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[Recensione] Beatdown per iPhone e iPad mi ha deluso, peccato

Beatdown

  • Piattaforma: iPhone/iPod Touch
  • Publisher: App Store
  • Software House: Ravenous Game
  • [Recensione] Beatdown per iPhone e iPad mi ha deluso, peccato

    Mi spiace, questa volta sarò breve e conciso: in fondo non c’è tanto da dire. A tutti i miei fan che si aspettavano la solita recensione entusiastica di AKirA (perché, diciamola tutta, recensisco solo giochi che mi sono piaciuti ;) ) dico: attendete la prossima. Questa sarà telegrafica e andrà subito dritta al punto: fantastico il trailer di Beatdown, non altrettanto il titolo finale. Anzi, per niente, e infatti nonostante i miseri 0,89€ che costa e la voglia di dire “E’ indipendente quindi è fico” il gioco non arriva neanche alle due stelle di “interessante”. Tradotto = statene alla larga.

    Perché? Semplice… Beatdown è si una specie di clone di Double Dragon sviluppato nel 2012, ma l’unico aspetto davvero positivo del gioco è la trama, costituita ovviamente di 6 frasi in tutto (quella iniziale e una per ogni boss).

    Il giocatore interpreta un impiegato in un banale ufficio americano. Un giorno, poggiate la vostra valigetta e sbottonate il primo bottone della camicia per poi prepararvi alla dura giornata di ripetitivo lavoro che vi aspetta ma succede un imprevisto. Il capo manda uno dei suoi scagnozzi in ufficio dicendovi che siete licenziati. Così, di punto in bianco. E voi cosa fate, in risposta? Semplice: Beatdown!!! Cioè mazzate di morte a tutti!

    Poi vabbè… anche questo stralcio di plot sicuramente ben riuscito si perde nell’incontro con degli zombie che lasciano comunque il tempo che trovano se in precedenza mi hai calato nello spirito di “Un giorno di ordinaria follia”, o sbaglio? Ma questo è un mero giudizio personale, alla fine i nemici non morti sono sempre ben accetti (e accettati), il problema è come vanno sconfitti.

    Beatdown è un picchiaduro a scorrimento orizzontale sviluppato da Ravenous Games pieno di citazioni ai grandi del passato (Double Dragon, appunto, Streets of Rage, addirittura Street Fighter 2, etc). Se si prendesse solamente per le citazioni, sarebbe un successo! Ma è possibile che un gioco del 2012, per quanto indipendente e sviluppato con un piccolo budget, sia peggiore dei titoli ai quali si ispira, usciti dai 10 ai 20 anni prima?

    Il mio problema con Beatdown è stato sin da subito questo: 2 mosse??? Cioè una in verità… l’altra è il salto. E nessun modo per uscire da questo schema? Vedo il nemico, schiaccio a raffica il tasto del colpo, ne vedo un altro, salto, calcio volante, schiaccio a raffica il tasto del colpo, ne vedo un altro, salto, calcio volante, schiaccio a raffica il tasto del colpo ecc ecc. Unico modo per spezzare questa monotonia? Le armi che si raccolgono per terra e che si consumano (Double Dragon style) e la barretta del power up: dopo un po’ il protagonista si incazza, diventa rosso, e mena il triplo.

    Poco, troppo poco, per far divertire.

    Magari mi aspettavo troppo io? Probabile. Però sinceramente io sono convinto di aver buttato il mio tempo giocando a Beatdown e siccome ci sono titoli, che costano sempre 0,89€, molto migliori, non mi sento di consigliarlo a nessuno di voi.

    Aggiungeteci che il sistema di controllo, ad avviso di chi vi scrive, non è per niente adatto e che il gioco si finisce in un’oretta e avrete un quadro completo sul perché guardare altrove.

    Il livello con la pseudo musica di Guile però… spaaacca :)

    Inside The Game

    • Simpatica trama
    • Bellissime musiche

    Outside The Game

    • Sistema di controllo fallace
    • Premere un tasto a ripetizione non è divertente
    • 2 mosse? Ma che razza di picchiaduro è...
    Voto:

    Delusione

    Come valutiamo i giochi

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