Top 10 2012: la classifica redazionale dei migliori giochi dell’anno [con tanti Auguri!]

Top 10 2012: la classifica redazionale dei migliori giochi dell’anno [con tanti Auguri!]

Ebbene, amici di Inside the Game, ci ritroviamo ancora insieme in questo finale di 2012 per indicare quali giochi, nell’avviso tutt’altro che imparziale di questa redazione, si sono maggiormente distinti per qualità ed ambizioni. E sapete una cosa? Stavolta abbiamo avuto qualche difficoltà in più dell’usuale per mettere d’accordo le nostre 11 testoline: tra la mera quantità di ottimi giochi usciti negli ultimi 12 mesi, le preferenze personali ed i tentativi (anche troppo ambiziosi) di arrivare a criteri di selezione il più possibile oggettivi, la board privata di ITG è stata un focolare scoppiettante di classifiche provvisorie, opinioni, dibattiti ed invettive. Alla fine della giostra abbiamo scelto di far prevalere un elemento importante, ossia la sincerità di limitare il nostro giudizio a ciò che abbiamo effettivamente sperimentato con le nostre mani. È questa la ragione per cui probabilmente, nella selezione più in basso troverete omissioni piuttosto… brillanti, diciamo così.

Vogliamo andare nello specifico? Assolutamente si. In Gravity Rush, ad esempio, controlli tattili e giroscopici collaborano per rendere piacevole e significativa l’idea della manipolazione gravitazionale; le funzionalità di PS Vita si integrano nel game design in modo naturale, rendendo questo titolo non solo il più rappresentativo della piattaforma su cui gira, ma anche uno tra gli action game meglio progettati in circolazione. Guild Wars 2 non reinventa la ruota dei MMORPG, eppure il suo sistema di livellamento dinamico delle abilità è geniale per quanto rende interessante il backtracking, così come l’idea che le quest secondarie non debbano essere cercate ma si presentino naturalmente durante l’esplorazione del mondo; è un titolo incredibilmente accessibile e destinato a far scuola (peraltro, si paga una volta sola). Se avete voglia di avventure a quattro ruote, Forza Horizon è probabilmente la scelta più adatta: vario e curato all’estremo, il gioco vi porterà in giro per il Colorado mettendo alla frusta tutte le virtù dinamiche di Forza Motorsport su terreni di ogni natura; è un po’ il jack of all trades del suo genere, in senso assolutamente positivo. E poi ancora Catherine, una riflessione adulta e coraggiosa sul complicato mondo delle relazioni sentimentali, resa con metaforica intelligenza nella forma di un puzzle game horror.

Fuori dai canali mainstream, abbiamo avuto il piacere di elevare Journey a rappresentante di un mondo indie che diventa sempre più importante nel quadro dell’industria del videogioco, e che speriamo di poter premiare con maggior coraggio nelle classifiche a venire. Come dimenticare i brividi genuini che Slender riesce metodicamente a procurare, chiedendoci soltanto di correre attraverso una foresta buia? Quella folle maratona omicida che è Hotline Miami si presta a molteplici e controverse chiavi di lettura, inferendo una storia creata appositamente per rovesciare il piacere di gioco che ben sa di procurare. FTL – Faster Than Light è un simulatore di navicella spaziale che condensa in uno spazio assurdamente piccolo – quello della vostra nave – l’eleganza gestionale di Dune e l’esplorazione cosmica di Elite, mentre nello sgranato Lone Survivor ritroverete probabilmente il survival horror che né Capcom né Konami sono più in grado di offrirvi. Cito solo alcune gemme particolarmente brillanti in un firmamento troppo vasto per rientrare in un paragrafo, e che di certo la nuova rubrica Independent Monday tratterà con maggior rispetto e dettaglio.

Prima che l’ascia bipenne +1 di AkiRA si abbatta sulla mia tastiera, vi lascio alla classifica con un’ultima riflessione: il 2012 è stato un anno molto buono per i videogiochi, ricco di uscite e di qualità, ma proprio per questo indicativo del fatto che nella corsa a chi vende di più, diventa forse opportuno stringere le maglie del giudizio a favore di originalità e creatività. L’industria offre entrambe le cose, quindi sta a gente come noi, che quotidianamente parla di videogames, valorizzarle la dove non lo si faccia a dovere. Detto questo, ringrazio chiunque mi abbia pazientemente seguito sin qui e porgo sentitissimi auguri di Buon 2013 in nome di tutta l’alcoolica redazione di Inside the Game: let there be gaming, dammit!

