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Dettagli ed immagini hi-res per The Witcher 3: La Storia di Geralt il Figo [CD Projekt]

Dettagli ed immagini hi-res per The Witcher 3: La Storia di Geralt il Figo [CD Projekt]

Ok, ok, debbo scusarmi. So benissimo che il sottotitolo di The Witcher 3 non è quello, ma per un amante di Sapkowski come il sottoscritto si tratta di una digressione ampiamente accettabile, soprattutto perché vera. A rubare la scena negli screenshots più in basso, però, sono gli splendidi ambienti di gioco nei quali il Lupo Bianco si muoverà, resi grazie al nuovo motore grafico di CD Projekt: gli autori hanno dichiarato che il mondo aperto di Wild Hunt è 30 volte più grande di quello di The Witcher 2, e che non ci si è attenuti ad un solo tipo di ambientazione ma si è tentato di offrire panorami quanto più vari possibile. In questo contesto, affronteremo una storia ricca di bivi, con numerosi sviluppi che si escludono l’un l’altro e portano in direzioni molto differenti. Lo svolgimento delle quest secondarie influenzerà l’atteggiamento dei personaggi non giocanti al pari della storia principale, aiutando i giocatori a vivere e ricordare l’esperienza The Witcher 3 in maniere differenti: in totale, la longevità del gioco si aggirerà sulle 100 ore, equamente divise tra la campagna di Geralt e le assegnazioni opzionali. Quindi, per portare al termine il gioco occorrerà un minimo di 50 ore, il che è cosa buona e giusta per un RPG di questa portata. Quantomeno, nella prossima generazione avremo un esempio da citare quando ci verranno a dire “abbiamo pompato la grafica così tanto che più di 15 ore di gioco non potevamo darvi”. Bullshit.

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2 Di risposte a “Dettagli ed immagini hi-res per The Witcher 3: La Storia di Geralt il Figo [CD Projekt]”

  1. Pablus scrive:

    Ho cominciato il primo volume in questi giorni sperando di poter giocare quanto prima il primo titolo della serie. Marco dimmi che la qualità della scrittura migliora con il tempo perchè per ora mi pare tutto decisamente slegato e poco avvicente…
    P.S A tale scopo mi permetto di segnalarle i due volumi di Patrick Rothfuss

    • Marco "Strider Hiryu" Tinè scrive:

      Dipende da cosa intendi per qualità della scrittura: se ne fai un discorso sintattico, Sapkowski è quello che hai letto nel primo libro. Frasi semplici ed immediate, mai troppo lunghe, ed è sempre facile riprendere il filo di ogni suo discorso. Non si perde in arzigogoli stilistici, ed è questa una caratteristica comune tra gli scrittori moderni dell’area est europea; è il loro modo di raccontare.

      Ciò che a mio avviso riesce a far bene, nel solco di questa voluta linearità, è evocare – il mettere la parola giusta al momento giusto, senza addolcire né inasprire più del necessario, restituendo così la verità dei personaggi. Quanto alla vicenda, non temere: di libro in libro, i fili lasciati sciolti dall’opera precedente vengono man mano rimessi a posto tramite riferimenti che Sapkowski dissemina tra una sottotrama e l’altra.

      Forse è quest’ultimo discorso che ti disorienta un po’, ossia la strutturazione del racconto. Ci sono episodi autoconclusivi che vengono installati all’interno della trama senza alcun gancio apparente: se è questa la problematica, ti capisco bene. Forse non è esattamente la miglior soluzione strutturale e stilistica da adottare, ma anche a questo bisogna un po’ farci l’occhio, ecco. Comunque non demordere, Pablus, arriva quantomeno al secondo libro: sono certo che la saga ti catturerà in un modo o nell’altro.

      Altra nota importante: libri e giochi sono slegati, ma complementari. I primi non necessitano a tutti i costi dei secondi e viceversa.

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