Indipendent Monday: A Walk in the Dark [Recensione Indie Game]

A Walk in the Dark

  • Piattaforma: PC
  • Publisher: Flying Turtle
  • Software House: Flying Turtle
  • Indipendent Monday: A Walk in the Dark [Recensione Indie Game]

    Comincio questa recensione con dovute scuse al popolo di ITG e a chiunque, dopo questi primi rutti primordiali, si sia affezionato a Indipendent Monday. Da italiano relegato all’estero, e quindi costretto all’esodo natalizio, ho mancato il mio appuntamento con la rubrica ma non demordo di certo. Eccomi però qui sopravvissuto alla fine del mondo che, senza nemmeno una telefonata o un messaggio, pur sapendo che io sono un tipo ansioso e poi mi preoccupo, mi ha dato buca.

    Il primo gioco indie che recensiremo in questo 2013 ha un che di terrificante, profano e profondo in quel suo titolo mistico quanto i criptici messaggi di Adam Kadmo o la barba innaturalmente a punta di Bossari.

    A Walk in the Dark, è un titolo evocativo nei suoi contrasti cromatici e fiabesco secondo pilastri classici di una letteratura spesso riveduta per non mancare allo scopo per cui si raccontano le fiabe ai bambini, far addormentare. Il nero, un profilo agile è in contrasto con uno sfondo da colori al neon quasi accecanti e attenuati da una grafica capace di bilanciarli alla perfezione. Una bambina e il suo fedele animale da compagnia. Una dolce Alice, per ritornare alle favole, trascinata da un oscuro mostro in dimensioni dalla malvagità meccanica e inquietante, scura e bianca, pallida e profonda come la notte. Una colonna sonora classica di carica zen guida un viaggio parallelo attraverso questi due mondi, in un semplice platform privo di complicazioni e visivamente epico. A primo impatto, il titolo, promette delle belle.

    Addentrandosi nel mondo di A Walk in the Dark si comincia a comprendere il perché del titolo. I protagonisti non sembrano essere gli unici a dover camminare nel buio ma sono in buona compagnia degli sviluppatori che, incuranti della sostanza, una rarità del movimento indie, realizzano un titolo alla rincorsa di un Limbo, opera ben più geniale e consigliata, nel quale rimangono intrappolati e vittime.

    Il gameplay è troppo classico, semplice e sembra quasi che Super Mario o Rayman non siano mai stati giocati dagli sviluppatori. Inoltre non viene arricchito da particolari scelte narrative. Questo il vero tasto dolente. Forse troppo concentrati sull’impatto visivo, simile al sopracitato titolo, si sono dimenticati di dargli una valenza videoludica, riducendo il tutto a uno di quei vecchi vidiogiochi portatili Gig Tiger, dallo scenario disegnato su cristalli liquidi. Cari giovinastri, non sapete cosa vi siete persi!

    L’epico creato dal mix visivo e musicale si esaurisce quando ci si scontra con alcuni tipici difetti dei platform a 8 o 16bit. Morire sfiorando uno spuntone o per via di controlli incerti è ordinaria amministrazione e, questo aspetto retrò, di certo non ci manca. La legnosità della volpe?, gatto?, ligre?, Cosa diavolo è?!, è qualcosa di improponibile ed è solo paragonabile a quella della bimba co-protagonista.

    La produzione si fa beffa delle belle parole spese per il movimento indie, di produzioni come Super Meat Boy e confeziona un gioco piatto, vuoto, arretrato e non certo retrò, ma semplicemente superato. Un po’ la differenza fra vecchio e vintage.

    A Walk in the Dark, snatura completamente il concetto di indie che, partendo dal classico, riesce a rielaborare proponendo avventure avvincenti, gameplay moderni, storie sorprendenti ed esperienze immersive. Il titolo è una mera imitazione di uno stile visivo d’impatto ma svuotato completamente della sua essenza, proponendo al giocatore un prodotto che, difficilmente, troverà riscontri positivi in qualsiasi videogiocatore, demenze senili escluse!

    State con noi, cari lettori, perché dopo questa passeggiata in una selva oscura, torneremo con titoli ben più interessanti e produzioni indie per i boxari e più in la anche sonari o chi lo sa magari ouyari, che mica siamo razzisti noi!!

    [Nota: link al sito ufficiale di A Walk in the Dark]

    Inside The Game

    • visivamente lodevole...
    • ottima colonna sonora

    Outside The Game

    • ...privo di una valenza videoludica
    • gameplay basico
    • controlli imprecisi
    • superficiale
    • vuoto
    Voto:

    Delusione

    Come valutiamo i giochi

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    2 Di risposte a “Indipendent Monday: A Walk in the Dark [Recensione Indie Game]”

    1. Peccato, lo stile grafico sembrava davvero indovinato ma leggendo la rece ho capito le magagne del gioco :) Non tutto l’indie luccica

      • NOn tutto ciò che è indie luccica – by Akira – è forse il commento migliore.
        Sfortunatamente questo titolo ha un impatto grafico e sonoro di livello, ma manca tutto il resto. L’inventiva, il gameplay, un messaggio o semplicemente una storia diversa.
        Fez è un platform classico che prende per i fondelli il retrò dicendo al protagonista che il mondo è 3d e butta questa cosa in gameplay e lo fa stupendamente anche in modo visivo.
        Limbo è tutto giocato fra grafica, gameplay e contenuti.

        Questo A Walk in the dark è proprio un andare di notte, contromano, a fari spenti, ma su un lamborghini. Non è positivo! ehhe

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