Le anti-recensioni di ITG: Mirror’s Edge

Le anti-recensioni di ITG: Mirror’s Edge

Intro con poco senso …

I Black Keys suonano la distorsione del loro rock blues che è come un grattino sotto il mento per un vecchio cane. Io sono un vecchio cane dentro, mentre fuori appare il giovane virgulto che dovrebbe tunzare con Lady Gaga, sparando fuochi artificiali da ogni orifizio.
Però amico, lasciatelo dire, un vecchio cane come me non può orientarsi insieme alla corrente che fluisce a ritmo AC/DC verso Robert Downey Jr. e Black Ops 2.
Quello che rimane a un pulcioso figlio del Nirvana, cresciuto con i peperoncini rossi di chili piccanti e maturato, con un ukulele into the wild, è la forza di continuare a risalire il fiume.

Perché Anti?

Con questa intro che non ha assolutamente nulla a che fare con i videogames, ma molto con lo spirito delle Anti-Recensioni, vi do il benvenuto nel mio scanzonato regno e a quest’anti-recensione.

Chi non avesse capito lo spirito, si plachi. Non siamo gente che si diverte a diversificarsi a tutti i costi o a indossare anacronisticamente, giacchetti di pelle zeppi di borchie e patch dei Pantera. A mia modesta opinione, possiamo tranquillamente definirci degli hipster senza troppa voglia di seguire la loro stessa madre e convinti di creare un corso critico tutto loro.

Oggi mostro una nuova faccia di questo mio movimento e, sempre con orgoglio, dico, “hey, ma questo Mirror’s Edge forse è stato un po’ maltrattato”.
Avete capito bene. Questa volta faccio il verso in senso contrario e non sbeffeggio, ma esalto.

Mirror’s Edge – il rivoluzionario

Mirror’s Edge, per ritornare al pianeta del linguaggio videoludico, è un titolo che ha ricevuto un freddo e distaccato benvenuto dalla critica. Pungolandolo da una certa distanza con un bastone, l’ha bollato come un mediocre tentativo di uscire dalla massa, sconsigliando l’esperienza e accreditandola come una sperimentazione fallimentare.

Che peccato e quale gustosa conferma di come la critica videoludica sia spesso intossicata dal piattume di una totale non voglia di nuovo. Soprattutto quella made in Italy, troppo ruffiana e vigliacca.

Mirror’s Edge, portato alla luce da DICE, è stato invece un titolo rivoluzionario e un campo di sperimentazione ottimo per produrre e dare spunti per nuovi e più profondi gameplay. Pensate a un Halo o un Borderlands con il dinamismo dei movimenti del gameplay sviluppato per il titolo in questione. Fico, vero?

Oppure a una sorta di puzzle game dove il parkour ne fa da protagonista e ci si muove attraverso mappe cittadine in un alternarsi di frenetiche azioni e momenti di languida spettacolarità acrobatica e … un momento …

Micro-difetti allargati da un dito dispettoso

L’unico punto debole, solido, del titolo, lo si trova nella legnosa meccanica delle azioni FPS e nella povera varietà di soluzioni di scontro corpo a corpo. D’altronde, in sua difesa, possiamo affermare senza paraculismo, che il titolo non fa di questi scontri la sua centralità, riducendo al minimo questa soluzione gameplaystica. Che parolone!

La trama è pittosto banale o, forse, sarebbe più corretto dire che nessun grande sforzo di fantasia è stato profuso nella ricerca di qualcosa di più complesso o originale. Possiamo realmente parlare di difetto?

Il videogame non è sempre innovativo sotto questo punto di vista e, nel contempo, non fa della trama il cardine dei suoi successi. Detto questo, dobbiamo però dire che con un semplice spunto narrativo, si può spesso costruire una storia intrigante. Peccato che DICE abbia puntato su una linearità che, sempre da chi non vuole tricerarsi dietro il fondoschiena perfetto di Faith, è superata dall’originalità del gameplay. La critica patinata ha preferito affondare un dito nel bucherello, allargandolo a tal punto da poterci infilare tutto il braccio! Cattivoni!

Collegandoci alla trama e alla volontà d’ingigantire un trascurabile dettaglio, critica e pubblico si sono aggrappati al doppiaggio che, nemmeno per una valigetta piena di soldi, riusciremmo mai a difendere. La figlia d’arte del maestro dell’orrore, doppia l’affascinante e soda protagonista con lo stesso piglio di un opossum narcotizzato con massicce dosi di morfina.
Detto questo, dobbiamo assolutamente attivare il cervello e dire che, il lusso del doppiaggio, è appunto quanto appena definito: un lusso. Anche se in questo caso, deprecabile! L’opera partorita da DICE non prevede tale scempio e siamo chiamati a valutarla per com’è sfornata e non deformata.

