Indipendent Monday: Primordia [Recensione Indie Game]

Primordia

  • Piattaforma: PC
  • Publisher: Wadjet Eye Games
  • Software House: Wormwood Studios
  • Indipendent Monday: Primordia [Recensione Indie Game]

    Dopo aver prodotto titoli come Gemini Rue e Resonance, i Wadjet Eye Games, rilasciano il futuristico Primordia. L’avventura grafica sviluppata dai Wormwood Studios, è un nucleo di pura energia indie che, sfruttando una semplice veste grafica e un sistema di gioco retrò, riesce nell’intento di catturare il giocatore impegnandolo fino alla fine dell’avventura.

    Horatio Nullbuilt e la sua spalla fluttuante, di sua stessa creazione, Crispin – perciò - Horatiobuilt, sono i protagonisti di un noir futuristico nel quale, una forte componente fantascientifica degna di Blade Runner e un pizzico d’intelligente critica verso le ipocrisie della società odierna, incarnano gli elementi necessari per un viaggio attraverso le origini di questa evoluta civiltà robotica.

    “…la storia della razza umana sarà solo una favola per i loro bambini, un mito, niente più…”. La citazione, estrapolata da uno dei più grandi capolavori del cinema di Carpenter, Il Seme della Follia, serve in parte a inquadrare il conteso all’interno del quale prendono vita le vicende di Primordia. L’uomo, il creatore, il mito e la leggenda. Spaccato fra la sua divina capacità di donare la scintilla della vita cibernetica e specie fragile, egoista e primitiva, ormai estinta e nulla più che una storiella, una favola, un motivo di sollievo religioso per le coscienze intermittenti 0 e 1. La trama imbastita per il titolo non è certamente qualcosa d’inedito e decolla con qualche scoppio, durante le prime fasi. Nonostante ciò chiunque rimarrà sorpreso dalla poetica celata dietro le storie che infarciscono il mondo epico di Primordia. Letteratura, filosofia e ideologie si uniscono sotto la scocca metallica di questi personaggi e delle loro trame, celando diverse chiavi di lettura per questo videogame che, utilizzando la metafora robotica e quella della vita dopo l’uomo, nasconde una morale umana ben più alta e sottile rispetto alla media del genere videoludico. Gli sviluppatori riescono a confermare quanto questo medium possa essere potente e intelligente, ma non riescono a rispondere a tutte le domande morali poste, lasciando alla fine un retrogusto d’incompleto.

    Il mondo costruito dai Wormwood Studios è cinico, ostile e, nonostante si parli di robot, riesce a trasmettere calde sensazioni umane, ben bilanciate con l’elemento cibernetico dei personaggi in scena. La spalla mattacchiona, un eroe serioso dall’animo nobile e ambiguo, personaggi egoisti, macchine deliranti e filosofie capaci di evolversi con un upgrade di sistema, sono solo alcuni degli esempi che possiamo portare. Narrativamente, questo titolo, ha molto da insegnare e qualcosa da imparare.

    Il gameplay è semplice, classico, pulito e al tempo stesso sporco, tanto quanto la grafica retrò a tratti perfetta nella riproduzione degli scenari. Gli sviluppatori hanno voluto creare un’avventura grafica classica, giocando e lasciandoci giocare con i pregi e i difetti di una mentalità punta e clicca vecchio stile. Nonostante ciò, non si può certo dire che Primordia sia un titolo lineare. Gli enigmi sono ben bilanciati e spesso aperti a più soluzioni che, in base al nostro approccio con quello precedente, renderanno la nostra vita più semplice o complessa. I tempi morti e le fasi di stallo saranno inevitabili solo per chi è nuovo a questa tipologia di videogame e non ne ha assimilate le meccaniche. Niente paura, Crispin, la nostra ironica spalla galleggiante, fra una battuta e una presa per i fondelli, si preoccuperà di sussurrarci qualche indizio qualora ci sentissimo improvvisamente smarriti.  Lo scoglio più grande, per alcuni, sarà rappresentato dalla lingua, considerando che il titolo è stato distribuito solamente in Inglese. Ci teniamo però a precisare che, questo, non rappresenterà certamente un punto a sfavore per il voto complessivo della produzione.

    Come spesso sanno fare gli indie game, nonostante la scelta di sfruttare un motore semplice, il titolo riesce a sorprendere per la realizzazione fantasiosa ed empatica degli scenari. Il vasto silenzio del deserto in contrapposizione con il doloroso decadimento di Metropol, costituiscono elementi di grande impatto narrativo. Audio e musiche lodevoli, fanno si che la nostra immersione sia totale, impacchettando alla perfezione un universo robotico di livello.

