Melokun presenta Melokun [Bio per Inside The Game]

Melokun presenta Melokun [Bio per Inside The Game]

Salve a tutti, oh ignoti compagni di tante avventure comuni! È già un po’ di tempo che pubblico sul nostro portale di videogiochi preferito articoli sull’universo ludico e al nostro grande capo Akira è sembrata cosa buona e giusta farmi conoscere ufficialmente a voi lettori, quindi non prendetevela con me per il noioso post che vi accingete a leggere…

Il mio nome in real life è Giorgio (ma come ci ha insegnato Matrix la nostra vita non è reale, quindi dovete chiamarmi Melokun), sono di Roma, ho 24 anni (oggi, ma dato che il tempo scorre anche per gli highlander come me specificherò che sono dell’88 per i posteri che fra qualche decennio avranno il piacere di leggere la mia celeberrima Bio di blogger per Inside The Game), sono laureato in Giurisprudenza e sto lavorando per diventare avvocato penalista.

Ma tralasciando questi dettagli di cui non sentirete l’esigenza di sapere, per ciò che riguarda il motivo per cui sono qui, è essenzialmente uno: ho avuto la sfiga di incontrare Pierpaolo “Dollmasterz” Rainaldi al crocevia della mia vita ed è stato, purtroppo, subito amore (sebbene lui in realtà si sia invaghito di una delle mie migliori amiche, invece che di me… ma io non demordo). Il passo successivo è stata l’iniziazione ad ITG, portale che conoscevo già, ma che non avevo mai preso in considerazione per una possibile “carriera” da blogger. E invece, a mia somma sorpresa, dopo una recensione scritta quasi per scherzo su Paper Mario, il Big Daddy Akira (so che apprezzerai il paragone bioshockiano Simò!) mi ha voluto inserire fra coloro che prima erano per me “quegli ottimi articolisti di ITG” e che ora invece sono diventati “quegli ottimi colleghi di ITG”.

Passando al mio profilo da videogiocatore, ho iniziato a rinchiudermi in camera in età tutto sommato avanzata, immergendomi nel mondo di Sonic e Dick Tracy sul Sega Mega Drive (che conservo ancora gelosamente nonostante le minacce di defenestrazione da parte di mia madre che lo considera un ferro vecchio, il che mi ha quasi indotto a denunciarla per vilipendio). Dopo di che la mia esperienza da bimbo-gamer è stato un susseguirsi di grandi classici del platform: Mario, Crash Bandicoot, Spyro, ecc.

Ma la vera svolta, il no-turning-back verso gli abissi infernali della nerdosìtà è avvenuto con Pokèmon (che continuo ad acquistare con brama imperitura ad ogni nuova generazione) che ho portato avanti in contemporanea con Final Fantasy VII, il gioco che considero tuttora l’apoteosi irraggiungibile dell’esperienza videoludica. Da questi due titoli ho capito che il genere che faceva per me era assolutissimamente il J-RPG e da allora cerco di giocare ad ogni singolo sputo di videogioco che viene rilasciato, anche se stare dietro a tutti i titoli di un genere che è di per se stessa natura di ampio respiro è cosa alquanto dura.

Diventato grandicello mi sono poi dedicato anima e corpo a World of Warcraft, di cui sono diventato un esponente, mi dicono, conosciuto a livello italiano. Ma per motivi di studio, donne e varie altre cosette ho dovuto abbandonare, dato che la mia presenza in-game stava diventando piuttosto saltuaria, il che cozzava con la mia filosofia di gamer, in base alla quale non mi piace giocare se non posso cercare di spingere le mie capacità al massimo.

Giochi di ruolo a parte, la mia seconda passione sono gli FPS, anche se in tutta onestà non mi ritengo un fenomeno del settore. Ma comunque sparacchiare ai poveri russi, giapponesi o pakistani di turno (ah, la politica filoamericana degli sparatutto, croce e delizia…) è comunque un’attività che porto avanti con dignità e risultati decenti.

Il genere che odio, nonostante abbia passato un considerevole numero di ore da ragazzino davanti a Gran Turismo, sono i simulatori di guida; li trovo monotoni e non si vede mai saltare in aria nessuna macchina in mezzo a fiamme ed esplosioni… Ma se per i giochi di guida la mia antipatia si ferma solamente al non trovarli divertenti, per quanto riguarda gli horror si passa invece a motivazioni più che altro… intestinali: per dirla con un elegante giro di parole, me fanno cagà sotto. Ma alla fine, giocandoci di giorno, con almeno 12 persone nella mia stanza, chiudendo gli occhi quando la situazione si fa macabra e scappando in cucina a procurarmi il ceppo dei coltelli per essere sicuro che quando quei fottuti zombie usciranno dallo schermo troveranno un Melokun che venderà cara la pelle, qualcosina riesco a combinarla anche con i survival horror.

Tanto premesso, io sono qui, i miei fidati Pokèmon pure. Fatevi sotto ed un giorno potrete dire con orgoglio ai vostri figli “ho perso in una lotta contro il Maestro Pokèmon Melokun”.

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7 Di risposte a “Melokun presenta Melokun [Bio per Inside The Game]”

  1. Gidantribal scrive:

    Ho letto con piacere il tuo Bio Melokun ( da qui in poi Melo e basta :P)

    Ancora una volta benvenuto nell’ecosistema più piacevolmente nerd dello stivale :D

  2. Master of Disguise scrive:

    Hai scritto Jrpg e questo basta a farti amare *.*

  3. x MISS HATRED x scrive:

    bellissima Bio!purtroppo io ai jrpg faccio pena, che palle.

    • Anto' scrive:

      non credevo che per i jgdr occorresse un qualche tipo di abilità particolare, se non quella di grindare come forsennati…

      ok, ok, era cattivella :P

      • Melokun scrive:

        Di sicuro ci vuole meno abilità, ad esempio, di un FPS (genere in cui Miss Hatred eccelle a quanto ho capito), ma i jrpg sono un genere in cui secondo me la skill serve eccome, anche se si tratta di skill incentrata più che altro sulla fase di preparazione del team e del fight che si sta per affrontare (e qui entra in gioco il fattore turbo-grinding :P).

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