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Elite: Dangerous, il nuovo progetto di David Braben, sbarca su Kickstarter [space sim]

Elite: Dangerous, il nuovo progetto di David Braben, sbarca su Kickstarter [space sim]

Nel 1984, i circuiti di un vecchio computer chiamato BBC Micro ospitarono uno tra i giochi più ambiziosi della storia. Elite, opera prima degli allora studenti Ian Bell e David Braben, si presentò con grafica 3D, un vasto universo da esplorare in free roaming con 8 galassie e 256 sistemi stellari, ognuno provvisto di sistemi economici e politici distinti, combattimento spaziale…  Il tutto in un periodo dove sprite minuscoli, high score e vite aggiuntive rappresentavano completamente il mondo del videogioco. Un vero miracolo condensato in uno spazio di memoria minuscolo, appena 22 kilobyte. È facile dunque per Braben arrivare oggi e dire “immaginate cosa riusciremmo a fare con tutta la memoria disponibile oggi!”.

Il suo nuovo progetto è Elite: Dangerous, seguito nominale e spirituale dell’omonima saga, la cui nascita è affidata a Kickstarter per una semplice ragione: questa forma realizzativa consentirebbe agli sviluppatori di ritornare ad un’epoca in cui creavano i giochi per sé stessi, e non in base alle esigenze contingenti degli editori o del pubblico. Non sappiamo quanto ciò sia applicabile ad un team da 235 persone come Frontier Development, ma il concetto di base resta comunque intrigante: la stessa filosofia procedurale che animava i primi episodi di Elite ritroverebbe applicazione nei sistemi moderni, creando automaticamente enormi sistemi galattici in cui ognuno potrà sviluppare la propria carriera da cittadino dello Spazio. Esplorazione, economia e combattimento saranno le fasi chiave dell’esperienza.

Braben afferma di voler raggiungere un senso di vastità paragonabile o superiore a quello dell’ambizioso Frontier: Elite II, usando un sistema di navigazione spaziale più intuitivo (il modello di volo di Frontier risponde alle leggi della fisica newtoniana, risultando estemamente realistico ma anche non semplice da controllare) e mantenendo il classico schema di compravendita su cui si basa la serie. Ciò che caratterizzerà maggiormente Dangerous, tuttavia, sarà la presenza del multiplayer: per la prima volta, Elite consentirà a tanti giocatori collegati di agire nel suo Universo, sacrificando però la compressione del tempo che in Frontier consentiva di viaggiare rapidamente per centinaia di anni luce. Al suo posto, dei portali iperspaziali collegheranno istantaneamente luoghi distanti.

C’è un grande valore storico e nostalgico in ciò che Elite: Dangerous cercherà di compiere, ma l’operazione è ragionevolmente costellata di dubbi: riuscirà un approccio così classico ad affascinare i giocatori di oggi, soprattutto in un genere dove stupire è inerentemente difficile? Forse è per questo che a differenza di operazioni più spettacolari come quella di Star Citizen, la campagna Kickstarter del gioco di Braben procede ad un passo molto più moderato (su 1.25 milioni di dollari richiesti siamo ad appena 391mila, ma con ancora 55 giorni di tempo). Ma sarebbe assurdo, a nostro modesto avviso, non dare ad Elite un’altra possibilità sul mercato, innanzitutto perchè ci sono ottime probabilità che ne risulti qualcosa di epico, ed in secondo luogo perchè bisogna dare ai publisher un segnale che spezzi la loro diffidenza.

Facciamo a David Braben ed al suo Elite: Dangerous tantissimi auguri, ed un incoraggiamento che è anche avvertimento: non deluderci!

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