Intervista a Dino Lanaro, conduttore di Gamerland e doppiatore di videogiochi

Intervista a Dino Lanaro, conduttore di Gamerland e doppiatore di videogiochi

Come sapete sto partecipando come esperto ad una trasmissione televisiva in onda su Italia 2. Si chiama Gamerland e, se non la vedete, il mio consiglio è invece di dargli una chance. Intanto perché ci sono io… e poi perché è un esperimento assolutamente utile per la televisione italiana visto che si sta provando a dare molta visibilità ai videogiochi con tantissime rubriche di una nerditudine assolutamente alta. C’è Federico Salerno (il fondatore di GamesCollection), ad esempio, che parla di retrogame, c’è Gian Luca Rocco che parla di cultura videoludica e libri legati ai videogiochi, c’è Pietro Lamberti con una finestra sui videogiochi indipendenti.

Insomma, checché se ne dica su internet, dei contenuti comunque sia interessanti e inediti per la televisione italiana ci sono e, a mio avviso, Gamerland è assolutamente un primo passo verso la giusta direzione di portare il medium interattivo su quello invece “passivo”, chiamato TV. La trasmissione è scritta e condotta da Dino Lanaro (twitter), che è una persona davvero in gamba con la quale il sottoscritto si trova benissimo. Ci siamo conosciuti ad un evento organizzato da Progaming a Cartoomics: insieme presentavamo i tornei (c’era anche Stefano Gallarini, pensate). Quando ebbe l’idea e l’ok per Gamerland, chiamò me per riempire la figura dell’esperto ed è davvero inutile dirvi quanto questa cosa sia stata gradita: anziché chiamare un suo amico o fare una marchetta a chicchessia ha preferito utilizzare il sottoscritto e per questo, anche pubblicamente, lo ringrazio.

Ma questo non sarebbe stato sufficiente, probabilmente, a generare questo pezzo e questa intervista… il punto è che leggendo la sua pagina su Wikipedia ho appreso che non è solo il conduttore e autore di Gamerland ma anche doppiatore di videogiochi! Allora mi sono detto: “E’ il momento di fargli qualche domanda”. E quindi eccoci qui, sperando che la cosa sia gradita a tutti voi lettori. Si comincia!

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[ITG] Ciao Dino e, benvenuto ai “microfoni” di Inside The Game. Innanzitutto, visto che ormai sei una celebrità per i gamer, grazie per dedicare un po’ del tuo tempo a questa nostra intervista. Devo ammettere che sono abbastanza emozionato perché, come immagino tutti sapranno, noi lavoriamo insieme per Gamerland e in quella sede sei tu ad intervistare me, o quasi :) Che effetto fa essere dall’altra parte dell’AKirA microfono? :)

[Dino Lanaro] Essendo molto malizioso, l’”AKIRA microfono” mi fa pensare a qualcosa di molto volgare…. per fortuna rispondo con le mani e non con la bocca ;-) Così giusto per iniziare in maniera trucida :-)))

[ITG] Comunque bando alle ciance e alle domande cazzoncelle, leggendo sulla tua voce di wikipedia, ho scoperto che oltre ad essere modello, attore, conduttore, autore ecc… sei anche doppiatore di videogiochi, concentriamoci quindi su questo ultimo aspetto del tuo lavoro: quale è l’ultimo videogioco che hai doppiato? Come è stata l’esperienza?

[Dino Lanaro] L’ultimo videogioco che ho doppiato è stato CoD:BlackOpsII ed essendo un titolo che spesso mi fa fare nottate sveglio, ne vado orgoglioso. Anche se ad esser sincero non è stata una delle mie più belle esperienze di doppiatore, visto che prestare la voce per questo titolo, come in generale per tutti i titoli di guerra, signi”ca dover “urlare” per ore e rimanere poi i giorni successivi con una trans-voce (voce da transessuale)

[ITG] Parlando proprio del lavoro di doppiatore di videogiochi, come immagini, ci sono orde di giovani e meno giovani che vorrebbero lavorare nel mondo dei VG: che consiglio potresti dare a questi ragazzi per diventare doppiatori? E’ un mondo elitario dove solo chi ha determinate caratteristiche entra? Come è, in generale, il lavoro in sala di doppiaggio? Credi ci sia un qualche mercato e qualche porta aperta?

[Dino Lanaro] Per diventare doppiatore bisogna innanzitutto essere degli attori, perciò aver studiato recitazione ed avere una dizione “pulita”. In sala di doppiaggio non c’è tempo per ricordarsi la dizione perchè si è concentrati sulla recitazione perciò la prima dovrebbe diventare automatica appena si va al micorofono. Perchè avvenga questo bisogna studiare e praticare. Quando vi sentirete pronti andate a seguire qualche turno di doppiaggio e cercate di imparare il mestiere da chi lo fa da anni e bene. 

