Recensione Dungeon Twister, da board game a videogioco su PS3

Dungeon Twister

  • Piattaforma: PS3
  • Publisher: Hydravision Entertainment
  • Software House: Hydravision Entertainment
  • Recensione Dungeon Twister, da board game a videogioco su PS3

    I giochi da tavolo, che il vero nerd chiama board game, piacciono un casino. Negli ultimi anni ne ho scoperti alcuni davvero eccellenti, che hanno arricchito un sacco di serate tra amici e a volte sono diventati vere e proprie manie. Carcassonne, i Coloni di Catan e Munchkin sono i miei 3 moschettieri e sebbene mi renda conto che probabilmente ero rimasto tra i pochi a non averci fatto nemmeno una partita, ho recuperato in fretta il gap e ora mi considero un pro gamer.

    Ogni tanto qualcuno se ne esce con una nuova scatola colorata, ma questo qualcuno non ha mai cacciato fuori la scatola di Dungeon Twister, board game francese ancora privo di adattamento italiano ma capace di ottenere premi e onori sia in patria che nelle versioni in inglese e tedesco.
    Non è però affatto facile riproporre gli elementi che rendono un gioco da tavolo piacevole in un videogame e probabilmente è su questo che il lavoro di Hydravision Entertainment barcolla un po’ troppo, dimostrando che non sempre un titolo strategico può essere appassionante, riuscito ed avvincente.

    Dato che, come detto, non avevo idea di che cosa stessi per giocare, ho accolto con favore il più classico dei tutorial, solo per rimanerne invischiato per un tempo che mi è parso infinito: 20 missioni esplicative per imparare i rudimenti del gioco, tutte di durata mai inferiore ai 5-10 minuti, hanno davvero messo alla prova le mie sinapsi.
    Il gioco in sè non è complesso: lo scopo finale è quello di guidare 4 eroi (scelti tra gli otto più o meno stereotipati a disposizione) nella zona di inizio della squadra avversaria, evitando trappole, sconfiggendo gli avversari negli scontri e investendo al meglio i due elementi cardine del gioco, i punti azione e le carte speciali.

    Ogni azione, dal correre all’evitare i letali marchingegni a raccogliere oggetti, costa infatti PA e la gestione ottimale permette un turno di gioco efficace, mentre perdersi o gingillarsi avvantaggia chiaramente l’IA avversaria. A sbilanciare il tutto c’è la gestione delle carte, che possono essere sfruttate per ottenere i vantaggi più disparati con un’unica accortezza: una volta sfruttata una, non sarà possibile utilizzarla di nuovo prima di aver giocato le altre.

    Abbastanza complesso ma anche interessante da padroneggiare, Dungeon Twister  soffre terribilmente sotto l’aspetto più strettamente tecnico, con una resa complessiva poco accattivante e animazioni di combattimento troppo scialbe per il 2012. Scontrarsi con l’avversario gestito dal computer è sfizioso solo nelle prime ore di gioco, mentre è decisamente più accattivante la possibilità di allegre scorribande 1 vs 1 online. Una mancanza incomprensibile e davvero letale è quella della sfida sulla stessa console nella comodità del proprio salotto, che rende titoli analoghi fruibili a tutti.

    Come avrete intuito, Dungeon Twister non è certo imperdibile, ma è realizzato con passione e riserva qualche trovata divertente, come le danze di vittoria dei vari personaggi e un certo humor diffuso che lo rende certamente gradevole per chi fosse già appassionato del gioco da tavol… ops! Board game :)

    Inside The Game

    • Personaggi simpatici
    • Buon adattamento dal gioco da tavolo
    • Piacevole contro un avversario umano

    Outside The Game

    • Tutorial più lungo della storia del videogioco
    • L'immediatezza non è il suo forte
    • Animazioni ripetitive e inevitabili
    • Perchè privare dell' 1vs1 in locale?
    Voto:

    Delusione

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    Una risposta a “Recensione Dungeon Twister, da board game a videogioco su PS3”

    1. BlackSilver scrive:

      Concordo su tutto, basta vedere il fatto che dopo alcune ore di gioco ancora non ho finito le missioni tutorial…e certe volte la noia sopravanza a grandi falcate.

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