Categorie | 3DS, COPERTINA, Recensioni

Paper Mario: Sticker Star [Recensione]

Paper Mario: Sticker Star

  • Piattaforma: Nintendo 3DS
  • Publisher: Nintendo
  • Software House: Nintendo EAD
  • Paper Mario: Sticker Star [Recensione]

    Scrivere la prima recensione è sicuramente un traguardo sognato da qualunque videogiocatore, ma farlo parlando della serie probabilmente più conosciuta al popolo videoludico è come svegliarsi il 25 dicembre e scoprire che Babbo Natale ci ha portato proprio quello che desideravamo (sì, altri videogiochi!). Di tutto ciò devo ringraziare il nostro Un-boxer preferito Pierpaolo “Dollmasterz” Rainaldi, che mi ha indirizzato su questo portale su cui spero di riuscire ad intrattenervi con due chiacchiere sul mondo del gaming. A questo punto potrei dire due parole su di me, ma a voi non fregherà giustissimamente nulla, quindi bando ai sentimentalismi e giù con la review!

    “Ce l’ho, ce l’ho, mi manca!”. Se non avete mai pronunciato queste parole avete sprecato la vostra infanzia. Per voi altri che invece avete capito benissimo a cosa mi riferisco e che avete sicuramente fatto un sospirone di commozione in ricordo dei bei tempi andati, sappiate che mamma Nintendo ha pensato proprio a noi con l’ultimo prodotto targato Super Mario.

    Paper Mario: Sticker Star è infatti il nuovo capitolo, ed il primo per 3DS, dell’originale serie dell’idraulico versione paper-thin. Se non avete provato i precedenti  episodi, si tratta di un simpaticissimo spin-off in cui il nostro eroe made in Italy e tutto il mondo in cui ci muoveremo vengono rappresentati come sottili fogli di carta. Stavolta però a farla da padrone, come da titolo, saranno gli sticker. Ma andiamo per ordine…

    paper mario bowser

    Stickers, stickers everywhere!

    Bowser rapisce Peach. “Old school is the best” direbbero in America. Ed io qui in Italia dico “e c’avete ragione pure voi!”. Ciò che ha reso Mario un evergreen dei videogiochi infatti non è la storia alle spalle e Paper Mario: Sticker Star non smentisce la tradizione. Ma il vecchio, si sa, dopo un po’ annoia anche i giocatori più incalliti e alla Nintendo lo hanno capito bene. Quindi, pur non allontanandosi dalla strada maestra dell’intramontabile gameplay, da tempo la scuderia nipponica sforna dei prodotti a base classica, introducendo al contempo piacevoli novità che infondono nuova linfa vitale al baffuto M. (esempio calzante è Super Mario 3D Land, ma anche a suo modo il Coin Rush di New Super Mario Bros 2). Ebbene, con quest’ultima cartuccia sono riusciti ad andare oltre, creando un gioco che non è un semplice spin-off, ma un titolo a sé stante capace di tenervi incollati ai piccoli (o grandi, sì parlo proprio a te che invidio per esserti comprato l’XL di Pikachu!) schermi della console portatile.

    Anche in questo caso, come detto, dovremo affrontare nuovamente il corazzuto Bowser, colpevole, oltre che del solito rapimento della principessina, di aver assorbito gli incredibili poteri della Cometa Sticker, andata poi distrutta, e spetterà a Mario –  come un piccolo Goku, ma con più baffi – ritrovare i vari frammenti dispersi nel suo mondo cartaceo. Per riuscire nell’ennesima fatica avremo a disposizione una compagna di avventure, la piccola Corinne, guardiana degli Sticker Reali andati perduti, che darà spesso a Mario la colpa di quanto accaduto in dialoghi tanto curati quanto spassosi, uno dei punti di forza del gioco (e no, non potremo controbatterle, Mario continuerà a non spiccicare parola, ma le espressioni di disappunto unite ad una colonna sonora divertente renderanno il tutto ancora più comico).

    L’elemento di novità del titolo risiede però nel gameplay del gioco. Ci ritroveremo infatti in livelli tridimensionali percorribili in lungo e largo con un personaggio che però resterà sempre bidimensionale, in un magnifico effetto grafico, reso ancora più attraente dall’uso del 3D che riesce ad esprimersi al meglio in un titolo con tali caratteristiche.

