Fuori da qualsiasi schema e previsione, la settimana scorsa sono riuscito a mettere le mani su una copia Nordamericana di Radiant Historia. Del gioco sapevo davvero poco, solo due caratteristiche che da sole urlavano “deve essere mio!”, la sua natura di JRPG e gli artwork meravigliosi che mesi fa mi era capitato di ammirare sul Web.
Eccomi quindi, per buona pace delle “linee editoriali”, a (mini)recensire l’ultimo grande titolo Atlus per Nintendo DS, sbarcato solo su territorio giapponese e americano nel Febbraio del 2011, un gioco che è riuscito, da solo, a ricordarmi perché amo così tanto i giochi di ruolo dagli occhi a mandorla.
In Radiant Historia si parla di sabbia, la stessa che molti di noi già calpestano in questi giorni di caldo record e che altri vorrebbero raggiungere per sfuggire all’apatia cittadina. Ma quella del titolo Atlus è poco simpatica, colpevole di aver inghiottito ogni cosa nel continente immaginario di Vainqueur, e pretesto per dare il via alle avventure di Stocke, sullo sfondo di una guerra tra l’impero di Alistel e quello di Granorg.
A guidare le nostre imprese sarà il White Chronicle, vecchio tomo polveroso dai poteri misteriosi, in grado di portare indietro il tempo, caratteristica che si riflette nelle meccaniche di gioco, grazie alla scelta degli sviluppatori di permetterci di rimediare ai nostri errori con una piccola operazione da “baro” nei confronti del destino e della morte. Nulla di così intrecciato come potrebbe sembrare, anzi, il sistema funziona in modo piuttosto intuitivo, andando a colorare una narrazione già di per sé ricca di momenti piuttosto alti, come da tradizione giapponese.
Tradizione che si rispecchia nello stesso gameplay di questo Radiant Historia, con il suo classico sistema di combattimento a turni ispirato ai migliori esponenti del genere strategico. Le uniche e piccole innovazioni arrivano infatti dalla scelta di articolare il battle system su caselle 3×3, che andranno ad ospitare un massimo di 9 nemici a schermo. Obiettivo del nostro party sarà quello di attirare tutti gli avversari su un’unica casella della griglia e sfruttare abilità e tecniche per inanellare combo, un sistema, questo, che regala al gioco un pizzico di strategia e mette in risalto l’astuzia del giocatore piuttosto che un ripetitivo susseguirsi di attacchi e magie. Sarà possibile approcciare i nemici sia con fare aggressivo (attacchi diretti), che con una linea d’azione più prudente, che conferisce al gioco una sorta di anima stealth, sicuramente più vantaggiosa per quanto riguarda i premi ricevuti in caso di vittoria. E’ difficile scivolare nella noia giocando a Radiant Historia, perché gli scontri sono di fatto un crescendo di interesse ed impegno, promossi con bacio “dexteriano”!
Parlando di un gioco nato dalla collaborazione di Hiroshi Konishi al character design e Yoko Shimomura alle musiche, non si può certo rimanere indifferenti ad una direzione artistica che conferisce al piccolo di casa Atlus un fascino orientale tanto particolare da poterci stregare. Di certo graficamente non siamo ai livelli dei migliori esponenti per DS, e ritornare a smanettare sulla consolina Nintendo dopo quasi 6 mesi di 3DS è una sensazione comunque “importante”, ma questo progettino low budget fa dello stile la sua lama più affilata. La colonna sonora, poi, è un capolavoro a sé, e accompagna in un posticino speciale un gioco di ruolo che ha molto da dire e da dare al genere, soprattutto per chi, come me, è predisposto alla scoperta di quei titoli appartenenti alla vecchia scuola e che troppo spesso rischiano di rimanere ignorati nell’attuale generazione di console.
Alla fine il più grande difetto di Radiant Historia è la mancata localizzazione peer il mercato europeo, una pecca che ne preclude a molti la fruizione. Un gran peccato, perché le stelline per il titolo Atlus sono tante, e tutte splendenti!





Attizza.
Potessi ve lo comprerei io e vi costringerei a giocarlo.
E’ da avere!
Il gioco è tornato disponibile dopo essere stato appositamente ristampato da Atlus in seguito alle richieste dei fan. La prima tiratura è rarissima e su Ebay ha quotazioni allucinanti. Bene, quindi, il fatto di avere una seconda possibilità, anche perchè ho avuto la possibilità di provarlo ed è assolutamente un RPG sciolto, facile da giocare ed intrigante nei temi.