Il bordo dello specchio

La software house ha lo straordinario merito di aver proposto al mondo un’innovazione videoludica, arricchedo il varipinto mondo dei generi videoludici con il First-Person-Action.
Giocare a Mirror’s Edge è un piacere per tutti i sensi del videogamer intenditore, che sarà sicuramente capace di apprezzare gli scenari asettici, puliti, abbaglianti e dominati dal colore e della maestosità delle mappe. Quest’ultime, sono una spettacolare esaltazione delle megalopoli japponesi, capaci di riportare a ricordi manga, i più nostalgici nerd.

Il gameplay, seppure affetto dalle pecche sopra citate, trova la sua forza nell’impatto visivo delle azioni, nella loro pulizia e nella fluida grazia con cui i comandi, facilmente assimilabili, riescono a consegnare al giocatore un esperienza videoludica adrenalinica.
Momenti di folle frenesia ci lasciano intuire il senso di esaltante vuoto di là dal bordo dello specchio e si alternano a blande esplorazioni dalle scalate puzzle, costringendo il videogiocatore a vedersela con il lato più “riflessivo” dell’avventura.

La rigiocabilità del titolo è legata strettamente alla voglia di sfida del giocatore, grazie alla classica modalità, sfide a tempo. Un lato che, in tutta onestà, non troppo gradisco. Ringrazio per questo i traumi subiti dalle missioni a tempo dei primi GTA.

La longevità è proporzionata alla natura sperimentale e allo sviluppo del gameplay. Probabilmente, grazie a una cura migliore dei combattimenti corpo a corpo e a uno sguardo più solido degli scontri ad arma in pugno, si sarebbe potuto azzardare una varietà di gameplay maggiore e di cosneguenza una serie di espedienti capaci di allungarne la durata. Il tutto avrebbe potuto fare di questo videogame un capolavoro e motivo di maggiore entusiasmo per certi becero-hard-core-gamer. Mirror’s Edge si classifica come Cult e per questo degno di una posizione meno infame, nella storia di questa generazione.

Non è da escludere che le voci recenti, che si trascinano sul web da quest’estate, le quali vedrebbero DICE a lavoro sul secondo capitolo, non portino tutti questi aspetti e altri imprevedibili feature in Mirror’s Edge 2. Il capolavoro si può ancora fare!

Ricordiamo che lo sviluppatore è DICE e dopo anni di Battlefield, qualcosa, lo avrà imparato sul fronte FPS, no?!

La speranza

La mia speranza e il mio invito, per chi si fosse perso questa chicca o avesse mal visto certi 7, che secondo il metro di giudizio della critica si avvicina allo schifo, è di procurarsi una copia di Mirror’s Edge. Il titolo, grazie a un’immeritata fama, è ormai relegato allo scaffale più lurido e svalutato dei peggiori gamestop di Caracas e con nemmeno cinque miseri euro, potete portarvelo a casa.

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14 Di risposte a “Le anti-recensioni di ITG: Mirror’s Edge”

  1. Killy77 scrive:

    A me questo gioco è piaciuto e anche tanto.
    Purtroppo gli addetti ai lavori si sono ormai piegati da anni a una piattezza allucinante e mi chiedo a questo punto per cosa vengano pagati.
    Ci si lamenta della trama? Allora perchè a titoli come Gears of War, Doom 3 e tantissimi altri ancora dalla trama a livello di un film porno hanno dato 9?

    • Le buone o ottime trama esistono ancora, ma è bene che esistano quando “servono”. In un action game possono tranquillamente passare in secondo piano. Non che non siano importanti, ma in un gioco come Gears, ad esempio, è sufficiente che sia coerente e abbastanza interessante da spingerti ad andare avanti. ;)

    • Era esattamente quello che intendevo e la cosa si completa con la risposta di Dexter! Una trama complessa o particolarmente originale, in un titolo come questo dove il gameplay è sovrastante, è sinceramente inutile!
      Giocando arrivi a essere talmente dentro che, quei filmatini a cartone d’intermezzo, sono quasi una buona occasione per andare al bagno. :)
      Se avessero sviluppato una trama come quella di Portal e Portal 2, allora saremmo stati vicino a un capolavoro e a un opera completa!
      Però la critica è paraculista e vile! Questo è merda e Gears è quasi commovente … bah!

