Indipendent Monday: Antichamber [Recensione Indie Game]

Antichamber

  • Piattaforma: PC
  • Publisher: Demruth
  • Software House: Alexander Bruce
  • Indipendent Monday: Antichamber [Recensione Indie Game]

    Il paragone con Portal è banale, scontato, al punto tale da essere tremendo e quanto mai erroneo. Il titolo sviluppato da Alexander Bruce è sì un puzzle game capace di sfruttare le meccaniche base di un FPS, ma con il titolo Valve ha in comune solo il genere e il dna indipendente.

    Antichamber è un puzzle game mirabile e capace di proporre un’evoluzione in un filone, quello di Portal, il cui discorso sembrava chiuso, dopo il secondo episodio della saga. Quasi a voler affermare che nessuno avrebbe potuto dire altro. Invece arriva questo discusso titolo indie, cogliendo estetiche e inventive completamente diverse, arrivando quasi a sfiorare un concetto meta-videoludico, dove il gioco parla del gioco e di come lo si gioca. Non siate ingenui, la ripetizione è voluta!

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    L’idea è quella di portare il giocatore all’ingresso di un labirinto dove il reale, il distacco dalla normalità, il menù che ci separa e ci accoglie all’esperienza, è parte integrante del videogame, tanto quanto lo sono i nostri obiettivi e la mappa del labirinto. Una stanza; un conto alla rovescia che è un po’ una lezione di filosofia; un puzzle da completare colmo di indizi da scoprire e l’ingresso, virtuale, di un labirinto. Non siamo cavie, non siamo sopravvissuti o vittime di un’intelligenza artificiale ibrida fra la guida galattica e una psicologia distorta taxi driver, ma giocatori di un viaggio psichedelico, strobo, le cui soluzioni saranno disegnate, per il corso del’enigmatico cammino, dalle massime di una saggio e anziano oracolo a vignette.

    Il labirinto è quasi un paradosso Nolaniano, un qualcosa di complesso impossibile da destrutturare, poiché costruito secondo principi fisici e logici ribaltati, appartenenti a dimensioni alternative e a modi di pensare fuori dalla scatola. Comprendere e scoprire il labirinto è una sfida ciclopica, facile da sottovalutare e impossibile da risolvere a un primo sguardo.

    L’impatto grafico stilizzato, lontano dal senso asettico di Portal, si fonda sulla perenne convivenza con colori epilettici e fosforescenti, oltrepassando il mero impatto estetico per arrivare a influenzare il gameplay. Il design di Antichamber è sensazione, confusione, distrazione e immersione, al fine di riuscire a portare il giocatore a perdersi nel gioco e nel contempo di distaccarsene, ritornando così alla dimensione reale. Il tratteggio grafico si ripropone negli enigmi collezionabili sparsi per il labirinto, disegno più grande incastonato in stordenti e umoristiche perle di saggezza.

    Il titolo non ha nessuna intenzione di raccontare una storia, per come la s’intende, e non vuole nemmeno risolversi come una favola mitica sul filo rosso di Arianna, ma mira a portare il giocatore in un posto sconosciuto, decifrabile grazie alla sua capacità di reinventare le proprie convenzioni, calibrando le lezioni apprese e mettendo in dubbio tutto, anche ciò che si può vedere, toccare o sentire.

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    Antichamber è puzzle game che non incarna una sfida d’abilità o una gara di riflessi, bensì un accorto momento d’estraniazione verso un ambiente di gioco meta-videoludico, capace di palesare il gioco, tanto quanto la forza ipnotica della sfida, facendo leva sulla curiosità del giocatore. Arte, fisica, metafisica, materia, antimateria e filosofia, convivono all’interno dell’ambiente di gioco, suonando all’unisono al fine di costruire un’astrazione della realtà come concetto o come concreta percezione di essa. Comprendere questo titolo e arrivare fino in fondo, comporterà una sfida portata oltre la nozione espressa fino a oggi in questo settore.

    Il risultato è un incredibile esperienza sensoriale dove il puzzle game non viene dimenticato in favore di un’estetica sterile ma, anzi, viene esaltato. Il titolo risulterà sicuramente fastidioso a chi videogioca per adeguarsi all’incalzante moda nerd, sorte che lo accomuna molto con il citato Portal. Il titolo sembra altrimenti confezionato per chi del giocare ne fa una passione, per chi cerca una sfida che vada oltre l’obiettivo e il punteggio da sfoggiare come ovatta nelle mutande. Antichamber si propone come un esperienza videoludica di ottimo livello, che trova il suo più grande merito nel riproporre con nuove soluzioni un genere così particolareggiante come quello portaliano.

    Inside The Game

    • Ottimo puzzle game
    • Evolve un genere
    • Impegnativo
    • Rapisce
    • Esteticamente originale
    • Pischedelico

    Outside The Game

    • Psichedelico non a tutti piace
    Voto:

    Capolavoro

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    2 Di risposte a “Indipendent Monday: Antichamber [Recensione Indie Game]”

    1. Pablus scrive:

      Psichedelico ce piace!!! :)

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