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Micro-transazioni obbligatorie nei prossimi giochi EA, lo conferma la compagnia [industria]

Micro-transazioni obbligatorie nei prossimi giochi EA, lo conferma la compagnia [industria]

La cosa potrebbe o meno dar fastidio, in base alle inclinazioni di ognuno, ma Electronic Arts ha confermato tramite il responsabile finanziario Blake Jorgensen che tutti i futuri giochi della compagnia da Dead Space 3 in poi conterranno microtransazioni di varia natura. La conferma è arrivata durante una conferenza indetta dall’ente finanziario Morgan Stanley, oveJorgensen ha giustificato la decisione asserendo che i giocatori stanno abbracciando positivamente questa pratica:

Stiamo implementando in tutti i nostri giochi la possibilità di acquistare contenuti nel corso dell’esperienza; per raggiungere un livello più alto. I consumatori stanno apprezzando ed abbracciando questa pratica di business […] Le microtransazioni saranno un elemento essenziale per il futuro, ed abbiamo deciso di gestire personalmente i pagamenti anziché farli gestire esternamente come facevamo prima. Se attuassimo microtransazioni chiedendo agli utenti di gestire le loro carte di credito per ogni operazione, ci mangerebbero vivi.  Quindi il team di Rajat [Rajat Taneja, responsabile tecnologico di EA, ndr] ha creato un fantastico backend per gestire questa fase in modo molto più proficuo. Storicamente affidavamo gran parte di queste operazioni ad enti esterni; adesso ci occupiamo di tutto noi.

Contenti, ragazzi? D’ora in poi, a gestire i vostri soldini ci penserà direttamente mamma EA, quindi sarà il caso di farle capire che se queste microtransazioni riguarderanno parti essenziali dei giochi, non ci si mette nulla a lasciarli negli scaffali. È una questione che la casa produttrice americana dovrà gestire con estrema attenzione: se proprio vorrà mungere i nostri portafogli, sarà bene che lo faccia in maniera corretta e con stile. A proposito, che diavolo vuol dire “per raggiungere un livello più alto”? Pay to win?

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16 Di risposte a “Micro-transazioni obbligatorie nei prossimi giochi EA, lo conferma la compagnia [industria]”

  1. ryohazuki84 scrive:

    “I consumatori stanno apprezzando ed abbracciando questa pratica di business”

    chi sono sti stronzi, voglio conoscere nomi e cognomi e sputare ne li loro uochi.

  2. Pinuzzo85 scrive:

    finchè sono opzionali, come appunto in dead space 3, è ok. ma obbligatorie? e chi li compra più i giochi EA :D

  3. Riddick scrive:

    Basta vedere che hanno combinato con Dead Space 3 o con Real Racing 3. Entrambi oppressi dalle microtransazioni che in questi due giochi in particolare hanno portato solo peggio. In DS3 si possono anche non fare, ma in Real Racing hanno fatto un lavoro enorme, mirato proprio a rompere i coglioni in qualsiasi cosa per farti spendere quegli euri.
    Se continuano con questa politica rendendola opzionale al giocatore ok, ma se continueranno a renderla opprimente tanto da rendere le microtransazioni obbligatorie al giocatore, giuro solennemente di non acquistare più titoli EA.

    • Pinuzzo85 scrive:

      scusa, dici entrambi oppressi. non è cosi. Dead space te lo puoi godere al 100% senza usarle.
      Non conosco l’altro gioco, ma se devi usarle, allora no, non è giusto per i consumatori.

      • Riddick scrive:

        Mi sono corretto, ho detto che in dead space 3 puoi anche non farle, ma comunque è una cosa che è stata pubblicizzata da EA addirittura più del gioco un altro po’. In real racing 3 siamo a livelli che o aspetti le ore ogni due gare, oppure paghi.

  4. Gidantribal scrive:

    Ancora peggio dei DLC.

  5. Hizaki scrive:

    Vuoi che Balzaretti crossi al centro? 5 euro…Altrimenti palla a terra e buon divertimento :D

  6. ryohazuki84 scrive:

    fattE… ma che mi sono rincoglionito o è scomparso il pulsante per editare?

  7. Anto' scrive:

    la cosa che per me sarebbe preoccupante è se diventassero “obbligatoriamente coatte”… nel senso… vuoi giocarti il gioco a livello difficile (e sbloccare il relativo achievement, per chi è interessato), allora ti devi scaricare la super-arma e la super-corazza, altrimenti preparati a passare le pene dell’inferno…

    non sarebbe obbligatorio, è vero, ma qualche appassionato di gamescore sono convinto che i soldi ce li spenderebbe… e questo vorrebbe dire fare presa sulle “fissazioni” (in senso benevolo) dei gamers per fare più soldi…

  8. @NtonIo scrive:

    Continuiamo ad osservare la cosa dalla prospettiva sbagliata. L’eventualità che, anche stavolta, tale tipologia di transazione sia “opzionale” significa poco o nulla. Inutile, per non dire sciocco, appellarsi a tale “opzionalità” come a qualcosa di essenzialmente positivo. Torniamo al 2007, perché è allora (non oggi) che Phil Harrison gettò preventivamente la maschera: «in futuro solo micro-transazioni online, acquistando pezzo dopo pezzo un gioco man mano che si progredisce con la trama».

    Ma d’altra parte, visto l’andazzo, non era difficile oramai ipotizzare questo scenario. Ci si sta lanciando in maniera sconsiderata verso tale soluzione, forti (da parte loro) dell’ottimo feedback riscosso con DLC e affini fino ad ora. Quando proprio EA annuncia dei contenuti scaricabili al lancio di Dragon Age, non importa che questi siano accessori o addirittura gratuiti: servono proprio ad inculcare nella testa degli acquirenti una procedura, così da renderla accettabile.

    Continuiamo pure a dire che un giorno, SE dovessimo arrivare al punto che i giochi dovremo “sbloccarli” passo dopo passo, smetteremo di giocare; mentre intanto agiamo in maniera indiscriminata dinanzi a logiche becere come quella sopra elencata. Per carità, ognuno È libero di fare ciò che più gli aggrada; ma non storca più di tanto il naso se altri avvertono già il principio di qualcosa di essenzialmente triste.

    Perché quando un giorno i giochi saremo costretti ad acquistarli in tal modo, si innesterà un meccanismo simile al prestito bancario. Il punto è questo: tu credi di poterti “permettere” un gioco solo perché il supporto fisico farlocco costa appena 30 euri al lancio; «lo pagherò un po’ alla volta… metti che nel breve non arrivo a completare nemmeno quella parte già presente sul disco; nel frattempo ho risparmiato». Esatto gente, molti crederanno seriamente di “risparmiare”. Ma poiché, come detto, il ponte che si instaura tra compagnia e acquirente è del tutto simile al prestito, questo non giunge senza interessi. Alla fine della fiera vi accorgerete che per un gioco che un tempo pagavate 60 euri, domani ne pagherete 90. La differenza sarà solo che non li uscirete tutti in una volta, ma dilazionati in varie tranche. E no, non si tratterà di frammenti “aggiuntivi”, nossignore. Parliamo di vere e proprie fette di gioco, roba che nemmeno i macellai. Se vi sta bene così, accomodatevi. Questo è l’immediato futuro che ci aspetta.

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