Indipendent Monday: cos’è indie? [Indie Game: The Movie]

Indipendent Monday: cos’è indie? [Indie Game: The Movie]

Introdurre il mondo Indie al grande pubblico. Questo il compito di cotal primo articolo che, in teoria, dovrebbe sbrodolare una serie di nomi, dati e numeri su questo fenomeno sempre più in ascesa. Il mio compito, se fossi Piero Angela, sarebbe quello di assumere una postura e un portamento alla Montgomery Burns e vomitare storici fatti riguardo quest’universo videoludico.
Fortuna vuole – per il mio modo di vedere – che non farò nulla del genere in questo mio pezzo introduttivo, ma cercherò semplicemente e senza ricordare un libro di scuola o università dal quale cercate di fuggire, di farvi capire cos’è l’Indie Game.

Ho letto, sbattuto la testa su vari forum e articoli di approfondimento di ogni lingua e cultura. Ho viaggiato per il mondo alla ricerca dei mezzi per combattere le ingiustizie … o forse ho sbagliato storia?! Quello che ho trovato, in questo mio errare per la rete, è stato un film!

Indie Game: The Movie

Prima di cominciare, consiglio la visione di questo filmdocumentario dedicato ai videogiocatori e lontano da quei soliti prodotti che, con un sorriso finto come l’intelligenza artificiale di Far Cry 2 e qualche cliché, tentano di entrare in contatto con noi videogiocatori, manco fossimo una tribù primitiva di Melèe Island!

Ho deciso di partire da questo lungometraggio poiché, raccontando la storia vera di tre grandi sviluppatori Indipendenti, riesce a dare una visione concreta di quello che è tutto il mondo videoludico, la sua economia e, ovviamente, il movimento Indie!

Prima di tutto, dobbiamo fare qualche passo indietro e ammettere che, la stessa industria videoludica, ha sempre avuto un carattere indipendente. Quando ero ragazzino e ancora prima di me, molti titoli, che ancora ricordo con nostalgia, erano distribuiti attraverso canali minori.

Chi ricorda quei bei punta e clicca in uscita nelle edicole?

Tornando invece alla grossa distribuzione, prima di arrivare alla Playstation, che ha dato il via all’esplosione del videogame, il nerd e il suo passatempo videoludico vivevano ai margini di una società che, nonostante l’odierno successo, non riusciva e non riesce ancora oggi a comprendere questa industria. Chi, come me, passava molto tempo a bramare Doom, Doom II e Duke Nukem 3D o si spaccava di The Batman, sviluppato in occasione del film di Tim Burton, era quasi sempre costretto a contare su una limita cerchia di amici. Si può quasi dire che il canale indipendente era molto forte, proprio per questa “povertà” di pubblico.

Meglio però avvicinarsi ai giorni nostri. Vi avevo promesso di non annoiare e soprattutto non posso dirmi un esperto di retrogaming!

Con il crescere di questa enorme giostra dei balocchi interattiva, si crea un business sempre più forte e il capitale investito nelle produzioni videoludiche diventa motivo di … beh, sappiamo tutti che finiremo a parlare di COD e di “commercialate” sempre più invadenti. Vedi certi malumori con Assassin’s Creed e Splinter Cell!
Questo mercato, però, è fonte di guadagno sicura che affolla il mondo videoludico di giocatori mezzo-sangue, portando alla corrosione di diversi fegati!
Molte case rivalutano le loro priorità e lo sviluppo di capolavori, quelli veri, è sempre più raro e spesso intervallato da lunghi periodi di attesa, affollati da soliti noti. Quanti Bioshock, Fallout 3, GTAIV o Alan Wake escono in un anno? Vi siete chiesti come mai un promettete L.A. Noire, sia finito per dividere il pubblico e lasciare con l’amaro in bocca il suo stesso ideatore? Idee a metà, mediate con produzioni opprimenti?!
Per questi motivi, le sperimentazioni verso nuovi generi e ardite soluzioni di gameplay, sono sempre più rare, poiché pilotate da profitti capaci di rimpolpare le tasche degli investitori, costringendo software house come Valve, a ritagliarsi una fetta di mondo dove isolarsi a pensare.

La casa di Half-Life, scorge però un barlume di speranza. Una classe di sviluppatori che, armati di flash o qualche misero dev-kit, riesce, sfruttando soluzioni di gameplay originali, a mettere in piedi notevoli giochi.

