Indipendent Monday: Karateka [Recensione Indie Game]

Karateka

  • Piattaforma: PS3, PC, XBox360, iPhone/iPod Touch
  • Publisher: Karateka LLC
  • Software House: Liquid Entertainment
  • Indipendent Monday: Karateka [Recensione Indie Game]

    Cari Insiders, bentornati all’appuntamento settimanale con Indipendent Monday e a una nuova recensione di un titolo indie storico. Il vostro redattore non si è certamente fermato ad abbeverarsi in una pozza radioattiva di Fallout 3, ma è inciampato in una pratica rara all’interno del campo videoludico: il remake. Di cosa diavolo sto parlando?

    28 anni fa, in una stanza del campus di Yale, Jordan Mecher creava su Apple II Karateka, titolo che di li a poco sarebbe diventato un cult della sua generazione, influenzando il futuro di molti gamer e le visioni di aspiranti sviluppatori. Quel successo diede la spinta propulsiva al giovane programmatore, mettendolo sul cammino che lo avrebbe consegnato alla storia videoludica, come il creatore di Prince of Persia. Piaciuta la favoletta?

    apple2-karateka

    Karateka era un videogame semplice, a partire dalla trama. Una giovane e avvenente ragazza viene rapita e il suo innamorato, esperto di arti marziali, si getterà in una lunga scazzottata verso la sua salvezza. Poca ciccia, ma molta sostanza. Gli appassionati e nostalgici dell’essenzialità videoludica 8-bit, hanno ragione di essere tali e di aver considerato il titolo un capolavoro, tanto quanto la mia generazione e qualcuna prima, ha fatto con Prince of Persia.

    Il feticista dell’ 8-bit può ora gioire, perché il carattere di Karateka è rimasto immutato e si può realmente parlare di remake e non di reboot, come avvenuto per Prince of Persia o con DmC. Sviluppato grazie all’Unreal Dev Kit, il titolo segue pedissequamente le regole di base gettate dall’originale: rapimento e conseguente rincorsa della bella, con scazzottate annesse.

    A godere della moderna tecnologia ci pensa non solo il comparto tecnico, ma soprattutto il gameplay. Una struttura videoludica di quel tipo, sarebbe impossibile da riproporre così aspramente oggi. Infatti Karateka sfrutta le meccaniche tipiche dei rhytm-game e basa gli scontri sui nostri riflessi. A una reattiva pressione dei tasti suggeriti a schermo, corrisponderà una parata, una schivata o la possibilità di sferrare un colpo vincente. Sistema ottimo per riproporre una semplicità di base essenziale per la vita di questo remake, altrimenti sarebbe valsa la pena di rispolverare l’Apple II.

    Una grafica filo cell-shading, delle buone musiche, tre personaggi con i quali poter affrontare l’avventura, e una longevità che ne giustifica la rigiocabilità, fanno di questo remake una sana trovata.

    Karateka1

    Karateka è perfetto?

    Assolutamente no! Nonostante gli entusiasmi della stampa oltreoceano, il vostro redattore è meno propenso a portare sull’olimpo delle creazioni indie, questo titolo.
    Il gioco è multipiattaforma come non mai e potrà essere scaricato per iOS, PSN, XBLA e Steam. Abbiamo avuto modo di provare la versione per iOS che, nonostante le rassicurazioni degli sviluppatori, non è certamente esente da bug. Come l’alternarsi delle lingue nelle scritte a schermo, per esempio.
    Parlandone a 360 gradi, possiamo dire che il titolo soffre del sistema d’immortalità alla Prince of Persia, portando il livello di sfida a toccare, apparentemente, il suolo. Impostazione che influenza l’intera meccanica del titolo, considerando che i tre personaggi presenti, sono più che altro sinonimo di tre “vite”, come si usava dire ai tempi che furono. Ogni morte, corrisponde quindi all’entrata in scena di uno dei panchinari.

    Capita quindi spesso di morire? Altrimenti come lo sapresti?    

    Il livello di sfida è incentrato sulle peculiarità dei tre combattenti, i quali avranno forza ed energia bilanciate secondo diversi dittami. Morire ci darà modo di abbassare il livello di sfida e restare in vita contribuirà a rendere l’avventura più interessante. Un sistema capace di dare un senso alla longevità, forse associabile alla febbre da collezionabile e un po’ retrò nel concetto di sfida. Sicuramente premerà sull’orgoglio di molti gamer, costringendoli ad impegnarsi in re-play da mani sudate e pad scivoloso.

