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Crytek vede solo il free-to-play nel suo futuro [Cevat Yerli]

Crytek vede solo il free-to-play nel suo futuro [Cevat Yerli]

Cevat Yerli è un uomo di una sola parola. Ormai da mesi sostiene che la missione di Crytek consiste nell’elevare i giochi free-to-play ai livelli qualitativi dei migliori titoli per console. Ed ai microfoni di VentureBeat, il presidente della software house tedesca si è detto pronto a spostare il suo intero business nel settore in questione:

“Abbiamo deciso già cinque o sei anni fa di voler far sposare la qualità dei giochi tripla A con il modello economico del free-to-play. All’epoca disponemmo che alcuni titoli provenienti da altri studios interni avrebbero intrapreso questa direzione. Ma per quanto la qualità dei nostri titoli per console, che in Occidente è ancora il mercato dominante, sia aumentata costantemente, l’ascesa del free-to-play è palese. Credo che nel giro di due o tre anni, la concorrenza con il mercato console si farà serrata grazie a titoli di alta qualità come Warface. Stiamo guardando al free-to-play come la forza che guiderà i nostri piani di crescita e di conquista del mondo. Di conseguenza, mentre realizziamo alcuni titoli tradizionali per console, sperimentiamo il modello gratuito anche su queste macchine. Il nostro intento principale è quello di creare titoli gratuiti di altissima qualità, e prima o poi dedicarci unicamente a questo.”

Che Crytek voglia diventare un po’ la nuova Valve, questo è evidente. È chiaro dal fatto che l’azienda intende portare avanti la propria tecnologia, il proprio modello economico ed i relativi giochi attraverso la piattaforma interna G-Face, che accoppia digital delivery e cloud gaming. Ciò non significa che i titoli Crytek non possano sbarcare su altri servizi, ma la software house vuol prima vedere cosa succede facendo le cose a modo proprio:

“Siamo convinti che la nostra piattaforma faccia certe nuove cose in grado di far funzionare meglio i nostri giochi. Ecco perché ci piacerebbe aprire il nostro servizio alle terze parti. Ciò non implica che il nostro business coincida con quello dalla piattaforma stessa. Cercheremo semplicemente di aprirla all’esterno ed osservare i risultati. Siamo stati e resteremo sempre una casa produttrice di giochi, prima di tutto. Ci affideremo ai nostri sviluppi perché la nostra missione è quella di creare giochi. Noi creiamo tecnologia, ma non è quello il nostro scopo primario. Creiamo tecnologia nell’intento di realizzare grandi giochi.”

È carino che tutto ciò sia messo in chiaro, ma ci chiediamo se basti a scardinare il comune sentore del contrario, ossia che Crytek veda i propri giochi come delle vetrine attraverso cui pubblicizzare il suo engine. È difficile non pensarlo allorché in buona parte delle interviste e delle dichiarazioni spontanee rilasciate dall’azienda, l’argomento CryEngine esce fuori sistematicamente, anche solo en passant. E con tutto il rispetto per l’indubbia qualità tecnica di Warface, forse non è il tipo di prodotto adatto a dimostrare che nel gioco free-to-play è possibile ritrovare gli stessi valori (in senso lato) di quelli per console.

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