[Caccia alle Streghe 2.0] La strage di Newtown e l’assoluzione dei peccati americani [Aggiornato]

[Caccia alle Streghe 2.0] La strage di Newtown e l’assoluzione dei peccati americani [Aggiornato]

Ci sono notizie che nessuno di noi vorrebbe mai sentire…e non parlo del ridicolo balletto politico in Italia, quanto di queste stragi immotivate che feriscono al cuore, non solo la nazione in cui avvengono, ma l’umanità intera. Una strage in una scuola. Un posto dove l’unica morte pensabile è quella per noia. Eppure eccoci nuovamente qui a dover vedere i volti straziati di amici e parenti cercare di dare un senso ad un dolore, ad un gesto, che senso proprio non ne ha. Nonostante tutto questo, nonostante l’insensatezza e la sofferenza che si fondono nell’animo delle persone, la sensazione più avvilente è quella di un deja-vu, un triste ritorno in loop di qualcosa che ha il gusto del già visto, sentito, pianto. Perché l’America non è digiuna di questi massacri assurdi e immotivati, di persone impazzite che entrano nelle scuole per tentare di scaricare col piombo un odio feroce o un disagio profondo che covavano da tempo. Abbiamo visto decine di casi più o meno eclatanti che però hanno sempre avuto una costante unica, lo stesso filo rosso….

Fedeli alla Costituzione

A well regulated Militia, being necessary to the security of a free State, the right of the people to keep and bear Arms, shall not be infringed“, ecco cosa possiamo leggere nel secondo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti. “Essendo necessaria alla sicurezza di uno Stato libero una milizia regolamentata, il diritto dei cittadini di detenere e portare armi non potrà essere infranto”. L’Alfa, l’origine dell’incredibile facilità con cui in America è possile acquistare qualunque tipo di arma. Pistole, fucili, mitra, munizioni e quant’altro sia utile per difendersi dal nemico perennemente in agguato: ladro, negro, ebreo, coreano, arabro, stupratore, assassino, l’uomo nero, gli alieni, l’ispanico…l’altro. Un terrore sottocutaneo e angosciante di essere impreparto ad una minaccia, di non poter difendere i propri averi e i propri cari. Eppure proprio da questa volontà di sicurezza sono nati i più terribili attacchi alla sicurezza stessa delle persone. Ne abbiamo viste fin troppe dalla Columbine High School fino a Newtow. Ragazzini armati come un esercito che pensano di esorcizzare il loro disagio spegnendo la vita delle persone, condividendo il loro dolore attraverso il piombo delle loro pistole.

Anche se in questo caso specifico non è bene parlare di un dolore sociale o di un odio razziale, quando di un profondo disagio personale dovuto al connubio di una malattia e di un divorzio. Venti anni, Adam Lanza era (stando a quanto riferiscono amici e parenti) uno studente modello ma al tempo stesso un compagno di classe silenzioso ed introverso, scontroso, che mal sopportava la compagnia. Il divorzio dei genitori sulle spalle, l’allontanamento del padre, l’assenza del fratello per motivi di studio…l’unica persona che Adam considerasse amica. Un situazione familiare tragica, per quanto comune, aggravata dalla sindrome di Asperger, una particolare forma di autismo che portava Adam a non provare alcun dolore, persino quello fisico. Eppure nonostante questi problemi, riconosciuti e trattati per via farmacologica, la madre di Adam, che amava collezionare armi da fuoco, gli ha insegnato come si spara portandolo ad un poligono di tiro…la tipica uscita in famiglia prima di un gustoso pranzo in qualche fast food. Per questo motivo Adam non ha dovuto fare altro che aprire un armadietto e prendere le due pistole Glock e Sig Sauer da 9 mm e il fucile semiautomatico Bushmaster.

Charlotte Bacon, 6 anni, Daniel Barden, 7, Olivia Engel, 6, Josephine Gay, 7, Ana M. Marquez-Greene, 6, Dylan Hockley, 6, Madeleine F. Hsu, 6, Catherine V. Hubbard, 6, Chase Kowalski, 7, Jesse Lewis, 6, James Mattioli, 6, Grace McDonnell, 7, Emilie Parker, 6, Jack Pinto, 6, Noah Pozner, 6, Caroline Previdi, 6, Jessica Rekos, 6, Avielle Richman, 6, Benjamin Wheeler, 6, Allison N. Wyatt, 6. Rachel Davino, 29 anni, Dawn Hochsprung, 47, Anne Marie Murphy, 52, Lauren Rousseau, 30, Mary Sherlach, 56, Victoria Soto, 27.