    Ma c’è di più, gli sticker (Reali) non saranno solo il nostro obiettivo in ogni Mondo, ma rappresenteranno anche e soprattutto il mezzo con cui farci largo tra le ondate di Koopa, Goomba, Piante Piranha & Co. Infatti alla base del gioco c’è proprio l’utilizzo in battaglia di adesivi, che potremo acquistare presso il negozietto di Toad alla capitale oppure semplicemente strappandoli via da alberi, da staccionate, dal terreno, ecc. per poi riporli nel nostro album (che sarà sempre presente in primo piano sul touch screen) e riusarli al momento opportuno per aprire un ponte o tappare una ventola che non vi permettevano di passare. Anche i combattimenti con i nemici avverranno tramite gli sticker, diversi per potenza ed effetti, in un sistema di battaglia a turni in cui bisognerà  eliminare gli avversari il più velocemente possibile per non rimanere a corto di punti vita, ma cercando di conservare gli adesivi rari per gli scontri più impegnativi . La prima pecca da registrare però sta nel fatto che, nonostante qualche iniziale tutorial, non molto viene spiegato sul corretto utilizzo degli sticker e capiterà di ritrovarci, specie nei boss fight in cui il livello di difficoltà sale esponenzialmente, a dover tentare di usare un adesivo per poi renderci conto che è totalmente inutile. Questo potrebbe portare i giocatori meno navigati e meno pazienti a delle spiacevoli “arrabbiature”; arrabbiature che, e qui ad avviso di chi scrive risiede il difetto più antipatico del gioco, si trasformeranno in veri e propri rodimenti di fegato anche per i più nerdizzati quando vi ritroverete a non capire cosa dover fare per proseguire perché non avete raccolto l’adesivo X nel livello Y e che ora vi serve nel livello Z. Personalmente sono rimasto in empasse un paio di volte ed in un’occasione ho dovuto cedere a YouTube per capire cosa mi fosse sfuggito.

    Paper Mario Fight

    Ciononostante il titolo rimane molto godibile ed i ritmi incalzanti, impreziositi da un impianto sonoro ben realizzato, non vi  porteranno mai a spegnere la console per noia, tutt’altro. Il gameplay è stato inoltre arricchito di scene demenziali che vi strapperanno non poche volte dei grossi sorrisi. Il tutto viene valorizzato da un livello grafico eccezionale: Mario, i livelli e gli adesivi saranno sempre originali e disegnati ad arte, anche grazie all’ottimo rendering ottenuto mediante l’ottica 3D, che qui si sposa alla perfezione con la bidimensionalità dei personaggi e la tridimensionalità dei livelli. Certo, se solo si fossero riuscite ad evitare quelle due o tre sessioni di “e mo cosa diavolo devo fare?”, che molto spesso, e non voglio spoilerare nulla, si risolveranno con degli oggetti che acquisirete solo successivamente, costringendovi a tornare nuovamente su quel livello (“e l’oste ar vino c’ha messo l’acquaaaaaaa” anyone?), il gioco sarebbe stato eccezionale sotto ogni aspetto. Ma a Mario e ai suoi adesivi si può perdonare questa “pecca” a fronte di un delizioso titolo che consiglio a tutti di acquistare e finire al 100% per poter chiudere, oggi come da piccoli, il vostro album di figurine, finalmente completo.

    Inside The Game

    • Ottimo level design
    • Gameplay accattivante
    • 3D eccezionale

    Outside The Game

    • Qualche sessione di gioco tutt'altro che immediata
    • Combattimenti episodicamente frustranti
    Voto:

    Da non perdere

    Come valutiamo i giochi

    Questo post è stato scritto da:

    - ha scritto 52 articoli su Inside The Game.

    Contatta l'autore

    Commenti

    Commenti

    2 Di risposte a “Paper Mario: Sticker Star [Recensione]”

    1. Dollmasterz scrive:

      BBBITICO Melokun! Gioco carino, ma non riesco a non storcere il naso per l’eccessiva semplificazione del sistema di combattimento…. perchè cavolo non hanno inserito l’esperienza? vengo da una super run a mario & luigi viaggio al centro di bowser e i combattimenti sono in assoluto i migliori mai visti in un gdr a turni!

    2. Pablus scrive:

      Gran bella recensione.
      Bravo!
      Me lo segno dopo aver chiuso con mario 3D Land :)

    Trackbacks / Pingbacks


    Rispondi