Categorie | News

Perché un Assassin’s Creed all’anno? “Perchè i giocatori sono felici” [Yannis Mallat Dixit]

Perché un Assassin’s Creed all’anno? “Perchè i giocatori sono felici” [Yannis Mallat Dixit]

Partiamo dal presupposto che il sottoscritto si è giocato a fondo e quasi al 100% tutti i vari capitoli di Assassin’s Creed…ma tenete anche a mente che, sempre per il sottoscritto, tale esperienza è stata una parabola discendente. Infatti dopo l’ottimo secondo capitolo (il fatto che sia ambientato nella mia Firenze non ha certo influito…almeno non molto) tutti i capitoli successivi sono stati una pedissequa riproposizione della stessa formula con aggiunte più o meno azzeccate. Dal “geniale” rampino retrattile alla gestione degli assassini, passando per quel forzoso tower defense o l’aggiunta dell’immancabile multiplayer. Per non parlare della caccia nel terzo capitolo che faceva tanto Red Dead Redemption. Ma nonostante tutto quello che realmente mi spingeva a prendere in mano ogni nuovo capitolo era capire dove sarebbero andati a parare con la trama…e dopo aver visto la conclusione di Assassin’s Creed III ho delle serie perplessità sul fronte della coerenza narrativa…ma per evitarvi spoiler mi fermo qui.

Eppure a sentire Ubisoft questo è normalissimo perché: “i giocatori sono felici”. Interrogato da Eurogamer il CEO di Ubisoft Montreal, ovvero Yannis Mallat, ha affermato: “Gli utenti si aspettano sempre più contenuti. Per questo è naturale che provvediamo a fornire tali contenuti. I videogiocatori sono felici e il nostro lavoro è renderli felici“. Insomma finché ce li comprano perché smettere di farli? Ma ovviamente il saggio intervistatore ha fatto anche un’ulteriore domanda a Yannis, ovvero se è possibile continuare con questi ritmi senza far stagnare la serie nel calderone del more of the same. Ed ecco la risposta del CEO: “Il team che ha lavorato su Assassin’s Creed 3 al momento non stanno lavorando su Black Flag. Stanno infatti riposando per ricaricare le loro menti così da lavorare al meglio su qualcosa che non è stato ancora annunciato.”

Quindi la soluzione, per Ubisoft, è una turnazione annuale dei team che lavorano sulla serie. Adesso mi affido ai vostri commenti cari Insiders: è davvero questa la strategia giusta per evitare che ogni Assassin’s Creed sembri un clone aggiornato e riadattato del precedente?

Questo post è stato scritto da:

- ha scritto 325 articoli su Inside The Game.

Contatta l'autore

Commenti

Commenti

5 Di risposte a “Perché un Assassin’s Creed all’anno? “Perchè i giocatori sono felici” [Yannis Mallat Dixit]”

  1. Giuseppe scrive:

    Per evitare l’effetto “more of the same”…non dovrebbero fare “the same game”!
    Se continuano a fare Assassin’s Creed, non ci si può aspettare novità rivoluzionarie, in quale saga arrivata al 6 gioco si possono vedere novità di questo tipo?
    Daltronde, se vende, perché smettere di produrlo?

  2. Pinuzzo85 scrive:

    ormai sono indifensibili. cioè fare un prequel del terzo capitalo mettendo il numero 4 e con un sottotitolo.

    per quanto ami la saga, il terzo ha mille difetti, e di questo nuovo capitolo non ne sento proprio il bisogno.

  3. Gidantribal scrive:

    Un assassin’s creed all’anno non si può vedere al pari di un metal gear, un GTA o un bioshock. Pensate proprio a Bioschock, secondo voi il brand e il gameplay di questo gioco sarebbero così incredibilmente affascinanti e spaccamascella se irrational ci avesse propinato ogni anno una nuova iterazione del brand? Decisamente no, idem dicasi per metal gear et similia. Succede la stessa cosa per il cinema dove non esce ogni anno il film del nostro eroe preferito ma si prendono comunque dei lassi di tempo maggiori, benchè non sia mai stato vicino al concetto di film da oscar noterete che è proprio il becerissimo “cinepanettone” l’unico genere ad essere proposto ogni anno ed è proprio quello che ha esaurito le idee da tantissimo tempo.

    Esistono poi generi in cui un capitolo all’anno si può evidentemente accettare ma spesso e volentieri sono titoli che non richiedono una trama di particolare spessore se non un pretesto per pigiare i tasti del pad, mi riferisco ai vari fifa, need for speed e call of duty…

    Ultima analisi è quella di più team che si prendono cura dello stesso brand. Con need for speed Undergrond 2 La EA ha mandato in frantumi il team Blackbox che è rimasto imprigionato in una triste situazione di sfornare un gioco ogni 11 mesi, solo dopo aver ricevuto pessime recensioni dalla stampa si è deciso di cambiare, rendendo NFS molto più sfaccettato, rendendolo ora un prodotto più simulativo, ora un gioco estremamente arcade in base alla software house che sviluppava una nuova iterazione del brand.

    Con call of duty due team diversi portano avanti una diversa porzione di trama, i coddari hanno sempre un grilletto da premere e a quanto pare qui va benissimo così, tra un titolo e l’altro si trova pure il tempo di innovare ma la trama non è di certo il fulcro del gioco.

    Con Assassin’s creed ahimè tutto questo non si può fare, qui c’è da gestire ogni volta un open world e più titoli si mettono in commercio più scende la qualità globale del prodotto e la storia diventerà frammentata. Se Kojima facesse un metal gear all’anno sarebbe di sicuro ricoverato in un centro psichiatrico.

    Riassumendo: Ci sono generi al di fuori dei titoli sportivi che possono uscire ogni anno ma con dei compromessi come un doppio team a supportarlo, la natura di assassin’s creed invece non rende possibile una simile tabella di marcia perchè i risvolti sul lungo periodo sono solamente negativi.

  4. morgensolo scrive:

    Secondo me fanno una merda assoluta è dal Brotherhood che non ci gioco e sono contento perché il tre è addirittura pieno di bug ingiocabile…potrebbero chiamarlo call of creed fanno prima o pro evolution assassin!!!

Trackbacks / Pingbacks


Rispondi