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[Recensione XBLA] Deadlight: luci e ombre nell’estate targata Microsoft

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Deadlight

  • Piattaforma: XBox360
  • Publisher: Microsoft Games
  • Software House: Tequila Works
  • [Recensione XBLA] Deadlight: luci e ombre nell’estate targata Microsoft

    Quando arriva l’estate ho fisiologicamente una certa repulsione per il pad. Potrei dare la colpa al caldo, al richiamo del mare e delle spiaggie, o alla voglia di scrivere di videogiochi sorseggiando un Mojito, piuttosto che di viverli in prima persona.

    Non sarei però onesto se non ammettessi una mia dipendenza, che va avanti da circa tre anni: quella per la Summer of Arcade di casa Microsoft. Il colosso di Redmond riesce puntualmente a regalarmi “una pausa dalla pausa estiva” con i titoli digitali che affollano le vie del Marketplace. E quest’anno, dopo un 2011 dominato dal “mio” Bastion, niente eccezioni, con l’affascinante Deadlight in download dal giorno di lancio e unico titolo a friggere la mia Xbox 360 in queste ore di caldane. Lo stesso Deadlight di cui oggi spolperemo luci e ombre!

    Cocktail dell’estate: Limbo + The Walking Dead!

    Se l’intento dei ragazzi di Tequila Works (giovane software house spagnola) era quello di creare un classico platform game intriso di sangue e delle atmosfere tipiche di una qualsiasi tavola di The Walking Dead, beh, l’obiettivo è stato centrato in pieno. Il team di sviluppo, in cui militano alcuni talentuosi ex membri di Blizzard, Sony e MercurySteam, è riuscito a sfornare un convincente mix tra le meccaniche di gioco del recente Limbo e le atmosfere da survival horror della serie firmata da Robert Kirkman, da cui questo Deadlight eredita anche gran parte dell’intreccio narrativo.

    Vestiremo infatti gli sfortunati panni di Randall Wayne, uno dei pochissimi superstiti alla misteriosa epidemia che si è abbattuta sull’America del 1986, colpevole di trasformare la razza umana in “ombre”, ovvero affamatissimi zombie. Anche qui, come in The Walking Dead, il protagonista si muoverà tra le infestate strade cittadine alla ricerca della sua famiglia, moglie e figlia apparentemente nelle mani del misterioso Nuovo Ordine. Un equilibrio precario quello dell’universo di Deadlight, in cui, tra colpi di scena e un ritmo quasi sempre alto, andremo ad interagire con gli ex compagni di Randall, con un Ratto sfuggente e qualcosa di sicuro più grande di noi. Purtroppo, protagonista a parte, classico anti-eroe dai pensieri fumosi e azioni non sempre ortodosse, le figure secondarie che incontreremo presentano una caratterizzazione appena abbozzata, molto lontana da quel The Walking Dead che già prima abbiamo piazzato sulla bilancia, tra la carne putrida.

    Fortunatamente lo svilupparsi delle vicende si mantiene sempre fluido non solo grazie ai frequenti dialoghi, ma soprattutto poggiandosi sui vari segreti che incontreremo sul nostro cammino, come le pagine del diario di Mr. Wayne, una vera goduria alla lettura. Davvero, per certi versi, mi hanno ricordato (in proporzione) la “scioglievolezza” dei 1000 Anni di Ricordi di quel gioiellino di Lost Odyssey. Di questo Deadlight ho apprezzato la progressione, la cura per i dettagli nel raccontare e nel raccontarsi, pennellando di bianchi e neri i personaggi che andremo via via ad incontrare.

    Sopravvivere al puzzle.

    Platform/survival horror. E’ questa la parola d’ordine del titolo dei Tequila Works, per un gameplay da gioco di piattaforme piuttosto classico, arricchito da qualche puzzle (spesso mortale) e un minimo di backtracking per sbloccare nuove aree e proseguire nella contagiata e contagiosa avventura.