    Morire è un mix fra un passo graduale associato alle potenzialità dei personaggi, la nostra abilità e spesso per via di comandi poco reattivi o un’impostazione della feature rhytm-game, retrò. Traduzione? Inutilmente e buggatamente difficile. Detto questo, dobbiamo precisare che rimane comunque impossibile morire del tutto, considerando che l’ultimo combattente potrà rialzarsi utilizzando i punti accumulati in partita.

    Karateka è un buon remake che piacerà ai nostalgici e potrebbe attirare la curiosità di qualche nuovo giocatore. La rigiocabilità è direttamente proporzionale al nostro appeal con il gioco e chiunque lo trovasse poco interessante, sentirebbe di aver speso inutilmente qualche euro buono per una birra in compagnia. Il titolo, nonostante le qualità, rimane caruccio – su Steam 9,99€ -, in fondo su GOG o sullo stesso servizio Valve possiamo trovare capolavori indie al medesimo prezzo. La versione iOS è buggata e forse proprio per questo motivo è la meno dispendiosa. Consiglierei l’acquisto solo a chi è fortemente interessato al titolo, oppure a chi avesse voglia di soddisfare uno sfizio videoludico compulsivo.

    Inside The Game

    • Un classico ben riproposto
    • su iOS costa poco!
    • Impostazione della sfida retrò ...

    Outside The Game

    • Qualche bug
    • Troppo breve
    • Non vale 9,99€
    • Fattore immortalità
    • Rigiocabilità futile
    • ... Impostazione della sfida retrò
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    8 Di risposte a “Indipendent Monday: Karateka [Recensione Indie Game]”

    1. Giku scrive:

      “Buggatamente difficile” ci piace!

    2. Pandreol scrive:

      io l ho preso/giocato nel ricordo del classico, le ore perse a premere “barra spaziatrice” per entrare ed uscire dalla guardia, o la sequenza di pugni per spaccare il falco o il calcio nei testicoli dato dalla fidanzata se la si toccava ancora in guardia (una rosicata totale quando mi e successo la prima volta eheheh)…

      …vabbe la faccio corta! :_P

      l’originale era ed e un capolavoro…questo e una MERDA! :_)

      /salute

    3. Hizaki scrive:

      Graficamente si può tranquillamente parlare di aborto :sisi:

    4. Kal-El scrive:

      L’idea del sistema di gioco modernizzato è ok, il problema è che viene riproposta con troppe imperfezioni. La versione iOS è un BUG vivente. Dura poco e i motivi per rigiocarlo sono sempre più inesistenti!

    5. Kal-El scrive:

      Mi permetto di aggiungere che noi di ITG siamo stati onesti, perché se andate a cercare per il web sta cosa ha pigliato pure 8 o 9 o commenti come fosse il gioco indie dell’anno. Tutto perché è un remake di un grande titolo! Quindi, a ragazzuoli, noi siamo the best! ehehehe

      • fuckusan scrive:

        caro Kal e qual’è la novità? ormai le recensioni lasciano il tempo che trovano…

        • Kal-El scrive:

          Con me sfondi una porta che va oltre l’essere aperta, non c’è proprio! :)
          La critica è morta in favore di un pubblico capriccioso che vuole sentirsi dare ragione e spesso pilotata dagli sponsor e da collaborazioni che li fanno campare.
          Dire che una volta la critica serviva a far capire alla gente cosa era bello e perché, viveva di sensazione dell’esperto e pilotava anche il mercato e in meglio. Se un RE5 avesse fatto ribrezzo alla critica, oggi non sarebbe esistito il 6 o forse lo staremmo ancora aspettando e oggi parleremmo di un probabile rilancio del brand.
          Ora è tutto un farsi tante coccole, dire che son tutti bravi ed è tutto bello. Attenzione a non nuocere a nessuno, altrimenti si arrabbiano e ti taggano nelle citazioni di fb, “c’è chi naviga e chi rimane a terra”.
          Per quanto canto mio, cercherò di non tradire questo mio ideale.

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