10) Diablo III (Activision-Blizzard, PC, 15/5/2012) secondo Strider Hiryu

La principale ragione per cui Diablo III si trova in classifica, nonostante le assortite magagne create da Blizzard al lancio, è che si tratta di un titolo dannatamente divertente. La snella interfaccia rende il gioco molto più facile da gestire rispetto a Diablo II, e per quanto in giro si tenda a sostenere il contrario, il sistema di conferimento libero delle abilità assicura che il vostro personaggio possa diventare unico rispetto a quelli creati da altri giocatori. A proposito di classi, il bilanciamento creato da Blizzard per le varie tipologie di eroi è pressoché perfetto, il che garantisce la giocabilità in singolo e rende superbamente godibile il multiplayer online drop-in/drop-out per quattro utenti. Sarebbe un grosso errore acquistare Diablo III nella speranza di ritrovare una nuova epopea tolkieniana (tranquilli, gli incredibili filmati in CG di Blizzard ci sono eccome), ma se ciò che cercate è un hack’n slash puro, longevo, ricchissimo di oggetti mistici da scovare e profondamente interconnesso, beh… Siete nel posto giusto, a meno che non siate già impegnati con il più colorato Torchlight II.

9) Halo 4 (343 Industries, Xbox 360, 6/11/2012) secondo Blacksilver

Altro giro, altra corsa – o meglio altra trilogia per il nostro Master Chief. Dopo aver combattuto al suo fanco per anni contro Flood e Covenant, ecco che adesso dobbiamo scongelarci n tutta fretta da dove lo avevamo lascito in Halo 3 per affrontare una nuova minaccia: i Precursori. Due gli obiettivi di questo quarto capitolo: ricominciare la saga con qualcosa di credibile per altri tre titoli e dimostrare la capacità dei 343 di ricreare il feeling unico con cui Bungie ci ha deliziato per ben 10 anni. Missione compiuta? Personalmente penso proprio di si. Tecnicamente parlando, Halo 4 dimostra che Xbox 360, pur avendo imboccato la via del tramonto, ha ancora molto da dire ai nostri occhi come anche ai nostri pad. Le sensazioni di gioco sono inconfondibili, ed il livello di sfida sempre molto interessante. Anche l’esperienza online si riconferma di altissimo livello come da tradizione per la serie. E’ quindi il titolo perfetto? No, ci sono alcune sbavature sopratutto sul fronte dell’intelligenza artificiale dei nemici, e francamente ho trovato le armi dei Precursori un po’ troppo potenti rispetto alle controparti umane e Covenant. Comunque possiamo tranquillamente affermare che lo Spartan 117 è tornato alla grande.

8) Mass Effect 3 (BioWare, multi, 9/3/2012) secondo Dexter

Il finale più chiacchierato del 2012. Incompreso, corretto, protagonista di ogni tipo di speculazione e teoria. Il capitolo conclusivo della saga per eccellenza di questa generazione rappresenta in qualche modo la “nona sinfonia” targata BioWare. Mass Effect 3 è stonato, armonioso e poi stride ancora, deludendo alcuni ed esaltando altri. Per Inside The Game è l’ultimo tassello di una delle esperienze più emozionanti e profonde degli ultimi anni di storia del videogioco. Ogni scorcio, scelta di regia, tassello narrativo e gran parte dei personaggi con cui il Comandante Shepard si vedrà costretto ad interagire, contribuiscono a creare un universo vivo e credibile, che respira atmosfera, coinvolgimento, azione e carattere ruolistico. Dimenticate le polemiche sulle ultime ore di gioco e, se non l’avete già fatto, salite a bordo della Normandy per il suo ultimo indimenticabile viaggio.

7) Darksiders 2 (Vigil Games, multi, 24/8/2012) secondo Strider Hiryu

La formula del successo di Darksiders 2 è molto, molto semplice: prendete tutto ciò che era il capitolo precedente, e cesellatelo con più amore. Premiare il titolo Vigil Games solo per aver costruito sulle proprie fondamenta, tuttavia, sarebbe ingiusto nei confronti di chi ha speso tempo e sudore nel realizzarlo, ed anche di chi deciderà di dare al gioco una possibilità. Chi lo ha già fatto ha scoperto un’ottima sintesi tra la struttura dei mondi di Zelda, i combattimenti stimolanti di God of War e fasi platforming che strizzano l’occhio ai vecchi Prince of Persia, il tutto riassunto in un mondo ove l’influenza dei comics americani è debordante: la bellezza delle viste e l’uso sapiente dei colori sopperiscono ad una gestione tecnica perfettibile, ma soprattutto fanno da contorno ad una vicenda che si lascia scoprire con la stessa semplicità e immediatezza con cui leggereste un fumetto. C’è una fortissima componente di stile in Darksiders 2 che manca a tanti altri giochi la fuori, e ci auguriamo di vederla rinnovata in un prossimo capitolo. Certo, non sarà facile creare un nuovo (anti)eroe eclettico ed avvincente come Morte!

