Sebbene Microsoft e Sony abbiano fatto cosa buona e giusta aprendo le porte dei loro store digitali ai creatori indipendenti, c’è chi reputa questi ambienti ancora troppo scomodi per chi dispone di budget limitati. È il caso di Phil Fish, presidente di Polytron e creatore di Fez, che di fronte alla necessità di risolvere un bug del suo gioco ha dovuto tirarsi indietro. Fish ha spiegato pubblicamente i motivi, nello stile che abbiamo imparato ad associargli:
“Microsoft ci addebiterebbe decine di migliaia di dollari per certificare nuovamente il gioco. Se Fez fosse uscito su Steam anzichè su XBLA, il gioco sarebbe stato riparato nel giro di due settimane e senza alcun onere per noi. E se ci fossero stati problemi con la patch, li avremmo risolti immediatamente.”
Il bug di cui parla Fish consiste nella cancellazione dei file di salvataggio del gioco, ma a suo dire, si tratta di una rarissima occorrenza riguardante meno dell’1% degli utenti:
“È certamente uno schifoso gioco di numeri, ma essendo un piccolo studio indipendente, pagare cifre del genere solo per le patch non ha assolutamente senso. Riteniamo che il danneggiamento dei salvataggi accada a chi ha già completato il gioco o sia molto vicino al farlo. Se non avete già visto gran parte di ciò che Fez ha da offrire, probabilmente non avrete questo problema. Non si manifesta se iniziate una nuova partita. Per chi ha la sfortuna di appartenere a quel ‘meno-dell’1%’, ci scusiamo sinceramente.”
Per parte sua, Microsoft non ha esitato a decinare ogni responsabilità attraverso una dichiarazione su Kotaku, nella quale afferma che si è cercato un accordo con Trapdoor (il principale investitore di Polytron) per ammortizzare i costi sulle patch; la scelta di non supportare ulteriormente Fez, perciò, ricadrebbe solo ed esclusivamente sulle spalle dei suoi creatori. È vero che sulla faccenda delle “decine di migliaia di dollari”, Microsoft ha preferito non aprir bocca - quindi un problema di fondo esiste - ma resta difficile credere che Polytron non ne fosse consapevole in sede di accordo con Redmond. Riteniamo perciò che ci sia un concorso di colpa in quanto è accaduto, e di norma, quel ‘meno-dell’1%’ di utenti danneggiati meriterebbe perlomeno un rimborso: se sono davvero così pochi, Phil Fish e la sua software house non dovrebbero avere alcun problema in questo senso. O magari gli introiti di Fez sono già stati spesi per organizzare un’altra serie di uscite infelici alla Gamescom 2012?




Concordo con il tuo pensiero, su molti siti ho letto il classico e banale attacco a Microsoft oramai rinominata “Impero del male assoluto” il cui unico obbiettivo è il guadagno (quando lo fa Apple invece è perché ama i suoi clienti…potere del marketing). I contratti che stipuli solitamente presentano queste informazioni quindi non si può scaricare il 100% della colpa su Microsoft, che in effetti potrebbe abbassa un po’ i suoi costi di certificazione.
Godo, solo in virtù del fatto che quel verme di fish ha osato dire che i videogiochi giapponesi fanno schifo.