Indie Unchained: On the Tower [Anteprima Indie Game]

Indie Unchained: On the Tower [Anteprima Indie Game]

Il movimento indipendente videoludico è aleatorio, come una scommessa. In fondo, indie significa proprio scommettere, anche se qualcuno di voi mi taccerà d’ignoranza e griderà, “nabbo kal, è la forma contratta di “indipendent”, ma dove te la viaggi con l’inglese!?”. Indie è anche sinonimo di rivoluzione, libertà e nel caso di On the Tower, in sviluppo dalla casa italiana Gangster Games, va d’accordo con il  concetto di “esplorazione creativa”.

On the Tower è un esperimento di “sviluppo condiviso”, come suggeriscono loro stessi, grazie al quale viene condiviso il processo di progettazione. Il dietro le quinte e il making of che, di solito, diventa video fuffa per accrescere quello strambo elemento anglofono, AKA “hype”. Noi potremmo chiamarla, “stimolazione delle parti erogene”, ma qualcuno potrebbe trovarlo offensivo!

La testa pulsa, i virgolettati si accavallano e il concetto pare distante e sfocato. Concentratevi, oppure cucinatevi un sofficino, una speedy pizza – esistono ancora? – e accompagnatelo con un sorso di spuma, cedrata dalle tinte tecnicolor, o la più classica gassosa – Sprite, per i profani -.

Lo sviluppo condiviso, vorrebbe permettere a voi giocatori d’intervenire sugli scempi, le scelte idiote, gli errori, le strabascazzole, gli antani e, per bacco, su tutti quei difetti che proprio rovinano le vostre esperienze di gioco. Cosa ci può essere di più indie-meraviglioso?

Di preciso non saprei! La domanda m’imbarazza, mi coglie di sorpresa e forse comincio a sudare freddo, il mouse scivola dalla mano e l’immancabile brivido pre-pipì pizzica con forza la vescica.

Noi di ITG abbiamo avuto accesso esclusivo ad alcune demo del gioco che, ora, sono disponibili sul sito ufficiale – no non è apoptosi, ma la fluorescenza che indica la possibilità di cliccare e andare al sito ufficiale -, utili a VOI utenti per decidere cosa dovrà essere cambiato, come, perché, in quale forma e, soprattutto, quale arma si dovrebbe impugnare quando, una vecchietta ultra ottuagenaria, blocca l’unico spiraglio di fuga da un bus pieno di ascelle pezzate. Pezzate non come le mucche, ma come il sudore che muffisce nel sottoscala toracico dopo una lunga giornata di lavoro.

On the Tower si presenta, per ora, come un titolo enigmatico, labirintico, sconnesso, singhiozzato e sperduto, ma sarebbe meglio dire Lost, come la serie e non come via domus. In una parola: indie! Il gameplay provato, viene giudicato per la sua capacità di portare il giocatore dentro l’esperienza, d’incuriosirlo e di tenerlo connesso al giocato senza la presenza di una componente action prepotente. Anzi, l’azione non esiste e tutto è direttamente collegato al mondo da esplorare, all’enigma e alla ricerca di un senso. Quanto detto fino a ora potrebbe scoraggiare chi gioca per soddisfare ben altro tipo di esigenza, ma promette di essere la gioia di chi, invece, vorrebbe tornare a distese sessioni di gameplay.

Fino a questo momento possiamo dire che il lavoro profuso è ancora in stato embrionale e, senza un sostegno attivo del pubblico e un piano di supervisione dietro il concept di gioco, rischia di deragliare. I ragazzi di Gangster Games hanno avviato un progetto ambizioso, complesso e utopicamente ancorato all’idea di un pubblico partecipe e poco vittima dei nerdismi barbarici. Il popolo è sovrano, spesso vizioso e viziato. Non sempre ama costruire, ma molto spesso preferisce essere distruttivo e critico senza un pro. Fortunatamente, noi di ITG abbiamo un bel popolo e contiamo sul fatto che contribuisca al progetto con degenerato entusiasmo creativo.

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