6) Borderlands 2 (Gearbox Software, multi, 21/9/2012) secondo Miss Hatred

Originale, divertente e un po’ tamarro. Tutto quello che volete, ma Borderlands di sicuro non è noioso, e tantomeno il suo seguito. Penso sia proprio questo: uno sparatutto di ruolo che, riuscendo a spiccare quanto basta sopra agli altri videogames usciti nello stesso periodo, si è conquistato uno dei primi posti nella mia classifica personale dei “masterpieces” degli ultimi anni. Forse sarà stata la grafica in cel-shading che ha donato quell’accento stile “cartoon” al gioco, distaccandolo dalla ubergrafica a cui stanno mirando tutti i videogames del momento, oppure il carisma dei personaggi che, pur parlando pochissimo o per nulla, sono riusciti a farmi affezionare a loro. Oppure ancora la longevità del gioco, l’atmosfera affascinante e al contempo pericolosa delle distese deserte di Pandora, le colonne sonore, i nemici spiritosi, ostinati e pronti a distruggerti in qualsiasi momento, le miriadi di armi e così via. Vogliamo poi parlare del gameplay? Tantissime missioni sia primarie che secondarie che non ci faranno perdere un attimo di tempo su Pandora, nuovi nemici, nuovi ambienti e panorami da lasciare senza fiato, quattro classi studiate nel dettaglio, tante armi e personalizzazione. Detto personalmente, non lasciatevelo sfuggire!

5) Max Payne 3 (Rockstar Games, multi, 18/5/2012) secondo Dollmasterz

Rockstar si fa erede dei ragazzi di Remedy e porta nelle nostre console la terza avventura dello sfortunato Max Payne. Nuova ambientazione, nuovo look, ma lo stesso personaggio che abbiamo imparato ad amare anni fa, sconvolto dal dramma vissuto nel corso dei due prequel e pronto a iniziare una nuova vita in Sud America. Complotti, rapimenti, flashback, rimorsi e rimpianti, un Brasile tutto da scoprire attraverso gli occhi mai lucidi del nostro anti-eroe in un cocktail esplosivo che rende la campagna single player una delle migliori esperienze di quest’anno. Rimane un filo di nostalgia per l’ambientazione invernale/newyorchese dei precedenti capitoli e si storce il naso soprattutto per l’assenza della narrazione a fumetti che ha reso celebre la saga, ma per un ritorno ottimo come questo siamo pronti a soprassedere. Tanta adrenalina, una perfetta gestione del bullet time e un doppiaggio inglese veramente di altissimo livello, fanno di Max Payne 3 uno dei grandi protagonisti di questo 2012, e rendono l’ultima fatica di Rockstar un videogioco degno della classifica di Inside the Game.

4) XCOM: Enemy Unknown (Firaxis, multi, 12/10/2012) secondo Fucktotum

Se c’è un titolo (ma ce n’è più di uno) considerato in modo pressoché unanime come “perfetto” questo è sicuramente XCOM: Ufo Defense. Firaxis si è presa in carico la responsabilità di rivedere, correggere e portare al 2012 quella formula eccezionale, fatta di tanta strategia, scelte gestionali complesse e un’atmosfera quasi ineguagliabile. La missione è stata compiuta nonostante qualche disguido tecnico poco rilevante e XCOM: Enemy Unknown è un prodotto impegnativo, spietato ma in grado di dare emozioni impagabili. Le due fasi da cui è composto, una organizzativa e l’altra operativa, sono ben bilanciate e, sebbene sia evidente la sua natura di titolo PC, l’interfaccia e i comandi risultano efficaci e intuitivi anche su console.
La consolidata struttura a turni di ogni partita rende ogni movimento e ogni scelta una decisione da ponderare con estrema attenzione, perché il rischio di vedere la propria squadra spazzata via da un errore di superficialità è presente in ogni missione. Nessuno vuole vedere morto il proprio soldato preferito, soprattutto perché non è possibile rimetterlo in sesto: lungi dall’essere frustrante, è questa “crudeltà” verso il giocatore a rendere l’atmosfera e lo svolgersi degli eventi in XCOM: Enemy Unknown una lotta colpo su colpo alla minaccia aliena credibile ed adrenalinica.