Alle quali si aggiunge anche la madre di Adam, prima vittima della strage. Francamente potrei parlare di carma, di fato ironico o di qualche scherzo del caso, ma il fatto lascia ben poco spazio per qualunque battuta o sorriso amaro. La verità è che la madre di Adam è stata uccisa dalle stesse armi che collezionava per passione, passione che ha voluto condividere con suo figlio. Un bel gesto di condivisione familare nel peggior contesto possible, quello delle armi da fuoco.

La cecità del cuore

Eppure nonostante l’evidenza dei fatti, il dolore delle persone e la commozione di un presidente, le associazioni pro-armi non hanno trovato di meglio che sputarci sopra con un commento tanto cinico quanto disgustoso. Il ventaglio linguistico del buon giornalismo non contempla le reali parole che stanno passando per la mia mente ma diciamo che un buon 90% mi porterebbe una denuncia per diffamazione. Ma tornando su queste persone affette da un elevato livello di ottusità, ecco come hanno commentato la polemica sorta dalla strage: <<I sostenitori della legge sul controllo delle armi sono i responsabili della sparatoria di Newtown, c’è sangue sulle loro mani in quanto sono loro che sostengono che le scuole debbano restare “zone interdette”. Negli ultimi 20 anni, ogni omicidio di massa è avvenuto in una zona interdetta alle armi. Per questo insegnanti, amministratori e genitori dovrebbero avere il permesso di portare armi a scuola così possono agire contro un aggressore>>. Queste illuminate parole sono arrivate a poche ore dalla strage direttamente dalla bocca di Larry Pratt , direttore esecutivo di “Gun owner of America”. Ma la colpa non è dell’eccessiva facilità con cui le armi da fuoco sono a disposizione di chiunque? Una domanda spinosa a cui il nostro illuminato Pratt ha risposto con un altrettanto illuminato: <<Arrivederci>>.

Lo stesso modus operandi che la setta americana veneratrice delle armi, ovvero l’NRA (National Rifle Association), ha usato nella 1999 per trattare il massacro alla Columbine High School…per capire a cosa mi riferisco vi rimando alla seconda parte del mio speciale sulla censura morale e sociale dei videogiochi.

Niente assoluzione senza pentimento

Ma perché siamo a parlarne su Inside the Game? Perché qualche savio personaggio ha deciso di rispolvere i sempre verdi “videogiochi violenti” per indicare la causa del brutale evento, mentre un bel numero di giornalisti ha trovato molto interessante la passione di Adam per i videogiochi e ha deciso di gettare anche questo dubbio nel calderone delle (già-non-troppo-ovvie) cause scatenanti. Perché in molti articoli che ho letto sull’accaduto ho trovato sempre accenni alla sua passione per i videogiochi. Dettagliate descrizioni sul temperamento sociopatico ed introverso del giovane che arrivavano anche a chiudersi con: “Soprattutto, era un appassionato di videogiochi”. Hitler amava i giochi da tavolo? Manson si dilettava con i film muti? Jack lo Squartatore adorava la cucina francese? Vlad l’Impalatore era appassionato di arte bizzantina? Sono domande assurde che nessuno penserebbe mai di porsi (o porre), eppure non esiste un omicidio compiuto da un giovane maschio bianco in cui la passione per i videogiochi non sia stata messa sotto i riflettori dall’informazione. Lo trovo tristemente indicativo. A questo si aggiunge anche il classico “espertone” di Fox News, canale noto per le sue campagne contro i videogiochi, che ha voluto esternare la sua “impressionante esperienza” dando la colpa del massacro a TV, Facebook e (ovviamente) videogiochi violenti (si ringrazia Kotaku per la segnalazione).