Doppiare un videogioco non è per un doppiatore la massima ambizione perchè a livello tecnico si doppia “su nero” senza vedere le immagini (dato che i giochi spesso sono ancora in produzione quando li si localizza), quindi è molto difficile entrare nell’anima dei personaggi.

[ITG] Qual’è stato il primo videogioco doppiato? Quale quello in cui ti sei divertito di più?

[Dino Lanaro] Il primo è stato Gears of War 3, ma quello in cui mi son divertito di più è stato Prototype 2, perchè ho doppiato un personaggio strafatto, arrabbiato col mondo, che diceva cose assurde!

[ITG] Cambiando argomento parliamo del tuo progetto personale trasformato in… SUCCESSO (tutto maiuscolo): Gamerland. Come molti dei nostri lettori sapranno sei autore e conduttore del programma. Come ti è venuta l’idea e in che termini pensi che la trasmissione possa aiutare il mondo dei gamers?

[Dino Lanaro] Erano anni che volevo portare i videogiochi in televisione con un format di “intrattenimento” e quando Mediaset mi ha dato la possibilità di farlo non mi sembrava vero! Volevo che anche in Italia i videogiochi avessero il posto che si meritano nella società e venissero considerati come quello che credo siano: una moderna forma d’arte.

La trasmissione non “aiuta” i gamer, sono i gamer che attraverso la trasmissione aiutano gli altri gamer. La trasmissione intrattiene gli appassionati e cerca di abbracciare anche chi non lo è incuriosendolo.
Con Gamerland abbiamo fatto un’operazione che nessuno ha mai fatto prima: “distruggere le barriere tra telespettatori e conduttori”. Attraverso il sito www.gamerland.mediaset.it i nostri spettatori possono parlare direttamente con tutti i volti del programma, me compreso, e diventare parte di esso con le loro videorecensioni attraverso 16mm.it. Siamo un format a 360 gradi, con: programma tv su Italia2, sito internet, dirette WEB, Social Mediaset, 16mm.it, Facebook e Twitter. Questa è una bella novità anche per Mediaset.

[ITG] Voglio farti una domanda scomoda perché sono convinto, visto che ho la fortuna di conoscerti, che vorrai e saprai rispondere “da paura”: molti criticano Gamerland poiché troppo “commerciale”. Alcune rubriche sono considerate troppo buffe, e alcuni VIG chiamati sono stati più VIP che gamer. Insomma c’è qualcunio che pensa che sia una trasmissione non proprio seria dal punto di vista videoludico. Come risponderesti a queste critiche? Le condividi ma, soprattutto, le prendi in considerazione per il futuro? Più che altro, comunque, cosa di positivo può portare comunque Gamerland al mondo dei videogiochi?

[Dino Lanaro] Sono felice che ci siano delle critiche, perchè in questo modo possiamo sempre migliorarci. Parlo ovviamente delle critiche “costruttive”, perchè ce ne sono molte dalle quali si evince che chi scrive non ha la minima idea di cosa voglia dire “fare televisone”. Noi siamo su Italia2 che è considerata una rete “generalista” quindi riuscire a fare un programma di videogiochi su questa rete è già stata una grande vittoria perchè il pubblico non è abituato a questo tipo di format e va “educato” col tempo. I videogiocatori incalliti vorrebbero un programma che guarderebbero solo loro ma che in tv non funzionarebbe. Se mandassimo per esempio in onda una partita di Starcraft con telecronaca, probabilmente i gamer sarebbero felici ma molti girerebbero canale. Per me DIVULGARE IL VIDEOGIOCO signi”ca FARLO ARRIVARE LA DOVE ANCORA NON C’E’, perciò parlare a quelle persone che non giocano tantissimo e attrarle attraverso il programma ad una nuova cultura. Per questo ogni tanto invitiamo Very Important Gamer VIP, per far conoscere il loro lato NERD e trasmetterlo ai loro fan che di conseguenza potrebbero diventatre potenziali videogiocatori.

[ITG] Forse non tutti sanno che tu, contrariametne a tanti altri (e lo dico per esperienza personale), di videogiochi sei un vero appassionato. Hai una gamertag assolutamente stracolma di punti e praticamente non ti perdi un titolo che sia degno di essere giocato. Quali sono i tuoi giochi preferiti di sempre? Quali quelli della presente generazione di console? Ti piace il multi? Se si a quale titolo giochi di più?