3) The Walking Dead (Telltale Games, multi, 28/4 – 20/11/2012) secondo Kal-El

Telltale Games, con il suo The Walking Dead è riuscita in due degli achievement più difficili da collezionare per una qualsiasi software house: realizzare un videogame di ottimo livello tratto da una licenza fumettistica di successo e confezionare un’avventura grafica – o punta e clicca – capace di adattarsi ai tempi senza pregiudicarne, ma anzi, riproponendone e reinventandone lo stile di gameplay immersivo. Il titolo ci porta nel mondo degli zombie a fumetti, snocciolando, di puntata in puntata, gli argomenti e le tematiche che hanno fatto delle comic un vero e proprio cult. L’horror è portato in cima, come solo i migliori maestri del cinema sanno fare, mettendo in primo piano le componenti immancabili del genere, grazie anche a un gameplay capace di fare la sua parte, e sullo sfondo i messaggi, le critiche e le analisi rivolte alla natura umana e alla società nella quale viviamo.
The Walking Dead e Telltale Game confermano la potenza del medium videoludico e di come questo possa arrivare non solo a offrire un intrattenimento di massa ma anche di livello e di contenuti. Quest’ultimo e non meno importante fattore, unito agli altri, fa di questo titolo la sorpresa dell’anno.

2) Journey (Thatgamecompany, PS3, 14/3/2012) secondo @ntonio

Uno dei titoli più anti-commerciali degli ultimi dodici mesi si rivela anche uno di quelli che segna più in profondità quest’annata videoludica. L’impresa di Jenova Chen e soci riesce laddove, alle istanze di un mercato saturo di prodotti (nell’accezione meno nobile del termine), oppone il guizzo di chi in un’industria diversa ci crede davvero e vuole ad ogni costo farne parte. Le comprensibili ma fuorvianti recriminazioni sulla sua risibile longevità non fanno che affondare il pugnale su una ferita lungi dall’essere rimarginata: Journey durerà molto più di tanti, troppi suoi illustri colleghi.

1) Dishonored (Arkane Studios, multi, 12/10/2012) secondo AkiRA

Dishonored mi ha stupito come un fulmine a ciel sereno. I video facevano pensare ad un videogioco sicuramente interessante ma non erano sufficienti per gridare al miracolo. I primi 15 minuti poi, ricordano talmente tanto Bioshock (è colpa del motore grafico) che pensi di aver buttato i tuoi soldi… invece il titolo di Arkane riesce a centrare un obiettivo che, già da solo, sarebbe un buon motivo per vederli al primo posto della nostra classifica: “creare una nuova IP”, achievement unlocked. Dishonored è il solito mash-up di idee e generi: sembra Thief perché non si può uscire dai combattimenti a spadate, un po’ Prototype per i “super poteri”, ha qualcosa di Deus Ex sulla progressione del personaggio… ecc. Non c’è da stupirsi: al giorno d’oggi non ci può essere una “novità”, i videogiochi si programmano così, prendendo il meglio dai titoli di maggiore ispirazione. Il punto è che non sempre le ciambelle riescono col buco, mentre Dishonored è il figlio perfetto di questa filosofia. Ha una bella trama, una difficoltà solida ed un gameplay talmente accattivante da spingere chiunque a rigiocare, cercando la perfezione, i vari capitoli del gioco. Primo posto meritato in una annata probabilmente non all’altezza delle precedenti ma comunque capace di sfornare videogiochi indimenticabili. E ora… ci vediamo sulla prossima generazione!

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24 Di risposte a “Top 10 2012: la classifica redazionale dei migliori giochi dell’anno [con tanti Auguri!]”

    • Personalmente lo vedo come un far cry 2 senza i difetti e con qualche miglioria, sembrava giusto premiare chi ha fatto qualcosa di nuovo, come dishonored o journey o the walking dead, e per una volta lasciare fuori un OTTIMERRIMO titolo ma frutto di una serie di correzioni del capitolo precendente. E’ penalizzato dalla sua storia più che dal suo contenuto.

      10 titoli, anche in un’annata come questa, sono difficili da incastrare.

      Tu hai detto Far Cry 3, ma scommetto che molti pensano, “ma AC 3, COD e Fifa ????”.