Ma se in America tali sterili polemiche sono rimaste ben al disotto del solito livello scandalistico a cui siamo tristemente abituati, ecco che “fortunatamente” arriva l’Inghilterra con la sua “stampa” a risollevarci il morale. Infatti come possiamo vedere sulla prima pagina (e mi piace sottolineare: prima pagina) del The Sun e sul Daily Express ecco titoloni sulla pericolosissima passione di Adam per Call of Duty. “Killer’s Call of Duty obsession“, gridano le pagine su The Sun. Ovviamente potreste commentarmi che è facile trovare cacca sulle pagine di tale giornale, visto che il suo pane quotidiano sono scandali e poppe, ma in questo caso adoro gongolarmi sul concetto di ipocrisia. Perché solo poco tempo fa lo stesso giornale tesseva lodi sperticate sul nuovo capitolo della serie targata Activision, ovvero Call of Duty: Black Ops II…non in prima pagina, ovviamente, ma nelle pagine dedicata all’intrattenimento. E per non farci mancare nulla anche in Italia, il sito del TGCOM24 ha pensato bene di dare credito a questo fonte attendibile, ovvero il The Sun, il quale si era basato per il suo scoop su un’altra fonte attendibile, ovvero un idraulico che aveva riparato un tubo tempo fa nella casa di Adam. Incredibile come durante il suo lavoro sia riuscito a carpire l’ossessione del giovane per lo sparatutto con così tanti dettagli. Ma noi videogiocatori sappiamo bene cosa può fare un idraulico…

AGGIORNAMENTO: Ieri mattina è uscito un pezzo sul sito internet de il Giornale che purtroppo opera esattamente come abbiamo visto centinaia di volte: instillare dubbi, disprezzo, fare leva su presunti esperti e concludere con la solita affermazione. Sarebbe troppo facile dimostare quanto Orlando Sacchelli, autore del pezzo, e i suoi espertoni dell’ultim’ora siano terribilmente nel torto, aggrovigliati nei peggiori pregiudizi sul medium videoludico. Ma penso che se ne stia già rendendo conto visto che il 95% dei commenti sull’articolo passano dalla critica puntale alla completa denigrazione del contenuto. Ma voglio citarvi giusto un paio di passaggi significativi: “Si è dato poco peso, invece, alla sfrenata passione che Adam aveva per alcuni videogiochi violenti. Eppure sarebbero questi due elementi – malattia e videogames – uniti ad alcuni “errori” compiuti dalla madre, a scatenare la strage“. Errori (le virgolette sono vergognose!) come collezionare armi e portare il figlio malato al poligono di tiro per insegnarli a spare…beh…andiamo, sono errori che succedono in famiglia. “Chi scrive non è un appassionato di videogiochi. Alcuni anni fa, per pura curiosità, trascorsi diverse ore a giocare a Tekken 3 sulla Playstation. Mi bastò così poco tempo a far salire il mio livello di aggressività“, povero Sacchelli…se solo pensasse a quanto è stato vicino a compiere una strage…meno male che ha smesso in tempo. Perché ricordiamolo sempre, il problema non sono le armi, sono i videogiochi violenti.

Ma questa volta forse è diverso, forse questa volta l’America eviterà di auto-assolversi dai suoi peccati per aprire gli occhi su un mondo che ha ben poco a che fare con la sicurezza. Armi facilmente disponibili con munizioni acquistabili anche dal barbiere non hanno prodotto “sicurezza” e il tasso di omicidi con armi da fuoco dovrebbe essere un elemento significativo per comprenderlo. Ma siamo umani e molte, troppe, volte abbiamo bisogno di un shock per svegliarci e capire che qualcosa non sta funzionando, che la società forse non è quel “sogno americano” che piace tanto al cinema. Io spero solo che finalmente dimostrino di avere le palle, come gli piace tanto dipingersi su qualunque mezzo espressivo, e pongano un freno al dilagare delle armi da fuoco e quindi alle tragedie che queste creano…senza doversi nascondere dietro al Call of Duty di turno.

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8 Di risposte a “[Caccia alle Streghe 2.0] La strage di Newtown e l’assoluzione dei peccati americani [Aggiornato]”

  1. Storia successa, DAVVERO, oggi.

    Sono all’alimentari in fila. Sto parlando di videogiochi con un mio collega.

    La signora davanti a noi sbotta: “E no perché anche mia figlia gioca a questi videogiochi come Assassin’s Creed e io sono molto impaurita: avete sentito, anche quello della strage americana giocava tanto ai videogiochi, l’ha detto la televisione”.

    Volevo solo condividere con voi questa cosa dedicandola a TUTTI COLORO che pensano che la TV non faccia danni a dire queste indecenze e che non ci crede nessuno.

    (p.s. la signora era pure abbastanza giovane, direi anche un po’ MILF ;) )

  2. Ho aggiornato l’articolo con l’ultimo infame pezzo uscito su “il Giornale”…lo stesso giornale che solo qualche giorno prima se n’è uscito con un articolo sui videogiochi da comprare per Natale che sembra il manule per farsi odiare da figli e nipoti.

    Sono disgustato profondamente.

