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Blizzard svela qualche nuovo dettaglio su HeartStone [intervista]

Blizzard svela qualche nuovo dettaglio su HeartStone [intervista]

Chi vi scrive è stato letteralmente un malato di World of Warcraft per circa tre anni (ed il mio pseudonimo sulle pagine di Inside The Game è dovuto al mio main character, un Mage Gnome dal ciuffo rosa ormai errante nelle lande di Azeroth, dopo comunque periodi di grandi fasti e gloriose imprese).

Chi vi scrive è stato, inoltre, letteralmente un malato di Magic: the Gathering (non mi faccio mancare proprio nulla…).

Chi vi scrive, infine, ha avuto una reazione assimilabile ad una eiaculazione precoce quando la Blizzard annunciò al PAX East lo sviluppo di HeartStone, gioco di carte collezionabili basato sul lore di WoW.

Sono passate circa tre settimane e la Blizzard ci aggiorna con un’intervista, in cui risponde alle (ovvie) domande che il grande pubblico si stava ponendo sul TCG.

In sintesi, pressati con il quesito sull’always on-line, dalla casa di produzione hanno risposto in maniera criptica, dicendo che stanno ancora riflettendo su questo punto (specie riguardo alla versione per iPad, che affiancherà quelle per Windows e Mac), ma affermando al contempo che il videogioco è stato pensato come un prodotto da vivere in rete, con sfide multiplayer (per ora 1vs1, ma che in futuro potrebbero anche essere 2vs2 ed addirittura 3vs3) e che, di conseguenza, avrebbe poco senso una modalità off-line.

Sempre riguardo alla versione “portatile” del gioco, la Blizzard ha fatto sapere che sta valutando l’ipotesi di rendere HeartStone un titolo multiplatform, anche se ancora, nemmeno su questo punto, hanno saputo dare risposte definitive. Per certo si sa, però, che l’edizione per iPad uscirà in un momento successivo a quello per computer.

Infine, alla domanda riguardante le modalità con cui sarà architettato il gioco (che sarà free-to-play, ma che avrà uno store all’interno in cui acquistare carte aggiuntive), la Blizzard ha risposto asserendo che HeartStone sarà godibilissimo anche se si decida di non comprare niente dal negozio, essendo ogni elemento ingame ottenibile semplicemente giocando: le carte non saranno scambiabili fra giocatori, feature abbastanza strana per un TCG ad essere onesti, ma saranno disincantabili, secondo la tradizione del MMORPG da cui il titolo prende le ambientazioni ed i personaggi; le shard così create potranno essere poi utilizzate per creare nuove carte (esisterà una apposita modalità denominata Forge in cui “alchemizzare” i materiali grezzi).

Insomma, HeartStone inizia a prendere piede ed io inizio a non stare più nella pelle. Maledetta Blizzard, stai per riavere la mia anima…

 

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