      Si poteva fare una classifica con il migliore di ogni genere e togliersi, in parte, questo problema. Però resta il fatto che ognuno giudica a modo suo. Certa critica ha plasmato le categorie per non scontentare e ha messo far cry 3 e Halo 4 in classifica come due generi diversi, ma lo sono????????????

  1. Hizaki scrive:

    Tranne Journey non c’è un solo gioco che mi piace :(

  2. Fucktotum scrive:

    stavolta c’è stata davvero tanta lotta e ognuno di noi (sul serio!) ha modi e motivi per essere scontento. Si tratta del frutto più democratico possibile che abbiamo potuto raccogliere, nella mia classifica non ci sarebbero stati Journey, Darksiders, Halo e Diablo, tutti per motivi diversi :)

  3. Redwind scrive:

    La classifica va bene, anzi complimenti, davvero democratica, solo che avrei messo Far Cry 3 (giocatelo ragà è un titolone sotto tutti i punti di vista, altro un far cry 2 senza i difetti e con qualche miglioria :D) al posto di Darksiders 2.

    • Dexter scrive:

      FC3 era vicinissimo ad entrare in classifica, e molti di noi lo avrebbero inserito. Ma alla fine, banalmente a livello numerico nella conta dei voti, è rimasto fuori. ;)
      Personalmente ho premuto molto per l’inserimento di Darksiders II: per longevità, genialità degli enigmi, coraggio di una THQ in difficoltà, setting e narrazione.

    • Quello sicuramente! Nonostante i difetti io giocai il 2 e mi divertiiiiiii. QUesto può solo fare molto meglio rispetto a quello e alla fine quoto dexter. Il popolo ha premiato altro :)

  4. Inevitabile rivolgere il pensiero a ciò che non è stato inserito e che avrebbe meritato una menzione. Ma intendo ribaltare la cosa: perché non spendere due parole su ciò che un po’ dovunque è stato inserito mentre nella nostra Top 10 non ha trovato il medesimo spazio?

    Perché, a parere di chi scrive, aver scongiurato menzioni come quella di un Assassin’s Creed III, o aver relegato a fondo classifica titoli come Mass Effect 3 rappresenta già un traguardo notevole. Sul podio, Dishonored a parte, trovate due progetti di case “minori”, dove le virgolette sono d’obbligo per tutta una serie di motivi.

    Journey, per quanto mi riguarda, è senz’altro il titolo del 2012. Ho avuto il piacere di parlarne in più occasioni, ma ad oggi non riesco a fare a meno di credere che non ne abbia parlato abbastanza. Ciò vuol dire che, anche a distanza di 10 (dieci!) mesi, il gioco continua a crescere dentro di me.

    Peraltro, proprio perché un’iniziativa del genere deve assolutamente essere espressione dell’entità unica ‘redazione’, fuori ci sono due dei titoli più interessanti degli ultimi dodici mesi, che completano la mia personale Top 3. Parlo di Catherine e di Hotline Miami.

    Insomma, se voi avete qualche sacrosanta osservazione da sottoporre, sappiate che prima di voi ognuno di noi c’è già passato e potrebbe integrare un articolo a sé stante di parentesi e ‘correzioni’.

  5. startawell scrive:

    Ma qual’é il traguardo nel mettere un “titolone” a fondo classifica? Delle volte trovo piu’ fastidioso e “fichetto” fare gli alternativi per forza. E purtoppo, qui su ITG sta avvenendo troppo spesso. E dico questo non perche non mi garba la classifica eh! La prendo per quella che é, una lista di titoli a preferenza di persone che hanno gusti simili o diversi da me. Son certe affermazioni che mi lasciano un pó perplesso…

    • Fucktotum scrive:

      è una bella critica, mi piacerebbe fosse più circostanziata per avere un confronto che può esserci davvero utile! Per es. le affermazioni sono nella risposta di @ntonio o nel post? E la voglia di essere fichetti e alternativi la riscontri da poco o magari già l’avevi notata ma era meno “evidente”? Chiaramente al di là della classifica o dei gusti personali, entrambi lasciano il tempo che trovano! Se ti va, facci sapere ! :D