    L’elemento “sopravvivenza” è sicuramente meno presente rispetto ai caratteri da platform game, ma quella “spruzzata” che c’è rende il titolo davvero particolare. Non solo per gli scontri diretti con gli zombie o per le trappole disseminate nello scenario, ma anche e soprattutto per le diverse soluzioni con cui potremo eliminare i nostri nemici. Nulla profuma più di survival di un sopravvissuto arroccato su un tetto, di un uomo solo in corsa verso il tettuccio di un’auto con alle spalle un gruppo di non-morti, di un Randall Wayne armato ora di un’accetta, ora di pistola e fucile a canne mozze, ora di una semplice fionda per far scattare botole, trappole o antifurti. Insomma, diverse soluzioni che mettono nella giusta luce l’arguzia di noi giocatori piuttosto che lo scontro a viso aperto, comunque  sporadicamente presente. Mai abbandonarsi ad attacchi goffi e sconclusionati, sia perché la nostra energia vitale sarà piuttosto ridotta (poi espandibile con i diversi bonus collezionabili), sia per la presenza di un alto numero di infetti già dalle prime sessioni di gioco.

    Qui scatta la prima lieve critica al prodotto madrileno, quella al sistema di controllo. Non fraintendetemi, la mappatura dei tasti funziona alla perfezione, così come l’idea di mirare con l’analogico destro a diverse parti del corpo dei nemici o ad elementi dello scenario, ma ho trovato davvero poco sensibile il movimento. Mi spiego, sarà frequente incappare in morti accidentali per via di un salto mal letto o di qualche risposta lenta del controller. Nulla che renda il tutto meno godibile o giocabile, ma presente tanto da dover essere segnalato. Nulla che, in ultima analisi, possa inficiare il gameplay di un giochillo che per la maggior parte del tempo riuscirà a mantenerci sempre vigili di fronte allo schermo, scemando, causa ripetitività, solo nelle fasi avanzate.

    Un sistema di gioco tanto solido e collaudato si accompagna poi ad un comparto tecnico che fa dello stile la sua arma vincente. Un “2D e mezzo” fatto di chiaroscuri, pennellate di luce e strappi di ombre, di polvere e fumetto, di inchiostri e di carta stampata. Davvero, mi è impossibile criticare un qualsiasi aspetto dell’impatto visivo o della direzione artistica di Deadlight, accompagnata poi da un comparto sonoro non memorabile, ma azzeccato, con i suoi silenzi al punto giusto e i coerenti rumori ambientali.

    Deadlight prometteva di essere la portata più succulenta del menù estivo al tavolo dei Live Arcade, e le promesse sono state ampiamente mantenute. Il più grande difetto del gioco rimane la scarsa longevità, con poco più di 5 ore utili a veder scorrere sul monitor i titoli di coda, che voleranno a quasi il doppio nella caccia a tutti i collezionabili. C’è comunque da dire che, vista la situazione spesso sconfortante di titoli tripla A a 70 banane al chilo, per 1200 Microsoft Point questo è un gioiellino da possedere assolutamente nella propria collezione digitale!

     

    Inside The Game

    • Comparto tecnico e stile meravigliosi
    • Narrazione avvincente
    • Gameplay solido...

    Outside The Game

    • .. Ma fisiologicamente ripetitivo
    • Scarsa longevità
    Voto:

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    10 Di risposte a “[Recensione XBLA] Deadlight: luci e ombre nell’estate targata Microsoft”

    1. Kamina scrive:

      1200 mp sono troppi per un gioco che poi non posso rivendere.

    2. startawell scrive:

      Bravo Andrea. Condivido tuttissimo.

    3. hiei86 scrive:

      ovviamente non ti avevo aspettato prima di prenderlo :) ma dopo un paio d’ore son soddisfatto

    4. hiei86 scrive:

      comunque a mio modesto parere la reattività dei controlli è ai limiti del pessimo… inficia più di quel che pensavo sulla godibilità generale

    5. Dexter scrive:

      Uhm Hiei, io sinceramente ho riscontrato qualche problema solo in alcuni salti verticali. Per il resto il gioco va via liscio sui controlli, magari sono un pelo poco reattivi in generale, ma non so quanto questa sia una scelta o meno. ;)

    6. io ho scaricato la demo e l’accoppiata tra stile e atsmosfera è stata a un passo dal farmi decidere per l’acquisto. Ho resistito e resisterò perchè secondo me non vale 1200 baiocchi, soprattutto per la durata davvero limitata. Mi piace un casino il fatto che gli avversari compaiano piano piano, emergendo magari dallo scenario, così come i tanti dettagli apocalittici di cui , anche dalla sola versione di prova, sembra pieno. Aspetterò un calo di prezzo, non dovesse esserci… peggio per i tequila boys :D

    7. Pablus scrive:

      Bella recensione Andre. A 800 è acquisto assicurato :) Nel mentre ammazzo l’attesa (e non solo) con RED DEAD REDEMPTION e mi scaldo al sole digitale aspettando BORDERLANDS 2 :)

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