Il mondo Indie è nato! Questi personaggi, sono per lo più giovani ragazzi che, con un’idea nella testa e molta passione per quello che è stato il videogame, rincorrono i loro desideri infantili, creando piccoli capolavori.

Nasce Steam. Ormai, sembra quasi stupido parlarne.
La piattaforma digital delivery Valve si sbarazza del giogo economico e in un ambiente libero e privo di pressioni, fornisce una bancarella elettronica per il sognatore indipendente. Tutto cambia e il successo di alcuni titoli è immediato!

L’indie game offre un divertimento a basso costo, ma non per questo di scarsa qualità. Gli sviluppatori, sono spesso menti brillanti che, provando disgusto per molte produzioni odierne – non c’è nulla di più bello che sentirgli dichiarare quanto gli faccia schifo, l’idea di lavorare per certe case – e motivate da un senso di appartenenza, oggi perduto, decidono di lavorare per creare un qualcosa che sia esclusivamente loro.
Questi personaggi sono NERD al 100% e, ironicamente, sembrano anti-nerd per la loro forte critica contro il sistema di sviluppo videoludico.

Il loro obiettivo è di consegnare ai giocatori un prodotto estremamente definito e dare al videogame, il giusto riconoscimento di medium perfetto e forma d’arte definitiva che, molte case, stanno contribuendo a sminuire.
Il movimento indipendente si vanta, con molti risultati a dimostrarlo, di poter confezionare dei prodotti quasi perfetti – a livello di sviluppo, poiché difficilmente buggati – e di saper inserire debolezze e vulnerabilità degli sviluppatori, arrivando a comunicare realmente qualcosa. C’è possibile parlare concretamente d’arte e giochi come Limbo, Journey e Sword & Sworcery, sono conferma di queste ambizioni.

Indie Game è libertà di espressione e forse perfezione creativa, perché permette di produrre un qualcosa di ludico che non sia soggetto a capitali o leggi commerciali, ma al gusto e al messaggio del creatore. Come un libro, un film o un dipinto, lo sviluppatore può decidere d’introdurre qualsiasi idea, anche la più strampalata o ambiziosa.

Personalmente, penso che grazie al videogame Indie, possiamo tornare al divertimento videoludico autentico, senza scordare la forma. Bastion, Braid, Super Meat Boy, Fez o l’italiano Anna, sono la dimostrazione di come un piccolo team, possa arrivare a distribuire un intrattenimento di altissimo livello, capace di accontentare tutti i canoni di valutazione, compresi quelli estetici, di un videogioco.

Chi pensate abbia sviluppato Minecraft??? La Epic? Ubisoft?

Assolutamente no! Eppure parliamo di un successo mondiale!
Il mio pensiero va a ThatGameCompany, software house fondata da un gruppo di universitari che, oggi, vanta un videogame magnifico come Journey. Come non parlare di Telltale Games, studio che si è sottratto alle più grosse case, per arrivare a sviluppare  The Walking Dead. Nell’ano a tutti quelli che non vedono un futuro per i “punta e clicca” o avventure grafiche.

La lezione che possiamo cavare dal mondo indie e dall’esperienza di questi giovani e ambiziosi ragazzi, arriva dal creatore di Fez che riflette su come un titolo come il suo, abbia ricevuto le cure di due sviluppatori, mentre altre produzioni ne richiedano centinaia, eppure …

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3 Di risposte a “Indipendent Monday: cos’è indie? [Indie Game: The Movie]”

  1. bubez scrive:

    Perché “[I]difficilmente buggati”[/I][I]?
    [/I]Proprio FEZ, per dire, ha avuto bisogno di una megapatch immediata al rilascio ché corrompeva i file di salvataggio:
    [URL]http://www.ign.com/articles/2012/07/27/opinion-what-the-fez-patch-fiasco-means-for-indie-gaming[/URL]
    Anche Double Fine aveva dichiarato di non poter patchare Brutal Legend su PS3 proprio per gli elevatissimi costi.
    Si rischia quindi che a causa del canale di distribuzione più mainstream (XBL, PSN, un giorno forse anche Steam) si abbia un gioco monco.

    Typo: “[COLOR=#3E3E3E]l?italiano”[/COLOR]

  2. Lorenzo-nMe scrive:

    I <3 Indie gaming :)

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