    • Marco, ti dico la mia per come vivo il lo scrivere di VG, magari per gli altri è diverso. Sono un giocatore ”particolare”, a volte molto esigente, a volte davvero poco. Mi esalto per una buona idea realizzata col culo, mi ammoscio spesso con un titolone perché mi annoia. So che molte volte non è così, ma mi piace pensare che un sito di VG non debba solo dare news o recensioni o spararti l’ultimo video, ma debba essere in grado anche di premiare e segnalare quello che soggettivamente ha divertito una o un gruppo di persone. Nel senso, mettere in luce un titolo che merita, ma che, per ovvi motivi, non ha avuto la copertura mediatica di un COD o un Assassin’s o un Super Mario qualsiasi. :) Nel mio ideale, un ITG, o un qualsiasi portale dovrebbero fare un po’ da “talent scout” e condividere con i lettori piccoli gioiellini che, oltre ad esserci piaciuti (e ti assicuro che quello che è in lista è tutto quello che noi abbiamo giocato e apprezzato), potrebbero piacere a chi ci legge. ;) Mio punto di vista ovviamente, magari Anto, Simone, Massimo, Pierpaolo e tutti gli altri la vedono diversamente.

      • startawell scrive:

        Ma guarda Andrè, che anche a me fa piacere che venga data la giusta visibilità (rispetto ad altri siti) un The Walking Dead, rispetto ad un COD o FIFA a caso. Semplicemente mi sembra che ultimamente (e rispondo anche a Fuck) vada per la maggiore lo sminchiamento del gioco commercialotto, rispetto a quello di nicchia. Allora, a me la cosa va benissimo, se però VERAMENTE viene curato il gaming “indie” e non con sporadiche apparizioni qua e la. Io sono un amante dei live arcade. Beh, quanta visibilità gli avete dato? Poca. Non nulla, ma poca. Basta guardare il già citato The Walking Dead, è stato recensito a metà. Qualcosa in più con i titoli iphone/android, ma sono stati citati i più commerciali (Angry Bird Star Wars mi sembra, e poco altro..e non è che le uscite mancano!). Allora, facciamo gli alternativi? Ok, ma informateci/mi a dovere.
        E un certo snobismo (come accadde nei vari commenti su COD) ultimamente l’ho notato. Vedi la frase “aver relegato a fondo classifica titoli come Mass Effect 3 rappresenta già un traguardo notevole”, la trovo senza senso. Poi, mi spiegherò forse meglio in un futuro post, ora mi vado a preparare per l’ubriacatura di fine anno! :P

        • Io ti rispondo anche se non c’entro una fava. Il tuo commento mi piace un sacco! Dico sul serio e sono d’accordo!

          Infatti nel mio ultimo post di DSG, brevissimo e che si legge nel tempo di una pisciata, dico fondamentalmente che bisogna avere più fiducia. In tutto!

          Parlo per me, anche se userò il plurale giornalistico madajestatis, ultimamente ci siamo datti TROPPO a quei commenti. Quello che hai virgolettato tu su ME3 è un esempio. Stiamo facendo gl’italiani. Ci lagnamo senza produrre e così si fa parte del problema e non della soluzione, quindi si vale zero. E lo dico di me medesimo, quindi mi autocritico abbestia.

          E’ molto più intelligente, e lo faremo, far capire perché quello è bello e migliore e perché quell’altro è altrettanto bello ma ha una valenza diversa.

          Per me bisogna dare un peso maggiore al voto ed essere meno cattivi con il mainstream che vende. Che sia COD o ME o AC non importa. Obiettivamente hanno grossi meriti e sono giocati. AC lo gioco pure io e mi diverte e il mio compito dovrebbe essere far capire perché quell’altro è migliore. Questo non vuol dire che debba essere universalmente vero e quindi se non ti piace sei scemo. E’ migliore sotto un punto di vista critico, tecnico e di valutazione, poi se a uno piace abbestia giocare al majong di windows, come faccio io, non gli si può dare del coglione. Va bene anche quellO!

          • @NtonIo scrive:

            Non mi si equivochi, ma personalmente di “italiano” (sic) ci vedo solo questo atteggiamento superficiale che aleggia in prese di posizione come quella che ci colloca tra la canea di “aristocratici del videogioco” (sic, di nuovo). La richiesta di completezza non solo è ben accetta, ma è dovuta e doverosa. Non si può infilare un tappo in bocca a chi ti chiede competenza ed informazione.

            Ciò da cui prendo le distanze è invece la critica che porta essenzialmente allo “scontro”, laddove vengono pesati i singoli termini senza preoccuparsi affatto di comprendere a cosa rimandino. Sono un fermo assertore della “critica” intesa come “educazione”: così come io posso avere bisogno di apprendere da qualcun altro un aspetto che mi sfugge, altri potrebbero affidarsi a me per il medesimo motivo. Con la differenza che se, entro un certo limite, non do ragione di ciò che sostengo, è del tutto legittimo chiedersi cosa ci stia a fare qui.