  2. Hizaki scrive:

    Faith è una gran topa e giocare vedendo solo i suoi guanti è un delitto. Giusto affossare il gioco >.<

  3. Killy77 scrive:

    Mi sa che sono diventato troppo esigente a livello di trama allora :)
    Dopo 400 e passa videogames finiti, può capitare :)

  4. Quello che mi ha fatto rodere più di tutto, è stata la storia del doppiaggio.
    La critica italiana, ha martellato su sta storia del doppiaggio con cattiveria e solo con il passare del tempo, alcuni voti, sono stati cambiati!
    Io ricordo che, come all’estero, qua si partì dal 7,5 o 7 che ora, non so come, sono diventati 8!!!! Ricordo distintamente recensioni aspre dove si diceva che sto doppiaggio ammazzava il gioco e si calcava molto la mano su questo aspetto.
    Half-Life 2 … italiano … è doppiato dai rumeni! Sicuramente non sono italiani quelli che doppiano, eppure nessuno ha pensato di calcare su questo aspetto e dargli 7,5! GIUSTAMENTE!
    Perché Mirror’s Edge, solo oggi, è rivalutato e chi ha dato quei giudizi non ha il coraggio di rimanere nella sua posizione???

    All’estero hanno avuto la decenza di tenere quel 7, per me stupido.

    Non c’è veramente spazio per una valutazione vera e severa in modo equo. DICE era uno studio minore, allora, e quindi calci nei maroni.
    Assassin’s Creed Revelation che è lo stesso identico videogame con una location diversa e la possibilità di lanciare impersonare bomberman, ha preso voti stratosferici, al confronto!
    E non innova nulla e non da nemmeno nulla in più alla trama. Perché si risolve tutto in 2minuti alla fine! Tutto perché non si è ruffiani verso i grandi e grazie a questo sistema non si sviluppa con fatica un Portal, Schafer finisce su Kickstareter e Mirror’s Edge 2 è dal 2008 che non si sa se lo fanno o no!

    Cominciamo a stroncare i Conviction e non a dargli 8,5, a dire che è stato un ritorno all’action da Amiga 500, ma con una grafica fatta benino! A dire che è un corridoio e un grosso tutorial! Allora vedi che la gente ne compra un cazzo di copie e loro la pagano!

  5. startawell scrive:

    Per me, uno dei migliori titoli di questa gen. La fuga con il treno dietro…cazzo che bomba!

    Comunque, mai sparato in questo gioco :P

  6. Tankorr scrive:

    Giocone, per me un capolavoro.

    Chi critica le sequenze fps non ha capito proprio una grandiosa cippa.

    Mirror’s Edge è una delle due nuove frontiere del platform, insieme a Mario Galaxy che ne ha segnato l’altra.

    Entrambi partono dal classico platform 3D (che concettualmente non si era spostato da Mario 64 del 1996) e lo ricreano verso una direzione del tutto nuova.

    Mirror’s Edge lo considero un gioco epocale ed innovativo. peccato che non abbia avuto seguito, ne diretto ne “morale”, con altri titoli che ne abbiano ripreso le meccaniche.

    ps: un giorno vorrei leggere un post simile anche per Banjo Kazooie: Nuts & Bolts. Un titolo sicuramente con dei difetti ma con un gameplay da urlo, che è passato in sordina in maniera assurda un po ovunque. ricordo un tragico 6 dato da Eurogamer @@

    • Che dire Tankorr,
      prima di tutto ti ringrazio per il tuo supporto alla causa delle anti-recensioni. Inoltre fa enormemente piacere ricevere una richiesta, uno spunto!

      Faccio un piccolo spoiler e avviso che affronterò anche l’argomento Banjo Kazooie, ma prima ne ho un altro che mi sta molto a cuore e da parecchio desidero affrontare.

      Questa volta non si parla di stroncatura, ma di un magro riconoscimento o un qualcosa che divide tutt’ora il pubblico. La critica non è stata capace di prendere una solida posizione. Peccato!

      • Gidantribal scrive:

        La lista dei titoli buttati in maniera crudele nel cesso dalla stampa videoludica è veramente lunga ed articolata purtroppo, qui su ITG pressochè all’unanimità si è parlato molto bene di Nier ad esempio, un gioco che essendo sviluppato da Cavia con un budget striminzito aveva in sè qualche difettuccio, ma portava con se una storia ben articolata, dei panorami che richiamavano di tanto in tanto ICO, una colonna sonora che si è fatta adorare tantissimo, un cast di personaggi che non è niente male roba e finali multipli tutta toba che in questa gen è comunque merce piuttosto rara. Questo gioco se avesse avuto un budget più felice e un maggior tempo di sviluppo avrebbe schiacciato a occhi chiusi final fantasy XIII. NIER in virtù di un impianto grafico ai minimi della generazione è stato direttamente buttato nei voti che oscillano sul 5 senza troppi complimenti, dalle recensioni spesso e volentieri traspare il fatto che i recensori non hanno manco giocato per 5 ore a quel titolo e si dimenticano di citare dei personaggi principali :\

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