[Dino Lanaro] Sono vicino ai 50.000G su Xbox360, ma gioco anche su PS3 e da poco su WiiU. Il PC lo utilizzo per giochi come “To The Moon” oppure per le rom del “MAME” perchè non ho una macchina molto potente avendo tutti Mac in casa.
Il mio gioco preferito di sempre è Monkey Island, perchè è quello che mi ha fatto diventare videogiocatore. Ad oggi i miei giochi preferiti sono quelli che mi coinvolgono nella storia, non sono uno che si ferma alla gra”ca, se un gioco ha una storia appassionante lo provo anche se ha qualche bug oppure la grafica non è entusiasmante. Detto ciò ammetto di giocare a tutti i generi dalle gare automobilistiche, ai puzzle game, agli FPS…Credo che tu voglia sapere qualche titolo vero? Allora io consiglio a TUTTI un gioco che a mio parere non ha avuto il giusto riscontro nelle vendite in Italia: CATHERINE, un puzzle game davvero bello che ha rappresentato una grande novità col suo genere. Altri titoli che ho amato parecchio sono DISHONORED, SKYRIM, FORZA MOTORSPORT, TRIAL EVOLUTION, THE CAVE… insomma non voglio far l’elenco della spesa ma ce ne sarebbero molti altri… Venite a scoprirli nella sezione “DINO GIOCA” nel sito di Gamerland.

Si gioco molto in MULTI, su BlackOps 2 ho fatto 3 prestigi e poi per prendere la Gommina ho resettato tutto! (ignaro del danno che andavo a fare!), poi amo le avventure da finire in Co-Op come Dead Space 3, Borderlands2, Gears of War etc.

[ITG] Passiamo all’ultima domanda e, prima di farlo, ti ringraziamo nuovamente per essere stato con noi. Credi che riusciremo mai a vedere Gamerland su Italia1? :)

[Dino Lanaro] Se dipendesse solo da me risponderei di sì. Ma dato che non è così la mia risposta è: “lo spero tanto!” 

 

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5 Di risposte a “Intervista a Dino Lanaro, conduttore di Gamerland e doppiatore di videogiochi”

  1. Gidantribal scrive:

    Che figata Dino che si fa intervistare e con il suo stile da gamerland :D

    è un ottimo programma che Dino riesce a portare avanti senza toni “impacciati” o senza necessariamente dover fare gli “stupidi”. Una comunicazione così sciolta di certo riesce a sdoganare molto di più il videogioco di quanto non hanno fatto i tentativi precedenti che spesso e volentieri risultavano inguardabili, penso ai programmi dove interveniva Marco Marzocca e guardando gamerland sento proprio che è la strada giusta.

    Complimenti a tutti quindi ;)

  2. marco scrive:

    Complimenti per l’intervista e la trasmissione.

  3. Melokun scrive:

    Grande Dino e grandissimo Gamerland.

    P.S.: ti quotissimo su Catherine, gioco ingiustamente snobbato e che avrebbe invece meritato decisamente di più.

  4. GambaRamba scrive:

    Io non so quanto si possa essere intelligenti nell’ affermare che Gamerland sia un programma valido.
    Ormai mediaset ha deluso ogni mia aspettativa su questo tipo di programma.
    E la più grande delusione è vedere un sito buono come questo leccare il fondo schiena per ottenere più iscritti e visualizzazioni.
    Ah, sarà un grande doppiatore, ma di sicuro un gioco è meglio gustarselo in lingua originale.

    • Ciao Gamba.

      Addirittura stupido…?? o presunto non intelligente :) Dai, forse è un po’ troppo.

      Ora poi, “leccare il fondo schiena”, qui hai veramente esagerato.

      Spero tu abbia letto bene la mia intervista, non entro nei dettagli: con Dino si è parlato soprattutto d’altro.

      Comunque, su Gamerland, ripeto un concetto a mio avviso abbastanza importante: da qualche parte bisogna pur cominciare. Il budget non è certo da grande produzione ma, essere comunque usciti fuori da canali di nicchia con una trasmissione sul videogioco, rimane abbastanza importante per l’Italia. Tieni conto che negli altri stati spesso, durante le copertine culturali dei telegiornali, viene invitato un giornalista della specializzata a parlare di videogiochi.

      Gamerland è comunque un passo in questa direzione, questo mi sembra innegabile.

      Poi aggiusterà il tiro, se riceverà più critiche (o farà più audience) con puntate più “hardcore gamer oriented”, magari cambierà indirizzo. Magari invece diventerà più commerciale, di certo però non dipende da commenti come questo, che mi sembrano scritti più per criticare a spada tratta che per migliorare alcunché.

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