            E no, non avverto in alcun modo l’esigenza di chiarire che “tutti i gusti siano leciti”. Perché nel momento stesso in cui facciamo notare che ognuno possa fare come creda, o che sia libero di apprezzare ciò che vuole senza essere in alcun modo ripreso per questo, stiamo inavvertitamente ed inconsapevolmente mettendo in dubbio proprio il concetto che intendiamo avvalorare con simili considerazioni. In altre parole, se tutto ciò è scontato, perché ribadirlo ogni due per tre?

            Questa è “l’italianità” che dobbiamo scrollarci di dosso come fosse una sanguisuga. Perché Dio solo sa quante energie incanaliamo in discussioni che non portano a nulla, che girano attorno a un argomento senza alcun motivo valido; energie che, diversamente, possiamo benissimo far convergere in speculazioni un po’ più ardite, anche a costo di andare fuori strada. A patto che ci si accorga in tempo della brusca manovra e si torni in carreggiata; ma soprattutto, che si lascino da parte certe inconcludenti formalità, dettate da un finto interesse verso la sensibilità altrui. Dinanzi al bivio tra l’essere un “critico” oppure un paraculo, si può sempre optare per nessuno dei due.

  6. Gidantribal scrive:

    I titoli nella top ten sono ottimi non c’è che dire. Queste sono le scelte del team di ITG che come ben spiegato in apertura sono frutto di lunghi scontri all’ultimo HP. Va benissimo così, anzi, può essere un buono spunto per mettere le manine su titoli che noi per questo o quel motivo abbiamo ignorato. Per tutti gli altri titoli che vogliamo menzionare ecco qui il topic :D

    [URL]http://www.insidethegame.it/forum/showthread.php?9826-The-Best-of-2012[/URL]

  7. @NtonIo scrive:

    Infilare Mass Effect 3 tra i titoli migliori dell’anno solo perché sia “piaciuto” o abbia “divertito” non mi sembra sinceramente un buon punto di partenza. Se non ci si prende la briga per lo meno di tentare di comprendere da quali istanze siano mosse certe nostre scelte, diventa pressoché Impossible percepirle nel modo giusto.

    Non a caso l’impressione che non si voglia elogiare Mass Effect 3 per mera “puzza al naso” è essenzialmente frutto di un’errata percezione; di pancia, oserei dire. Il meccanismo che si innesca è sempre lo stesso, quale che sia l’argomento: scagliati contro “qualcosa” che io apprezzo, o addirittura adoro, e dovrai vedertela con me!

    Si tratta di un atteggiamento sterile, perché ahimè non porta da nessuna parte. “Attaccando” un gioco non attacchiamo i gusti di alcuno, che può continuare a coltivarli come più gli aggrada. Non vi si chiede di concordare con questa classifica o con le nostre posizioni, quanto, al massimo, di capire cosa vi sia alle spalle. Eppure non mi pare che sia arrivata alcuna domanda in tal senso.

    Mass Effect 3 ha una bella confezione, su cui c’è poco da eccepire. Ma se guardo a cosa ha spinto l’asticella un po’ più in là, il titolo BioWare non sfiora nemmeno i miei pensieri. Ora, che a pochi o molti non interessino certe dinamiche rileva poco o nulla: a noi interessa analizzare questo settore sviscerandolo, pur nei limiti delle nostre possibilità. Questo significa tenere conto di tante variabili, che a mio parere tagliano fuori tutta una serie di titoli tripla A: non in quanto tali, ma perché concepiti tutt’al più per intrattenere.

    Non c’è nulla di male nel fatto di non prendersi alcun rischio a fronte di un investimento come quello di un Mass Effect o di un Assassin’s Creed, tirando su un gioco costruito per piacere. Ma non si può pure pretendere che lo si incensi per questo. Perché se è bello ciò che piace allora stiamo discutendo di nulla. Se invece vale ciò che per forza ci è stato detto che valga è ancora peggio.

    In tal senso, ribadisco che non cedere alla tentazione di “sprecare” un posto “alto” per un titolo come quello sopra citato è un traguardo – che, ripeto, tanti altri non hanno raggiunto. Certi equivoci sorgono soprattutto a causa di questa mancata comunicazione da parte di chi si occupa di fare “critica videoludica”, la quale, come buona parte delle “critiche”, versa in uno stato moribondo (salvo sempre più rare eccezioni).