    Primordia è un titolo Indie di spessore, perfetto e al contempo imperfetto nel suo fascino retrò e nella scelta di una trama importante, seppur banalizzata in qualche passaggio. I ragazzi dei Wormwood Studios si rivelano come scaltri mattacchioni proprio nelle battute finali. Il titolo propone quattro diverse soluzioni alla storia, entrambe frutto di una scelta difronte a un bivio. Palesando le due più banali e scostano quelle più spettacolari e interessanti – anche se non certo originali – dietro un piccolo atto di coraggio, ancora una volta provano l’intelligenza di questo videogame. Solo i giocatori più scaltri e capaci di lasciare i binari infingardi imbastiti dai creatori, riusciranno a goderne, sbloccando anche i relativi achievements. Il titolo ha quindi una buona rigiocabilità, soprattutto grazie ai puzzle aperti a più soluzioni ma anche alla presenza di curiosi achivements.

    Primordia è un Indie game di razza e difficilmente un amante della fantascienza e delle avventure grafiche può considerarsi tale lasciandosi scappare questa produzione.

    Inside The Game

    • Ottima trama ...
    • Enigmi ben bilanciati
    • Punta e clicca dinamico e classico
    • Ottime musiche
    • Visivamente interessante ...
    • Rigiocabile

    Outside The Game

    • ... con decollo a scoppio
    • ... per alcuni troppo retrò
    • non risponde a tutte le domande morali
    Voto:

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    4 Di risposte a “Indipendent Monday: Primordia [Recensione Indie Game]”

    1. Marco "Strider Hiryu" Tinè scrive:

      A favore del gioco, informo che la narrazione di Primordia ha suscitato ammirazione presso numerosi game designer. A mio parere, tuttavia, la vera attrattiva sta nell’incredibile mondo di pixel attraverso cui Horatio si muove: le idee del viaggio e della scoperta trovano nelle splendide ambientazioni un contorno di grande effetto ed eleganza.

      • Come ho scritto in recensione l’aspetto grafico ha un bell’impatto. Nonostante la scelta retrò, il titolo rende molto bene la cupezza di certi ambienti, tanto quanto la desolazione e il senso di abbandono. Non credo però costituisca il vero punto di forza.
        A essere onesto, se fosse tutto più rifinito e HD, sarebbe ancora più bello e spettacolare.

        Credo invece che il messaggio dietro la trama sia la cosa più importante. Il fatto che un videogame riesca a proporre certi temi è del tutto inedito ed è quello che intendo quando parlo di trama ben costruita.
        Nonostante alcune ingenuità da videogame, che devono essere presenti, e qualche sbavatura nel chiudere il cerchio, che qui è forse più una spirale o comunque come un tondino del portachiavi, perché si chiude ma non in perfezione ma sovrapponendosi all’origine, il plot è di qualità.
        Non è originale, non è un qualcosa di mai visto, non è intrigante, ma è una bella metafora per mandare un messaggio. Sicuramente va in testa ai vari Halo, Gears, Borderlands e AC che, ormai, non ha più scala per quanto la trama sia sfarinata.
        Quello che la gente deve capire è che un plot non deve avere OBBLIGATORIAMENTE il twist finale, il colpo di scena incredibile. Una storia può essere semplice, ma arrivare a chi la segue per mille altri motivi. Dai dialoghi, dalle ambientazioni, alla caratterizzazione dei personaggi al mondo in cui chi sviluppa decide di farci vedere una storia e altri fattori.
        La trama di sto titolo qual’è in fondo?
        A un robot viene rubato un nucleo di energia e senza quello non ha corrente. Lui e la spalla vanno all’ufficio ENEL per indagare! PUNTO!
        E’ tutto quello che c’è di contorno al noir che lo rende speciale. Quindi l’ambientazione, la metafora, le musiche ecc ecc

        Per me questo videogame è grande perché dona grandezza al videogames.

        Come dico in recensione, il finale è geniale. Per il semplice motivo che i due finali più sciatti sono in primo piano e quelli più curiosi in secondo e deve essere il giocatore capace a pensare fuori dalla scatola e cercare la soluzione alternativa. Anche gli enigmi sono così. Il videogame è molto dinamico, pur essendo un punta e clicca CLASSICO, stile Lucas da 486! MEraviglioso!

    2. Pablus scrive:

      Ottima segnalazione/recensione.
      Dici ci sarà la possibilità di vedere, un lunedì di questi, una bella recensione di MIASMATA? :)

      • Miasmata è attualmente nella lista desideri insieme a qualche altro bel titolo molto interessante. L’unica cosa che mi manca per poterlo recensire sono i muscoli!
        Il mio portatile è sul viale del tramonto, ma presto provvederò a un upgrade tecnologico e via di Miasmata e altri titoli!

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