mettiamo con i titoli sportivi?

    Voglio dire, Fifa e PES ad esempio fanno di tutto per portare su console l’emozione di una partita di calcio reale e tutto sommato ci riescono pure bene. :)

  11. Desirè1988 scrive:

    concordo con doll , ha che servirebbe giocare se fosse tale e quale alla vita reale non avrebbe senso.

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