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Contrordine: I “videogiochi violenti” fanno bene, parola di esperti [Caccia alle Streghe 2.0]

Contrordine: I “videogiochi violenti” fanno bene, parola di esperti [Caccia alle Streghe 2.0]

Sarebbe fin troppo facile fare un bel balletto denigratore per commentare queste notizie, scagliando al contempo motti salaci con gesti poco raffinati. Ma mi conoscete, preferisco analizzare quello che il mondo ci propone prima di ballare sulla tomba dei ben pensati e dei sempre informati comitati genitoriali a difesa della candida esistenza dei fanciulli. Non una ma ben due ricerche universitarie hanno messo in luce due aspetti positivi che si avrebbero con la fruizione dei terribili-innominabili-degradanti-impestanti “videogiochi violenti”. La prima ci viene dall’Università dell’Ohio (USA) con cui si glorifica l’esperienza cooperativa dei videogiochi, capace non solo di annullare qualunque eccesso di aggressività che l’esperienza “violenta” dovrebbe suscitare ma anche di incentivare il lavoro di squadra fuori dall’esperienza digitale, annullando o calmierando pure gli attriti precedenti all’esperienza (lo studio è stato fatto tra gli studenti dell’università ed i tifosi del Michigan). Non male per una pratica che da sempre viene tacciata di instillare asocialità, introversione e apatia. Dati che hanno portato John Velez, il co-autore dello studio, ad affermare: “Queste scoperte suggeriscono che le ricerche sui videogiochi devono considerare non solo il contenuto del gioco ma anche come i videogiocatori lo giocano“. I giochi utilizzati per la ricerca sono stai i vetusti Unreal Tournament III ed Halo 2, [ironia: ON] entrambi rinomati per la loro truculenza [ironia: OFF]. Se volete approfondire ecco il link allo studio, ovviamente in inglese.

La seconda ricerca invece ci arriva dalle sperdute terre di Sua Maestà la Regina, ovvero la Keele University (Inghilterra). In tale ricerca si è scoperto che i fruitori dei “videogiochi violenti” riescono ad innalzare la loro soglia del dolore fino al 65%. Il test si è svolto sottoponendo due gruppi di giocatori a due tipologie differenti di videogiochi, il primo gruppo ad un non ben definito FPS (ovviamente violento), mentre il secondo gruppo ad un simulatore sportivo di golf. La seconda fase del test invece prevedeva l’inserimento della mani all’interno di una vaschetta piena di acqua e ghiaccio. Il primo gruppo (quello sottoposto alla violenza videoludica) ha dimostrato una resistenza media superiore del 65% in termini di tempo…e quindi di sopportazione al dolore. In pratica lo studio ha dimostrato che il corpo umano reagisce allo stress psicologico apportato dai videogiochi aumentando la frequenza cardiaca e attivando meccanismi di inibizione del dolore.

Beh, piano piano se sommiamo gli aspetti positivi di queste ricerche con quelle del passato noi videogiocatori non ce la passiamo per niente male: maggiore cooperatività, sviluppo del lavoro di squadra, resistenza al dolore, maggiore reattività, migliore risposta occhio-mano, migliore capacità di vedere con scarsa illuminazione, sviluppo delle capacità decisionali e di problem solving…

Manca poco e poi ci toccherà dire che fanno bene e che andrebbero quasi prescritti a livello medico…non male per il medium più odiato di sempre XD

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6 Di risposte a “Contrordine: I “videogiochi violenti” fanno bene, parola di esperti [Caccia alle Streghe 2.0]”

  1. Desert eagle scrive:

    Un punto a favore per i vg in materia di utilita sociale e medica! C’E` ne sono state tante di queste affermazioni scentifiche negli anni ,ma sono finite tutte nel dimenticatoio al contrario delle disgrazie di qui le cause sono state imputate all uso di vg violenti o non! Come il caso del massacro di columbine o allo scandalo rule rose! Anche se quest’ultimo non se lo chiava piu nessuno! Insomma il bene e piccolo e insignificante mentre il male grande e importante!

  2. Lorenzo-nMe scrive:

    Personalmente non credo quando escono degli studi che denigrano i videogiochi e non credo neanche a questo che li esalta, i videogiochi sono un passatempo come un altro, la domanda che mi pongo è: chi ci gioca si diverte ?? si, e allora fanno bene come qualsiasi altro passatempo. Poi ci sono come in tutte le cose aspetti positivi e negativi, o addirittura degenarazioni (tipo quelli che schiattano dopo 3-4 giorni filati senza neanche mangiare) ma questo potrebbe potenzialmente avvenire in qualsiasi sport, sono tantissimi i ciclisti della domenica che esagerano e si beccano un infarto…

    • BlackSilver scrive:

      Infatti anche a me interessano poco, gli unici che ho studiato attentamente riguardano quelli che studiavano gli effetti neurologici sulla produzione di dopamina, capaci di innalzare i livelli di attenzione e quindi ottimi per la sfera educativa (ci ho scritto sopra un pezzo della mia tesi)…diciamo che mi fanno sorridere pensando a quello che altre ricerche volevano provare…ovvero una reazione causa-effetto che nella pratica non è mai esistito.

      E comunque è la frase del dr. Velez che mi interessava di più, ovvero la necessità di studiare il videogioco non solo a livello contenutistico ma anche dal punto di vista del suo utilizzo.

  3. Ero sicuro che quest’articolo era di Blacksilver senza neanche leggere la firma :)

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