  3. Lorenzo-nMe scrive:

    Ovviamente la TV deve dire queste stupidaggini, deve dare una risposta semplice a tutta la gente che si chiede perchè, è come una sorta di rassicurazione, perchè è difficile e spaventoso pensare che il male possa venire così, dal nulla, credo che la gente abbia bisogno di vedere che c’è una causa scatenante, qualcosa a cui aggrapparsi per dire: “ecco, si poteva evitare, se solo non avesse giocato così tanto…” perchè se il male non viene dalla tv, non viene dai videogiochi o da qualche “strambo” passatempo allora può crescere dentro la testa di chiunque e può colpire chiunque, e in molti questo non lo vogliono proprio prendere in considerazione.

    Io credo che questa tragedia purtroppo non insegnerà nulla a nessuno, le armi continueranno a essere vendute, ci saranno altre stragi e ogni volta si piangerà e si dirà che è ora di finirla, ma non credo che finirà mai, ma credo anche che bloccare le armi non sia sufficiente, secondo me gli americani dovrebbero un attimo fermarsi a riflettere sul tipo di società che hanno messo in piedi, e rifondarla per renderla più umana.

  4. Killy77 scrive:

    Uff un pochino mi annoia l’idea di ripetere certi concetti anche per mera stanchezza.

  5. Chuck Schuldiner scrive:

    Ho lavorato per quasi 3 anni in un negozio di videogiochi e posso tranquillamente affermare che molti genitori pur di accontentare i propri figli farebbero di tutto..ehm, scusate forse m’è venuta un pò male, riformulo la frase: molti genitori pur di placare i capricci dei loro viziatissimi figli gli comprerebbero di tutto, anche prodotti non destinati alla loro età. Questo accade immagino perchè si tratta sempre di video-giochi ed essendo appunto GIOCHI si presuppone, erroneamente, che siano destinati a TUTTE le fasce di età.
    Per questi esemplari genitore cose come il rating non sono neanche da prendere in considerazione in quanto lo ritengono un semplice bollino messo esclusivamente per fini estetici e se ne fregano se un GTA ha la dicituta +18, alla fine sono sempre semplici giochi o magari 18 indica gli anni che ci hanno messo per produrlo, un pò come sta scritto sui puzzle: dai 3 ai 5 anni è il lasso di tempo per completarlo, no? Tuttavia, spesso capita che, dopo aver piazzato i putti davanti la tivi, questi si accorgono che qualcosa effettivamente non quadra nel GIOCO che risulta essere un tantinello violento, ma ovviamente non se la prendo con loro stessi perchè non hanno fatto attenzione ed hanno acquistato un prodotto destinato ad un target composto da persone più grandi, ma da grandi beaoti quale sono, se la prendono con chi produce quei giochi violenti.
    Una volta, ricordo, mi venne un ragazzino che voleva acquistare GTA San Andreas. Ovviamente non aveva minimamente 18 anni, ma neanche lontanamente e quando gli dissi che non potevo venderglielo ci rimase davvero male e se ne andò a casa senza il suo gioco, anche la madre fu molto contenta del fatto che non avevo venduto il gioco al figlio e mi strinse la mano..
    ..naaah, questa sarebbe una storia davvero strappalacrime, non possiamo togliere ad un putto la bellezza di vivere momenti in cui pesta a sangue un incauto passante o lo investe con una macchina appena rubata, ma dai che bestie saremmo, infatti, ovviamente non andò così, perchè il putto andò dalla madre e iniziò a pagnucolare dicendo frasi sconnesse, questa venne da me ed io gli dovetti vendere il gioco.

  6. Ivan scrive:

    Sono cresciuto tra film splatter e giochi decisamente non adatti alla mia eta.Penso di essere una delle persone piu rilassate e meno violente del mondo,forse anch troppo certe volte almeno un po di viloenza verbale servirebbe ma non e propio nella mia indole.E posso dire che sono stufo e trovo oscena questa continua cacciaa alle streghe.Anche scrivere cose come ci sono giochi adatti a certe eta altri meno,bisognerebbe seguire il pegi puo solo alimentare queste credenze,queste eresie queste minchiate.Un bambino di 10 anni che gioca a gta non diventa un killer,un bambino che vede rambo non diventa un vendicatore un bambino che legge un libro fanatsy non diventa un nerd.si e ucciso in nome di dio piu che per altri motivi.Vietiamo le religioni,salviamo migliaia di vite ogni anno e basta con le caccie dalle streghe sui vg-film violenti o che le armi libere per forza incitino alle stragi.

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