    Il mio è un discorso che non può certo esaurirsi in poche righe, ma se il “prezzo” da pagare per farsi capire è quello di apparire snob, poco male. Non vedo quale credibilità avrebbe un’arringa tesa a confortare il lettore contrariato di turno circa il fatto che Mass Effect 3 (o chi per lui) sia un bel gioco, ma che forse non è quello di cui c’è così tanto bisogno. Anche se mi rendo conto che certi titoli siano così magistralmente accondiscendenti che non condividere la stessa euforia tenda ad urtare alcuni.

    Mi spiace, ma c’è decisamente meno ideologia di quanto sembra nelle nostre posizioni. Né mi sorprende che si sia ancora al “siccome piace a tutti, loro fanno i bastian contrari”. Trattasi di un’argomentazione limitante, sia per chi la pone che per chi la subisce. Quando capiremo che dietro la presunta sacralità del “giudizio” personale si cela la pericolosa uniformità di gusti? Basti pensare che, implicitamente, certi ragionamenti recitano quanto segue: “puoi esprimere tutti i giudizi che vuoi… purché i tuoi gusti rispondano a dei canoni precisi ai quali uniformarti: pena, il dissenso, quando non l’emarginazione dalla ‘nostra’ cerchia”.

    Per concludere, non so se sia faccia “alternativo” o meno, ma nell’universo del primo Mass Effect ricordo con una certa nostalgia di averci proprio vissuto, mentre quest’anno ho inserito nella mia Top 10 un titolo non esattamente “di nicchia” come Halo 4. E non che quest’ultimo sia esenti da difetti, specie in relazione a quanto espresso sinora.

  8. Hizaki scrive:

    A questo punto mi aspetto le vostre classifiche personali…giusto per curiosità e per farvi lavorare di più :D

    • Fucktotum scrive:

      Ahhahahah tu scherzi, ma io la posterò sul forum: chiaramente composta solo dai giochi giocati, con esclusi eccellenti (secondo me quest’anno è stato abbastanza osceno, con pochissimi titoli capaci di interessarmi davvero… forse ho lisciato quelli validi sul serio?) :D

  9. Hizaki scrive:

    Se leggi la mia top ten jappofila nel topic apposito direi che ne hai mancati parecchi fuck…O forse sono io troppo parziale :D

  10. rastasoul86 scrive:

    Probabilmente sono l’unico a cui dishonored non ha fatto impazzire. Bello eh, per carità però a mio parere parecchio anonimo. Storia scialba, ambientazione con ottime potenzialità ma sfruttata pochissimo, grafica appena sufficiente. Insomma un buon titolo ma che non rientra nella mia top ten personale!

    P.S.: Far cry 3 è una figata!!!! Altro che il 2 senza difetti! Dalla trama alla giocabilità, tutto è ai massimi livelli!

    • Quello che non capisco e che tutti prendono la mia considerazione come una cosa negativa e invece NON lo è ASSOLUTAMENTE!

      Il 2 aveva dei difetti che facevano di un POSSIBILE gran gioco un mediocre. Questo li ha eliminati e ha aggiunto un cattivo di livello, che è FONDAMENTALE, e ha riproposto le meccaniche del 2.

      Far Cry è una figata e non lo mette nessuno in discussione, ma non è un prodotto preso da 0 e nato così! Per questo motivo non è stato premiato ed è lo stesso motivo per cui un titolo come Borderlands 2 è molto discusso in classifica, perché subisce, a mio parere, lo stesso giudizio di Far Cry 3.

      RIPETO: il mio non è un commento negativo!

  11. BlackSilver scrive:

    Ho letto un po’ di cose ma il punto centrale è che una classifica per quanto ponderata sarà sempre parziale. A meno di non usare come metro le vendite o le ore giocate, ovvero dati oggettivi quantificabili…qualunque punto della classifica e di qualunque altra classifica è permeato dalla soggettività di colui che l’ha composta.

    La nostra classifica è comunque il frutto di un’accesa ed interessante discussione nella redazione con esclusioni dolorose e posizionamenti anche complicati…ma resta il frutta di una mediazione dove ognuno ha contribuito con le sue idee.

    Personalmente in questa classifica vedo la mancanza di due titoli che mi hanno ampiamente colpito questo anno (ed ancora più incredibile perché TPS), ovvero Binari Domain e Spec Ops The Line…ma questo non li rende certamente meno brillanti ai miei occhi e nei miei ricordi.

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