VideoBlog, puntata #10: senza arte né parte… o forse si?

VideoBlog, puntata #10: senza arte né parte… o forse si?

Ogni videoblog ha il suo articolo su Inside The Game, il suo post su facebook (ahah… meglio usare un GRANDISSIMO plurale), la sua twittata ecc. E su ogni “canale” c’è un pubblico diverso. Come ho detto in apertura di questa puntata, al post che ho scritto su ITG relativo alla puntata 9, non mi avete cagato di striscio. Neanche un commentino. Massimo ha detto che è stata la sua mancanza: beh, ora io passo alle minacce. Se neanche questa puntata 10 dovesse ricevere commenti da voi che siete il mio pubblico di riferimento (utenti di ITG e del forum) allora la prossima puntata saremo nudi! Vi prego, per risparmiare all’umanità questa sofferenza… commentate e diteci cosa ne pensate sugli argomenti odierni: arte e videogiochi, la nuova Xbox sempre connessa, chiusura di LucasArts.

Buona visione :)

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13 Di risposte a “VideoBlog, puntata #10: senza arte né parte… o forse si?”

  1. Gidantribal scrive:

    Ok, ok, ok! mi hai convinto! Ecco il primo commento! XD

    Per il resto ho già espresso le mie opinioni ovunque e ripeto che siete stati bravi a parcheggiare l’argomento arte e videogiochi, più volte affrontato da queste parti in favore dei successivi :P
    E disney rimane comunque una società ammazza- software house, dopo black rock studios e la software house di epic mickey, lucasarts benchè fosse in un coma artistico da troppo tempo è pur sempre un tassello in meno del nostro universo preferito.

    Mi manca moltissimo l’epoca PSX dove gli sviluppatori si buttavano allo sbaraglio, proponendo concept di gioco più o meno innovativi, ben pensati o strampalati, penso a vib-ribbon e la sua estrema sobrietà, alle perle di Psygnosis come rollcage o il primo titolo dalle origini “indie” di cui sono a conoscenza come Devil dice. Tutti questi giochi amenochè la software house non fosse stata già in pessime acque in partenza, difficilmente colava a picco a causa di un singolo progetto andato male e questo consentiva una sperimentazione totale.

    Mettiamola così: l’epoca PSX era un coloratissimo platform dove le software house disponevano di moltissime vite e quindi si prendevano tutti gli azzardi che volevano.
    Oggi purtroppo le software house giocano a dei survival horror senza checkpoint o altre vite.

  2. Bortolo scrive:

    Io continuo a dire che bisogna clonare il buon massimo e produrne una mini copia in serie da tenere sul comodino, diventeremo milionari XD

  3. Vedi che con le minacce si ottiene tutto :)

  4. Hizaki scrive:

    Dai, a maggio sapremo esattamente i motivi per i quali non compreremo la nuova console microsoft :D
    Per quanto riguarda il discorso arte: il cinema è un’arte, senza alcun dubbio. Ma non è detto che tutti i film siano arte…

  5. Hizaki scrive:

    E dai…io prenoto la limited!

  6. @NtonIo scrive:

    Direi, piuttosto, che dopo dieci appuntamenti sia spontaneamente venuto fuori il titolo di questo vostro angolo: “De che stamo a parla’?”. Non scherzo, dovreste intitolarlo proprio così, con la frase che è già tormentone.

  7. Chuck Schuldiner scrive:

    Scusate ma non sono assolutamente d’accordo con l’accostamento arte/videogiochi, magari non sarà questa la sede adatta, in quanto teoricamente si dovrebbe commentare la realizzazione del videoblog (spontaneo e ben realizzato, anche se manca qualche accorgimento tecnico per renderlo davvero ottimo), ma non riesco a non ribattere. Oggigiorno, secondo me, i videogiochi sono diventati a tutti gli effetti una vera e propria forma d’arte. La seguente affermazione: “l’arte DEVE essere comprensibile a tutti”, non è affatto vera. Se zio Pinello non riconosce l’arte in Journey, magari dirà altrettanto davanti ad un Guernica di Picasso o magari davanti ad una delle tante opere futuriste. L’arte non è per forza diretta e non tutti la comprendono. Ovvio davanti ad un Caravaggio l’estasi è ben diversa, l’impatto è diretto, il colpo d’occhio riconoscerne fin da subito il genio che l’ha disegnato, ma esistono varie forme d’arte, alcune comprensibili, altre meno..altre ancora, comprensibili solo da chi ha studiato storia dell’arte. Inoltre, aggiungo, l’arte non è rappresentata esclusivamente da un disegno su tela, ma è anche scultura, musica, e quant’altro. Sono diverse le espressioni che una persona può usare, le rappresentazioni artistiche molteplici. Trovo approssimativo identificare l’arte, in un videogioco, nella sola realizzazione scenica e sonora, un videogioco è tutta una serie di cose, messe insieme in modo tale che trasmettano qualcosa. L’arte è il veicolo di un’emozione che parte dal gioco al giocatore o almeno questo è ciò che penso in merito.

  8. @NtonIo scrive:

    Si fa un gran parlare di questo argomento, ma temo che non ci si soffermi mai abbastanza prima di esporsi. A breve conto di fomentare la discussione con un articolo essenzialmente incentrato su Bioshock Infinite, ma intanto getto un seme di ciò che probabilmente sarà. Il problema non sta nell’arte “per pochi” o in quella “per tutti”, quanto nell’arte per l’arte, tanto per cominciare: come si spiega che alcuni secoli fa anche il più frettoloso dei passanti potesse “permettersi” di fermarsi davanti a un cantiere e dare “suggerimenti” all’artista – il quale, peraltro, li accettava di buon grado – ? In epoca di radicale analfabetismo, l’arte “per pochi” era la scrittura, sicché gli affreschi e gli ornamenti delle chiese vennero denominati “Biblia pauperum”, la Bibbia dei poveri; oggi sfido la stragrande maggioranza di sedicenti artisti a produrre roba della medesima fattura. Questo in qualche modo per rispondere, non esaurire, il discorso inerente a chi sia o debba essere diretta l’Arte. Insomma, giusto per far notare che c’è molto di più dell’ignoranza; argomento troppo comodo.

    Quanto ai videogiochi, vorrei tanto poter inoltrarmi nel discorso ma rischierei di vanificare l’articolo di cui sopra. Perciò dico solo questo: c’è l’Arte e c’è l’artistico. Il videogioco, con le sue sole gambe, ha sino ad ora dimostrato di non riuscire ad infrangere le barriere della seconda ‘categoria’. Al momento non rileva se un giorno ci riuscirà o meno perché, sino a quando i videogiocatori per primi non smetteranno di voler imporre questa sterile elevazione, non potranno essere posti in essere i dibattiti tali per cui un giorno si possa oltrepassare tale soglia. Il videogiocatore medio – ed è paradossale – è fra i più conservatori tra i fruitori di media; basti notare il suo imbarazzo dinanzi a ciò che non gli è, per così dire, “famigliare”. Qui mi fermo, ma spero di poter aggiungere ulteriore benzina sul fuoco a breve.

  9. Chuck Schuldiner scrive:

    Complimenti @ntonIo gran bel post, anche se soltanto un “seme”, lascia ben intuire su quanto bella sarà la pianta. Non vedo l’ora di confrontarmi con te su questo delicato argomento, sperando che per allora avrò ultimato Bioshock, onde evitare spoiler, ma soprattutto per aver maggiore cognizione di causa.

    • ecnuxezidal scrive:

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